Consolidamento strutturale di un ponte in muratura mediante "arco armato" intradossale
Il ponte sul fiume Gesso presentava gravi fessurazioni e infiltrazioni, pur dovendo restare aperto al traffico.
Il consolidamento dall’intradosso con il sistema “Arco Armato” ha migliorato significativamente le prestazioni strutturali e sismiche.
Il ponte in muratura sul fiume Gesso, all'ingresso di Cuneo, presentava diffuse fessurazioni nei piloni e nelle armille dei tre grandi archi che lo compongono, lunghi ciascuno 24 metri. Il ponte, sottoposto a intenso traffico e da mantenere in esercizio per salvaguardare l'accessibilità alla città, presentava evidenti distacchi dei paramenti e segni di estese infiltrazioni di acque meteoriche. L'impossibilità di interrompere il traffico veicolare ha portato alla scelta di un sistema di consolidamento effettuato solo dall'intradosso, che si è configurato come una post-tensione della volta in muratura mediante il sistema denominato “Arco Armato” (RAM- Reinforced Arch Method). Interventi locali di iniezione e di scuci-cuci delle murature hanno restituito una significativa monoliticità alla struttura ed un benefico miglioramento strutturale, statico e sismico, come dimostrato dalle prove di caratterizzazione dinamica condotte pre e post intervento.
Tra antico e nuovo: cenni storici del Ponte di Valle e di quello di Monte
La struttura del ponte sul fiume Gesso, situato al Km 21+100 della Strada Provinciale n. 422 all’ingresso Est della Città di Cuneo, si sviluppa su tre campate ad arco poco ribassato, ciascuna con luce netta di m 24,00 e freccia di m 4,70 circa. Ha una lunghezza complessiva di m 86,40, misurata alle riseghe di spalla, e un’altezza tra il piano d’impalcato e l’estradosso di fondazione di circa m 17,50.
Si tratta di un’infrastruttura costituita da due ponti gemelli affiancati, geometricamente simili, ma realizzati in epoche e con tecniche molto diverse. Nella presente memoria si tratterà del consolidamento del ponte storico in muratura, situato a valle.
Il primo ponte, posto sul lato di valle, è il più antico e, con riferimento alla pubblicazione del Prof. Luciano Re, il periodo di costruzione è databile tra il 1853 ed il 1856 su progetto dell’ing. Domenico Diana. A comprova della datazione vi è una fotografia storica del ponte (Figura 1), antecedente al 1869, data in cui a valle non è ancora presente il ponte ferroviario, realizzato in quell’anno su progetto degli Ingg. Soldati ed Alasia. Dall’immagine si può rilevare come il livello dell’alveo fosse ben superiore a quello delle fondazioni delle pile, così come si nota l’assenza, in campata sinistra, del terrapieno stradale con gabbionate, che oggi la ostruisce parzialmente.

Il ponte situato a monte è stato invece realizzato all’inizio degli anni ’90 e, pur presentando un profilo sostanzialmente identico al precedente, è in realtà costituito da una struttura in calcestruzzo armato. Le volte sono realizzate con travi in c.a. affiancate, a sezione variabile, con profilo ad arco e con un giunto tra trave e trave. Proprio questa particolarità geometrica ha fornito agli autori uno spunto progettuale per il consolidamento dell’adiacente ponte in muratura, come descritto di seguito. Le pile e le spalle sono in c.a. e tutte le superfici, ad esclusione delle volte, presentano un rivestimento in mattoni (Figura 2).

La conoscenza del manufatto: indagini e rilievi
La geometria
Il ponte storico è principalmente realizzato in mattoni e presenta un impalcato costituito da una piattaforma stradale bitumata di m 7.30 con doppia corsia a senso unico affiancata da due marciapiedi in calcestruzzo (m 0.85 a valle e 1.20 a monte), realizzati in epoca più recente per il posizionamento di barriere stradali di sicurezza tipo guard-rail e dei parapetti zincati, che hanno sostituito quelli storici in ferro.
Le arcate sono realizzate in mattoni pieni e, come consuetudine nei ponti stradali a partire dalla metà dell’Ottocento, per ragioni economiche l’utilizzo della pietra da taglio veniva confinata alle sole sezioni più sollecitate. Nel ponte in esame risultano in pietra da taglio il piano di imposta delle arcate, i conci di testa in chiave, gli elementi di spigolo delle spalle e dei muri andatori, i medaglioni in pietra posti nelle lesene decorative dei timpani di testa e i rostri. I muri di timpano presentano eleganti medaglioni in pietra con al centro una testa leonina in bronzo.
Dalle indagini stratigrafiche risulta uno spessore medio delle arcate pari a 90 cm ed uno spessore medio delle murature verticali sopra le arcate pari a 15 cm.
La caratterizzazione meccanica delle murature
Le indagini diagnostiche sono state estese alle tre arcate del ponte storico, riferendosi alle vigenti normative tecniche.
Obiettivo della campagna diagnostica, condotta dai tecnici specializzati della P&P Consulting Engineers di Seriate (BG), è stato il raggiungimento di un livello di conoscenza LC3, corrispondente ad un livello di conoscenza “accurata”.
In Tabella 1 si elencano le prove diagnostiche eseguite.

Le caratteristiche meccaniche dei materiali strutturali, adottando i valori medi delle prove effettuate come da Tabella 1, sono pari a:
- valor medio del modulo di elasticità: Em = 6.082 N/mm2;
- valor medio della tensione di rottura: fm = 5,70 N/mm2
In tabella 2 si riportano i risultati ottenuti dalle indagini con martinetto piatto singolo e doppio.

Per quanto riguarda l’interpretazione dei risultati di velocità sonica registrati, si osserva che, in termini generali, è possibile riferirsi alla seguente classificazione:
- vm< 500 m/s, individua murature con presenza di grosse discontinuità e vuoti;
- 500 m/s <vm< 1.000m/s, individua murature con sensibili carenze di costruzione;
- 1.000 m/s <vm< 1.500 m/s, individua murature con difetti e irregolarità nei corsi o nelle giunzioni;
- 1.500 m/s <vm< 2.000 m/s individua murature di discreta consistenza;
- m>2.000 m/s indica murature accuratamente costruite e conservate.
La muratura del ponte, avendo restituito una velocità di propagazione pari a vm = 1.700 m/s, si presenta quindi di discreta consistenza.
In riferimento alla malta, le prove penetrometriche hanno restituito una resistenza a com- pressione pari a 7,6 MPa, ossia compresa tra M5 e M10.
IF CRASC 2025
La presente relazione è stata presentata in occasione dell'evento IF CRASC'25, tenutosi a Napoli dal 15 al 17 luglio 2025. Scopri di più sulla manifestazione e guarda le interviste ai protagonisti!
LEGGI L'APPROFONDIMENTO
La caratterizzazione dinamica del ponte
Il ponte sul torrente Gesso è stato sottoposto, prima dell’intervento di consolidamento, ad una campagna di indagini dinamiche, condotta da personale tecnico specializzato del setto- re Vibrazioni e Monitoraggio Dinamico di Strutture di LPM del Politecnico di Milano.
Le indagini sono state eseguite in accordo sia con le prescrizioni contenute nella norma UNI 10985 (2002) Vibrazioni su ponti e viadotti - Linee guida per l'esecuzione di prove e rilievi dinamici, sia con le più recenti istruzioni internazionali Investigations et évaluation dynamiques des ponts, emesse nel 2009 dal Laboratoire Central des Ponts et Chaussées (LCPC).
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