Definizione degli archetipi delle scuole in c.a. del XX secolo per valutazione di vulnerabilità sismica su larga scala
Molte scuole italiane in cemento armato, costruite tra il 1950 e il 1980, non sono state progettate per resistere ai terremoti. Lo studio analizza un ampio campione di edifici scolastici per individuarne caratteristiche ricorrenti e criticità. Da questa analisi nascono archetipi utili per valutazioni di vulnerabilità sismica su larga scala.
La sicurezza sismica delle scuole costruite nel secondo dopoguerra rappresenta una delle principali sfide per la gestione del patrimonio edilizio pubblico italiano. Gran parte di questi edifici in cemento armato è stata progettata in assenza di criteri antisismici moderni, rendendo necessario un approccio sistematico alla valutazione della vulnerabilità. L’articolo approfondisce un metodo di classificazione tipologica basato su archetipi strutturali, presentato in ambito scientifico ad ANIDIS 2025, con l’obiettivo di supportare analisi su larga scala e decisioni operative.
Nel corso del convegno ANIDIS 2025, svoltosi ad Assisi dal 7 all’11 settembre 2025, uno dei contributi più significativi della sessione dedicata a vulnerabilità e rischio sismico ha riguardato un tema di forte attualità per il patrimonio edilizio italiano: la classificazione tipologica delle scuole in cemento armato del Novecento ai fini della valutazione della vulnerabilità sismica su larga scala. La relazione, presentata da Tommaso Petrella, dottorando presso l’Università Federico II di Napoli, ha posto l’accento su un nodo critico spesso trascurato dagli studi di settore: l’assenza di una classificazione sistemica e coerente delle tipologie strutturali scolastiche costruite nel secondo dopoguerra.
La sicurezza sismica delle scuole costruite nel secondo dopoguerra rappresenta una delle principali sfide per la gestione del patrimonio edilizio pubblico italiano. Gran parte di questi edifici in cemento armato è stata progettata in assenza di criteri antisismici moderni, rendendo necessario un approccio sistematico alla valutazione della vulnerabilità. L’articolo approfondisce un metodo di classificazione tipologica basato su archetipi strutturali, presentato in ambito scientifico ad ANIDIS 2025, con l’obiettivo di supportare analisi su larga scala e decisioni operative.
Il ruolo strategico delle scuole e il problema del costruito storico
Le scuole rappresentano una categoria edilizia di primaria importanza per la comunità, non solo per la loro funzione educativa ma anche per il ruolo strategico che possono assumere in caso di emergenza sismica, come edifici rifugio o centri di coordinamento della protezione civile. In Italia, tuttavia, una parte rilevantissima di questo patrimonio edilizio è stata realizzata tra il 1950 e il 1980, in un periodo in cui le normative tecniche non includevano criteri di progettazione antisismica comparabili a quelli attuali.
Questo dato temporale si traduce in una condizione di vulnerabilità diffusa. Edifici concepiti senza una consapevolezza sismica adeguata possono subire danni significativi anche in occasione di eventi di moderata intensità, con conseguente perdita di funzionalità e gravi ricadute sociali. È proprio a partire da questa constatazione che il lavoro presentato ad ANIDIS 2025 si propone di costruire un quadro conoscitivo solido, capace di supportare valutazioni di vulnerabilità realmente rappresentative su vasta scala.
Dai casi studio agli archetipi strutturali
Il cuore della ricerca illustrata da Petrella è costituito dall’analisi approfondita di un campione di 57 edifici scolastici in calcestruzzo armato situati nella parte occidentale della provincia di Napoli, comprendente i comuni di Bacoli e Pozzuoli e i quartieri napoletani di Fuorigrotta e Bagnoli. Su questo building stock sono state condotte indagini in sito e ricerche d’archivio, con l’obiettivo di ricostruire le caratteristiche strutturali, geometriche e funzionali degli edifici.
Dall’analisi dei dati è emerso un quadro piuttosto omogeneo sotto diversi aspetti: prevalenza di telai monodirezionali in cemento armato, solai laterocementizi gettati in opera, configurazioni in elevazione generalmente limitate a uno o due piani. Accanto a queste ricorrenze si riscontrano tuttavia vulnerabilità locali significative, come la presenza di piani pilotis, colonne corte dovute a finestre a nastro e irregolarità torsionali legate a geometrie in pianta complesse.
Sulla base di queste evidenze, la ricerca ha portato alla definizione di quattro archetipi strutturali, individuati combinando geometria in pianta, distribuzione funzionale degli spazi e sistema resistente. Gli archetipi non rappresentano singoli edifici reali, ma modelli tipologici che sintetizzano le caratteristiche comuni e le criticità ricorrenti di ampie classi di scuole, costituendo un passaggio fondamentale per le analisi di vulnerabilità su larga scala.
Un framework per la valutazione sismica su larga scala
Uno degli elementi di maggiore interesse del lavoro presentato ad ANIDIS 2025 è il superamento di una delle principali debolezze della letteratura esistente. Molti studi precedenti, pur affrontando il tema della vulnerabilità sismica delle scuole, si basano su dataset regionali limitati o su casi studio con caratteristiche specifiche, rendendo difficile la comparabilità dei risultati e la loro estensione a scala nazionale. Inoltre, la definizione delle classi tipologiche risulta spesso eterogenea, con approcci metodologici non sempre coerenti tra loro.
La proposta presentata va invece nella direzione di una classificazione strutturale armonizzata, capace di fungere da base comune per future valutazioni di rischio. Il framework messo a punto, pur derivando da un contesto territoriale specifico, è concepito per essere esteso e adattato ad altre realtà italiane, attraverso l’ampliamento del dataset e la verifica della trasferibilità degli archetipi individuati.
Prospettive di ricerca e ricadute operative
Le conclusioni della relazione aprono scenari di ricerca particolarmente rilevanti per il settore dell’ingegneria sismica e per la gestione del patrimonio edilizio pubblico. L’estensione dello studio ad altre regioni italiane consentirebbe di verificare se gli archetipi definiti per l’area napoletana possano rappresentare efficacemente anche altre tipologie scolastiche del Paese o se sia necessario introdurre ulteriori modelli.
In prospettiva, una classificazione tipologica condivisa potrebbe diventare uno strumento operativo di grande utilità per le amministrazioni pubbliche, permettendo di orientare le priorità di intervento, pianificare campagne di verifica su larga scala e supportare decisioni strategiche in materia di prevenzione sismica. In questo senso, il contributo presentato ad ANIDIS 2025 si colloca come un tassello importante verso una gestione più consapevole e sistematica della sicurezza delle scuole italiane.
L'ARTICOLO IN SINTESI
-Centralità delle scuole come edifici strategici per la comunità e la gestione delle emergenze;
-Diffusa vulnerabilità del patrimonio scolastico in c.a. costruito nel secondo dopoguerra;
-Analisi di un campione di edifici reali per individuare caratteristiche strutturali ricorrenti;
-Definizione di archetipi tipologici come base per studi di vulnerabilità su larga scala;
-Potenziale applicazione del metodo ad altre regioni italiane per supportare la prevenzione sismica.
DI SEGUITO LA VIDEOREGISTRAZIONE INTEGRALE DELL'INTERVENTO.
Il testo è stato redatto tramite la videoregistrazione, con l'utilizzo dell'IA.
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