Dehors con tenda e vetrate: quando è una vera pergotenda?
La chiusura perimetrale di un dehors mediante vetrate scorrevoli non comporta la trasformazione dello spazio esterno in un locale chiuso e stabile. Di conseguenza, una pergotenda realizzata con tali caratteristiche è qualificabile come intervento di edilizia libera
Quale titolo abilitativo serve per realizzare una pergotenda? Ancora meglio: quando siamo di fronte a una vera pergotenda che si può allestire in edilizia libera?
Ci sono tante sentenze della giustizia amministrativa che si occupano di questa particolare opera edilizia: in particolare, il Consiglio di Stato, nella n. 5828/2025, riforma quanto statuito dal TAR considerando lecita una pergotenda formata da un dehors con tenda retrattile e vetrate scorrevoli, e quindi assentibile in edilizia libera, cosa che invece in prima e seconda istanza (comune e TAR, appunto) non era stata concessa.
La pergotenda del contendere e la questione delle vetrate
Oggetto del contendere è un’ordinanza comunale, emessa nei confronti di una società esercente un'attività di somministrazione di alimenti e bevande, recante l'ingiunzione di rimozione del dehors realizzato previa segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e costituito da una pavimentazione in gres porcellanato coperta da una tenda retrattile in pvc, quest'ultima sorretta da una struttura in alluminio su cui sono stati inseriti dei pannelli in vetro scorrevoli.
Il TAR Piemonte ha confermato quanto statuito dal comune, ritenendo l'apposizione delle vetrate finalizzata non già al sostegno della tenda bensì alla chiusura stabile dello spazio esterno, ingenerando un ampliamento dei locali e la creazione di un nuovo volume o superficie, in quanto tale soggetto al previo conseguimento del titolo edilizio/permesso di costruire.
In definitiva, secondo il TAR, bisognava rimuovere le vetrate, fermo il mantenimento della struttura portante.
ll Consiglio di Stato ribalta tutto: è una pergotenda liberamente realizzabile
Palazzo Spada ha tuttavia qualificato diversamente la fattispecie e riformato la sentenza di primo grado, annullando l’ordinanza di ripristino.
In particolare, richiamando un precedente della Cons. Stato, sez.VI, 21 luglio 2025, n. 607), il Consiglio di Stato ha ritenuto che le opere in questione (e, in particolare, l'apposizione di vetrate scorrevoli perimetrali) siano inidonee a trasformare lo spazio esterno in un ambiente stanziale chiuso e stabile e che, pertanto, possano essere realizzate in regime di attività edilizia libera.
Si evidenzia che, in particolare, ai fini della qualificazione di un’opera alla stregua di "pergotenda" assumono rilevanza due profili:
- le caratteristiche strutturali, nel caso di specie consistenti nel carattere retrattile della tenda e nel carattere scorrevole delle vetrate di chiusura;
- l'aspetto "funzionale", in base al quale l’opera deve essere destinata a consentire la migliore vivibilità di uno spazio esterno, mantenendone la destinazione (pur non richiedendosi la temporaneità dell’esigenza sottesa alla realizzazione dell’opera, che può anche essere stabile nel tempo).
Pergotenda: le caratteristiche di base
La giustizia amministrativa evidenzia inoltre che in base al più recente indirizzo ermeneutico, la pergotenda «consiste in una struttura leggera, non stabilmente infissa al suolo, sostanzialmente idonea a supportare una "tenda", anche in materiale plastico.
È, in particolare, necessario che:
- i) l'opera principale sia costituita, appunto, dalla "tenda" quale elemento di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, finalizzata a una migliore fruizione dello spazio esterno;
- ii) la struttura rappresenti un mero elemento accessorio rispetto alla tenda, necessario al sostegno e all'estensione della stessa;
- iii) gli elementi di copertura e di chiusura (la "tenda") siano non soltanto facilmente amovibili, ma anche completamente retraibili, in materiale plastico o in tessuto, comunque privi di elementi di fissità, stabilità e permanenza tali da creare uno spazio chiuso, stabilmente configurato che possa alterare la sagoma ed il prospetto dell'edificio "principale".
In altri termini, per aversi una "pergotenda" e non già una "tettoia", è necessario che l'eventuale copertura in materiale plastico sia completamente retrattile, ovvero "impacchettabile", così da escludere la realizzazione di nuovo volume».
In definitiva: pergotenda legittima assentibile in edilizia libera
In continuità con l'orientamento anche recentemente espresso dal Consiglio di Stato Sez. VI, Sentenza, 27/1/2025, n. 607, “Un'opera costituita da una struttura con copertura retrattile e chiusura laterale con vetrate scorrevoli, se mantiene la destinazione esterna dello spazio senza trasformarlo in un ambiente stanziale chiuso e stabile, deve qualificarsi come pergotenda. Tale qualificazione la colloca tra le opere di edilizia libera, ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. n. 380 del 2001e del "Glossario contenente l'elenco non esaustivo delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività edilizia libera" (D.M. 2 marzo 2018), non essendo quindi soggetta a titolo edilizio".
LA SENTENZA E' SCARICABILE IN ALLEGATO
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