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"Il turismo come motore di rigenerazione urbana": il seminario dell’Ordine degli Architetti di Rimini a INOUT 2025

Il turismo non è solo economia e accoglienza, ma leva strategica per la rigenerazione urbana e la qualità della vita. È questa la visione emersa l’8 ottobre 2025 a Rimini, durante il Primo Seminario Deontologico dell’Ordine degli Architetti PPC, organizzato all’interno della Fiera "INOUT – The Contract Community". Un confronto tra istituzioni, professionisti e imprese sulle nuove sinergie tra architettura, città e ospitalità.

Il turismo come motore di rigenerazione urbana: il Primo Seminario Deontologico dell’Ordine degli Architetti alla Fiera INOUT (Rimini, 8 ottobre 2025)

Nella cornice del Quartiere Fieristico di Rimini, presso il Padiglione B2 – Area Thinking Box, si è svolto l’8 ottobre 2025 il Primo Seminario Deontologico promosso dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Rimini all’interno della manifestazione INOUT – The Contract Community, evento che unisce i mondi dell’architettura, del turismo, dell’impresa e della società.

La giornata, dal titolo Il comparto turistico nella nuova visione della città, ha proposto una riflessione ampia sul rapporto tra trasformazione urbana, pianificazione strategica e innovazione dell’offerta turistica, affrontando i temi della resilienza territoriale, della rigenerazione e dei nuovi modelli di ospitalità.

 

Programma seminario
Programma seminario dell'Ordine degli Architetti PPC di Rimini Il comparto turistico nella nuova visione della città." 8 ottobre presso quartiere fieristico di Rimini, InOut. (@Ingenio)

  

L’apertura dei lavori: il saluto del Presidente Roberto Ricci

Ad aprire i lavori è stato l’architetto Roberto Ricci, da poco rieletto Presidente dell’OAPPC di Rimini, che ha salutato i presenti con un intervento denso di significato.

“È per me un grande onore – ha esordito Ricci – poter rivolgere oggi i miei primi saluti pubblici dopo la mia recente rielezione. Le elezioni appena concluse sono state un momento intenso e partecipato: oggi voglio sottolineare ciò che ci unisce, la volontà di lavorare insieme, con responsabilità e passione, per restituire all’Ordine e ai nostri iscritti riconoscibilità, dignità e serenità.”

Ricci ha poi sottolineato il valore della collaborazione tra l’Ordine e Italian Exhibition Group, organizzatore di INOUT, “piattaforma di dialogo e contaminazione culturale che ci consente di portare la nostra visione oltre i confini della professione”.

Il Presidente ha ribadito come il ruolo dell’architetto debba essere oggi “interprete dei bisogni, regista delle complessità, progettista non solo di spazi ma di processi e relazioni”, evidenziando il legame tra architettura, rigenerazione urbana e qualità della vita.

Ricci ha infine ricordato il duplice obiettivo dei seminari deontologici 2025:

  • Nella giornata dell’8 ottobre, il focus su resilienza territoriale, rigenerazione urbana e nuove tendenze dell’ospitalità;
  • Nella giornata successiva, il confronto su concorsi di architettura e gestione energetica degli edifici storici, due temi strategici per il futuro della professione.

 

La sessione del mattino: strategie territoriali e nuove visioni per la città turistica

Dopo la registrazione dei partecipanti e i saluti istituzionali di Ricci e del Presidente CNAPPC arch. Massimo Crusi, i lavori sono stati introdotti e coordinati dall’arch. Marialuisa Cipriani, Consigliere Segretario dell’OAPPC di Rimini.

Il tema conduttore della mattinata – “Le strategie di area vasta per la resilienza e la vivibilità del territorio” – è stato approfondito dall’architetta Roberta Laghi, Dirigente dell’Ufficio di Piano della Provincia di Rimini, che ha illustrato gli strumenti urbanistici provinciali e le sfide emergenti legate alla sostenibilità, all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla sicurezza delle città.

 

Le strategie di area vasta per la resilienza e la vivibilità del territorio

Ripensare il territorio: la sfida della transizione climatica

Il cambiamento climatico non è più una prospettiva lontana, ma una realtà che trasforma in profondità i nostri territori. Frane, siccità, ondate di calore e allagamenti sempre più frequenti ci chiedono di cambiare approccio: non solo reagire alle emergenze, ma prevenire, adattare e rigenerare.

Le strategie di area vasta diventano così strumenti fondamentali per costruire territori più resilienti e vivibili, capaci di coniugare sicurezza, sostenibilità e qualità della vita.

 

Mitigazione e adattamento: due percorsi che si intrecciano

Affrontare la crisi climatica significa agire su due fronti: mitigare le cause e adattarsi agli effetti.

La mitigazione riguarda la riduzione delle emissioni climalteranti e l’uso più efficiente delle risorse. Significa decarbonizzare i sistemi energetici, promuovere la mobilità sostenibile, ottimizzare i flussi di materia e di energia, e sostenere la circolarità nei processi produttivi e nel settore edilizio.

L’adattamento, invece, richiede di rendere i territori più capaci di reagire ai rischi. Non solo proteggersi, ma trasformarsi: ripensare le città, potenziare le aree verdi, migliorare la gestione delle acque, favorire la biodiversità e la connessione ecologica.

 

Resilienza: la natura come infrastruttura

La resilienza non è un concetto astratto, ma un modello concreto di gestione del territorio.

Significa potenziare la rete ecologica e il reticolo idrografico, restituendo spazio ai fiumi, rafforzando boschi, siepi e fasce ripariali. È un modo per ridurre i rischi idraulici e idrogeologici, migliorare la qualità ambientale e garantire servizi ecosistemici diffusi.

La rigenerazione urbana è parte integrante di questo processo: quartieri verdi e ombreggiati, spazi pubblici di qualità, città di prossimità dove casa, lavoro e servizi siano vicini. Le infrastrutture verdi e blu, come parchi urbani, aree di laminazione, sistemi di drenaggio sostenibile e interventi di forestazione, diventano elementi chiave di un nuovo modo di abitare.

 

Il caso Rimini: un territorio che si adatta e si rigenera

Il Piano Territoriale di Area Vasta (PTAV) della Provincia di Rimini rappresenta un esempio concreto di come la pianificazione possa favorire la resilienza climatica.

Nelle aree a elevata funzionalità ecosistemica, il piano promuove la rinaturalizzazione dei fiumi, la ricarica delle falde, la tutela dei boschi e delle aree vegetate, oltre alla conservazione della fauna e degli habitat. Qui la natura diventa infrastruttura di sicurezza: protegge le comunità, riduce i danni economici e migliora la qualità della vita.

Nelle aree più urbanizzate o agricole, invece, il PTAV punta su nuove cinture verdi, corridoi ecologici e soluzioni basate sulla natura (NbS). L’obiettivo è gestire le acque in modo sostenibile, contrastare le ondate di calore, ridurre gli allagamenti e migliorare la vivibilità degli spazi.

 

L’Abaco per la transizione climatica dell’Alto Adriatico

Per sostenere questa nuova visione, un contributo importante arriva dall’Abaco per la transizione climatica dell’Alto Adriatico (Maragno et al., 2022), sviluppato dal Planning & Climate Change LAB dell’Università Iuav di Venezia.

L’Abaco è uno strumento operativo di governance climatica, pensato per aiutare amministratori e tecnici a integrare la variabile climatica nei piani, programmi e politiche territoriali.

Basato sulla sequenza vulnerabilità → obiettivo → target → azione, offre un catalogo replicabile di strategie per tutto l’Alto Adriatico, adattabile alle specificità di ogni territorio.

 

Un territorio più sicuro, verde e vivibile

Le strategie messe in campo dalla Provincia di Rimini mostrano che la resilienza non è solo una questione ambientale, ma un investimento sulla qualità della vita.

Rigenerare, rinaturalizzare e ridurre le emissioni significa costruire territori più sani, più belli e più equi, dove l’ambiente non è più un vincolo, ma la risorsa più preziosa per il futuro.

Dopo il coffee break delle 11.00, il confronto è proseguito con l’intervento della Dott.ssa Valentina Ridolfi, Assessora all’Urbanistica e Pianificazione del Territorio del Comune di Rimini, e della Dott.ssa Noemi Bello del Forum Rimini Venture – Piano Strategico Rimini, con la relazione “Ripensare la città turistica attraverso innovazione di prodotto e rigenerazione urbana”.

   

Le parole dell’assessora Valentina Ridolfi: “Rimini deve ripensare sé stessa come destinazione contemporanea”

Nel suo intervento, l’assessora Ridolfi ha delineato un’analisi profonda sul necessario cambio di paradigma del turismo riminese:

"Oggi abbiamo riflettuto, insieme all’Ordine degli Architetti, su cosa significhi riprogettare la città turistica. Ma, più ancora che riprogettarla, è necessario prima di tutto ripensarla."

"Rimini nasce da un modello di turismo di massa del dopoguerra, fondato sull’accoglienza e sul servizio. Ma quel modello è superato: la globalizzazione e il benessere diffuso hanno trasformato i turisti e le loro esigenze.”

Ridolfi ha evidenziato la necessità di un nuovo piano strategico che definisca “che tipo di destinazione vogliamo essere nel prossimo futuro e a che tipo di turisti vogliamo rivolgerci”. Ha poi rimarcato come la sfida sia “grande e trasversale”, coinvolgendo urbanistica, cultura, mobilità, economia e commercio, in un approccio “sinergico e olistico, non più verticale”.

 

Intervento di Dott.ssa Valentina RIdolfi- Assessora Urbanistica e Pianificazione del Territorio Comune di Rimini.
Intervento di Dott.ssa Valentina RIdolfi- Assessora Urbanistica e Pianificazione del Territorio Comune di Rimini. (@Ingenio)

 

Rimini parte da un modello affermatosi nel secondo dopoguerra, quello del turismo di massa, fondato sullo spirito del servizio e sull’accoglienza di persone che venivano in vacanza per essere servite, per concedersi ciò che nella loro vita quotidiana non potevano permettersi — a causa dei ritmi di lavoro o del contesto socio-economico di quegli anni.

Nel frattempo, il benessere è cresciuto enormemente, sia nella nostra città sia in molte aree del mondo — anche se non ovunque — e, insieme ai processi di globalizzazione, ha determinato un profondo cambiamento del turismo, dei turisti e delle loro esigenze.

Oggi, quindi, Rimini, per ripensare sé stessa e affiancare alle grandi opere pubbliche realizzate negli ultimi quindici anni grazie alla pianificazione strategica territoriale, deve rimettersi al lavoro per definire che tipo di destinazione vuole essere nel futuro: a quali turisti intende rivolgersi, come intende ripensarsi e riprogettarsi per rispondere in modo efficace — come ha saputo fare in passato — a domande sempre più differenziate, complesse e sfidanti.
Una sfida che riguarda anche la sostenibilità del turismo, e che richiede di valorizzare la nostra particolare morfologia urbana, una città lunga e articolata, con tante specificità che la massificazione e l’omologazione dell’offerta turistica del dopoguerra avevano in parte appiattito.

 

Intervento
Intervento "Ripensare la città turistica attraverso innovazione di prodotto e rigenerazione urbana. Il percorso di co-progettazione pubblico-privata e della destinazione di Rimini" di Dott.ssa Valentina RIdolfi- Assessora Urbanistica e Pianificazione del Territorio Comune di Rimini. (@Ingenio)

 

Rimini deve tornare a proporsi come una destinazione da scegliere per l’esperienza unica che offre, sia essa in un albergo di lusso, in una coabitazione o in un appartamento. È giusto, infatti, rispondere alle diverse esigenze di ospitalità che oggi i turisti esprimono.

È una sfida grande, perché coinvolge molti settori dell’amministrazione e implica un profondo processo di cambiamento: una città che deve saper integrare urbanistica, politiche culturali, mobilità, commercio e sviluppo economico, lavorando in modo sinergico e olistico, e non più verticale. La verticalità, infatti, non è più una cifra del nostro tempo: questo vale per le imprese, ma anche per chi è chiamato ad amministrare e progettare la città, per i cittadini e per l’intera comunità.

Per questo è fondamentale coinvolgere la comunità locale, perché le energie del territorio risiedono proprio nei nostri operatori e nei nostri progettisti, anch’essi chiamati a un cambiamento.

"Dobbiamo passare da una città che si è espansa urbanisticamente senza regole a una città che recuperi una qualità complessiva, capace di offrirsi come destinazione contemporanea — un luogo in cui sia bello vivere e piacevole venire in visita. E questo richiede molto ingegno da parte di tutti: della pubblica amministrazione, ma anche del settore privato, che deve sapersi ripensare in chiave moderna, dentro un contesto ormai completamente mutato".

 

Ripensare la città turistica attraverso innovazione di prodotto e rigenerazione urbana. Il percorso di co-progettazione pubblico-privata e della destinazione di Rimin
Ripensare la città turistica attraverso innovazione di prodotto e rigenerazione urbana. Il percorso di co-progettazione pubblico-privata e della destinazione di Rimini. (@Ingenio)

           

Sulla questione degli affitti brevi

Gli affitti brevi rappresentano oggi un fenomeno che sta mettendo in difficoltà molti centri storici, perché si muovono con dinamiche fortemente competitive rispetto al sistema alberghiero e non sempre in modo trasparente, ad esempio sul piano fiscale e tributario.

Una delle principali distorsioni riguarda proprio gli effetti sulla disponibilità di abitazioni per residenti, studenti e lavoratori: un aspetto tra i più preoccupanti.

Detto questo, non possiamo però affrontare il tema degli affitti brevi in modo rigido. Innanzitutto perché è difficile, dal momento che coinvolge la proprietà privata e immobiliare, che in Italia è da sempre fortemente tutelata. Ma, soprattutto, perché quel tipo di offerta ricettiva risponde a una domanda reale: a persone che cercano un’esperienza diversa dall’albergo, per motivi economici, di libertà o semplicemente per sentirsi parte di una comunità, anche solo per un periodo limitato.

Per molti, la possibilità di fare la spesa nelle botteghe locali o consumare i pasti in casa è un valore aggiunto, non un limite.

Dobbiamo quindi far emergere il sommerso che ancora esiste in questo fenomeno, ma al tempo stesso bilanciare il mercato con politiche abitative di “affordable housing”, cioè di abitazioni accessibili, diverse da quelle di mercato perché rivolte a una domanda con caratteristiche e possibilità economiche differenti.

Infine, è utile cogliere la domanda turistica anche attraverso un sistema regolato di appartamenti ad uso turistico, in grado di rispondere alle esigenze di un turismo che non si concentra più soltanto sul mare, ma sempre più anche su ambiti culturali, centrali e urbani consolidati.

 

Nuove tipologie di ospitalità.
Nuove tipologie di ospitalità. (@Ingenio)

 

La riflessione di Arch. Marialuisa Cipriani: “La città non si trasforma sommando progetti, ma visioni”

A margine dell’incontro, l'arch. Marialuisa Cipriani ha condiviso una riflessione significativa sul senso del convegno:

“Abbiamo voluto partire con una descrizione degli strumenti urbanistici provinciali e comunali perché volevamo trasmettere un messaggio chiaro: la trasformazione della città non può derivare dalla somma di singoli progetti, ma deve essere orchestrata da una visione comune. Oggi i piani sono chiamati a essere strategie di trasformazione, sempre meno raccolte di norme o quantità da esprimere sul territorio.”

L'arch. Cipriani ha sottolineato l’importanza dei due contributi della mattinata: da un lato la visione ampia del Piano di Area Vasta-PTAV illustrata da Laghi, che ha messo in luce i temi della sostenibilità e dell’inclusività urbana; dall’altro l’approccio strategico di Ridolfi, “che ha proposto un modo nuovo di pensare il turismo e le sue ricadute sulle architetture e sul lavoro dei professionisti”.

Particolarmente apprezzato è stato anche il modo in cui si è affrontato il tema dell’ospitalità del futuro, “non come semplice trasformazione fisica degli hotel, ma come conseguenza di una riflessione strategica che parte dall’analisi della domanda e del tipo di turista contemporaneo”.

Infine, Cipriani ha richiamato l’attenzione sull’importanza dei concorsi di progettazione, da lei definiti “uno strumento di valore per amministrazioni, professionisti e cittadini, perché mettono al centro la qualità del progetto e non la notorietà del progettista”.

 

Seminario “Il comparto turistico nella nuova visione della città”.
Seminario “Il comparto turistico nella nuova visione della città”. (@Ingenio)

 

Il pomeriggio: innovazione, design e nuovi modelli di ospitalità

La sessione pomeridiana, dedicata a “Hospitality e innovazione urbana”, è stata coordinata dall’architetto Riccardo Bellini, Consigliere dell’OAPPC di Rimini.

Dopo la registrazione dei partecipanti, si è aperta con la relazione di Nicola Delvecchio, consulente Teamwork, su “I 10 trend che rivoluzioneranno l’offerta alberghiera ed extralberghiera nei prossimi 10 anni”, un’analisi delle nuove tendenze del settore e dei modelli di ospitalità emergenti.

A seguire, l’architetto Lorenzo Antonelli, partner dello studio RIZOMA Architetture, ha presentato “Design for People”, un approfondimento sui modelli ibridi nel progetto di riqualificazione delle strutture ricettive, in cui il design diventa strumento di relazione e benessere.

Infine, Fabio Coppola ha illustrato il progetto “YellowSquare”, esempio concreto di come design, concept e contenuto possano fondersi in uno spazio realmente vissuto, pensato per creare esperienze autentiche di socialità e condivisione.

La giornata si è conclusa con un dibattito aperto e i saluti finali del Presidente Roberto Ricci, che ha ringraziato relatori e partecipanti, ribadendo il ruolo centrale della formazione deontologica come momento di crescita collettiva e di confronto sui temi chiave della professione.

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Ripensare la città turistica attraverso innovazione di prodotto e rigenerazione urbana. Il percorso di co-progettazione pubblico-privata e della destinazione di Rimini.

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