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Impermeabilizzazione: la rivoluzione liquida delle coperture piane

Dalla gestione dei pesi strutturali all’abbattimento dei costi di smaltimento: come le tecnologie liquide e la norma UNI 11928-1 stanno riscrivendo le regole del ripristino impermeabile.

Le membrane liquide per coperture piane rappresentano la soluzione tecnica più efficace per il ripristino senza demolizione, conforme alla UNI 11928-1. Consentono di intervenire su manti esistenti riducendo peso, costi e tempi di cantiere. Ideali per capannoni industriali degradati, garantiscono continuità impermeabile, prestazioni certificate e compatibilità con impianti fotovoltaici.


Addio guaine tradizionali? Le membrane liquide migliorano l’impermeabilizzazione delle coperture

Il patrimonio edilizio italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione, in cui la conservazione e il ripristino prevalgono ormai nettamente sulla demolizione e ricostruzione. Emerge con forza un dato critico riguardante lo stato delle coperture piane, specialmente nel settore industriale: ci troviamo di fronte a un vasto parco immobili costituito prevalentemente da capannoni realizzati dagli anni '80 in poi (epoca in cui si abbandonarono progressivamente le classiche forme a volta, a capanna o a shed), strutture che hanno ormai superato la soglia dei quarant’anni e che spesso presentano in copertura già due o più cicli di stratificazione di vecchie membrane bitume-polimero prefabbricate. Il ripristino di questi manti pone il progettista e l'impresa davanti a un bivio tecnico ed economico complesso.

La rimozione totale del vecchio pacchetto impermeabilizzante viene spesso scartata a priori a causa degli ingenti costi di smaltimento, che in molti casi possono eguagliare o superare i costi di fornitura e posa del nuovo materiale. D'altro canto, la semplice sovrapposizione di ulteriori strati di membrana in rotoli rischia di gravare eccessivamente sulla portata statica del tetto, struttura ad oggi sottoposta a carichi sempre maggiori, dai macchinari di produzione ai moderni impianti fotovoltaici installati in copertura.

Copertura di edificio industriale degradata. Icobit Italia
Copertura di edificio industriale degradata. (Icobit Italia)

Inquadramento normativo: la norma UNI 11928-1:2023

In questo scenario, la tecnologia delle membrane liquide impermeabilizzanti offre soluzioni risolutive e all'avanguardia, oggi supportate da un quadro normativo chiaro grazie alla norma UNI 11928-1:2023, che definisce che cosa si intende per impermeabilizzante liquido applicato in situ. Secondo questa norma, un sistema impermeabilizzante liquido è un materiale mono o multicomponente applicato in uno o più strati uniformi che, una volta polimerizzato, crea uno strato impermeabile continuo, assicurando la tenuta all'acqua meteorica o di irrigazione anche in presenza di battenti definiti.

Parliamo di sistemi certificati e capaci di assicurare un'adesione perfetta sulla quasi totalità dei manti bituminosi esistenti.

In ambito progettuale, la norma individua e definisce i requisiti minimi prestazionali, le destinazioni d’uso e la classificazione delle prestazioni in base allo scenario applicativo: classifica, infatti, in modo puntuale le destinazioni d’uso in ambito di coperture, superfici praticabili o meno, coperture protette, tetti verdi, tetti zavorrati e rovesci.

Icoper Multiuso è la membrana continua impermeabilizzante monocomponente multiuso, colorata in emulsione acquosa e resistente al ristagno dell’acqua.
Icoper Multiuso è la membrana continua impermeabilizzante monocomponente multiuso, colorata in emulsione acquosa e resistente al ristagno dell’acqua. (Icobit Italia)

I vantaggi dell’impiego delle membrane liquide impermeabilizzanti

Il vantaggio dell’impiego di membrane liquide impermeabilizzanti è evidente: con un’applicazione media che varia dai 2 ai 3 kg al metro quadro, il risparmio in termini di peso rispetto ai sistemi tradizionali è drastico, preservando l'integrità strutturale del fabbricato. Oltre alla leggerezza, queste soluzioni sono apprezzate per l'efficienza in cantiere, poiché possono essere applicate agevolmente a rullo o mediante sistemi airless. L'applicazione airless garantisce una produttività elevatissima, con rese giornaliere (per una squadra di due persone) comprese tra gli 800 e i 1000 m².

Questa versatilità risulta imbattibile nella gestione dei dettagli complessi, come lucernari, impianti e corpi emergenti, dove il prodotto crea un manto continuo e privo di giunzioni, eliminando i punti critici tipici dei sormonti. L’applicazione avviene senza fiamme libere, riducendo il rischio di incendio su supporti sensibili. Inoltre, tali sistemi possono essere applicati sulla stratigrafia esistente (anche manti bituminosi obsoleti), limitando costi, tempi e rifiuti.

Membrana liquida impermeabilizzante per coperture piane degradate.
Membrana liquida impermeabilizzante per coperture piane degradate. (Icobit Italia)

Requisiti di performance e durabilità

L'efficacia di un sistema liquido è strettamente legata alla sua capacità di resistere a sollecitazioni e tensioni delle strutture nel tempo. Le moderne formulazioni rispondono a prestazioni certificate da parametri rigorosi, quali:

  • Crack Bridging Ability: Secondo la normativa UNI EN 14891, la capacità di fare ponte sulle fessurazioni è cruciale per mantenere l'integrità del manto su supporti soggetti a micro-movimenti. Sistemi avanzati permettono di assorbire tali sollecitazioni anche a temperature estreme, mantenendo la loro flessibilità.
  • Comportamento al fuoco esterno (Broof): Per i sistemi impermeabilizzanti liquidi particolare attenzione concerne il comportamento al fuoco esterno delle coperture secondo la EN 13501-5 (resistenza all’incendio esterno di tetti e coperture) che disciplina il comportamento al fuoco di un insieme di strati funzionali di copertura ad una fonte di innesco esterna che ne provoca un principio di incendio, dove la norma prevede quattro classi di prova (t1, t2, t3 e t4, descritte in UNI CEN/TS 1187), fondamentale, specialmente con impianti fotovoltaici presenti in copertura.
  • Protezione del calcestruzzo: In conformità alla EN 1504-2, questi sistemi agiscono come barriera protettiva contro l'anidride carbonica, prevenendo il degrado del calcestruzzo e la corrosione dei ferri d'armatura.
  • Resilienza ambientale: le membrane liquide innovative garantiscono elevata resistenza agli agenti atmosferici anche estremi come la grandine, ai raggi ultravioletti e al ristagno d'acqua prolungato.

Sostenibilità e risparmio energetico

Le soluzioni Cool Roof, valutate tramite l'indice SRI (Solar Reflectance Index), riflettono oltre l'80% dell'irraggiamento solare, riducendo la temperatura superficiale della copertura fino al 50%. Questo comporta una mitigazione del fenomeno delle "isole di calore urbane" e un miglioramento del comfort indoor, contribuendo anche all'efficientamento energetico complessivo dell'edificio.

Sotto il profilo ambientale, l'impatto dei prodotti è certificato dall’EPD (Environmental Product Declaration), basata su LCA (UNI EN 15804), che esprime e documenta l’impatto ambientale del prodotto lungo il suo ciclo di vita ed è strettamente connessa ai CAM, i criteri richiesti negli appalti pubblici.

LEGGI ANCHE: EPD e sistemi impermeabilizzanti liquidi: la sostenibilità che si misura, si certifica e si comunica


Icobit: sistemi impermeabilizzanti liquidi da oltre 50 anni

Da sempre la mission di Icobit è quella di proteggere edifici ed abitazioni dall’azione dannosa di pioggia, vento, grandine e neve e allo stesso tempo quella di garantire la salubrità degli ambienti.

Le continue attività di ricerca e sviluppo all’interno dei laboratori IcoLab hanno portato alla realizzazione di sistemi impermeabilizzanti liquidi applicabili facilmente su qualsiasi tipologia di superficie a rullo, pennello, airless o spatola.

Membrana continua impermeabilizzante monocomponente Icoper per coperture degradate.
Membrana liquida continua impermeabilizzante monocomponente Icoper per coperture degradate. (Icobit Italia)

Le principali linee impermeabilizzanti Icoper,Keep Dry ed Icopas consistono in membrane liquide monocomponenti e pronte all’uso che coniugano alte prestazioni, sostenibilità e versatilità applicativa:

  • conformi ai requisiti della norma UNI 11928-1, che disciplina la progettazione e l’applicazione dei sistemi impermeabilizzanti liquidi in edilizia;
  • a rapida asciugatura, ad elevata resistenza meccanica e resistenti al ristagno dell’acqua, ai raggi UV, e caratterizzate da alti valori di flessibilità a freddo, per interventi diretti su vecchie superfici e membrane bituminose deteriorate;
  • fibrorinforzate con elevate capacità di Crack bridging, ideali per impermeabilizzazioni sottopavimento con incollaggio diretto di pavimentazioni ceramiche;
  • con elevati valori di SRI, per la realizzazione di coperture Cool Roof, che possano ridurre i consumi energetici degli edifici e l’impatto di anidride carbonica nell’ambiente;
  • classificate con la prestazione massima Broof, classificazione cruciale per la resistenza al fuoco delle coperture, secondo la norma europea EN 13501-5;
  • resistenti anche ad eventi meteorologici estremi come la grandine, sino al grado di intensità H7 della Scala Torro;
  • in classe A+ di contenuto di VOC e con Dichiarazione ambientale di prodotto EPD, che ne attesta l’impatto ambientale lungo il suo intero ciclo di vita, contribuendo al soddisfacimento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e ai diversi sistemi di valutazione e certificazione della sostenibilità degli edifici (LEED, BREEAM, ITACA, etc.).

Oltre all’innovazione, l'approccio di Icobit si fonda sulla condivisione di conoscenze e competenze attraverso il supporto tecnico e la formazione qualificata ai professionisti del settore, con l’obiettivo di migliorare le fasi della progettazione, dell’applicazione e della distribuzione di questi sistemi.

L'evoluzione dei sistemi liquidi impermeabilizzanti, supportata dalla norma UNI 11928-1, rappresenta la risposta più razionale per un'edilizia moderna e circolare. Non si tratta più di semplici prodotti, ma di soluzioni tecnologiche complete capaci di coniugare elevate prestazioni, durabilità, sicurezza normativa e un significativo abbattimento dei costi indiretti di cantiere.


FAQ TECNICHE: Membrane liquide per coperture: ripristino a norma UNI

  • Cosa sono le membrane liquide impermeabilizzanti?
    Sono sistemi mono o multicomponente applicati in situ che, una volta polimerizzati, formano uno strato continuo impermeabile. Eliminano giunzioni e punti deboli tipici delle membrane prefabbricate, garantendo tenuta all’acqua anche in presenza di ristagni.
  • In quali contesti si utilizzano?
    Sono particolarmente efficaci nel recupero di coperture piane industriali esistenti, soprattutto su vecchi manti bituminosi. Si applicano anche su tetti verdi, coperture zavorrate e superfici praticabili, riducendo interventi invasivi.
  • Qual è il riferimento normativo principale?
    La UNI 11928-1:2023 definisce classificazione, requisiti prestazionali e destinazioni d’uso dei sistemi liquidi. Altre norme rilevanti includono UNI EN 14891, EN 1504-2 e EN 13501-5.
  • Quali vantaggi offrono rispetto ai sistemi tradizionali?
    Riduzione del peso (2-3 kg/m²), applicazione senza demolizione, continuità del manto e maggiore velocità di posa. Consentono di limitare costi indiretti e rischi in cantiere.
  • Come avviene la posa in opera?
    L’applicazione avviene a rullo, pennello o airless. Quest’ultima tecnica consente elevate produttività (fino a 1000 m²/giorno). È fondamentale la preparazione del supporto e il rispetto degli spessori progettuali.
  • Qual è la durabilità del sistema?
    Dipende dalla formulazione e dalle prestazioni certificate: resistenza ai raggi UV, agli agenti atmosferici e al ristagno. Sistemi conformi garantiscono elevata durabilità anche in condizioni severe.

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