Infrastrutture: pubblicata la nuova Legge quadro in materia di Interporti
Con la Legge 13 novembre 2025, n. 177, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 275 del 26 novembre 2025, l’Italia si dota di una nuova legge quadro sugli interporti, aggiornando dopo 35 anni il quadro normativo di riferimento. La norma – in vigore dall’11 dicembre 2025 – definisce principi, governance, criteri di pianificazione e strumenti di finanziamento per il potenziamento dell’intermodalità e della rete ferroviaria interportuale.
Interporti: perché una Legge quadro?
Negli ultimi anni il sistema logistico italiano ha vissuto una trasformazione profonda: la crescita dell’e-commerce, la riorganizzazione delle catene globali del valore, la spinta alla decarbonizzazione e l’integrazione con i corridoi TEN-T hanno cambiato in modo strutturale domanda, flussi e modelli di mobilità delle merci.
Parallelamente, gli investimenti attivati dal PNRR, dai programmi europei CEF e dalla revisione dei piani strategici nazionali hanno accelerato l’ammodernamento di porti, retroporti e infrastrutture ferroviarie, rendendo evidente la necessità di una rete interportuale più coordinata, interoperabile e ad alte prestazioni.
Nonostante il ruolo strategico degli interporti come nodi di scambio ferro-gomma e piattaforme logistiche integrate, il quadro normativo di riferimento era rimasto sostanzialmente ancorato alla Legge 240/1990. Una norma pensata in un contesto pre-digitalizzazione, pre-globalizzazione logistica e con volumi di traffico incomparabili rispetto agli attuali. Così si è reso indispensabile un riordino organico.
Nuove regole, governance e risorse per la logistica intermodale italiana
In questo scenario, la Legge 177/2025 (in allegato il PDF) arriva come risposta strutturale per aggiornare standard e requisiti, rafforzare la governance e orientare il sistema logistico italiano verso modelli più efficienti, sostenibili e integrati con le reti europee.
Obiettivi: intermodalità, sostenibilità ed efficienza dei flussi
La legge interviene nell’ambito delle competenze statali su porti, aeroporti e grandi reti di trasporto, con finalità precise:
- rafforzare l’intermodalità terrestre e l’efficienza dei flussi logistici;
- favorire la connessione con porti e aeroporti, in coerenza con il Piano strategico della portualità e della logistica;
- supportare lo sviluppo della rete TEN-T secondo il Regolamento (UE) 2024/1679;
- migliorare sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle attività di trasporto;
- razionalizzare l’uso del territorio e ridurre l’impatto dei flussi.
Gli interporti sono riconosciuti come infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale.
Nuova definizione di interporto e requisiti infrastrutturali
La legge fornisce una definizione aggiornata di interporto, che deve:
- essere dotato di collegamenti con porti o aeroporti e con la grande viabilità;
- includere uno scalo ferroviario in grado di formare e ricevere treni completi (intermodali o convenzionali);
- disporre di attrezzature per il trasbordo ferro-gomma o ferro-navigazione interna.
Cosa si intende con il termine interporto?
La Legge 177/2025 definisce INTERPORTO: "il complesso organico di infrastrutture e di servizi integrati di rilevanza nazionale, gestito in forma imprenditoriale al fine di favorire la mobilità delle merci tra diverse modalità di trasporto con l'obiettivo di accrescere l'intermodalità e l'efficienza dei flussi logistici, in ogni caso fornito di collegamenti con porti o aeroporti e viabilità di grande comunicazione e comprendente uno scalo ferroviario, idoneo a formare e ricevere treni intermodali completi o convenzionali, e attrezzature fisse e mobili atte al trasbordo di unità di carico intermodali e merce dalla modalità di trasporto ferroviario a quella stradale o di navigazione interna".
Per i nuovi interporti, l’art. 3 richiede simultaneamente:
- disponibilità di aree non soggette a vincoli paesaggistici/ambientali;
- collegamenti diretti con viabilità primaria e rete ferroviaria nazionale;
- connessione con almeno un porto o aeroporto;
- coerenza con i corridoi TEN-T;
- priorità a siti già bonificati e riutilizzo di strutture esistenti;
- sostenibilità finanziaria e flussi di traffico dimostrabili.
Il progetto, nel rispetto delle disposizioni del Dlgs. n.152/2006, deve includere: terminal ferroviario intermodale, area di sosta per veicoli industriali, servizi doganali (se necessari), centro direzionale, aree logistiche diversificate e sistemi di sicurezza avanzati.
La progettazione di un nuovo interporto deve garantire unitarietà funzionale, trasparenza, sistemi certificati di sicurezza ed efficienza energetica, oltre a un’adeguata valutazione costi-benefici. Sono inoltre obbligatorie infrastrutture o collegamenti per l’energia da fonti rinnovabili, in linea con gli obiettivi UE sulla riduzione delle emissioni.
Programmazione nazionale: nasce il Piano generale per l’intermodalità
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) dovrà:
- effettuare una ricognizione degli interporti esistenti e in corso di realizzazione entro un anno;
- elaborare e approvare il Piano generale per l’intermodalità, previa intesa in Conferenza Unificata e parere delle Commissioni parlamentari;
- individuare nuovi interporti o interventi di potenziamento di quelli esistenti.
Governance: istituito il Comitato nazionale per l’intermodalità e la logistica
L’art. 4 istituisce il nuovo Comitato nazionale per l’intermodalità e la logistica, organo consultivo che coinvolge:
- il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti o un suo delegato,
- i presidenti di regione in cui sorgono interporti,
- il presidente dell'Unione Interporti Riuniti,
- i presidenti degli interporti.
Il Comitato supporterà programmazione, coordinamento e integrazione tra trasporto terrestre, marittimo, fluviale e aereo.
Gestione e investimenti: ruolo dei soggetti gestori
La gestione degli interporti è qualificata come attività economico-industriale svolta in regime privatistico.
Sono previsti:
- diritto di superficie a favore dei gestori per garantire certezza dei piani economico-finanziari;
- possibilità di riscatto dell’area e trasformazione del diritto di superficie in proprietà;
- obblighi di adeguamento degli interporti esistenti ai requisiti tecnico-funzionali previsti per i nuovi.
Finanziamenti e priorità
La legge mette a disposizione:
- 5 milioni € nel 2025
- 10 milioni € per ciascuno degli anni 2026 e 2027
Il MIT, entro 60 giorni dall’adozione del regolamento attuativo, dovrà definire i progetti prioritari, garantendo che il numero totale di interporti non superi le 30 unità.
I progetti di potenziamento e nuova realizzazione saranno approvati tramite accordo di programma, con tempi stringenti: quattro mesi, prorogabili di due.
Potenziamento ferroviario e interoperabilità
La norma dedica un intero articolo all’infrastruttura ferroviaria di ultimo miglio:
- i gestori ferroviari potranno adeguare connessioni e standard tecnici (sagoma, modulo, peso assiale);
- gli interporti dovranno sottoscrivere contratti con RFI per l’allineamento ai parametri UE.
Adeguamento delle Regioni
Le Regioni a statuto ordinario dovranno adeguare la propria normativa entro sei mesi, mentre quelle a statuto speciale procederanno secondo i rispettivi statuti.
Pavimentazioni nella logistica: infrastrutture chiave per movimentazione e stoccaggio merci
Le pavimentazioni svolgono un ruolo strategico nella logistica moderna, sia negli spazi esterni sia in quelli interni dedicati alla movimentazione e allo stoccaggio delle merci. La qualità del pavimento incide direttamente su sicurezza operativa, continuità dei flussi, durabilità delle superfici e riduzione dei costi di manutenzione. Una progettazione accurata, la scelta di materiali idonei e una posa in opera qualificata sono fattori determinanti per resistere a carichi elevati, cicli termici, agenti atmosferici e sollecitazioni statiche e dinamiche.
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