Consolidamento di edificio con struttura mista muratura e c.a.: le tecniche di adeguamento sismico applicate alla Ludoteca del Parco del Ponte San Giorgio
La Ludoteca del Parco del Ponte nasce nel recupero di un edificio storico misto in muratura in pietra e calcestruzzo armato, rimasto indenne al crollo del ponte Morandi. Il progetto integra adeguamento sismico, innesti architettonici e soluzioni NZEB, restituendo alla città un nuovo spazio educativo e inclusivo.
Rimasta indenne al crollo del ponte Morandi del 14 agosto 2018 e fulcro, assieme al Memoriale ed alla Serra Bioclimatica, del futuro Parco del Ponte san Giorgio, la Ludoteca nasce all’interno di una palazzina caratterizzata da un sistema strutturale prevalentemente in muratura. L’intervento si prefigge di inverare il cambiamento e la rinascita di questo territorio attraverso l’inserimento di innesti architettonici, grandi portali ed interventi materici che vanno a consolidare l’esistente e rendere fruibile l’insieme dichiarando la nuova funzione.
L’intervento, qui descritto, si inserisce nel quadro degli interventi di rigenerazione urbana innescati dal concorso di progettazione per la redazione del masterplan del cosiddetto “Quadrante Polcevera”, scaturito a valle del crollo avvenuto il 14 agosto 2018 del ponte Morandi e svoltosi parallelamente alla ricostruzione del nuovo viadotto San Giorgio.

Questo processo ha portato all’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica a firma dello studio Boeri quale capogruppo del raggruppamento vincitore del concorso, all’interno del quale sono stati individuati diversi lotti d’intervento, tra i quali vi è la Ludoteca.
Da collocarsi nell’edificio ex-Amiu sito in via Argine Polcevera n.23r – Genova, e più precisamente in corrispondenza dell’intersezione di questa importante arteria di scorrimento con il sedime del tracciato del viadotto autostradale, la Ludoteca rappresenta un importante tassello all’interno di questo virtuoso intervento di rinascita immaginata dal punto di vista architettonico, urbano e sociale il cui valore è dato oggi dal fatto di essere rimasto miracolosamente indenne al tragico noto evento diventando simbolo di resilienza e resistenza del territorio.
Il progetto di adeguamento sismico
L’edificio, le cui prime tracce risalgono nelle restituzioni grafiche del 1890, è di modesto valore architettonico, come confermato dall’esito della verifica preventiva dell’interesse archeologico svolta ai sensi dell’art. 25 del D. Lgs. 50/2016 che lo esclude dalle disposizioni di tutela Parte Seconda – Titolo I del decreto stesso, ivi comprese le prescrizioni di cui all’art. 12 e all’art. 56 del decreto legislativo medesimo.
Tuttavia, risulta rilevante la prossimità del tracciato autostradale che impone sull’intorno un vincolo di inedificabilità assoluta per i nuovi interventi e che limita drasticamente la natura dei possibili interventi sugli edifici preesistenti posti entro la fascia di rispetto pari a 30 metri tra cui si trova, appunto, la palazzina oggetto del progetto. Per tali ragioni l’intervento si è necessariamente configurato come una ristrutturazione (DPR 380/2001 – art. 3, lettera “d”) con adeguamento sismico consentendo il cambio di destinazione d’uso occorrente per insediare la nuova funzione di Ludoteca ma escludendo di fatto la possibilità di attuare una demolizione e ricostruzione che avrebbe consentito un intervento più semplice e razionale in termini di gestione dei costi e dei tempi.
L’edificio si presenta oggi come un’ordinaria palazzina a destinazione uffici costituito da tre piani fuori terra oltre ad un sottotetto, con facciate finite ad intonaco di tipo civile di colore giallo, copertura a doppia falda inclinata, serramenti privi di taglio termico, apparati impiantistici vetusti e superfetazioni di varia natura nonché sottoservizi e relativi allacci del tutto sottodimensionati per la nuova funzione prevista.
Dal punto di vista strutturale le soluzioni sono miste alternando murature perimetrali in pietra con una struttura interna composta da elementi puntuali in calcestruzzo armato, nonché oggetto di successivi e diversi interventi, spesso sgrammaticati, di modifica e ampliamento rispetto alla conformazione originale che restituiscono oggi un insieme del tutto inidoneo ad ospitare funzioni pubbliche.

Il progetto, firmato da Neostudio Architetti Associati con S.B.Arch. Studio Bargone, ing. Luigi Luccioli nonché, per la parte strutturale, da SEM Associati, prevede un incisivo intervento sul manufatto esistente, con l’obiettivo di tradurre il cambiamento e la rinascita del territorio proponendo un incremento dell'offerta e della qualità dei sevizi per l’intrattenimento e l’educazione dei giovani messi a disposizione sia dei quartieri di Certosa e Rivarolo che dell’intera città di Genova.
Innesti materici e grandi portali metallici giocano sul “corpo” semplice dell’edificio mediando tra la scala architettonica e quella del paesaggio. L’involucro esistente viene dissolto puntualmente attraverso grandi aperture vetrate che modulano e fanno interagire gli spazi interni con quelli esterni ed ospita dispositivi funzionali che risolvono i temi dell’accessibilità e della fruibilità dell’immobile anche in ragione delle differenze di quote presenti tra gli accessi previsti.
I prospetti, generalmente mantenuti con la finitura ad intonaco, diventano eloquenti grazie ad una serie di imbotti metallici che sottolineano alcune grandi vetrate. Il prospetto nord, con l’iconica forma, diventa una quinta materica i cui rivestimenti ceramici tridimensionali dialogano con gli altri edifici del parco, in particolare con il Memoriale e la serra Bioclimatica che rappresenta il suo controaltare verso nord, collegati dal parco e dagli spazi aperti di nuova realizzazione.

L’articolazione interna dell’edificio ruota attorno alla nuova scala in acciaio che si prefigge di connettere, non solo dal punto di vista funzionale ma anche espressivo, i diversi livelli interni garantendone una continuità fisica e visiva, questa enfatizzata dalla luce naturale che filtra dall’apertura presente sulla parte sommitale del vano scala.
Il programma funzionale è declinato sui vari livelli in base alle diverse fasce di età dei fruitori, garantendo l’autonomia e una gestione differenziata dei diversi ambiti.
Il piano terra oltreché gli spazi di accoglienza, guardaroba e di servizio, prevede una sala gioco dedicata alla fascia di età 1-8 anni in forte dialogo con lo spazio esterno adiacente percepibile attraverso le nuove ampie vetrate. Salendo al primo piano si trovano gli spazi dedicati alla fascia 6-14 anni, organizzati in diverse aree attrezzabili sia in maniera libera con tavoli modulari, sia prevedendo ambiti più raccolti ottenuti attraverso quinte e diaframmi scorrevoli dove svolgere laboratori tematici assistiti da pedagogisti e tutor. Il secondo piano, invece, prevede una serie di spazi più operativi pensati sia per il personale sia ad uso aule studio e coworking temporaneo. A questo livello è presente anche una sala riunioni destinata ad attività civiche, quest’ultima valorizzata da una grande apertura affacciata ad est sul territorio circostante.
Ambienti interni in cui è determinante il raggiungimento di un adeguato comfort, nel caso specifico assicurato da ampie aperture per l’illuminazione naturale, frangisole interni per la protezione solare, materiali naturali e a basse emissioni, impianti per la regolazione termica e dell’umidità, sistemi fonoassorbenti in fibra di legno e illuminazione artificiale a basso consumo, gestita da sistemi intelligenti.

L’edificio è progettato per essere energeticamente NZEB e per aderire ai più attuali standard ambientali previsti per le opere pubbliche. I materiali utilizzati sono stati selezionati sulla base della loro compatibilità ambientale, tracciabilità, riciclabilità e assenza di sostanze nocive, nonché sul contenuto riciclato e la possibilità di disassemblaggio a fine vita, garantendo la sostenibilità dell’intervento in ogni sua fase.

Dal punto di vista energetico è prevista la riqualificazione dell’involucro edilizio, mediante la realizzazione di un cappotto perimetrale esterno, mentre al piano ribassato rispetto alla quota stradale, si è dovuto necessariamente optare per l’inserimento di un cappotto interno.
La copertura termica è stata realizzata accoppiando all’esistente pannelli monolitici coibentati realizzati in lamiera zincata verniciata, con elevata capacità termoacustica.
Gli infissi saranno del tipo a taglio termico in alluminio verniciato, con vetrocamera, e garantiranno adeguati livelli di isolamento termoacustico; saranno certificati LEED e realizzati con una percentuale di alluminio riciclato variabile tra il 35% e il 65%.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili è previsto un impianto fotovoltaico composto da 70 pannelli da 400 Wp, pompe di calore e sistemi di ventilazione meccanica con recupero di calore ad alta efficienza.
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L'articolo continua con la descrizione degli interventi strutturali previsti dall’adeguamento sismico.

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