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La durabilità al centro dei protocolli energetico ambientali

Marco Mari, presidente di Green Building Council Italia, ha partecipato alle attività promosse da Confindustria Ceramica all’interno di SAIE 2022, nella Piazza della Ceramica e del Laterizio. Un programma dedicato al nuovo costruire, che ha nei suoi principi fondanti quelli della sostenibilità, della valorizzazione del territorio, del comfort e della bellezza. Bellezza, sostenibilità e inclusività sono note peculiarità dei prodotti ceramici a cui è stata data massima visibilità nell’edizione del SAIE di quest’anno. Proprio inspirati dai principi innovativi del New European Bauhaus, iniziativa lanciata dalla Commissione Europea, l’area espositiva – promossa da Confindustria Ceramica – punta a sostenere e traguardare gli obiettivi della sostenibilità ambientale associati a quelli del valore estetico (qualità dello spazio, funzionalità e stile), di inclusione e di accessibilità economica per tutti. Ecco la testimonianza dell’ing. Mari, sintetizzata in questo breve video.

«Siamo di fronte a molte crisi e quella che ha più difficile soluzione sicuramente è quella climatica. Le filiere dell'edilizia e dell'immobiliare sono quelle che in assoluto impattano di più sia sugli aspetti energetici che su tutti gli aspetti ambientali e culturali, perché riguardano il nostro vivere quotidiano. Di fronte a questo grande impatto il pensiero necessario è individuare il set importante di indicatori che permettano di raggiungere gli obiettivi che l'Europa si pone nel 2030 al 2050 e, più in generale, l'evitare i fenomeni devastanti.

Sul cambiamento climatico la posizione in GBC Italia è quella proprio di collaborare con tutti gli attori della filiera per rispondere alle esigenze delle persone e dell’ambiente. Stiamo parlando sia di infrastrutture verdi che di edifici, perché impattino meno sull'ambiente. Questo vuol dire agire sull’energia, sull’acqua, sull’economia circolare, sulle emissioni, sulla salubrità, perché noi viviamo all’interno degli edifici, fino anche sugli aspetti culturali dei nostri edifici storici.

Questo lo facciamo con degli strumenti che vengono realizzati con il consenso di tutti gli attori della filiera, che si chiamano protocolli energetico ambientali. L'utilizzo dei protocolli energetico ambientali oggi permette di rendicontare gli obiettivi richiesti al Ministero dell'Ambiente con i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'edilizia e al contempo permette di rendicontare i processi obbligatori e gli indicatori obbligatori europei anche per il PNRR. Questi si chiamano DNSHDo No Significant Harm - e sono 6 macro indicatori che danno risposta pratica proprio con i protocolli energetico ambientali che l'Europa ci chiede.

Processi di rendicontazione contabile, ovvero diciamo a fronte di un euro speso l’Europa vuole sapere quanta energia in meno, quanta acqua in meno, quanta economia circolare in più, quanta salubrità, quanti posti di lavoro buoni, i Green Jobs, sono stati realizzati e così via.

Ecco la posizione quindi di GBC Italia: promuovere questi strumenti renderli attuali e attuabili e collaborare con le istituzioni e con tutte le rappresentanze della filiera proprio per questo cambiamento necessario.

La nostra cultura è da sempre molto collegata a fare le cose per bene, che durino nel tempo. È il contrario di un approccio un po’ consumistico: un edificio che dura 20 anni e poi lo demoliamo e ricostruiamo sicuramente non fa molto bene l’ambiente, anche se viene progettato come si deve, quindi con concetti di economia circolare anche per la fase di fine vita dell’opera.

Dobbiamo progettare ragionando su una lunga durabilità degli edifici che permetta loro di rimanere sul territorio per molto tempo, potendoli adattare ottimizzare a via via le mutate esigenze diventa un elemento ambientale, perché impatta di meno, diventa un elemento anche sociale perché gli edifici con il tempo, e noi ne siamo i primi ad esserne consapevoli, acquisiscono anche altri valori come quelli culturali.

Noi siamo pieni di edifici storici che sono l'emblema di come l'edilizia può non solo durare del tempo e ridurre elementi di impatto perché un tempo si usavano filiere corte, si usavano materiali rinnovabili, naturali.

Ecco, tutti questi elementi oggi vanno riportati all'interno di una cultura del progetto e di una cultura della realizzazione e gestione dell'opera che sia appunto di lungo periodo e di basso impatto. Questo però lo si può fare solo se misurano le prestazioni e i protocolli energetico ambientali ritornano ancora una volta a essere lo strumento che il mondo ha identificato. Finanche ad essere collegati alla Finanza che richiedono questi protocolli, che arrivano a un Rating, quindi a un indicatore sintetico di valore dell'immobile che in fase di finanziamento diviene il rischio di credito e in fase di acquisto divenne il reale valore dell’edificio, dell’asset, dell’infrastruttura.

Lavorare insieme a Confindustria Ceramica diventa per noi non solo un elemento centrale ma fondamentale perché come dice Papa Francesco "Nessuno si salva da solo". In qualche modo è solo insieme che riusciremo a cambiare via via questa cultura del costruire che in Italia è più facile da cambiare perché in realtà ha radice su quello che un tempo chiamavamo la buona regola d’arte.

Ecco noi ne siamo portatori, è arrivato il momento di misurare le Buone prassi che facciamo e che abbiamo culturalmente già nel nostro filiera.»

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La durabilità al centro dei protocolli energetico ambientali

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