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Una strategia per migliorare il territorio attraverso gli elementi naturali: il Piano del Verde di Rimini

Il Piano del Verde di Rimini nasce da un percorso multidisciplinare che integra analisi ambientali, pianificazione territoriale e partecipazione della comunità. Lo strumento definisce una visione strategica per la gestione del capitale naturale urbano, orientata a resilienza climatica, biodiversità e qualità dello spazio pubblico.

Il Piano del Verde di Rimini rappresenta un caso avanzato di pianificazione ambientale integrata, capace di coniugare adattamento climatico, biodiversità e qualità dello spazio urbano. L’articolo analizza struttura, strategie e strumenti operativi del Piano, offrendo ai tecnici una visione chiara di come le infrastrutture verdi e blu possano diventare leva concreta per la rigenerazione territoriale e la resilienza urbana.


Sommario tematico

  • Obiettivi strategici del Piano
  • Rete ecologica e infrastruttura verde
  • Adattamento climatico e microclima
  • Gestione dell’acqua e permeabilità
  • Governance e strumenti attuativi

OBIETTIVI DEL PIANO: i 10 punti per migliorare la qualità di vita degli abitanti attraverso la pianificazione e la gestione del capitale naturale, reale e potenziale.

1. Strategia per la qualità urbana ed ecologico ambientale

Incremento dei benefici ecosistemici tramite l’utilizzo di buone pratiche e di soluzioni basate sulla natura (NbS)

Partendo dall’analisi delle dotazioni esistenti dell’infrastruttura verde pubblica e privata, attraverso un percorso di informazione, coinvolgimento e partecipazione della comunità, il Piano del Verde si è posto l’obiettivo di sviluppare una visione integrata, resiliente, sostenibile ed ecosistemica per il territorio comunale della Rimini di domani.

2. Alberi e città

Arboricoltura urbana e gestione del patrimonio arboreo.

I dati scientifici, emersi dal progetto LifeUrbanGreen (piattaforma tecnologica innovativa per migliorare la gestione delle aree verdi e l’adattamento ai cambiamenti climatici), sono stati per il Piano del Verde la fonte che ha fornito le indicazioni per orientare le modalità di gestione e realizzazione delle aree verdi verso un migliore adattamento climatico.

3. Territorio e biodiversità

Ecologia del paesaggio, reti e corridoi ecologici, forestazione periurbana

Il piano ha costruito il mosaico ecosistemico tramite l’utilizzo di metodi innovativi per la pianificazione di parchi e di boschi urbani e periurbani e per l’individuazione di possibili connessioni ecologiche. Il processo di sviluppo dello strumento di pianificazione ha lavorato per ottenere l’integrazione di verde urbano ed extra urbano includendo aree a valenza naturalistica e aree agricole.

 

Le dotazioni strategiche del comune di Rimini
Figura 1 – Le dotazioni strategiche (Piano del Verde del Comune di Rimini)

  

4. Qualità urbana e microclima

Analisi per la valutazione e la riduzione dell’isola di calore urbana

Partendo da una verifica del microclima urbano e dell’isola di calore, si è costruito un confronto tra gli scenari attuali e quelli potenziali di alcune aree campione, in modo da individuare, attraverso scenari di miglioramento gli strumenti più efficaci per portare a benefici tangibili nei confronti dell’adattamento climatico, del comfort ambientale e della salute umana (aumento della vegetazione, utilizzo di giardini della pioggia di tetti e pareti verdi, miglioramento dell’albedo delle pavimentazioni,…).

 

5. Città permeabile

Infrastrutture verdi e blu per una città resiliente, riduzione del rischio idraulico, sistemi di drenaggio sostenibile, soluzioni per il recupero e risparmio idrico

Si sono identificate le criticità esistenti e le misure prioritarie su cui intervenire alla scala territoriale, per evidenziare gli strumenti idonei:

  • al ripristino e all’incremento della permeabilità dei suoli (desigillazione, depavimentazione, uso di pavimentazioni permeabili, aree verdi...);
  • a sviluppare modalità per l’accumulo e il riuso di acque non potabili tramite l’utilizzo di sistemi basati sulla natura (NbS);
  • a individuare soluzioni per la mitigazione degli eventi atmosferici estremi (storm water management, giardini della pioggia...);
  • a promuovere un nuovo paradigma di gestione dell’acqua e delle aree verdi.

  

6. Il paesaggio che produce

Agricoltura urbana e periurbana e paesaggi per le energie rinnovabili

Il Piano promuove:

  • azioni per un’agricoltura sostenibile ai margini del tessuto urbano e per lo sviluppo di agricoltura urbana attraverso orti condivisi e orti scolastici,
  • il miglioramento ambientale degli agroecosistemi attraverso pratiche di agricoltura rigenerativa,
  • lo sviluppo di nuovi paesaggi per le energie rinnovabili compatibili a livello ambientale e paesaggistico con il territorio comunale, attraverso l’utilizzo dell’agrivoltaico e la creazione di comunità energetiche.

  

7. Abitare la città/paesaggio

Verde di prossimità, accessibilità, mobilità sostenibile, benefici socio-culturali-economici

Il Piano pone l’attenzione sul tema di una strategia dell’abitare in grado di coniugare la cura dei luoghi, degli ecosistemi e delle persone, promuovendo azioni e processi virtuosi che contribuiscono al benessere collettivo e rispondono alle necessità espresse dal territorio, dalla città e dalle comunità.

 

Quadro conoscitivo: Densità abitativa e verde di prossimità nel comune di Rimini
Figura 2 – Quadro conoscitivo: Densità abitativa e verde di prossimità (Piano del Verde del Comune di Rimini)

  

8. Buone Pratiche

Definizione dei criteri di progettazione e gestione dell’infrastruttura verde di domani

Modelli virtuosi per lo sviluppo di progetti e per la gestione di nuovi parchi, giardini, aree verdi, alberate stradali, verde storico, aree gioco, parcheggi diventano per il Piano, le soluzioni basate sulla natura per l’aumento di aree vegetate e per l’incremento del drenaggio urbano.

 

9. Informare, coinvolgere, partecipare

La comunità di Rimini nel processo del Piano del verde

Il processo di sviluppo del Piano è stato accompagnato da un percorso che ha previsto strumenti di informazione, consultazione, partecipazione e ingaggio dei cittadini. Gli incontri pubblici hanno sviluppato una successione che ha consentito di informare e consultare: a un primo ciclo di conferenze e seminari di informazione e divulgazione sono seguiti dei workshop di coinvolgimento attivo di categorie specifiche di popolazione a campione (persone attive in ambito sociale e socio sanitario, professionisti, giovani, attivisti di associazioni ambientali).

 

10. Ingaggiare all'azione

Attivare i cittadini per l’attuazione del Piano del verde

Il confronto con i cittadini è stato strutturato per fare confluire negli indirizzi degli strumenti di pianificazione e trasformazione della città (Piano d’Azione del Piano del Verde, con particolare attenzione alle azioni sperimentali di quartieri, frazioni e scuole) e per dare vita ad accordi e patti di collaborazione per la cura degli spazi pubblici e per la realizzazione di azioni dimostrative sul clima.

  

Scenari di trasformazione per il breve, medio e lungo periodo

Strategie generali, obiettivi per la loro interpretazione, azioni per il raggiungimento dei traguardi operativi

Strategie generali

La sintesi interpretativa del quadro conoscitivo ha fatto emergere criticità e potenzialità dell’infrastruttura verde blu del territorio di Rimini. L’analisi delle potenziali modalità di intervento su aree rappresentative del Comune (3 aree scenario – 3 aree campione) ha evidenziato e misurato l’efficacia di strumenti per il miglioramento degli spazi aperti, in particolare in merito alla riduzione dell’isola di calore e del rischio idraulico con un focus sullo sviluppo integrato di sistemi per la produzione di energia rinnovabile. Molte indicazioni utili e proposte sono emerse dalla consultazione della cittadinanza durante tutto il percorso partecipativo.

Il quadro conoscitivo diagnostico ha permesso di individuare, in maniera deduttiva rispetto alle analisi effettuate ai vari livelli, tre assi futuri per il completamento della rete ecologica, il miglioramento del sistema di parchi e giardini, l’efficientamento del rapporto verde pubblico-privato, l’ampliamento delle tipologie di dotazione a verde, la definizione dei criteri di intervento in coerenza con l’identità dei luoghi e del paesaggio.

Principali assi di sviluppo del Piano del Verde sono:

  • SVILUPPO DELLA RETE ECOLOGICA
  • SVILUPPO DELLA RETE DI PARCHI E GIARDINI E DELLA MOBILITA’ DOLCE
  • SVILUPPO DELLA RETE DI DOTAZIONI A VERDE IN COERENZA CON L’IDENTITÀ DEI LUOGHI
Mappa delle strategie del Piano del verde del comune di Rimini
Figura 3 – Piano: mappa delle strategie (Piano del Verde del Comune di Rimini)

 

L’individuazione di questi assi di sviluppo ha consentito la definizione di strategie, interpretandole attraverso una serie di obiettivi prioritari, raggiungibili tramite l’identificazione di azioni operativamente efficaci.

Le strategie elaborate nel Piano per lo sviluppo di questi tre assi riguardano i seguenti ambiti:

  • Parchi agricoli
  • Parchi fluviali
  • Parchi pubblici
  • Snodi territoriali
  • Nodi ambientali territoriali
  • Varchi a mare
  • Corona verde periurbana
  • Parco del mare
  • Mitigazione infrastrutture
  • Aree verdi di grandi dimensioni (core areas urbane)
  • Aree private
  • Aree di trasformazione
  • Aree pubbliche esistenti
  • Rete ecologica minuta
  • Assi principali
  • Assi secondari
  • Fossi a cielo aperto
  • Piccoli polmoni verdi (stepping stones urbani) Suddivisi per vocazione alle seguenti funzioni: ambientali, sociali, ludico ricreative, educative

Il Piano del Verde si prefigge di costituire una matrice, una sorta di road map, in grado di indirizzare la futura pianificazione e progettazione in base alle vocazioni territoriali su ampia scala come a livello di spazi aperti di piccole dimensioni. In un primo periodo dall’adozione del Piano devono essere messi in atto interventi su alcune aree verdi esistenti o su quelle di nuova progettazione, utilizzando soluzioni allineate con i principi espressi nel documento. La stesura del nuovo Regolamento del Verde Comunale porterà a concepire, con questi stessi concetti progettuali, le nuove aree private mostrando in maniera sempre più esplicita il patto di collaborazione tra pubblico e privato per la qualità del vivere la città e il territorio riminese.

Nel medio periodo si svilupperà in maniera sempre più articolata la rete ecologica e l’infrastruttura verde e blu, mostrando i benefici di una sempre maggiore connettività tra gli spazi verdi. La realizzazione delle strade, dei parcheggi e delle piste ciclabili sarà sempre più mirata alla mitigazione degli effetti della crisi climatica con il supporto dei tecnici degli Uffici Comunali che metteranno in pratica l’adozione dei principi espressi dal Piano. Gli spazi verdi urbani dovranno essere sempre più inclusivi, accoglienti e resilienti. La biodiversità dovrà diventare uno degli aspetti cardine anche negli spazi urbani. La sicurezza, l’accessibilità e i servizi per le categorie più fragili dovranno essere tra le priorità progettuali per garantire spazi pubblici alla portata di tutti. Nel lungo periodo l’obiettivo del Piano sarà quello di aver dato l’impulso per trasformare tutte le criticità, emerse durante gli approfondimenti sul territorio, in soluzioni virtuose in grado di fare di Rimini una città mediterranea che possa essere di esempio per tante altre, dal punto di vista dell’adattabilità alla crisi climatica e della qualità del vivere.

 

Sviluppo della rete ecologica

Per migliorare la connettività ecologica è necessario creare una rete di aree verdi e blu strettamente interconnessa. Lo scenario di riferimento da cui partire è il Piano Territoriale di Area Vasta della Provincia di Rimini (PTAV), che già contiene importanti indicazioni sul miglioramento della rete ecologica provinciale e regionale. Il Piano del Verde sottolinea alcuni elementi per il completamento della rete ecologica nel territorio extraurbano:

  • Parchi fluviali
  • Parchi agricoli
  • Reticolo dei fossi
  • Varchi a mare
  • Fasce di mitigazione delle arterie stradali
  • Nodi ecologici
  • Corona Verde Periurbana

I parchi fluviali rappresentano la spina dorsale dell’intero sistema e per valorizzare le loro potenzialità ecologiche vengono individuate aree da destinare a parchi agricoli che potranno accogliere in futuro anche nuovi flussi di mobilità dolce dalla costa verso l’entroterra. Questi due importanti macrosistemi strutturano la rete ecologica territoriale.

Il Piano propone lungo il margine di frangia urbano, in cui coesistono residue attività agricole intercluse nell’abitato, aree produttive e commerciali, quartieri residenziali e numerose arterie stradali a elevato traffico veicolare, la creazione di una Corona Verde Periurbana a completamento di tutta la rete ecologica.

La struttura della rete ecologica a livello di territorio comunale richiede anche fasce di mitigazione lungo le principali arterie di traffico, la valorizzazione del reticolo secondario di fossi e canali che attraversano i terreni agricoli, la salvaguardia dei varchi a mare e la valorizzazione dei nodi in cui si incrociano i principali corridoi ecologici e che assumono un’importante valenza strategica.

La rete ecologica urbana deve essere connessa a quella territoriale, soprattutto grazie alla creazione della Corona Verde Periurbana ed essere strutturata su alcuni elementi fondamentali:

  • Aree verdi di grandi dimensioni (core areas urbane), pubbliche e private;
  • Parco del mare, porta in dote un miglioramento dei benefici ecosistemici complessivi rispetto alla situazione preesistente;
  • Elementi lineari di connessione (corridoi ecologici urbani);
  • Piccoli polmoni verdi (stepping stones urbani).

  

Sviluppo della rete di parchi e giardini e della mobilità dolce

In ambito extraurbano il Piano si prefigge lo sviluppo dei parchi fluviali e agricoli in connessione con la corona verde. Gli scenari di sviluppo dei parchi agricoli vengono distinti per la loro vocazione sociale, ambientale o paesaggistica. Oltre alla produzione agricola alcuni di questi possono essere idonei alla produzione di energie rinnovabili tramite sistemi agrivoltaici, soprattutto con funzioni rigenerative in ambito periurbano.

Le aree verdi di grandi dimensioni sia pubbliche che private devono offrire funzioni sociali, ambientali ed ecosistemiche, fungendo da rifugio climatico durante le ondate di calore e spazio di svago per tutte le fasce d’età, superficie per la gestione delle precipitazioni estreme, fonte di rifugio e nutrimenti per gli impollinatori e la fauna. Molti spazi verdi privati accessibili al pubblico (supermercati, centri direzionali e commerciali, sedi aziendali, parcheggi, ecc.) andrebbero pensati in maniera congiunta con l’infrastruttura verde comunale così da incrementare ulteriormente i benefici ecosistemici.

Negli spazi urbani la presenza di piccoli polmoni verdi (stepping stones) forniscono funzioni sociali, ludico ricreative ed educative oltre che ambientali. La presenza e lo sviluppo di queste aree diviene fondamentale per garantire equità nella distribuzione di spazi verdi soprattutto dove la città ne è più carente. Possono divenire microgiardini urbani (pocket gardens), giardini di comunità (community gardens), giardini scolastici fuori orario, rifugi climatici, giardini della pioggia, ecc. apportando benefici ambientali e sociali.

Infine il sistema dei viali alberati va preservato, implementato e ove possibile completato per garantire continuità nella rete ecologica ma anche per agevolare la fruizione pedonale e ciclabile in condizioni climatiche sostenibili e per migliorare il microclima a livello di quartiere.

 

Sviluppo della rete di dotazioni a verde

Questo terzo asse affronta la tematica dello sviluppo delle dotazioni dell’infrastruttura verde e blu di domani e le caratteristiche che dovrà avere per essere efficace. Possono essere così distinte:

  • Verde pubblico e privato collaborano in maniera sinergica;
  • Utilizzo di soluzioni basate sulla natura (NBS) in grado di contrastare la crisi climatica operando in maniera adattiva e diffusa a tutte le scale

Le aree residenziali, produttive e artigianali, destinate al terziario e al commerciale e all’accoglienza devono essere concepite in maniera da ridurre l’impatto sull’ecosistema urbano e divenire esse stesse occasione di miglioramento e riqualificazione dell’infrastruttura verde e blu

La mobilità pedonale e ciclabile, le aree di parcheggio, le fermate degli autobus devono essere possibilmente alberate in modo da garantire una fruizione sicura e confortevole

Gli spazi verdi e i viali alberati di nuova realizzazione o in occasione di interventi di riqualificazione devono essere concepiti nel rispetto dell’identità dei luoghi.

Quadro conoscitivo: verde pubblico e verde privato nella città di Rimini
Figura 4 – Quadro conoscitivo: verde pubblico e verde privato nella città consolidata (Piano del Verde del Comune di Rimini)

  

...continua la lettura dell'articolo integrale nel PDF.

Conclusione
Il Piano del Verde di Rimini definisce un modello di pianificazione urbana integrata che utilizza infrastrutture verdi e blu e soluzioni basate sulla natura per affrontare crisi climatica, biodiversità e qualità urbana. Attraverso strategie, azioni e strumenti operativi, il Piano fornisce a tecnici e amministrazioni un quadro replicabile per guidare la trasformazione sostenibile del territorio nel breve, medio e lungo periodo.

   


GLOSSARIO UTILE

ADATTAMENTO CLIMATICO

Nei sistemi umani, l’adattamento al clima (attuale e atteso) e ai suoi impatti cerca di limitare i danni e di sfruttare le opportunità favorevoli. Nei contesti antropizzati, l’adattamento corrisponde a un insieme di misure pianificate di trasformazione atte a favorire, ad esempio, la depavimentazione dei suoli urbani, l’ampliamento delle superfici permeabili, l’ampliamento delle aree ombreggiate ed alberate e delle aree esondabili e allagabili, la forestazione urbana, etc. Tali misure aumentano la resilienza del territorio agli eventi climatici estremi (siccità, caldo estremo, piogge intense, piogge prolungate, etc)

(estratto da: Rigenerare la città con la natura. Strumenti per la progettazione degli spazi pubblici per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, a cura di V. Dessì, E. Farnè, L. Ravanello, M.T. Salomoni, Maggioli editore, 2017)

BIODIVERSITÀ

La biodiversità può essere definita come la ricchezza di vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera.

Questa varietà non si riferisce solo alla forma e alla struttura degli esseri viventi, ma include anche la diversità intesa come abbondanza, distribuzione e interazione tra le diverse componenti del sistema. In altre parole, all’interno degli ecosistemi convivono ed interagiscono fra loro sia gli esseri viventi sia le componenti fisiche ed inorganiche, influenzandosi reciprocamente. (fonte: Ispra ambiente)

ECOSISTEMA

L’insieme delle comunità di organismi animali e vegetali e dell’ambiente in cui essi vivono e interagiscono(fonte: Ispra ambiente)

FORESTAZIONE URBANA

Il concetto di foresta urbana, definito come l’insieme dei popolamenti forestali e di altra vegetazione a dominanza arborea all’interno e in prossimità delle aree urbane, si differenzia da altri concetti di spazio verde urbano per la sua attenzione alle foreste e agli alberi come componenti chiave. Questa parte dell’ecosistema urbano è al centro dell’approccio integrato, interdisciplinare, partecipativo e strategico, alla pianificazione e alla gestione delle risorse arboree nelle aree urbane per i loro benefici economici, ambientali e socio-culturali.
(estratto da: Liberare il potenziale delle foreste urbane, Owuor, J.A., Whitehead, I. and De Vreese, R., 2022)

ISOLA DI CALORE

È il fenomeno endogeno, tipico delle aree urbane e densamente edificate, che determina un microclima più caldo all’interno delle aree urbane rispetto alle circostanti zone periferiche e rurali. La differenza di temperatura può andare dai 3°C ad addirittura i 12°C (in circostanze particolari). Le proprietà ottiche dei materiali della città, assieme al calore e ai fenomeni di evaporazione sono all’origine di questo fenomeno
(estratto da: Città e cambiamenti climatici, a cura di Georgiadis T. Rebus, 2015)

MICROCLIMA

Il clima locale alla o in prossimità della superficie terrestre (IPCC Glossary https://apps.ipcc.ch/glossary/).
Il microclima urbano è lo studio dei fenomeni climatici alla scala urbana, strade, parchi, piazze

RETE ECOLOGICA

Un sistema interconnesso di habitat, di cui salvaguardare la biodiversità, ponendo quindi attenzione alle specie animali e vegetali potenzialmente minacciate. Lavorare sulla rete ecologica significa creare e/o rafforzare un sistema di collegamento e di interscambio tra aree ed elementi naturali isolati, andando così a contrastare la frammentazione e i suoi effetti negativi sulla biodiversità. La rete ecologica è costituita da quattro elementi fondamentali interconnessi tra loro: Aree centrali (core areas), Fasce di protezione (buffer zones), Fasce di connessione (corridoi ecologici); aree puntiformi o “sparse” (stepping zones). 
(estratto da: Ispra ambiente)

RISCHIO IDRAULICO

Il rischio idraulico è la risultante di fattori naturali e antropici legati alle reti di drenaggio superficiale e alle dinamiche idrologiche ed idrauliche di un bacino idrografico, ed è espresso come la combinazione di pericolosità (probabilità di un evento calamitoso), vulnerabilità (grado di perdita potenziale) e danno atteso in una data area e periodo di tempo.

SERVIZI ECOSISTEMICI

Sono quei benefici che gli ecosistemi forniscono all’uomo direttamente o indirettamente. Si distinguono in quattro categorie: i servizi di supporto alla vita (ciclo dei nutrienti, fotosintesi, formazione del suolo), di regolazione (qualità dell’aria, regolazione del calore, impollinazione e biodiversità, mitigazione degli eventi estremi di pioggia), culturali (salute fisica e mentale, bellezza e qualità estetica dell’ambiente, ricreazione e ecoturismo, valori spirituali e religiosi, etc.) e di produzione (cibo, materie prime, acqua dolce, energia). I benefici o servizi ecosistemici sono un indispensabile fattore di creazione del valore, anche sul piano economico: basti pensare alla capacità della natura e dei suoli di gestire le piogge e di abbassare le temperature, ma anche di produrre cibo e assorbire i gas, o di creare valore di contesto in termini di qualità e attrattività urbana.
(estratto da: Liberare il suolo. Linee guida per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici negli interventi di rigenerazione urbana, a cura di E. Farnè, R. Lombardi, F. Pinosa, F. Poli, L. Ravanello, M.T. Salomoni, Sos4life, 2019)

SOLUZIONI BASATE SULLA NATURA (NBS)

L’insieme di soluzioni basate sulla natura che prevedono l’inserimento nei contesti urbani di aree permeabili e vegetate e che comprendono infrastrutture verdi e blu. Tali soluzioni, impiegate negli spazi pubblici e nelle opere (pubbliche e private) consentono di ottenere a livello urbano molteplici benefici e servizi ecosistemici. In particolare, si tratta di elementi che contribuiscono alla mitigazione e all’adattamento climatico, a migliorare il benessere e la salute delle persone, a ridurre l’inquinamento dell’aria e ad aumentare la biodiversità e la resilienza delle città alle temperature estreme e agli eventi di precipitazione intensa.
(estratto da: Liberare il suolo. Linee guida per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici negli interventi di rigenerazione urbana, a cura di E. Farnè, R. Lombardi, F. Pinosa, F. Poli, L. Ravanello, M.T. Salomoni, Sos4life, 2019)

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