Lombardia, rivoluzione nelle regole energetiche degli edifici: ecco cosa cambia per progettisti e certificatori
Dal 3 giugno 2026 la Lombardia aggiorna il proprio quadro normativo sull’efficienza energetica recependo il Decreto Requisiti Minimi 2025. Le novità coinvolgono verifiche energetiche, APE e relazioni tecniche ex Legge 10.
Dal 3 giugno 2026 entra in vigore in Lombardia un importante aggiornamento normativo che ridefinisce le modalità di verifica della prestazione energetica degli edifici. Il nuovo Testo Unico regionale recepisce le disposizioni del Decreto Requisiti Minimi 2025, introducendo novità che interessano progettisti, certificatori energetici e tecnici del settore. Cambiano i criteri di calcolo, il modello dell’edificio di riferimento e alcune procedure legate alla certificazione energetica. Le nuove regole incidono direttamente sulle verifiche di progetto, sugli APE e sulle relazioni tecniche ex Legge 10. Un passaggio che segna una nuova fase per l’efficienza energetica e la digitalizzazione del patrimonio edilizio lombardo.
Dal nuovo edificio di riferimento agli APE: tutte le novità che cambiano il lavoro dei professionisti del settore
Dal 3 giugno è entrato ufficialmente in vigore in Lombardia uno dei più significativi aggiornamenti normativi degli ultimi anni nel campo dell’efficienza energetica degli edifici. Con il Decreto Dirigenziale n. 6437 del 15 maggio 2026, Regione Lombardia ha recepito le disposizioni introdotte dal Decreto Requisiti Minimi del 28 ottobre 2025, aggiornando il proprio Testo Unico in materia energetica e ridefinendo criteri, metodologie e strumenti utilizzati per la progettazione e la certificazione degli edifici.
Si tratta di un cambiamento che interessa direttamente progettisti, certificatori energetici, termotecnici, ingegneri, architetti e geometri. Le nuove disposizioni non rappresentano infatti un semplice adeguamento formale, ma incidono concretamente sulle verifiche energetiche, sulla redazione delle relazioni tecniche ex Legge 10 e sulla produzione degli Attestati di Prestazione Energetica (APE), modificando in alcuni casi anche i risultati ottenuti dalle analisi energetiche degli edifici.
Un Testo Unico aggiornato per allinearsi alle nuove direttive europee
L’intervento normativo nasce dall’esigenza di armonizzare la disciplina regionale con il nuovo quadro legislativo nazionale ed europeo. Negli ultimi anni il settore dell’efficienza energetica ha infatti subito una profonda evoluzione, spinta da obiettivi sempre più ambiziosi in materia di sostenibilità e decarbonizzazione.
La nuova Direttiva Europea EPBD IV ha fissato traguardi stringenti per la riduzione dei consumi energetici del patrimonio edilizio, mentre il Decreto Requisiti Minimi del 2025 ha ridefinito molti dei parametri utilizzati per valutare le prestazioni energetiche degli edifici. In questo contesto, la Lombardia, da sempre una delle regioni di riferimento nel settore della certificazione energetica, ha scelto di aggiornare il proprio impianto normativo per garantire piena coerenza con le disposizioni nazionali e uniformità nell’applicazione delle metodologie di calcolo.
La novità più rilevante riguarda il cosiddetto “edificio di riferimento”, ovvero il modello teorico utilizzato per confrontare le prestazioni dell’edificio reale durante le verifiche progettuali. Le caratteristiche di questo edificio virtuale sono state profondamente riviste dal Decreto Requisiti Minimi 2025, con conseguenze dirette sui risultati delle verifiche energetiche.
Dal confronto tra edifici analizzati secondo le vecchie regole e gli stessi edifici valutati con il nuovo sistema emergono differenze anche significative. In alcuni casi cambiano i fabbisogni energetici calcolati, in altri variano gli indici utilizzati per verificare il rispetto dei requisiti minimi. Questo significa che edifici precedentemente conformi potrebbero richiedere ulteriori interventi su involucro o impianti, mentre altri potrebbero risultare più facilmente in linea con i nuovi parametri.
Per i professionisti del settore si apre quindi una fase di aggiornamento tecnico importante, nella quale non sarà più sufficiente fare affidamento sull’esperienza maturata negli ultimi anni. Comprendere il funzionamento del nuovo edificio di riferimento e gli effetti delle nuove metodologie di calcolo diventa fondamentale per garantire la corretta impostazione dei progetti e delle verifiche energetiche.
Più spazio alla digitalizzazione: cambiano APE, CENED e strumenti di lavoro
Le novità introdotte dalla Regione Lombardia non riguardano soltanto le verifiche di progetto, ma coinvolgono anche il sistema di certificazione energetica. L’Attestato di Prestazione Energetica continua a rappresentare il documento ufficiale che descrive la qualità energetica di un edificio, ma i dati che ne determinano il contenuto vengono ora elaborati secondo regole aggiornate.
Le nuove metodologie possono influenzare gli indici di prestazione energetica, le verifiche dell’involucro edilizio, la valutazione degli impianti e il confronto con l’edificio di riferimento, incidendo anche sulle raccomandazioni di miglioramento riportate nell’APE. Di conseguenza, edifici apparentemente identici potrebbero ottenere risultati differenti se certificati secondo normative diverse, rendendo poco significativo il confronto diretto tra attestati elaborati con metodologie non omogenee.
Parallelamente cresce il ruolo dei sistemi BACS (Building Automation and Control Systems), destinati a diventare sempre più centrali soprattutto negli edifici non residenziali. I sistemi di automazione e controllo consentono infatti di monitorare e ottimizzare il funzionamento degli impianti, migliorando l’efficienza energetica, il comfort degli occupanti e la gestione complessiva dell’edificio. Il nuovo quadro normativo conferma questa direzione, favorendo la diffusione di edifici sempre più intelligenti, digitalizzati e capaci di adattare i consumi alle reali esigenze di utilizzo.
Per supportare l’applicazione delle nuove disposizioni, Regione Lombardia e CENED hanno inoltre previsto l’aggiornamento delle piattaforme informatiche e del Catasto Energetico Regionale, che dovranno recepire i nuovi modelli di calcolo e gli schemi documentali previsti dalla normativa. Come già avvenuto in occasione di precedenti revisioni legislative, i professionisti saranno chiamati a monitorare attentamente le comunicazioni ufficiali e ad aggiornare gli strumenti software utilizzati per la gestione delle pratiche energetiche.
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