Riciclo al 93%, ma decarbonizzazione lenta: il doppio volto dell’Italia green
L’Italia resta tra i Paesi europei più avanzati nell’economia circolare, ma rallenta sulla transizione energetica e sulla crescita delle rinnovabili. Il Rapporto Circonomia 2026 evidenzia un forte divario tra capacità di riciclo e riduzione della dipendenza dalle fonti fossili.
L’articolo analizza i risultati del Rapporto Circonomia 2026 dedicato a economia circolare, transizione energetica e decarbonizzazione in Europa. Il focus evidenzia il doppio scenario italiano: da un lato performance molto elevate nel riciclo dei materiali e nella gestione dei rifiuti, dall’altro un rallentamento significativo nella riduzione delle fonti fossili e nella crescita delle energie rinnovabili. Il testo confronta i principali indicatori italiani con quelli europei, mostrando il ritardo accumulato rispetto a Germania, Francia e Spagna sul fronte energetico. Particolare attenzione viene dedicata ai dati su fotovoltaico, consumi energetici e quota di energia rinnovabile. L’articolo propone una lettura tecnica e strategica utile a comprendere il rapporto tra sostenibilità industriale, autonomia energetica e competitività del sistema Paese. INGENIO offre un’analisi rivolta a progettisti, imprese, energy manager, amministrazioni pubbliche e operatori della transizione ecologica.
Economia circolare e rinnovabili: perché l’Italia corre a due velocità
L’Italia continua a distinguersi in Europa per i risultati raggiunti nell’economia circolare, ma perde terreno sul fronte della transizione energetica e della decarbonizzazione. È il quadro che emerge dal Rapporto 2026 “Transizione energetica, decarbonizzazione, economia circolare: Europa avanti piano, Italia indietro tutta”, curato da Duccio Bianchi per l’Istituto Ambiente Italia e presentato all’undicesima edizione di Circonomia, il Festival dedicato alla sostenibilità in programma ad Alba.
Secondo il rapporto, basato su 23 indicatori ambientali ed energetici, il nostro Paese occupa oggi il quarto posto nella classifica europea, dietro a Danimarca, Olanda e Austria. Un risultato comunque positivo, ma che segna l’uscita dell’Italia dal podio europeo dove era rimasta stabilmente nelle precedenti edizioni dell’indagine.
Economia circolare: l’Italia resta tra i migliori d’Europa
Nel settore della circolarità e della gestione dei rifiuti, l’Italia continua a rappresentare un modello di riferimento europeo. Il dato più significativo riguarda il tasso complessivo di riciclo, che raggiunge il 93%, ben al di sopra della media europea ferma al 61%.
Anche il riciclo dei rifiuti urbani conferma una performance superiore rispetto agli altri Paesi dell’Unione: l’Italia raggiunge il 52,3%, contro una media UE del 48,1%. Negli ultimi cinque anni la crescita del settore è rimasta in linea con quella europea, dimostrando la solidità di un sistema industriale capace di valorizzare le risorse e limitare gli sprechi.
Questi risultati consolidano la reputazione italiana come una delle economie più efficienti nell’utilizzo delle materie prime e nel recupero dei rifiuti, un punto di forza riconosciuto anche a livello internazionale.
Transizione energetica in frenata
Molto diversa, invece, la situazione sul fronte energetico e climatico. Il rapporto evidenzia infatti un rallentamento sempre più marcato nella capacità italiana di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.
Tra il 2019 e il 2024 il consumo di energia da fonti non rinnovabili è diminuito in Italia di appena il 4%, contro una riduzione media del 13% registrata nell’Unione Europea. Un dato che fotografa con chiarezza il ritardo accumulato dal Paese nella corsa verso la decarbonizzazione.
Anche la crescita delle energie rinnovabili procede a un ritmo insufficiente. Nello stesso periodo, la quota di rinnovabili sui consumi finali è aumentata in Italia soltanto del 7%, mentre la media europea ha raggiunto il 27%. Ancora più marcato il confronto con altri grandi Paesi europei: Germania (+30%), Francia (+35%) e Spagna (+42%).
Il settore fotovoltaico mostra sì una crescita significativa, ma inferiore rispetto agli standard europei. Tra il 2019 e il 2025 la capacità solare italiana è aumentata del 111%, mentre nell’insieme dell’UE la crescita è stata del 173%. La Spagna, in particolare, ha registrato un incremento record del 372%.
Europa in miglioramento, Italia sotto la media
A livello generale, l’Europa continua a mostrare segnali positivi nella transizione ecologica, anche se con ritmi più lenti rispetto al passato. Per il quarto anno consecutivo, quasi tutti gli indicatori ambientali evidenziano miglioramenti: diminuiscono i consumi energetici procapite e quelli da fonti fossili, mentre cresce la produzione di energia rinnovabile.
L’Italia, invece, appare in difficoltà proprio nei settori chiave della transizione energetica. Dal 2022 la crescita italiana risulta sistematicamente inferiore rispetto alla media europea e ai Paesi leader della sostenibilità energetica.
Secondo Roberto Della Seta, direttore scientifico di Circonomia, il quadro restituisce “un bicchiere relativamente pieno” sul fronte dell’economia circolare, ma “un bicchiere semivuoto” per quanto riguarda la decarbonizzazione energetica. Un ritardo che non riguarda soltanto la lotta al cambiamento climatico, ma anche la sicurezza e l’autonomia strategica del Paese, ancora troppo dipendente dalle fonti fossili in un contesto internazionale sempre più instabile.
Fonte: Comunicato stampa sul Rapporto 2026 “TRANSIZIONE ENERGETICA, DECARBONIZZAZIONE, ECONOMIA CIRCOLARE: EUROPA AVANTI PIANO, ITALIA INDIETRO TUTTA”
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