Riforma della normativa edilizia: il CNI chiede semplificazione, chiarezza e digitalizzazione
Il presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, ha chiesto in Commissione Ambiente una riforma organica del Testo unico dell’edilizia, puntando su semplificazione, digitalizzazione e definizione delle responsabilità professionali.
"Il T.U. Edilizia del 2001 è superato, non recepisce principi fondamentali di progettazione, pianificazione e gestione oggi imprescindibili"
Alla Camera dei Deputati si è tornati a discutere di edilizia. La VIII Commissione Ambiente ha ascoltato la Rete delle Professioni Tecniche nell’ambito dell’esame delle proposte di legge per la delega al Governo sul riordino e l’aggiornamento della disciplina legislativa in materia. A rappresentare il Consiglio Nazionale degli Ingegneri è intervenuto il presidente Angelo Domenico Perrini, che ha posto con decisione la questione della necessità di un profondo rinnovamento del quadro normativo.
Secondo Perrini, l’attuale Dpr 380 del 2001, noto come Testo unico dell’Edilizia, è ormai del tutto superato. È stato promulgato in un’epoca in cui non erano ancora in vigore le Norme tecniche sulle costruzioni del 2008, successivamente aggiornate nel 2018, e non recepisce quindi principi fondamentali di progettazione, pianificazione e gestione che oggi sono imprescindibili. Il risultato, ha spiegato, è un impianto normativo caratterizzato da procedure farraginose, contenuti poco chiari e una forte disomogeneità nell’applicazione delle regole sul territorio. A ciò si aggiunge il problema delle piattaforme digitali utilizzate per il deposito delle pratiche, diverse da Regione a Regione, che complicano ulteriormente il lavoro dei professionisti.
Il presidente del CNI ha indicato la strada che, a suo avviso, il legislatore dovrebbe seguire: unificare la normativa eliminando le sovrapposizioni, chiarire ruoli e responsabilità delle varie figure professionali e delle imprese, semplificare le pratiche strutturali e standardizzare la digitalizzazione. L’obiettivo, ha sottolineato, deve essere quello di avere finalmente un’unica “cassetta degli attrezzi” per tutti gli operatori del settore. Un passaggio importante riguarda anche la classificazione degli interventi: oggi manca una definizione uniforme a livello nazionale, mentre sarebbe necessario distinguere in modo chiaro tra lavori sostanziali e non sostanziali, così da velocizzare le procedure senza rinunciare al controllo di qualità.
Grande attenzione è stata riservata anche al tema della prevenzione. Perrini ha sottolineato come in Italia si conosca troppo poco del patrimonio edilizio esistente e ha rilanciato la proposta di introdurre il fascicolo digitale del fabbricato. Uno strumento di questo tipo consentirebbe di avere sempre a disposizione le informazioni sugli immobili, facilitando la pianificazione degli interventi di manutenzione e permettendo un monitoraggio costante della sicurezza nel tempo. Accanto a ciò, il CNI propone la creazione di uno sportello unico comunale, che diventi il solo punto di riferimento per cittadini ed enti, e di una anagrafe digitale delle costruzioni pubbliche e private, indispensabile per una gestione più efficiente e trasparente del territorio.
In chiusura del suo intervento, Perrini ha affrontato un tema particolarmente delicato: quello della responsabilità dei professionisti. A suo avviso è necessario stabilire con chiarezza entro quali limiti temporali il progettista debba rispondere della corretta realizzazione di un’opera, definendo in maniera precisa l’inizio e la prescrizione della responsabilità, senza però rinunciare al principio cardine della responsabilità individuale.
La riforma del Testo unico dell’edilizia, ha concluso, rappresenta un passaggio non più rinviabile per garantire procedure più snelle, regole certe e una maggiore sicurezza del patrimonio costruito.
LA NOTA INTEGRALE DEL CNI È SCARICABILE IN ALLEGATO.
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Il D.P.R. 380/2001 (Testo unico dell'edilizia) definisce le regole fondamentali da seguire in ambito edilizio, disciplinando l’intero ciclo del processo edilizio: i titoli abilitativi (CILA, SCIA, permesso di costruire), i procedimenti amministrativi, i regimi sanzionatori, gli adempimenti tecnico-progettuali, gli standard di sicurezza e agibilità degli edifici.
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