Salva Casa e sanatoria sismica in Emilia-Romagna: regole, moduli e costi per le regolarizzazioni
Con una delibera di indirizzo entrata in vigore a novembre 2025, la Regione Emilia-Romagna ha aggiornato in modo organico le procedure di regolarizzazione strutturale in ambito sismico, adeguandole al Decreto Salva Casa. Il provvedimento definisce nuovi percorsi istruttori, introduce una modulistica regionale rinnovata e rivede i rimborsi forfettari dovuti per le attività di controllo.
Anche l'Emilia-Romagna ha aggiornato la propria modulistica sulla normativa sismica (sanatoria strutturale) alle novità introdotte dal Decreto Salva Casa.
La Delibera di Giunta regionale n. 1744 del 27 ottobre 2025, pubblicata sul BURERT lo scorso 3 novembre 2025, fornisce infatti indirizzi applicativi vincolanti a partire dallo scorso 4 novembre 2025.
L’atto si inserisce nel sistema regionale di prevenzione del rischio sismico, fondato sulla L.R. 19/2008 e sulla L.R. 23/2004, come aggiornata dalla L.R. 5/2025, che recepisce le disposizioni del Decreto Salva Casa.
L'atto, nello specifico, va a ridefinire:
- le procedure di regolarizzazione strutturale introdotte dal Decreto Salva Casa (D.L. 69/2024, conv. L. 105/2024);
- la nuova Modulistica Unificata Regionale (MUR);
- gli importi aggiornati dei rimborsi forfettari per le attività istruttorie in materia sismica.
Come si regolarizzano le difformità strutturali
La delibera chiarisce documentazione, controlli e casi applicativi per la sanatoria delle irregolarità che incidono sulle strutture o sul comportamento sismico degli edifici, ai sensi del nuovo art. 17-quater della L.R. 23/2004.
Le ipotesi operative sono tre:
- Edifici realizzati in area già sismica: il tecnico assevera il rispetto delle norme tecniche vigenti all’epoca dei lavori. In base alla rilevanza dell’intervento, è richiesta l’autorizzazione sismica in sanatoria, il deposito strutturale oppure la procedura semplificata per interventi non rilevanti.
- Edifici realizzati prima della classificazione sismica del Comune: la conformità è verificata rispetto alla normativa tecnica allora applicabile, con deposito di una relazione sintetica e degli elaborati strutturali tramite il nuovo modulo dedicato.
- Opere non conformabili “a posteriori”: quando la verifica storica non è possibile, il rilascio del titolo è subordinato all’esecuzione di interventi di adeguamento alle NTC vigenti, con presentazione della documentazione ordinaria prevista per i nuovi lavori strutturali.
Tolleranze costruttive e atti notarili
Il provvedimento disciplina anche la gestione delle tolleranze costruttive ai fini dei rogiti. La regolarizzazione strutturale deve essere completata allo Sportello Unico prima della dichiarazione notarile. A seconda della rilevanza dell’intervento, il tecnico allega l’autorizzazione sismica o una dichiarazione asseverata sul decorso dei termini di controllo.
Nuova modulistica regionale
Viene aggiornata la Modulistica Unificata Regionale (MUR) per la sismica.
In particolare, è introdotto il modulo MUR R.1, specifico per le regolarizzazioni strutturali, e sono adeguati anche i modelli relativi all’asseverazione edilizia, all’autorizzazione sismica e al deposito dei progetti.
Procedimenti, tempi e coordinamento
La delibera richiama i principi di semplificazione e concentrazione procedimentale, coordinando la sanatoria strutturale con SCIA e permesso di costruire. I termini per i controlli variano in base alla tipologia di procedimento e al collegamento con il titolo edilizio.
Nuovi rimborsi forfettari
Restano invariati gli importi ordinari per autorizzazioni e depositi, ma viene introdotta una nuova tabella dedicata alle regolarizzazioni strutturali.
Gli importi variano in funzione del caso applicabile: raddoppio delle tariffe per interventi rilevanti o di minore rilevanza, importi fissi per interventi non rilevanti o in aree non sismiche, criteri specifici per le sanatorie con interventi di adeguamento.
Il rimborso è dovuto per ogni pratica presentata, a prescindere dall’effettivo controllo a campione.
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