FRP - Fiber Reinforced Polymers | Calcestruzzo Armato | Certificazione | Materiali e Tecniche Costruttive | Consolidamento Terreni | SIREG GEOTECH SRL
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Armature che durano 100 anni: Sireg celebra 90 anni con le barre GFRP certificate per il c.a.

Le barre in vetroresina FRP di Sireg Geotech hanno ottenuto per prime in Europa la certificazione CE EAD, aprendo all'uso strutturale in calcestruzzo armato con una durabilità dichiarata di 100 anni. L'azienda di Arcore celebra novant'anni di attività con prodotti compositi già impiegati in 70 paesi e un export che vale il 60% del fatturato.

Fondata ad Arcore nel 1936, Sireg Geotech è un’azienda italiana specializzata in soluzioni per la geotecnica e l’ingegneria civile. Oggi è presente in oltre 70 Paesi con un catalogo di più di 1.000 versioni di prodotto

In occasione del novantesimo anniversario, INGENIO pubblica un'intervista esclusiva alla CEO Sonja Blanc, che illustra il percorso tecnico-industriale dell'azienda e il lancio delle barre Glasspree® in GFRP - prima famiglia di prodotti FRP per armature in c.a. a ottenere la marcatura CE secondo EAD 260023-00-0301 in Europa, sviluppata con il supporto del CNR.

Questi compositi sostituiscono l'acciaio nelle armature strutturali con una durabilità stimata di 100 anni (contro 50 dell'acciaio) e prestazioni superiori in ambienti aggressivi: marino, con cloruri da disgelo, con campi elettromagnetici. Il 5% del fatturato è investito stabilmente in R&S, in collaborazione con Politecnico di Milano, ETH Zürich, ITC-CNR e altri partner internazionali. 


Novant'anni di Sireg Geotech

Compie novant’anni Sireg Geotech, la società italiana fondata nel 1936 con sede ad Arcore, specializzata in prodotti e tecnologie per i settori della Geotecnica e dell’Ingegneria Civile, oggi punto di riferimento globale per progettisti e aziende pubbliche e private nel settore delle infrastrutture e delle costruzioni civili. Sireg produce direttamente e distribuisce in Italia e in 70 paesi nel mondo una gamma di oltre mille prodotti innovativi tra profili in PVC e materiali compositi.

Da 90 anni continua a ri-generarsi e dagli anni Novanta il suo cavallo di battaglia sono i prodotti plastici e compositi (la fibra di vetro, il carbonio e la fibra aramidica) alternativi al metallo per rafforzare il terreno e consolidare edifici ed infrastrutture (pensiamo ai ponti per fare un esempio di stringente attualità) con il minimo impatto possibile sull’ambiente, al servizio della sicurezza e del futuro di strade e città. In questo campo ha ottenuto premi e primati, frutto dei costanti investimenti nella ricerca, con il 5% del fatturato ad essa dedicati.

In parallelo, il Gruppo Sireg porta avanti la progettazione e la realizzazione di impianti per il trattamento e la dissalazione dell’acqua per ambiti civili e industriali – sono 380 gli impianti di depurazione acqua venduti e funzionanti nel mondo - con soluzioni e tecnologie sempre più evolute e sofisticate in linea con le crescenti esigenze di recupero di un bene prezioso come l’”oro blu”. Sireg Hydros è inoltre fornitore accreditato ONU nell’ambito di progetti di sviluppo economico e sociale e partner di importanti progetti di cooperazione internazionale.

La CEO di Sireg, Sonja Blanc, offre ai lettori di Ingenio le sue prime riflessioni sull’importante anniversario.

Sonja Blanc, CEO di Sireg Geotech
Sonja Blanc, CEO di Sireg Geotech (Sireg)

Sireg Geotech: 90 anni di storia industriale italiana, dal fondatore Emilio Blanc ai materiali compositi

Al traguardo del novantesimo anno di attività di Sireg, c’è un pensiero per le persone della famiglia che hanno dato il via a questa avventura imprenditoriale e industriale?

Di fronte a un anniversario così importante che mi fa sentire orgoglio e al tempo stesso una grande responsabilità, un pensiero speciale va sicuramente al fondatore dell’azienda, il Cavalier del lavoro Emilio Blanc: fu lui a dare avvio a questa longeva avventura imprenditoriale sapendo cogliere, con intuito, le esigenze e le caratteristiche del mercato dell’epoca e imprimendo nel DNA dell’azienda la sua caratteristica capacità di rigenerare e diversificare la produzione per stare sempre al passo con i tempi.

Tutto partì nel 1936 con il recupero e la rilavorazione della gomma degli pneumatici dei camion dismessi ma già tredici anni dopo, nel 1949, intuendo la portata innovativa della diffusione su larga scala della plastica, diversificò l’attività con la produzione di due nuovi prodotti: l’Athermophon, utilizzato come rivestimento isolante termico e acustico per aerei e navi e i separatori in PVC per il settore delle batterie elettriche industriali, grazie alla collaborazione con la Hensemberger Batterie, azienda del suocero Giovanni Hensenberger.

Stabilimento Sireg: Arcore anni 40 (rigenerazione della gomma)
Stabilimento Sireg: Arcore anni 40 (rigenerazione della gomma) (Sireg)

Come Emilio, successivamente anche il figlio Edoardo con la moglie Amelia - i miei genitori -, hanno continuato a innovare e diversificare la produzione entrando in settori di nicchia che hanno permesso all’azienda di prosperare e resistere per così tanti anni, rimanendo sempre attuale.

Dalla plastica agli FRP: le svolte tecnologiche che hanno ridefinito Sireg in 90 anni

Guardando alla storia quasi centenaria di Sireg, c’è stato un momento di snodo cruciale?

I momenti “spartiacque” per Sireg sono più d’uno, nella sua lunga storia.

Sicuramente negli anni Settanta l’intuizione di avviare una produzione di prodotti plastici sulla scia del boom della plastica in Italia è stato un momento fondante, motivo per il quale ho sempre preferito non modificare il logo dell’azienda che riproduce proprio l’iconica guaina corrugata in plastica.

Negli anni Novanta, poi, la produzione e la ricerca si sono concentrate sui cosiddetti materiali compositi e da allora Sireg, pur non essendo un colosso a livello di dimensioni, è sempre un passo avanti, come ha dimostrato recentemente l’avere richiesto e ottenuto per primi in Europa la certificazione europea per una famiglia di prodotti in vetroresina utili a rinforzare le armature in cemento armato. I miei genitori e il nonno fondatore ne sarebbero molto fieri, mi piace pensare.

C’è stato poi un momento “sliding doors”, nel 2004, quando con i miei genitori siamo stati sul punto di vendere l’azienda. Coincideva con un periodo in cui io, come donna e madre di due figli, sentivo molto il peso della responsabilità di fronte alla prospettiva di prendere le redini dell’azienda. Ma alla fine, davanti al bivio, con coraggio e anche con una buona dose di incoscienza, il cuore e la ragione mi hanno spinto a rimanere assumendo la guida di Sireg per rilanciare e sviluppare l’azienda. Che non è solo un’azienda ma è parte integrante della mia vita.

Innovazione, ricerca e internazionalizzazione: i pilastri che tengono Sireg competitiva da tre generazioni

Qual è la formula dietro il successo e la longevità di Sireg?

Emilio Blanc riuscì a trasmettere a suo figlio Edoardo – mio padre - la stoffa dell’imprenditore, la passione per il lavoro, l’importanza della dedizione e della determinazione, la resilienza, la correttezza e il rispetto per l’azienda e le persone che ne fanno parte e, non da ultimo, il grande senso del dovere. Valori e caratteristiche essenziali per il successo di un imprenditore che mio padre, a sua volta, ha trasmesso a me con il suo esempio. E ora il testimone passa ai miei figli, Matteo e Allegra, da poco entrati in azienda.

Spero che la mia esperienza e il mio esempio di impegno quotidiano possano valere per loro, in aggiunta ai buoni studi e alle prime esperienze professionali anche internazionali che hanno già fatto.

Di sicuro, poi, la flessibilità e la capacità di adattamento sono imprescindibili per la salute e la longevità di un’azienda.
Intuizione, capacità di anticipare i mutamenti del mercato e ricerca sono altri elementi che danno valore aggiunto, così come la propensione alla diversificazione.

Oggi Sireg, attraverso il suo ufficio tecnico, collabora stabilmente con università e centri di ricerca internazionali tra cui il Politecnico di Milano, l’ITC-CNR, Università di Cagliari e Università di Milano-Bicocca, Università di Miami, Universitat Politècnica de Catalunya, ETH Zürich, Tecnico Lisboa, UCLouvain, Brno University of Technology e partner accademici negli Stati Uniti e in Europa – contribuendo anche alla diffusione della cultura tecnica sui materiali compositi attraverso seminari e percorsi formativi dedicati a progettisti, tecnici e decision maker.

Anche l’apertura al mercato internazionale, operata da Edoardo e Amelia e sviluppata sotto la mia guida, ha contribuito a rendere Sireg una piccola ma grande realtà con una visione globale e un export pari al 60% del fatturato.
Ma forse l’ingrediente alla base della storia di successo di Sireg resta l’orgoglio, lo spirito di appartenenza che serve a resistere nei momenti più difficili e a pensare sempre in grande.

Passaggio generazionale in Sireg: continuità familiare e sviluppo dei compositi FRP per il futuro

Con il Novantesimo si festeggi anche l’ingresso di Matteo e Allegra Blanc in Sireg: vedere i propri figli integrati e appassionati nella vita dell’azienda che pensieri e prospettive suscita?

L’inserimento dei miei figli è stato ed è per me un grande motivo di orgoglio.
Pur tra mille difficoltà e nonostante alcune pesanti crisi, sono riuscita a portare avanti l’attività da sola per circa quindici anni.

Oggi Sireg è ancora un’azienda solida e sana e il fatto che i miei figli abbiano scelto di entrare in squadra, dopo esperienze in giro per il mondo, è molto importante per me per diversi motivi.
Innanzitutto il loro ingresso ha rafforzato la mia convinzione che Sireg è ancora un’azienda interessante e non al tramonto, con prodotti ancora validi e interessanti in chiave di progresso tecnologico del settore e che possono essere ulteriormente sviluppati. Vederli impegnarsi in Sireg – Matteo alle Vendite, Allegra al Marketing e alla Comunicazione - mi motiva a dare ancora di più, perché con loro la storia continua e mi sento di dover fare il massimo per lasciare loro un’azienda ben organizzata, pronta a crescere e a mettere a frutto tutti gli investimenti in R&S e innovazione fatti in questi anni.

Osservare il loro interesse, la passione, o sforzo di raggiungere una competenza sempre più sofisticata mi riempie di gioia e mi dà la conferma di essere riuscita a trasmettere loro qualcosa di importante.

Giorno dopo giorno li ho visti integrarsi molto bene in azienda e questo mi ha fatto capire, da un lato, di aver fatto un buon lavoro come genitore, dall’altro di avere in azienda dei validi collaboratori che hanno saputo accogliere molto positivamente i miei figli, senza pregiudizi.

In definitiva, il passaggio generazionale che è considerato un momento molto critico per le aziende familiari, nel nostro caso si sta rivelando fluido e promettente.

Barre Glasspree® in vetroresina per c.a.: marcatura CE secondo EAD e applicazioni nelle costruzioni in ambienti aggressivi

Il prossimo sogno?

Il mio prossimo sogno è quello di portare a terra gli enormi investimenti fatti negli ultimi cinque anni per lo sviluppo e la certificazione delle nuove barre in vetroresina Glasspree® per armature in calcestruzzo armato, che possono essere utilizzate in sostituzione dell'acciaio nelle nuove costruzioni con notevoli vantaggi: grazie alla loro grande resistenza alla corrosione hanno infatti una durabilità di 100 anni rispetto ai 50 dell’acciaio, sono più sostenibili e sicure, soprattutto in contesti ambientali difficili per la presenza di fattori corrosivi come gli ambienti salini lungo le coste o con presenza di cloruri antigelo o campi elettromagnetici (reti viarie).

Prodotti Sireg : Barre dritte GFRP Glasspree
Prodotti Sireg : Barre dritte GFRP Glasspree (Sireg)

Sireg, oltre ad aver sviluppato e migliorato le prestazioni tecniche di questo materiale composito, si è fatta promotrice in Europa dell’introduzione, con il supporto del CNR, di una normativa armonizzata europea (EAD) che le ha permesso, per prima in Europa, di ottenere la certificazione CE di questi prodotti.

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Grazie alla certificazione CE e all’adeguamento delle normative delle costruzioni, quali in Italia il CNR, oggi questi materiali possono essere tranquillamente utilizzati al pari delle armature metalliche.

Sono molto orgogliosa di aver contribuito fattivamente al futuro dell’industria delle costruzioni in chiave di sostenibilità e maggiore sicurezza e ora mi piacerebbe che lo stesso settore, da sempre molto conservativo, recepisse questa innovazione e si riuscisse ad applicarla su più larga scala, e non solo per progetti sperimentali, almeno per le applicazioni in ambienti aggressivi, come quello marino, dove le armature in metallo hanno una breve durata e quindi costi molto elevati sia in termini economici che ambientali, di sostenibilità.

Applicazioni-Armature GFRP Glasspree in ambiente marino
Applicazioni-Armature GFRP Glasspree in ambiente marino (Sireg)

Rischio idrogeologico in Italia: il ruolo dei materiali compositi nella prevenzione e nel consolidamento delle infrastrutture

Un auspicio rispetto al futuro del settore, in un paese con una situazione idrogeologica molto complessa come l’Italia?

Il territorio italiano è particolarmente fragile dal punto di vista idrogeologico, e sarebbe opportuno investire in prevenzione e messa in sicurezza al posto di intervenire solo ex post quando si verificano dissesti o disastri ambientali, come ad esempio in seguito alle esondazioni dei fiumi o alle frane come quella recente di Niscemi, in Sicilia.

Nel nostro paese abbiamo una altissima esperienza e competenza tecnica, eccellenze nel settore dell’ingegneria delle costruzioni e della geotecnica, abbiamo aziende, come la nostra, che realizzano una ampia gamma di prodotti utili a consolidare i terreni franosi, a drenarli e a contrastarne il naturale degrado o dissesto, ma continuiamo ad intervenire dopo e mai prima. Non abbiamo una adeguata politica di conservazione del territorio, non proteggiamo la collettività e sperperiamo troppe di risorse economiche che potrebbero essere risparmiate se si intervenisse prima.

Fare impresa in Italia nel settore delle costruzioni: burocrazia, costo del lavoro e gap normativo sui materiali innovativi

Un commento da imprenditrice rispetto all’Italia, dove Sireg rimane comunque saldamente radicata?

Devo esprimere rammarico nel constatare come, nonostante il tempo passi, le difficoltà di fare impresa in Italia restino sostanzialmente immutate. Mi riferisco in primo luogo a una burocrazia estremamente complessa e spesso ridondante, che rallenta i processi decisionali e allunga i tempi di realizzazione dei progetti. A questo si aggiunge un carico fiscale molto elevato e poco competitivo rispetto ad altri paesi, che limita la capacità di investimento e penalizza le imprese che vogliono crescere in modo strutturato.

Un altro elemento critico è rappresentato dall’alto costo del lavoro, che si accompagna però a retribuzioni nette tra le più basse in Europa: una contraddizione che rende difficile attrarre e trattenere talenti, oltre a ridurre il potere d’acquisto delle persone. In questo contesto, si inserisce anche la crescente difficoltà nel reperire personale qualificato e specializzato, soprattutto in ambiti tecnici e produttivi, dove la formazione non sempre è allineata alle reali esigenze delle imprese.

Infine, pesa in modo significativo la mancanza di una visione strategica e di una politica efficace di tutela e gestione del territorio, che limita la diffusione e l’adozione di soluzioni innovative come quelle che sviluppiamo. Questo rende più complesso proporre e valorizzare i nostri prodotti sul mercato interno, nonostante il loro potenziale e la loro utilità. Tutti questi fattori, nel loro insieme, rappresentano un freno allo sviluppo e richiederebbero interventi concreti e strutturali per sostenere davvero il sistema produttivo italiano.

Produzione italiana e sostenibilità: Sireg con 500 kW fotovoltaici e il 60% di fatturato export

Un punto d’orgoglio?

In tutto questo, il mio punto di orgoglio è quello di essere alla guida di un’azienda molto dinamica, flessibile e assolutamente attuale che da 90 anni è sul mercato e continua a rinnovarsi e rigenerarsi, esportando in tutto il mondo ma rimanendo radicata nel territorio, dove produce ancora nello stesso stabilimento dalla sua fondazione, in via del Bruno 12 ad Arcore. Siamo, tra l’altro, tra i primi partner del CER di Arcore con il nostro parco fotovoltaico di oltre 1.000 pannelli installati su 3250 mq per una potenza generata di 500 KWatt, convinti che questo rappresenti opportunità concreta per condividere energia, benefici e responsabilità.

Non ho mai voluto spostare la produzione all’estero e continuiamo a creare occupazione in Italia, innovando e offrendo al mercato italiano ed estero prodotti sempre utili ed interessanti, sia tradizionali sia super innovativi.

Approfondisci i prodotti Sireg Geotech Barre Glasspree® in vetroresina, geotessili, sistemi di consolidamento e trattamento acque: il catalogo completo dei prodotti certificati per progettisti e imprese.
Visita il sito Sireg Geotech


FAQ TECNICHE — Barre GFRP / Sireg Geotech / Compositi per costruzioni

GCosa sono le barre in vetroresina GFRP e in cosa differiscono dall'acciaio nelle armature in c.a.?

Le barre GFRP (Glass Fibre Reinforced Polymer) sono elementi compositi costituiti da fibre di vetro impregnate in una matrice polimerica, utilizzate in sostituzione delle tradizionali barre di armatura in acciaio nel calcestruzzo armato. A differenza dell'acciaio, non sono soggette a corrosione elettrochimica, il che elimina i fenomeni di spalling del copriferro e il degrado strutturale associato. Presentano un rapporto resistenza/peso favorevole, sono elettricamente non conduttive e radiotrasparenti. La rigidezza assiale (modulo elastico) è inferiore a quella dell'acciaio, il che impone verifiche progettuali differenziate, in particolare per gli stati limite di esercizio (SLE). 

In quali contesti costruttivi è raccomandato l'uso di armature FRP al posto dell'acciaio?

Le armature GFRP esprimono il massimo vantaggio prestazionale in ambienti chimicamente aggressivi dove l'acciaio ha vita utile ridotta: strutture costiere e marine (pile da ponte, moli, fondazioni su suolo salino), pavimentazioni e solette esposte a sali disgelanti, gallerie con presenza di cloruri, strutture in prossimità di reti elettriche o ferroviarie ad alta tensione (assenza di induzione elettromagnetica), edifici in zona sismica dove è richiesta leggerezza e inalterabilità nel tempo. In Italia, il rischio idrogeologico diffuso e il patrimonio infrastrutturale datato rendono questi contesti particolarmente frequenti.

Qual è il quadro normativo di riferimento per l'uso di barre FRP nelle costruzioni in Italia e in Europa?

In Italia, il riferimento tecnico primario per i compositi FRP nelle strutture è la Linea Guida CNR-DT 203/2006 (e aggiornamento 2019) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che disciplina l'uso di barre e tessuti FRP per il rinforzo e la nuova costruzione. A livello europeo, Sireg ha ottenuto la certificazione CE mediante EAD (European Assessment Document) — quadro previsto dal Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR 305/2011) — per la famiglia Glasspree®, risultando il primo produttore europeo a conseguire questo riconoscimento per barre GFRP per armature in c.a. 

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