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Verso una riqualificazione integrata del patrimonio edilizio europeo

Un nuovo approccio integrato consente di definire le priorità territoriali per la riqualificazione del patrimonio edilizio, combinando rischio sismico, prestazioni energetiche e fragilità socioeconomiche.

La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente rappresenta una delle principali sfide per la transizione verso città più sicure e sostenibili. In Europa, e in particolare nei Paesi mediterranei, la vetustà degli edifici, l’elevata esposizione sismica e l’inefficienza energetica convivono con crescenti fragilità sociali. In questo scenario, le strategie di intervento non possono più basarsi su criteri settoriali o esclusivamente tecnici. È necessario un cambio di paradigma che consenta di stabilire priorità di intervento su base territoriale, integrando sicurezza strutturale, sostenibilità energetica ed equità sociale. Il framework presentato ad ANIDIS 2025 da Rita Monteiro si inserisce proprio in questa prospettiva, offrendo uno strumento di supporto alle decisioni per una pianificazione più efficace e consapevole.


Il patrimonio edilizio europeo si trova oggi ad affrontare una sfida complessa e multilivello, che intreccia sicurezza strutturale, sostenibilità energetica e fragilità sociali. Gran parte degli edifici residenziali è stata realizzata prima dell’introduzione delle moderne normative antisismiche, risultando quindi altamente vulnerabile ai terremoti. Parallelamente, circa tre quarti di questo patrimonio risulta energeticamente inefficiente, con conseguenze rilevanti in termini di consumi, costi e impatto ambientale. Non è un caso che il settore edilizio sia responsabile di circa il 40% dei consumi energetici complessivi dell’Unione Europea e di oltre un terzo delle emissioni di CO₂.

In questo contesto, le politiche di riqualificazione si sono concentrate prevalentemente sull’efficienza energetica, trascurando spesso la sicurezza strutturale. Tuttavia, intervenire su un solo aspetto significa esporsi al rischio di perdere gli investimenti effettuati in caso di evento sismico. Da qui nasce la necessità di un approccio integrato alla riqualificazione, capace di coniugare retrofit sismico ed energetico all’interno di una visione strategica di scala territoriale.

 

Un framework di priorità basato su rischio sismico, energia e vulnerabilità sociale

Il lavoro presentato da Rita Monteiro propone un innovativo framework di prioritizzazione regionale che consente di individuare, su base quantitativa, le aree in cui gli interventi di riqualificazione dovrebbero essere avviati con maggiore urgenza. L’approccio si fonda su tre pilastri fondamentali: il rischio sismico, le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio e la vulnerabilità socioeconomica della popolazione.

Il rischio sismico viene valutato attraverso una classica scomposizione in pericolosità, esposizione e vulnerabilità, applicata al caso studio del Portogallo mediante modelli aggiornati di hazard sismico e dati di esposizione su scala nazionale. L’analisi consente di stimare indicatori come la perdita economica media annua e la perdita media annua di vite umane, che vengono poi normalizzati e aggregati in un indicatore sintetico di rischio sismico regionale. I risultati evidenziano una forte concentrazione del rischio nelle regioni meridionali del Paese e nell’area metropolitana di Lisbona.

Sul fronte energetico, il framework integra sia la domanda climatica, rappresentata dai gradi giorno di riscaldamento e raffrescamento, sia i dati reali di consumo energetico e di emissioni di carbonio, derivati da fonti istituzionali. Anche in questo caso, diversi parametri vengono combinati in un indicatore unico di prestazione energetica, che mette in luce il peso dominante delle grandi aree urbane, in particolare Lisbona e Porto, responsabili di una quota significativa dei consumi energetici nazionali.

Il terzo pilastro, spesso assente nelle analisi tecniche tradizionali, riguarda la vulnerabilità socioeconomica. Essa viene interpretata attraverso indicatori di disagio sociale, povertà energetica e consapevolezza del rischio sismico, riconoscendo come gli effetti dei disastri naturali non colpiscano in modo uniforme la popolazione. L’inclusione di questa dimensione consente di ampliare la prospettiva dell’analisi, spostando l’attenzione non solo sugli edifici, ma anche sulle persone che li abitano.

 

Dalla combinazione degli indicatori alle implicazioni per le politiche pubbliche

Uno degli aspetti più rilevanti del framework risiede nella possibilità di combinare tra loro i diversi indicatori, analizzando come cambiano le priorità territoriali al variare degli obiettivi di intervento. L’accorpamento del rischio sismico con le prestazioni energetiche porta, ad esempio, a una gerarchia delle regioni fortemente orientata a criteri tecnico-ingegneristici. L’integrazione del rischio sismico con la vulnerabilità socioeconomica restituisce invece una mappa profondamente diversa, in cui emergono aree meno evidenti dal punto di vista puramente strutturale, ma particolarmente fragili sotto il profilo sociale.

La combinazione finale di tutti e tre i pilastri genera uno scenario di sintesi che evidenzia come le scelte di prioritizzazione dipendano in modo cruciale dai criteri adottati. Questo risultato rappresenta uno strumento di grande valore per i decisori pubblici, perché consente una allocazione più equilibrata e consapevole delle risorse, evitando approcci settoriali e frammentati.

Il lavoro apre inoltre la strada a sviluppi futuri di grande interesse, come analisi a scala più fine, focalizzate su singole aree urbane o su specifiche tipologie edilizie, e l’aggiornamento continuo degli indicatori sulla base di dati dinamici. Sebbene il caso studio riguardi il Portogallo, il framework proposto è intrinsecamente trasferibile ad altri contesti nazionali, inclusa l’Italia, dove la combinazione di elevato rischio sismico, vetustà del patrimonio edilizio e disuguaglianze sociali rende particolarmente urgente un approccio integrato alla riqualificazione.

 

DI SEGUITO LA REGISTAZIONE INTEGRALE DELL'INTERVENTO DI RITA MONTEIRO (IN LINGUA INGLESE).


Il testo è stato elaborato mediante la registrazione dell'intervento, con l'aiuto dell'IA.

 

IN SINTESI
-Il patrimonio edilizio europeo è caratterizzato da elevata vulnerabilità sismica ed energetica, con impatti significativi su sicurezza, consumi ed emissioni di CO₂.
-Le strategie di riqualificazione basate esclusivamente sull’efficienza energetica risultano incomplete se non integrate con interventi di miglioramento strutturale.
-Il framework proposto combina tre pilastri fondamentali: rischio sismico, prestazioni energetiche e vulnerabilità socioeconomica, consentendo una lettura multilivello del territorio.
-La combinazione degli indicatori mostra come le priorità di intervento cambino sensibilmente in funzione dei criteri adottati, evidenziando l’importanza di approcci integrati.
-L’applicazione al caso studio del Portogallo dimostra la trasferibilità del metodo e la sua utilità come strumento di supporto alle politiche pubbliche e alla pianificazione degli interventi.

Video

Quadro integrato di prioritizzazione regionale per l’adeguamento sismico degli edifici residenziali

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