Affidabilità dei dati censuari per l’identificazione tipologica degli edifici residenziali esistenti: il caso studio di Bologna
Uno studio condotto su Bologna verifica la coerenza tra dati censuari e rilievi sul campo per l’identificazione delle tipologie edilizie. I risultati evidenziano una buona compatibilità, con differenze legate alle modalità di raccolta dei dati.
La valutazione del rischio sismico su scala urbana richiede una conoscenza affidabile e dettagliata del patrimonio edilizio esistente. In questo contesto, i dati censuari rappresentano una risorsa fondamentale, ma la loro accuratezza deve essere verificata per garantirne un uso efficace. Il lavoro di Gunseli Yazici analizza proprio questo aspetto, confrontando i dati ISTAT con rilievi diretti e analisi storiche nel caso studio di Bologna. L’obiettivo è comprendere il livello di coerenza tra le diverse fonti e migliorare l’identificazione delle tipologie strutturali. I risultati offrono spunti rilevanti per rendere più solide le valutazioni di vulnerabilità sismica.
La crescente attenzione verso il rischio sismico, rafforzata dai gravi eventi che hanno colpito diversi territori negli ultimi decenni, ha reso sempre più centrale la qualità dei dati utilizzati per descrivere il costruito esistente. In questo contesto si inserisce il lavoro di Gunseli Yazici, sviluppato presso l’Università di Bologna insieme a Gianluca Salamida, Francesca Ferretti, Luca Pozza e Marco Savoia, che affronta un tema tanto tecnico quanto strategico: la verifica dell’affidabilità dei dati censuari per l’identificazione tipologica degli edifici residenziali. Il caso studio della città di Bologna rappresenta un banco di prova significativo per comprendere potenzialità e limiti delle banche dati su larga scala, in particolare quelle fornite da ISTAT. La relazione è stata presentata nel corso di ANIDIS 2025 (Assisi, 7-11 settembre)
Il ruolo dei dati censuari nella valutazione del rischio sismico
Le analisi di rischio sismico su scala territoriale si fondano su una conoscenza accurata degli elementi esposti, in primo luogo gli edifici. In Italia, i dati censuari rappresentano una delle principali fonti informative per tali valutazioni, grazie alla loro capillarità e copertura nazionale. Tuttavia, l’utilizzo di questi dati pone interrogativi rilevanti in termini di affidabilità e coerenza rispetto alla realtà fisica del costruito.
Il lavoro di Yazici e dei collaboratori si inserisce proprio in questa prospettiva: verificare quanto i dati censuari siano in grado di rappresentare correttamente le caratteristiche degli edifici e, di conseguenza, quanto possano supportare analisi affidabili di vulnerabilità e rischio. L’obiettivo non è soltanto evidenziare eventuali discrepanze, ma anche comprendere come integrare e migliorare queste informazioni attraverso metodologie di classificazione strutturale e indagini dirette.
La scelta di Bologna come caso studio non è casuale. La città presenta una stratificazione urbana ben documentata e una varietà tipologica che riflette diverse fasi storiche di sviluppo. All’interno di questo contesto, il quartiere Saragozza è stato individuato come area campione per un’analisi approfondita, grazie alla sua significativa espansione edilizia tra il primo e il secondo dopoguerra.
L’analisi storica ha permesso di ricostruire l’evoluzione urbana attraverso mappe, immagini satellitari e documenti d’archivio, evidenziando come i principali periodi di costruzione si concentrino tra il 1919 e il 1960. Questo passaggio è fondamentale, perché consente di contestualizzare i dati censuari e interpretarne correttamente le informazioni.
Parallelamente, sono stati raccolti i dati ISTAT del censimento 2011, sia a scala di sezione censuaria sia, quando disponibile, a scala di singolo edificio. Nel quartiere Saragozza, i dati censuari registrano 966 edifici, di cui 875 residenziali, distribuiti in 55 zone censuarie.
La presente relazione è stata presentata ad ANIDIS 2025 (Assisi, 7-11 settembre) e gli autori sono: Gunseli Yazici, Gianluca Salamida, Francesca Ferretti, Luca Pozza e Marco Savoia.
Il confronto tra dati censuari e rilievi sul campo
Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il confronto diretto tra i dati censuari e quelli raccolti attraverso indagini in situ. Il team di ricerca ha condotto otto campagne di rilievo, analizzando complessivamente 840 edifici, di cui 789 residenziali. Per la raccolta delle informazioni è stata utilizzata una tassonomia edilizia sviluppata nell’ambito del RETURN project, che consente di sistematizzare dati relativi a caratteristiche strutturali e non strutturali.
Durante i sopralluoghi sono stati rilevati materiali costruttivi, numero di piani, epoca di costruzione, ma anche elementi più specifici come la regolarità in pianta e in elevazione, la presenza di balconi o di piani interrati. Questo livello di dettaglio consente una lettura molto più fine rispetto ai dati censuari standard.
Il confronto tra i due dataset ha evidenziato differenze significative, soprattutto nella classificazione dei materiali strutturali. In particolare, si è riscontrata una discrepanza nella quota di edifici in cemento armato rispetto a quelli in muratura. La causa principale di tali differenze risiede nella diversa unità di rilevazione: mentre i rilievi sul campo considerano il singolo edificio, i dati ISTAT possono riferirsi al numero civico o alle unità abitative, introducendo inevitabili approssimazioni.
Nonostante queste differenze, lo studio evidenzia una sostanziale compatibilità tra i dataset, a condizione che vengano interpretati correttamente e integrati con informazioni aggiuntive.
XX Convegno ANIDIS: focus su sicurezza sismica e vulnerabilità del costruito
Ad Assisi si è svolto il XX Convegno ANIDIS, principale appuntamento per la comunità dell’ingegneria sismica. Al centro del dibattito: vulnerabilità del costruito, tecniche di rinforzo, monitoraggio strutturale, nuovi materiali, strategie multi-hazard e politiche di riduzione del rischio. INGENIO segue l’evento con video e interviste ai protagonisti.
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La classificazione tipologica e il contributo della metodologia CARTIS
Per tradurre i dati raccolti in strumenti utili alla valutazione della vulnerabilità sismica, è stata applicata la metodologia CARTIS methodology, che consente di classificare gli edifici in base a tipologie strutturali ricorrenti.
Nel caso degli edifici in muratura, sono state individuate tipologie caratterizzate da altezze comprese tra 2 e 6 piani e superfici variabili, coerenti con i periodi di costruzione prevalenti del primo Novecento e del dopoguerra. Per gli edifici in cemento armato, invece, si osserva una maggiore variabilità, con altezze che possono raggiungere anche 9-11 piani e superfici più estese, tipiche dello sviluppo edilizio del secondo dopoguerra.
L’applicazione della metodologia CARTIS ha permesso non solo di classificare gli edifici, ma anche di migliorare la qualità complessiva del dataset, integrando le informazioni censuarie con quelle derivanti dai rilievi e dall’analisi storica.
Verso dati più affidabili per la prevenzione sismica
Il lavoro di Gunseli Yazici e dei collaboratori dimostra come i dati censuari rappresentino una base preziosa ma non autosufficiente per le analisi di rischio sismico. La loro affidabilità può essere significativamente migliorata attraverso processi di validazione e integrazione, che includono indagini sul campo, analisi storiche e metodologie di classificazione avanzate.
Un aspetto cruciale riguarda il bilanciamento tra costi e benefici: le campagne di rilievo sono attività onerose in termini di tempo e risorse, ma risultano fondamentali per comprendere i limiti dei dati disponibili e per calibrare modelli più accurati. In prospettiva, l’integrazione di fonti diverse, incluse tecnologie digitali e strumenti di osservazione remota, potrebbe ridurre la necessità di indagini dirette estensive, mantenendo elevati livelli di affidabilità.
Infine, lo studio apre la strada a sviluppi futuri, come la costruzione di modelli strutturali rappresentativi delle tipologie individuate, che potrebbero essere utilizzati per analisi non lineari e simulazioni di risposta sismica. In questo senso, il contributo della ricerca non si limita alla verifica dei dati, ma si estende alla costruzione di una base conoscitiva più solida per la prevenzione e la gestione del rischio sismico su scala urbana.
DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI GUNSELI YAZICI (IN LINGUA INGLESE).
Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto dell'IA.
IN SINTESI
-Verifica dell’affidabilità dei dati censuari ISTAT per la classificazione tipologica degli edifici residenziali
-Analisi del quartiere Saragozza a Bologna attraverso dati censuari, ricerca storica e rilievi sul campo
-Individuazione di differenze tra dataset dovute principalmente alle diverse modalità di raccolta delle informazioni
-Applicazione della metodologia CARTIS per la classificazione delle tipologie strutturali
-Integrazione delle diverse fonti dati per migliorare le analisi di vulnerabilità ed esposizione sismica
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