Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni, la RPT chiede una riforma organica e più tutele per i professionisti
La Rete delle Professioni Tecniche chiede una riforma organica del Codice dell’Edilizia per semplificare norme e procedure, introducendo strumenti digitali e regole uniformi su tutto il territorio nazionale.
La riforma del Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni entra nel vivo del confronto parlamentare con il contributo della Rete delle Professioni Tecniche, ascoltata dall’VIII Commissione Ambiente della Camera. Nel corso dell’audizione, i rappresentanti delle professioni tecniche hanno evidenziato la necessità di superare l’attuale frammentazione normativa attraverso un testo unico più chiaro, moderno e coerente. Al centro delle osservazioni della RPT ci sono la semplificazione amministrativa, la digitalizzazione delle procedure edilizie, la revisione delle responsabilità dei professionisti e una maggiore chiarezza sulle sanatorie e sulla doppia conformità. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un sistema normativo capace di sostenere la rigenerazione del patrimonio edilizio e garantire maggiore certezza giuridica.
Professioni tecniche in audizione alla Camera: semplificazione normativa, digitalizzazione e revisione delle responsabilità al centro del confronto sul nuovo Codice dell’Edilizia
La Rete delle Professioni Tecniche è intervenuta in audizione presso l’VIII Commissione Ambiente della Camera nell’ambito dell’esame del Disegno di legge delega per l’adozione del nuovo Codice dell’Edilizia e delle Costruzioni, ribadendo la necessità di una profonda revisione del quadro normativo che regola il governo del territorio.
A rappresentare la RPT durante l’audizione sono stati Angelo Domenico Perrini, Roberto Troncarelli e Irene Sassetti.
Secondo la Rete delle Professioni Tecniche, l’attuale sistema normativo appare ormai frammentato e superato. La legge urbanistica di riferimento risale infatti al 1942, mentre il DPR 380/2001, nel tempo, è stato modificato attraverso numerosi interventi puntuali che ne hanno compromesso organicità e chiarezza. Da qui la richiesta di elaborare un nuovo Codice delle Costruzioni capace di integrare e armonizzare normativa urbanistica, edilizia, ambientale e paesaggistica in un unico testo coerente.
Nel corso dell’audizione, la RPT ha sottolineato che il nuovo Codice dovrà perseguire due obiettivi principali: da un lato semplificare e razionalizzare le procedure, dall’altro favorire il recupero e la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente.
Tra le proposte avanzate, particolare rilievo è stato dato all’istituzione di una commissione permanente composta da Ministeri, enti pubblici, associazioni e rappresentanti delle professioni tecniche, incaricata della redazione del nuovo articolato normativo attraverso un percorso condiviso e stabile di confronto istituzionale.
Sportello unico digitale e uniformità normativa
Uno dei temi centrali affrontati dalla RPT riguarda la necessità di garantire uniformità normativa su tutto il territorio nazionale. In questo senso, viene valutata positivamente l’introduzione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) all’interno della legge delega.
La RPT ha inoltre espresso apprezzamento per la previsione di un unico punto di accesso digitale per cittadini e professionisti, destinato alla gestione di domande, segnalazioni e pratiche edilizie. Secondo i professionisti tecnici, questo strumento consentirebbe di seguire l’intero iter autorizzativo evitando duplicazioni documentali e richieste ripetitive da parte delle diverse amministrazioni coinvolte.
Stato legittimo e responsabilità dei professionisti
Tra i punti più critici evidenziati durante l’audizione figura quello relativo all’attestazione dello stato legittimo degli immobili. La RPT ritiene eccessivo attribuire al professionista la responsabilità, anche penale, di asseverare titoli edilizi pregressi sui quali spesso non dispone di informazioni complete o dirette.
Secondo la Rete, tale responsabilità dovrebbe ricadere principalmente sul proprietario dell’immobile, mentre il tecnico dovrebbe rispondere esclusivamente delle attività effettivamente svolte nel processo edilizio.
Sempre sul tema delle responsabilità, la RPT chiede una revisione della responsabilità solidale dei professionisti, con termini di prescrizione certi e limitati nel tempo. “Ciascuno risponde per ciò che ha fatto e nel ruolo che ha ricoperto”, hanno ribadito i rappresentanti della Rete, definendo questo principio una questione di “civiltà giuridica”.
Fascicolo del fabbricato e anagrafe digitale
La RPT ha inoltre rilanciato la proposta di istituire un’anagrafe digitale delle costruzioni e il cosiddetto “fascicolo del fabbricato”, strumenti considerati fondamentali per una conoscenza completa del patrimonio edilizio nazionale.
Secondo i professionisti, la digitalizzazione delle informazioni sugli immobili consentirebbe di semplificare le attività tecniche, programmare meglio gli interventi e definire priorità più efficaci in termini di sicurezza e manutenzione.
Doppia conformità e normativa sismica
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della “doppia conformità”, considerato uno dei nodi più delicati del provvedimento.
La RPT giudica infatti troppo restrittiva la disciplina prevista per le sanatorie nelle aree sismiche, dove viene richiesto il rispetto delle norme tecniche vigenti sia al momento della realizzazione dell’opera sia al momento della richiesta di sanatoria.
Secondo i tecnici, questa impostazione rischia di rendere poco applicabile il superamento della cosiddetta “doppia conformità perfetta”. Per questo motivo, la proposta avanzata è quella di rifarsi all’impostazione dell’articolo 36-bis del Testo Unico, valutando la conformità rispetto alle norme vigenti al momento della realizzazione dell’intervento, accompagnata però da obblighi di miglioramento strutturale finalizzati alla tutela della vita umana.
Aggiornamento delle norme strutturali
Infine, la RPT ha evidenziato l’urgenza di aggiornare la disciplina delle costruzioni sotto il profilo strutturale e antisismico. Il DPR 380/2001, infatti, è antecedente all’entrata in vigore delle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni e necessita quindi di un adeguamento complessivo.
Nel nuovo Codice dovranno trovare spazio temi centrali come il rischio residuale, la classificazione sismica del territorio e le classi di rischio degli edifici.
Al termine dell’audizione, la Rete delle Professioni Tecniche ha consegnato alla Commissione un documento contenente tutte le osservazioni elaborate dalle professioni tecniche sul Disegno di legge delega.
IN ALLEGATO LA NOTA STAMPA INTEGRALE DI RPT.
Fonte: Comunicato Stampa Reti Professioni Tecniche
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