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Grattacieli a Lagos: progettare il lusso verticale tra clima equatoriale, sicurezza e nuovi modi di abitare

A Tall Buildings 2026 Giuseppe Tortato racconta l’esperienza progettuale di tre torri residenziali di lusso a Lagos, sviluppate adattando architettura e distribuzione alle condizioni climatiche, costruttive e sociali locali. Dalle Sky Villas alla torre trilobata, il progetto evolve attraverso privacy, schermature solari, amenities, sicurezza e ottimizzazione dei core.

Progettare un grattacielo residenziale a Lagos significa confrontarsi con condizioni molto diverse da quelle europee, dal clima equatoriale alla disponibilità dei materiali, fino alle esigenze di sicurezza e privacy. A Tall Buildings 2026, Giuseppe Tortato ha raccontato l’esperienza maturata nello sviluppo di tre torri residenziali di lusso nella metropoli nigeriana. Progetti nei quali appartamenti da oltre mille metri quadrati, Sky Villas e grandi amenities convivono con la necessità di ottimizzare strutture, involucri e distribuzione. Un percorso che ha portato a ripensare progressivamente anche terrazze, schermature solari e core degli edifici. L’esperienza di Lagos diventa così un interessante laboratorio per comprendere come il progetto di un tall building debba adattarsi al luogo, al mercato e ai modi dell’abitare.


Progettare in verticale a Lagos: quando clima, cultura e mercato cambiano le regole del progetto

La progettazione di edifici alti non può essere ridotta alla ricerca di una forma iconica o alla semplice trasposizione di modelli già sperimentati nelle grandi metropoli occidentali. Quando il progetto si sposta in un contesto come Lagos, in Nigeria, cambiano il clima, le disponibilità tecnologiche, le esigenze di sicurezza e perfino il modo di concepire l’abitare di lusso. È quanto emerge dall’esperienza raccontata dall’architetto Giuseppe Tortato a Tall Buildings 2026, dove ha illustrato il percorso che ha portato il suo studio a lavorare su tre torri residenziali nella capitale economica nigeriana, all’interno di un mercato immobiliare in rapida trasformazione.

Un’esperienza iniziata quasi casualmente circa tre anni fa, dall'incontro con alcuni importanti developer locali interessati a sperimentare linguaggi architettonici differenti rispetto a quelli fino ad allora dominanti a Lagos. I primi studi progettuali hanno aperto la strada a una collaborazione più ampia: oggi sono tre le torri in fase di sviluppo, con livelli differenti di avanzamento, dalla progettazione alle autorizzazioni fino all’avvio delle fondazioni.

Ikoyi, la “Manhattan di Lagos” e la nuova domanda di edifici alti

Il contesto nel quale si inseriscono i progetti è quello di Ikoyi, una delle aree più esclusive di Lagos. Si tratta di una sorta di enclave urbana caratterizzata da un mercato immobiliare di fascia altissima, all’interno di una metropoli che conta milioni di abitanti. Il tessuto costruito, tradizionalmente composto soprattutto da edifici di quattro o cinque piani, sta progressivamente cambiando con la comparsa di nuove torri residenziali.

È proprio in questo scenario che si apre una competizione non soltanto in termini di altezza, ma soprattutto di qualità percepita e capacità di proporre un prodotto immobiliare riconoscibile. Il primo incarico affidato allo studio di Tortato nasceva infatti accanto ad altre torri già presenti sul mercato, una delle quali aveva ottenuto un importante successo commerciale.

Il problema progettuale diventava quindi particolarmente delicato: realizzare un edificio capace di risultare più attrattivo rispetto al principale riferimento del mercato, senza tuttavia entrare in conflitto con un'altra torre appartenente allo stesso developer. Da qui prende forma una ricerca basata sulle rotazioni dell'edificio, sulle visuali e sulla costruzione di un'identità architettonica autonoma.

Dalla forma della torre alla qualità dell’attacco a terra

Uno degli elementi sui quali il progetto ha cercato di introdurre una discontinuità rispetto alla produzione locale riguarda il rapporto tra torre e suolo. Tortato ha sottolineato come negli edifici esistenti a Lagos fosse generalmente poco sviluppata la cura dell'attacco a terra.

La torre viene quindi pensata non come un volume semplicemente appoggiato su un basamento, ma come un organismo capace di esprimere la propria identità fin dall'ingresso. Nel primo progetto questa volontà si traduce anche in grandi elementi strutturali a V che caratterizzano i primi livelli e contribuiscono alla riconoscibilità dell'edificio.

È un tema importante perché mostra come l'innovazione non coincida necessariamente con la ricerca di una forma spettacolare in quota. L'identità del tall building viene costruita anche attraverso la sequenza di ingresso, gli spazi comuni, le amenities e la percezione dell'edificio alla scala del pedone.

Progettare vicino all’Equatore: quando il sole arriva anche da nord

Tra le principali lezioni apprese lavorando a Lagos vi è quella relativa al clima. Le conoscenze consolidate sulla progettazione delle schermature solari maturate in Europa non potevano essere trasferite automaticamente al contesto nigeriano.

La vicinanza all'Equatore modifica infatti radicalmente il percorso apparente del sole. Per alcuni mesi dell'anno anche i fronti rivolti a nord ricevono un'irradiazione significativa, circostanza che ha obbligato i progettisti a riconsiderare l'approccio all'involucro.

Gli aggetti e i terrazzi diventano quindi innanzitutto strumenti di controllo dell'irraggiamento. La loro funzione, almeno nelle intenzioni iniziali, non è soltanto quella di ampliare lo spazio abitabile verso l'esterno, ma soprattutto di contribuire alla schermatura delle facciate.

L'esperienza maturata con la prima torre ha però consentito di affinare ulteriormente questa soluzione. Tortato ha spiegato come nelle progettazioni successive la presenza dei terrazzi sia stata progressivamente ridotta, dopo aver verificato che gli abitanti utilizzano relativamente poco gli spazi esterni. La componente di ombreggiamento rimane fondamentale, mentre perde importanza l'idea, tipicamente occidentale, della terrazza come naturale estensione della zona giorno.

Tall Buildings 2026: il ruolo dei grattacieli nella rigenerazione urbana tra sostenibilità e densificazione
La 15° Edizione del Convegno "Tall Buildings – Rigenerazione urbana" 2026, organizzato da Guamari, ha analizzato il ruolo degli edifici alti nei processi di trasformazione urbana, tra sostenibilità, innovazione tecnologica ed esperienze internazionali, offrendo strumenti utili a progettisti e operatori del settore. L'evento si è tenuto il 30 giugno 2026 presso la Triennale di Milano. Ingenio è stato media partner dell'evento.

LEGGI L'APPROFONDIMENTO

Architettura e disponibilità dei materiali

Alla questione climatica si affianca un'altra condizione determinante: la disponibilità dei materiali e delle tecnologie costruttive. Progettare una torre a Lagos significa confrontarsi con una filiera differente da quella europea, nella quale materiali come vetro e acciaio risultano più costosi e difficili da utilizzare estensivamente.

Lo stesso calcestruzzo disponibile localmente presenta caratteristiche che impongono attenzione alle scelte progettuali. Il progetto architettonico deve quindi trovare un equilibrio tra l'immagine internazionale richiesta dal mercato immobiliare e la concreta capacità del sistema costruttivo locale di realizzarla.

È in questo passaggio che emerge uno dei temi più interessanti dell'esperienza raccontata a Tall Buildings 2026: realizzare edifici capaci di competere, per qualità e percezione, con le torri delle grandi città internazionali utilizzando però una quantità relativamente limitata di ingredienti.

Non si tratta quindi di replicare Dubai, New York o altre città simbolo della verticalità contemporanea, ma di reinterpretarne alcuni standard abitativi attraverso le condizioni specifiche della Nigeria.

Appartamenti da oltre mille metri quadrati: cambia la scala dell’abitare

La distanza rispetto al mercato italiano emerge in modo particolarmente evidente nella progettazione degli appartamenti. Se in Italia un'abitazione da 150 o 200 metri quadrati rappresenta già un prodotto di fascia alta, nelle torri illustrate da Tortato le unità possono raggiungere 1.000-1.200 metri quadrati.

Dimensioni che modificano radicalmente l'organizzazione distributiva. Gli appartamenti devono accogliere numerosi ambienti, funzioni differenti e spazi destinati anche al personale di servizio. Le master bedroom possono assumere dimensioni difficilmente immaginabili nel mercato residenziale europeo, mentre palestre private, grandi zone di rappresentanza e molteplici soggiorni entrano nella normale articolazione dell'abitazione.

Il riferimento, sotto questo punto di vista, non è tanto il condominio europeo quanto le grandi torri residenziali internazionali, nelle quali interi piani possono essere destinati a un'unica proprietà.

In questo mercato la progettazione degli interni diventa inoltre parte integrante della strategia immobiliare. Lo studio sviluppa proposte distributive e di interior design che permettono al developer di presentare il prodotto in fase di commercializzazione, pur lasciando successivamente agli acquirenti la possibilità di personalizzare gli ambienti.


>> GUARDA L'INTERVISTA A GIUSEPPE TORTATO QUI SOTTO


Sky Villas, amenities e sicurezza: la torre come ecosistema autonomo

La dimensione degli appartamenti non rappresenta l'unico elemento distintivo. Nei livelli più alti compaiono le Sky Villas, grandi residenze sviluppate anche su doppie o triple altezze, dotate di piscine, giardini e spazi privati assimilabili più a ville sospese che ad appartamenti tradizionali.

A queste si aggiunge un sistema articolato di amenities comuni: piscine, fitness, aree per il tempo libero e ambienti panoramici diventano parte integrante dell'offerta immobiliare.

Ma la torre di lusso a Lagos deve rispondere anche a un'altra esigenza fondamentale: la sicurezza. Gli edifici sono concepiti come sistemi fortemente controllati, con accessi, parcheggi e percorsi organizzati per garantire un elevato livello di protezione e privacy. Tortato descrive questi complessi quasi come piccoli “castelli”, sottolineando quanto questo aspetto condizioni il rapporto tra edificio e spazio urbano.

È una differenza sostanziale rispetto a molti modelli europei contemporanei, nei quali il basamento del tall building viene spesso utilizzato per costruire permeabilità, funzioni pubbliche e continuità con la strada. Nel caso di Ikoyi, al contrario, la necessità di controllo degli accessi rende la torre un organismo molto più autonomo.

La torre trilobata: privacy, visuali e ottimizzazione della pianta

L'evoluzione del lavoro svolto in Nigeria emerge con particolare chiarezza nella cosiddetta torre trilobata, uno dei progetti illustrati durante l'intervento. La pianta, di circa 1.200 metri quadrati per piano, viene organizzata generalmente attorno a tre grandi appartamenti.

La geometria consente di ottenere un elevato livello di indipendenza tra le unità e, soprattutto, di evitare interferenze visive tra gli appartamenti. Dove una residenza presenta grandi superfici vetrate, quella adiacente viene organizzata con porzioni opache, costruendo così un sistema di visuali controllate.

Il risultato è una pianta nella quale la forma architettonica non deriva esclusivamente da una ricerca estetica, ma dall'incrocio tra privacy, orientamento, panorama e organizzazione funzionale.

Ai livelli inferiori la configurazione può cambiare, aumentando il numero delle unità immobiliari, mentre in sommità tornano soluzioni di maggiore esclusività attraverso sky duplex e penthouse.

Anche le amenities evolvono: ai livelli bassi vengono costruiti veri e propri paesaggi comuni, mentre in quota piscine a sfioro e spazi panoramici sfruttano il rapporto privilegiato con lo skyline di Lagos.

Dal primo progetto a un modello sempre più ottimizzato

Forse l'aspetto più significativo dell'esperienza presentata da Giuseppe Tortato a Tall Buildings 2026 riguarda il processo di apprendimento maturato attraverso i diversi progetti. La prima torre è stata sviluppata partendo soprattutto dalle indicazioni del developer e dalle caratteristiche di un mercato ancora da conoscere. Con i progetti successivi, lo studio ha progressivamente acquisito maggiore autonomia nel proporre core, layout e soluzioni distributive.

Il progetto diventa quindi un processo iterativo: si osservano il comportamento del mercato, le esigenze degli utenti e l'effettivo utilizzo degli spazi, per poi trasferire queste informazioni nell'edificio successivo.

La riduzione delle terrazze, l'evoluzione delle amenities, la maggiore personalizzazione delle piante e l'ottimizzazione dei nuclei distributivi sono tutti risultati di questa esperienza. Nell'ultima soluzione illustrata da Tortato, il core arriva a incidere per circa il 15% della superficie, un dato che testimonia la ricerca di una crescente efficienza distributiva.

L'esperienza di Lagos mostra così come la progettazione dei tall buildings sia soprattutto un esercizio di adattamento. Clima equatoriale, disponibilità dei materiali, sicurezza, modelli abitativi, aspettative del mercato e cultura locale obbligano a mettere in discussione soluzioni considerate consolidate.

Il risultato non è la semplice esportazione dell'architettura italiana in Africa, ma la costruzione progressiva di un linguaggio specifico. Un'architettura che mantiene una forte ambizione internazionale, ma che nasce dall'osservazione delle condizioni reali del luogo e dalla capacità di trasformare vincoli molto diversi da quelli europei in strumenti di progetto.

DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI GIUSEPPE TORTATO.


Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto di strumenti di IA (ChatGpT).

IN SINTESI
-Tre torri residenziali a Lagos: Giuseppe Tortato racconta a Tall Buildings 2026 l’esperienza maturata nella progettazione di edifici alti di lusso nel quartiere di Ikoyi.
-Il clima equatoriale cambia il progetto: la particolare esposizione solare di Lagos impone di ripensare schermature, aggetti, terrazze e orientamento rispetto agli approcci normalmente utilizzati in Europa.
-Un nuovo modello di abitare di lusso: appartamenti da oltre 1.000 m², Sky Villas, penthouse, piscine e grandi amenities definiscono un mercato residenziale con esigenze molto diverse da quello italiano.
-Privacy e sicurezza diventano elementi progettuali: controllo degli accessi, separazione dei percorsi e protezione degli abitanti condizionano profondamente il rapporto tra le torri e lo spazio urbano.
-La progettazione evolve con l’esperienza: dalla torre trilobata all’ottimizzazione dei layout e dei nuclei distributivi, i diversi progetti mostrano un progressivo adattamento alle esigenze del mercato locale, fino a raggiungere un core pari a circa il 15% della superficie.

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