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Guai o difetti in Edilizia: la regola del 7-7-7

In edilizia, dopo quanto tempo iniziano a manifestarsi problematiche di degrado o difetti? In questo articolo, sulla base della sua esperienza di Ingegnere Forense, Gian Luigi Pirovano ci spiega che esiste una certa ricorrenza temporale con cui si manifestano quasi tutte le fattispecie di difetti nel settore delle costruzioni e che definisce come la Regola del 7-7-7.

Difetti nelle opere edilizie: a distanza di quanto tempo si manifestano?

Nel mese di gennaio 2014 è avvenuto il battesimo della Regola del 7-7-7. Sono passati 10 anni.

Era da tempo che, nelle esperienze di contenziosi legate alla mia specializzazione di Ingegnere Forense, maturavo la convinzione che il nesso causale di quasi tutte le fattispecie di difetti nel settore delle costruzioni, presentava specifiche ricorrenze e similitudini. La temporalità dell’evento.

Da qui, è scaturita l’idea di inquadrare in modo sintetico e razionale tutte le cause affrontate, tutti i difetti emersi, incasellare le varie tipologie e legare le stesse al periodo temporale di evidenza dello specifico difetto. Ed emergevano delle costanti.

I guai o i difetti in edilizia si manifestavano nei primi giorni, oppure dopo vari mesi, oppure dopo vari anni. Ma quest’arco temporale non era una semplice coincidenza, era una costante che poteva trovare delle probabili cause di innesco o responsabilità.

Il nesso causale era legato molto spesso a delle specifiche cause. Errore dell’applicatore, errore nel ciclo di intervento prescelto, errore nell’ingegnerizzazione delle fasi applicative, errore nella durabilità del prodotto, nuovi fattori esterni.
Da questo, l’idea di trasformare tutti questi dati ed esperienze in un semplice regola: la REGOLA DEL 7-7-7.

 

IN EDILIZIA I GUAI O I DIFETTI SI MANIFESTANO:
entro 7 giorni
entro 7 mesi
entro 7 anni.

 

Questa enunciazione doveva essere tuttavia verificata sul campo nel modo più ampio possibile e, per tale motivo, ho contattato vari professionisti esperti e amici per chiedere la verifica di tale regola nel loro specifico settore di specializzazione.

Li ringrazio ancora oggi per la disponibilità dimostratami, e soprattutto per la felicità di aver trovato la stessa logica in tutti i settori indagati.

La Regola del 7-7-7 era collaudata e reale! I problemi in edilizia succedono (solitamente) entro 7 giorni, entro 7 mesi, entro 7 anni.

Ovviamente questi spazi temporali non possono essere presi come esattamente definiti.

Indicativamente per 7 giorni si intende quando un problema si manifesta entro i primi giorni dell’intervento o della specifica realizzazione; potremmo inquadrare questo primo periodo compreso tra il momento dell’applicazione e il quindicesimo giorno successivo.

Il secondo periodo, indicato con 7 mesi, deve essere interpretato come un arco di tempo tra 4 e 12 mesi dopo la realizzazione (in alcuni casi potrebbe essere anche fino a due anni, ma difficilmente oltre tale periodo).

Infine l’arco temporale di 7 anni deve essere inteso come un periodo di tempo compreso tra 5 e 10 anni (e oltre) dalla realizzazione.

Oggi sono trascorsi 10 anni dalla prima uscita di questa regola, che ha avuto molti riconoscimenti.

  • Articolo pubblicato sulla rivista Ingenio (2014) 
  • Conferenza Magistrale al convegno Internazionale MICONS (2014)
  • Relazionata e pubblicata nel convegno IF Crasc (2015)
  • Corsi di Formazione per gli Ispettori di Organismi d’Ispezione

Ancora oggi riscontro che viene utilizzata in molte occasioni per interpretare al meglio un problema.

Sono passati 10 anni, e dunque è il momento di fare il punto della situazione.

In primo luogo si conferma la correttezza di questa Regola.

Inoltre, ho ricevuto informazioni anche in altri settori, sempre in campo edile, che confermano una corrispondenza delle varie problematiche, sempre nella classificazione dei 3 periodi.

I 3 differenti spazi temporali individuati trovano praticamente quasi sempre riscontro nelle ipotesi di nesso causale del problema analizzato.

Anche se il fenomeno venisse riscontrato successivamente, la sua genesi rimane collegata ad una delle 3 tempistiche sopra evidenziate.

E da queste ne deriverebbe, comunque, un indirizzo d’indagine più centrato o quantomeno più verosimile.

Quindi BUON COMPLEANNO REGOLA DEL 7-7-7!

 


ndr. di seguito il testo dell'articolo che l'ing. Gian Luigi Pirovano pubblicò sul nostro portale nel 2014.


 

Problematiche di degrado nelle pavimentazioni e la Regola del 7-7-7

Nel corso della mia lunga esperienza lavorativa mi sono trovato a indagare innumerevoli problematiche di degrado inerenti a materiali di vari a natura e composizione, tradizionali e innovativi, realizzati a volte con cicli applicativi semplici oppure, nei i tempi più recenti, applicati con cicli più complessi, multistrato, utilizzati in interventi semplici o cicli più articolati e su strutture più complesse.

In tutti i casi analizzati si era sempre in presenza di un’evoluzione, non solo quindi una patologia di degrado, ma si evidenziava sempre una specifica evoluzione del degrado, che trasformava nel tempo un difetto spesso lieve in un degrado sempre più accentuato e, in alcuni casi, anche distruttivo.

Analizzando i vari casi e, in particolare, il momento della loro probabile formazione e la sua successiva evoluzione è emerso che molti di questi fenomeni si presentavano con una certa ricorrenza temporale, dalla quale potevano intravedere alcune costanti interpretative.

Perché un difetto o un danno avviene in pochi giorni piuttosto che dopo molti anni? È solo il caso che determina quel particolare difetto, oppure possono esserci specifici fattori scatenanti?

Nella mia attività di Consulente Tecnico in cause giudiziali e stragiudiziali ho trovato molto spesso la tendenza a dare interpretazioni semplicistiche delle patologie oggetto d’indagine. L’aspetto temporale del fenomeno spesso non veniva preso in considerazione, come se fosse una variabile indipendente del problema.

Come se una cosa si potesse danneggiare subito o dopo molto tempo, dipendendo solo dal caso……..

Questa interpretazione del problema, impropriamente fatalistica se espressa da un professionista, ha portato in vari casi alla errata individuazione delle cause (e conseguentemente dell’imputazione delle responsabilità).

Le indagini effettuate in vari casi di degrado che ho avuto l’occasione di indagare mi hanno restituito, invece, una possibile chiave interpretativa dei fenomeni riscontrati, che e potrebbe essere di interessante aiuto all’approccio delle indagini.

Ho sottoposto da tempo queste mie considerazioni ad alcuni stimati colleghi ed amici e ho trovato un concreto riscontro nell’ipotesi formulata, tanto da decidere proporla all’attenzione del nostro settore: la tempistica d’evoluzione dei problemi e la loro probabile interpretazione sulle possibili cause.

Tutte le considerazioni sopra riportate possono essere riassunte nella Regola del 7-7-7.

I problemi in edilizia succedono (solitamente) entro 7 giorni, entro 7 mesi, entro 7 anni.

Ovviamente questi spazi temporali non possono essere presi come esattamente definiti. Indicativamente, per 7 giorni si intende quando un problema si manifesta entro i primi giorni dall’intervento o della specifica realizzazione; potremmo inquadrare questo primo periodo compreso tra il momento dell’applicazione e il quindicesimo giorno successivo.

Il secondo periodo, indicato con 7 mesi, deve essere interpretato come un arco di tempo tra 4 e 12 mesi dopo la realizzazione (in alcuni casi potrebbe essere anche fino a due anni, ma difficilmente oltre tale periodo).

Infine, l’arco temprale di 7 anni deve essere inteso come un periodo di tempo compreso tra 5 e 10 anni (e oltre) dalla realizzazione.

Questa classificazione temporale dei difetti e delle patologie non vuole essere, quindi, una regola certa della formazione di alcuni fenomeni e della loro interpretazione, ma potrà essere di valido aiuto nella individuazione delle possibili cause e responsabilità, concentrando l’attenzione dell’indagine verso le cause più probabili del fenomeno, evitando in tal modo indagini a 360 gradi spesso costose ed inutili.

Lo scopo di questa semplice regola che vorrei sottoporre all'attenzione del settore, serve solo a indirizzare i tecnici verso una modalità interpretativa semplificata, che permetta loro di evitare voli pindarici che spesso si traducono nell'allargare le cause del problema a tutte le ipotesi possibili, invece che concentrare l'attenzione su quelle più probabili.

Riporto di seguito lo schema interpretativo che personalmente utilizzo da tempo; non vuol essere certamente esaustivo, è solo un'indicazione che vorrei sottoporre all’attenzione dei miei colleghi, per essere condivisa, contestata, migliorata, arricchita.

Come schematicamente indicato in precedenza: i problemi di verificano in edilizia entro 7 giorni, entro 7 mesi, entro 7 anni.

Ecco la mia chiave interpretativa (in questo articolo solo come esempio semplificato), con le probabili cause che hanno prodotto il problema riscontrato.

Entro 7 giorni:

  • errore di applicazione
  • errore di prodotto

Entro 7 mesi:

  • errore progettuale
  • sottovalutazione delle problematiche esistenti
  • ciclo applicativo inidoneo

Entro 7 anni:

  • imprevisti subentrati successivamente
  • insufficiente durabilità del prodotto o del ciclo
  • condizioni specifiche
  • sollecitazioni a fatica impreviste o sottovalutate
  • problemi strutturali
  • variazioni delle sollecitazioni previste inizialmente, nel ciclo produttivo, chimiche, meccaniche, fisiche.

Una semplificazione come quella proposta sopra rischia critiche di pressapochismo ma è stata la base di discussione quando voluto condividere queste mie considerazioni con alcuni amici di lunga data, e che considero tra i massimi esperti nel loro specifico settore di specializzazione.

Dalle impermeabilizzazioni ai materiali lapidei, dai sistemi resinosi ai calcestruzzi, dai ripristini alle protezioni, dai pavimenti all’anticorrosione, ecc. Ho trovato condivisione, a conferma che la regola del 7-7-7 ha una sua validità e concretezza e, soprattutto, può essere applicata in molte attività e settori presenti nel mondo dell’edilizia.

Questo articolo ha solo l’obbiettivo di presentare questa regola, mentre nel prossimo articolo vedremo nello specifico, con interviste ai vari specialisti interpellati, come si possono evidenziare nella pratica quotidiana le probabili cause del fenomeno, anche con esempi concreti. Anzi, saranno graditissimi commenti e/o esempi dei lettori che possano arricchire le prossime pubblicazioni.

Gli esempi oggetto di verifica potranno riguardare problematiche di degrado di uno specifico prodotto o materiale, inquadrato nella regola del 7-7-7 (7 giorni, 7 mesi, 7 anni). Ma anche cicli tecnologici più complessi con probabili interazioni tra materiali diversi.

Nell'articolo integrale si riportano qualche esempio che potrà aiutare la comprensione di quanto enunciato.

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Gian Luigi Pirovano

Ingegnere – Master II° livello in Ingegneria Forense. Presidente e Direttore Tecnico STEMCO S.r.l.

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