Il terminal aeroportuale più grande al mondo prende forma sotto il tetto ondulato di ZHA a Chongqing
Il Terminal 3B di Chongqing può gestire 35 milioni di passeggeri annui attraverso una pianta a X, 71 gate e percorsi separati per arrivi e partenze. Il progetto di ZHA integra rapidità dei flussi, luce naturale e climatizzazione senza combustione diretta in loco.
Il Terminal 3B dell’aeroporto internazionale di Chongqing Jiangbei è un terminal satellitare da 362.987 m² progettato da ZHA per gestire 35 milioni di passeggeri e 71 gate. La pianta a X riduce le distanze interne, separa i flussi di arrivo e partenza e migliora la rotazione degli aeromobili di Classe C ed E. La copertura ondulata integra lucernari, mentre terrazze e corti introducono luce e spazi aperti. Ventilazione ibrida, sistema termico a fonte d’aria e vetrate termoregolanti concorrono al contenimento dei consumi.
Terminal aeroportuale di Chongqing: il progetto T3B firmato ZHA
Firmato da ZHA Architects, il nuovo Terminal 3B dell’aeroporto internazionale di Chongqing Jiangbei conclude il grande programma di ampliamento dello scalo cinese. Una struttura da oltre 362 mila metri quadrati, progettata per accogliere 35 milioni di passeggeri l’anno e combinare rapidità operativa, orientamento intuitivo, luce naturale e strategie energetiche a basse emissioni.
Il nuovo Terminal 3B segna l’ultima e più rilevante fase della trasformazione dell’aeroporto internazionale di Chongqing Jiangbei in uno dei principali hub dell’aviazione cinese. Progettato da ZHA, T3B è indicato come il più grande terminal satellitare al mondo per volume di traffico passeggeri.
La nuova infrastruttura è dimensionata per gestire ogni anno circa 35 milioni di viaggiatori. La sua entrata in funzione consente allo scalo di aumentare quasi del doppio la propria capacità complessiva, portandola a 80 milioni di passeggeri, 580 mila movimenti aerei e 1,2 milioni di tonnellate di merci all’anno.
Un ampliamento diventato necessario dopo decenni di crescita continua. Dall’apertura, avvenuta nel 1990, il traffico passeggeri e il numero dei voli sono infatti aumentati fino a saturare progressivamente le strutture esistenti. T3B risponde così non soltanto alle esigenze aeroportuali, ma anche allo sviluppo di Chongqing, oggi tra le maggiori città della Cina e uno dei territori economicamente più dinamici del Paese.

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Una pianta a X per ridurre distanze e tempi di attesa
Il terminal è organizzato secondo una configurazione planimetrica a “X”, articolata attorno a una stazione di transito centrale. La disposizione radiale degli spazi permette di rendere più immediata la lettura dell’edificio e di accorciare i percorsi tra i controlli, le aree di trasferimento e i gate di partenza.
T3B dispone complessivamente di 71 gate, affiancati dalle relative piazzole di sosta degli aeromobili. Questa configurazione è stata studiata per aumentare la velocità di rotazione degli aerei, migliorare l’efficienza delle operazioni a terra e garantire al tempo stesso la possibilità di adattare l’infrastruttura a futuri ampliamenti e a nuove tecnologie aeroportuali.
Il collegamento con il vicino Terminal 3A è assicurato dal sistema metropolitano sotterraneo dell’aeroporto e dalle corsie di servizio airside. Questa integrazione consente trasferimenti più rapidi tra i due terminal e facilita la gestione dei flussi dei passeggeri in coincidenza.

Arrivi e partenze separati per limitare la congestione
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda l’organizzazione della circolazione interna. I percorsi destinati agli arrivi e alle partenze sono stati separati, con l’obiettivo di ridurre le interferenze tra i diversi flussi e limitare la congestione durante le ore di maggiore affluenza.
Ciascuno dei quattro moli del terminal comprende piazzole compatibili con aeromobili di Classe C e di Classe E. Questa soluzione offre alle compagnie aeree una maggiore flessibilità operativa, permettendo di assegnare rapidamente i gate in funzione delle dimensioni e delle esigenze dei diversi velivoli.
Anche i piazzali e le vie di rullaggio sono stati progettati per rendere più fluidi i movimenti degli aeromobili sull’intera area aeroportuale. L’efficienza non riguarda quindi soltanto gli spazi interni, ma coinvolge l’intero sistema di accesso, sosta e ripartenza degli aerei.
Un tetto ondulato ispirato alle montagne e ai fiumi di Chongqing
L’architettura del terminal riprende alcuni dei caratteri più riconoscibili del paesaggio locale. La copertura ondulata richiama la morfologia montuosa e i corsi d’acqua che definiscono il territorio di Chongqing, traducendoli in una struttura continua e dinamica.
Una serie di lucernari integrati nel tetto porta la luce naturale in profondità all’interno dell’edificio, migliorando il comfort degli ambienti e riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale durante il giorno.

Sul lato settentrionale e su quello meridionale sono inoltre presenti terrazze e corti all’aperto accessibili ai passeggeri. Questi spazi introducono pause, visuali verso l’esterno e occasioni di permanenza in un’infrastruttura altrimenti dominata dalla velocità dei trasferimenti.
Le dimensioni restituiscono la scala dell’intervento: il terminal si sviluppa per 846 metri da nord a sud e per 590 metri da est a ovest. La superficie costruita complessiva raggiunge i 362.987 metri quadrati, distribuiti su quattro livelli fuori terra e due piani interrati.
Ventilazione ibrida e sistema termico senza emissioni dirette
Il progetto affronta anche le condizioni climatiche specifiche di Chongqing, caratterizzata da un clima subtropicale umido. Il terminal utilizza un sistema termico a fonte d’aria a zero emissioni dirette, integrato con una strategia di ventilazione naturale ibrida.

Questa soluzione sostituisce le caldaie tradizionali che, secondo le stime progettuali, avrebbero consumato ogni anno circa 1,4 milioni di metri cubi di gas naturale. L’eliminazione della combustione in loco consente quindi di ridurre sensibilmente le emissioni operative associate alla climatizzazione dell’edificio.
T3B è stato costruito prevalentemente con materiali reperiti localmente e integra tecnologie avanzate per il contenimento dei consumi energetici. Tra queste figura una vetrata a regolazione termica, capace di adattare il proprio comportamento alle variazioni della temperatura e dell’irraggiamento solare, modulando l’ombreggiamento e limitando il surriscaldamento degli spazi interni.
Con il nuovo Terminal 3B, l’aeroporto di Chongqing non amplia soltanto la propria capacità, ma sperimenta un modello di infrastruttura aeroportuale in cui efficienza dei flussi, adattabilità operativa, identità architettonica e prestazioni ambientali vengono affrontate come parti di un unico sistema.
Project Team Client: Chongqing Jiangbei International Airport Co., Ltd. Architect: ZHA
ZHA Project Directors: Charles Walker, Cristiano Ceccato de Sabata, Filippo Innocenti
ZHA Project Associates: Shao-wei Huang, Clara Martins
ZHA Project Architects: Leo Alves, Cristina Barrios Cabrera
ZHA Project Lead: Sai Prateik Bhasgi
ZHA Project Team: Afsoon Eshaghi, Ashwin Shah, Charles Walker, Christos Koukis, Christy Yin, Clara Martins, Cristiano Ceccato De Sabata, Cristina Barrios Cabrera, Filippo Innocenti, Irfan Bhakrani, Jessica Wang, Kate Hunter, Konstantina Tsagkaratou, Leo Alves, Maria Tsironi, Mariana Cabugueira Custodio Dos Santos, Nelli Denisova, Nessma Al Ghoussein, Nicolas Tornero Gomez, Paulo Flores, Sai Prateik Bhasgi, Shao-wei Huang, Tatiana Chembereva, Thanh Grant
Consultants:
Executive Architect: CSWADI
Structural Engineers: CSWADI
General Contractor: CSCEC
MEP: CSWADI
Fonte: ZHA
FAQ TECNICHE: Terminal 3B Chongqing: 35 milioni di passeggeri e 71 gate
Che cos’è il Terminal 3B dell’aeroporto di Chongqing?
È il nuovo terminal satellitare dell’aeroporto internazionale di Chongqing Jiangbei, progettato da Zaha Hadid Architects.
Occupa 362.987 m² ed è dimensionato per circa 35 milioni di passeggeri ogni anno.
Con la sua attivazione, la capacità complessiva dello scalo raggiunge 80 milioni di viaggiatori annui.
In quali contesti è applicabile una configurazione aeroportuale a X?
La pianta a X è indicata per terminal con elevati volumi di traffico, numerosi gate e necessità di distribuire i passeggeri verso più moli.
La disposizione radiale può ridurre le distanze tra nodo centrale, controlli, aree di transito e imbarchi.
È tuttavia necessario verificare la configurazione mediante simulazioni dei flussi, tempi minimi di connessione e livelli di servizio.
L’efficacia dipende anche dal sistema di smistamento bagagli e dai collegamenti con gli altri terminal.
Quali norme regolano la progettazione di un terminal aeroportuale?
La progettazione aeroportuale coinvolge standard internazionali ICAO, regolamenti dell’autorità aeronautica competente e norme nazionali applicabili.
Per ventilazione, comfort interno e prestazioni energetiche sono pertinenti le norme della serie UNI EN 16798.
Per l’illuminazione degli ambienti interni è applicabile la UNI EN 12464-1:2021.
Quali vantaggi offre la separazione tra arrivi e partenze?
La separazione limita le interferenze tra flussi con direzioni, tempi di permanenza e controlli differenti.
Può ridurre congestioni, incroci e criticità nei periodi di picco, migliorando anche la leggibilità dei percorsi.
La soluzione favorisce la gestione delle coincidenze e la distribuzione dei passeggeri tra i quattro moli.
Come sono stati progettati gate, piazzole e percorsi degli aeromobili?
Il terminal dispone di 71 gate con piazzole adiacenti e moli compatibili con aeromobili di Classe C e Classe E.
La configurazione permette di assegnare le postazioni in funzione delle dimensioni e delle esigenze operative dei velivoli.
Vie di rullaggio e piazzali sono organizzati per migliorare la rotazione degli aeromobili e ridurre le interferenze a terra.
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