La tenuta all’aria degli edifici in legno
Investire nella tenuta all'aria degli edifici in legno è fondamentale per garantire la durabilità dell'immobile e migliorarne l'efficienza energetica e il comfort. La progettazione accurata e il monitoraggio costante sono le chiavi per ottenere risultati duraturi e di qualità superiore.
L’articolo chiarisce cos’è la tenuta all’aria e perché, nelle costruzioni in legno prefabbricate, diventa un requisito decisivo anche per la durabilità. Spiega l’analogia dell’involucro come “mongolfiera” e i benefici su efficienza energetica, comfort, salubrità e prestazioni acustiche. Evidenzia i rischi legati a fessure e discontinuità, fino a condensa interstiziale e degrado degli elementi. Indica i nodi tipicamente più vulnerabili (attacco a terra, giunti, serramenti, impianti) come punti da progettare e sigillare con soluzioni dedicate.
L’importanza della tenuta all’aria
La tenuta all'aria degli edifici è un requisito cruciale per garantire efficienza energetica, comfort abitativo e sostenibilità ambientale di ogni edificio, non soltanto di quelli con struttura in legno.
Un involucro edilizio ben sigillato riduce le dispersioni di calore, limita l'ingresso di inquinanti e migliora il controllo della qualità dell'aria interna. Spesso però è un requisito di cui non viene tenuto debito conto durante le fasi di progettazione e realizzazione dell’edificio, con conseguenze anche molto importanti sulla durabilità della costruzione (soprattutto per quanto riguarda gli edifici in legno) ma anche sugli aspetti legati all’efficienza energetica e al comfort interno.
Cos’è la tenuta all’aria
Cosa si intende per “tenuta all’aria”? Essa si riferisce alla capacità di un edificio di impedire il passaggio incontrollato dell'aria tra l'interno e l'esterno. In parole semplici, dobbiamo pensare all’involucro edilizio come a una mongolfiera: l’ingresso/uscita dell’aria dall’involucro deve essere controllato in termini di quantità e di caratteristiche termo-igrometriche (temperatura e umidità) ma si deve anche garantire la continuità dell’involucro, ossia l’assenza di fessure.

I vantaggi di un'ottima tenuta all'aria
I principali vantaggi di un'elevata tenuta all'aria includono:
- Efficienza Energetica: Un edificio ben sigillato richiede meno energia per il riscaldamento e il raffrescamento. Infatti, nel caso invernale l’assenza di fessure evita che l’aria calda e umida possa fuoriuscire dall’involucro, con evidenti perdite di energia termica. Basta pensare ai vecchi cassonetti per le avvolgibili o agli infissi a vetro singolo delle case degli anni ’70, periodo nel quale la tenuta all’aria non era tenuta in considerazione e gli spifferi erano (e in molti casi lo sono tuttora) all’ordine del giorno. Nella stagione estiva il flusso sarà opposto, ovvero l’aria calda e umida fluirà dall’esterno verso l’interno contribuendo al surriscaldamento degli ambienti: se la tenuta all’aria è eccellente, questo non avviene.
- Comfort Abitativo: la tenuta all’aria evita correnti d'aria indesiderate e garantisce una temperatura uniforme negli ambienti. Inoltre, l’assenza di fessure evita l’ingresso del rumore, migliorando le prestazioni acustiche dell’involucro e quindi del benessere interno.
- Salubrità dell'Aria: Un involucro a tenuta evita l'ingresso di inquinanti esterni e previene la formazione di muffe.
- Durabilità Strutturale: l’elevata tenuta all’aria minimizza i danni causati dall'umidità e dalla condensa nei componenti edilizi. Questo soprattutto per gli edifici prefabbricati con struttura in legno, materiale molto sensibile alle variazioni termo-igrometriche. Ne parleremo tra poco.
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Tecniche e soluzioni per migliorare la tenuta all'aria negli edifici in legno
A differenza di altre tipologie edilizie cosiddette “tradizionali” con struttura in muratura o calcestruzzo armato, gli edifici in legno sono essenzialmente strutture prefabbricate ove gli elementi costruttivi che li costituiscono (pareti, solai, ecc.) sono tipicamente prodotti in segheria e assemblati sul posto. Le tipologie più diffuse sono:
- struttura in X-Lam in cui gli elementi costruttivi sono formati da pannelli prefabbricati in tavole di legno di conifera incrociate e incollate tra loro, oppure rese solidali con elementi meccanici (es. cavicchi o chiodi in legno)
- struttura in Platform-frame costituita da una struttura a telaio in montanti e traversi di legno, di sezione ridotta, irrigiditi da pannelli in legno o derivati (es. OSB) e riempiti di materiale isolante come lana di roccia, cellulosa, canapa, ecc.

Essendo strutture prefabbricate e costituite da un materiale di origine naturale come il legno, come abbiamo già detto è fondamentale assicurare una perfetta tenuta all’aria dell’involucro soprattutto per evitare problemi di scarsa durabilità.
Se così non fosse si andrebbe facilmente incontro a fenomeni di condensa interstiziale, con accumuli di umidità in particolari punti della stratigrafia che arrecherebbero danni consistenti agli elementi costruttivi (strutturali e non) fino a provocarne la marcescenza.
Da questo si capisce come la tenuta all’aria nelle strutture in legno sia ben più importante rispetto ad altre tipologie costruttive come la muratura. Occorre quindi una attenta progettazione dello strato di tenuta all’aria, individuando tutti i punti vulnerabili dell’involucro e prevedendo per ognuno di essi la soluzione più efficace per la sigillatura.
A titolo puramente indicativo e non esaustivo si elencano i seguenti punti significativi, che spesso coincidono con i ponti termici dell’involucro:
- attacco a terra (nodo parete – fondazione)
- giunti verticali e orizzontali tra elementi costruttivi (nodo parete – solaio e copertura)
- giunti verticali e orizzontali tra pannelli di parete e di solaio (anche interni)
- nodo parete – serramento
- passaggi, forometrie e cavedi impiantistici.
Oggi le soluzioni per progettare e realizzare un efficace strato di tenuta all’aria, cioè la “mongolfiera” che avvolge l’involucro e lo protegge dal transito di aria incontrollata, sono molteplici.
Ribadiamo che non si può prescindere dalla progettazione di questo strato, così come si progetta l’efficienza energetica anche attraverso lo studio approfondito dei ponti termici
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FAQ tecniche – Tenuta all’aria negli edifici in legno: efficienza e durabilità INGENIO
Che cos’è la “tenuta all’aria” in un edificio in legno?
È la capacità dell’involucro di impedire passaggi d’aria incontrollati tra interno ed esterno, garantendo continuità e assenza di fessure. Va intesa come uno “strato” continuo che avvolge l’edificio e governa ingressi/uscite d’aria in modo controllato, anche dal punto di vista termo-igrometrico.
A cosa serve e in quali contesti è più critica?
Serve a ridurre dispersioni energetiche, evitare correnti d’aria e migliorare il controllo della qualità dell’aria interna; negli edifici in legno è particolarmente critica perché la discontinuità può favorire accumuli di umidità e danni ai componenti. È rilevante sia in nuove costruzioni sia in interventi che coinvolgono serramenti, coperture e impianti.
Quali prestazioni e requisiti vanno considerati (senza numeri “standard”)?
Operativamente conta la continuità dello strato di tenuta e la qualità delle sigillature nei nodi e nei passaggi. Le prestazioni si verificano di norma con prove di tenuta in opera e ispezioni mirate dei punti critici, in funzione della configurazione costruttiva e delle indicazioni di progetto/scheda tecnica dei sistemi di sigillatura.
Quali vantaggi rispetto a una soluzione “tradizionale” poco controllata?
Un involucro ben sigillato limita perdite invernali e ingressi estivi di aria calda e umida, migliorando la stabilità termo-igrometrica interna; riduce spifferi e contribuisce anche a migliori prestazioni acustiche. Nel legno, soprattutto, riduce la probabilità di fenomeni di condensa interstiziale che compromettono la durabilità.
Quali indicazioni progettuali e di posa contano di più nei nodi?
Bisogna mappare i punti vulnerabili e definire, per ciascuno, la soluzione di sigillatura: attacco a terra (parete-fondazione), giunti tra elementi (parete-solaio/copertura), giunti tra pannelli, nodo parete-serramento, forometrie e cavedi impiantistici. La regola pratica è progettare la continuità prima di arrivare in cantiere, come si fa per ponti termici e stratigrafie.
Che relazione c’è con comfort, sicurezza e durabilità?
La tenuta all’aria migliora il comfort riducendo correnti e disuniformità di temperatura, contribuisce alla salubrità limitando ingressi di inquinanti e può ridurre il rischio di muffe se gestita insieme alla ventilazione controllata. Sulla durabilità, nel legno, è determinante perché limita trasporti d’umidità che possono innescare condensa e degrado fino alla marcescenza.
Quali errori tipici evitare e come scegliere la soluzione corretta?
Errore tipico: trattare la tenuta all’aria come “sigillature sparse” senza uno strato continuo e senza dettagli di nodo. Altri errori: sottovalutare il nodo serramento, lasciare non progettati i passaggi impiantistici, interrompere la continuità nei giunti tra pannelli. La scelta va fatta per compatibilità con sistema costruttivo (X-Lam/Platform-frame), stratigrafia e modalità di posa, seguendo indicazioni di progetto e schede tecniche dei componenti.
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