Lighting design, luce e colore: al Politecnico di Milano un nuovo Master
Il lighting design integra luce, colore, percezione e superfici nella progettazione degli ambienti. Da questa visione nasce il Master “Light and Color Culture and Human Experience” del Politecnico di Milano, diretto da Mario Bisson con Francesco Murano Vice Direttore.
Il Master “Light and Color Culture and Human Experience” del Politecnico di Milano forma professionisti capaci di progettare l’interazione tra luce, colore, superfici e percezione negli spazi architettonici, negli interni, nel paesaggio e nelle installazioni. Il percorso integra cultura del progetto, tecnologia della luce, fotometria e colorimetria, percezione visiva e design thinking. La prima edizione, erogata da POLI.design, partirà il 1° marzo 2027, prevede 30 posti, 11 moduli e 60 CFU/ECTS.
Master in Lighting Design: progettare la relazione tra luce, colore e percezione
Il nuovo Master “Light and Color Culture and Human Experience” nasce sotto la Direzione Scientifica del Prof. Francesco Murano e del Prof. Mario Bisson. Murano e Bisson contribuiscono al Master con competenze complementari nel lighting design, nella cultura del colore, nella percezione e nell’Environmental Design, concorrendo a definirne l’impostazione scientifica, culturale e progettuale.
Il percorso mette al centro la relazione tra luce, colore, percezione, superfici e cultura del progetto, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di professionisti del lighting design e degli ambienti visivi.
Il Master propone una lettura multidisciplinare della luce come materiale progettuale e culturale, capace di strutturare gli spazi, definirne l’identità e contribuire alla qualità percettiva degli ambienti. Il programma integra cultura del progetto, percezione visiva, tecnologia della luce, cultura del colore e studio delle superfici.
Dal lighting design alla cultura del colore: i contenuti del Master
Il percorso combina un approccio teorico-critico, sperimentazione laboratoriale e pratica progettuale applicata. La prima parte si svolge online, mentre la seconda è erogata in presenza.
Tra i temi principali figurano l’essenza, l’esperienza e il linguaggio della luce e del colore, la loro applicazione negli spazi abitativi, nel paesaggio e negli spazi aperti, la misurazione della luce e il design thinking applicato alla progettazione luminosa e cromatica.
Luce naturale e artificiale, colore e superfici nel progetto degli spazi
Particolare attenzione è riservata all’interazione tra luce naturale e artificiale, colore, materia e superfici, così da sviluppare una capacità progettuale in grado di coniugare qualità percettiva, benessere visivo, identità degli spazi e consapevolezza tecnica.
L’obiettivo è superare una lettura della luce limitata alla sola prestazione tecnica, considerandola invece come parte integrante dell’esperienza dello spazio e della relazione tra ambiente, materia e persone.
Professionisti del lighting design: competenze e sbocchi del Master
Il percorso prepara figure specialistiche capaci di operare nell’architettura, negli interni, negli spazi pubblici, nel design e nelle installazioni.
Tra gli sbocchi indicati da POLI.design figurano Human Light Designer, consulenti in Lighting Design e Visual Environment Design, Lighting Specialist per studi di architettura e design, designer per aziende del settore illuminotecnico e curatori di installazioni luminose e progetti artistici.
L’obiettivo è costruire competenze che permettano di leggere e progettare la luce non soltanto come prestazione tecnica, ma come linguaggio capace di generare esperienza, orientare la percezione e definire relazioni tra spazio, colore, materia e persone.
Francesco Murano e Mario Bisson: due competenze per la cultura della luce e del colore
La Direzione Scientifica affidata al Prof. Francesco Murano e al Prof. Mario Bisson mette in relazione due prospettive complementari: da un lato la pratica professionale del lighting design e la sua applicazione a spazi, mostre, architettura e progetto; dall’altro la ricerca sul colore, sulle superfici, sull’Environmental Design e sull’esperienza multisensoriale.
Il loro contributo congiunto rafforza l’impostazione interdisciplinare del Master e la capacità del percorso di connettere luce e colore, cultura e scienza, percezione e progetto.

Francesco Murano: lighting design tra architettura, arte e spazi espositivi
Prof. Francesco Murano, architetto, lighting designer, docente e progettista, ha sviluppato nel corso della sua attività una ricerca fortemente legata alla cultura della luce e alle sue applicazioni nell’arte, nell’architettura, negli spazi espositivi e nel design.
Alla sua intensa attività professionale — che comprende anche l’illuminazione di più di 250 grandi mostre in Italia e all’estero — Murano ha affiancato negli anni un costante impegno nella formazione, contribuendo alla diffusione di un approccio al lighting design in cui competenza tecnica, sensibilità progettuale e attenzione alla percezione dialogano in maniera integrata.
In questo contesto, la sua esperienza professionale e didattica offre un contributo alla costruzione di un Master orientato alla formazione di figure specialistiche capaci di operare all’interno di un’ampia e articolata cultura della luce.
Mario Bisson: colore, Environmental Design ed esperienza multisensoriale
Prof. Mario Bisson, Professore Associato presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, insegna e ha insegnato Industrial Design, Elementi visivi per il progetto e Colore presso la Scuola di Design.
È Direttore scientifico del Laboratorio Colore del Dipartimento di Design ed è promotore e co-fondatore del Laboratorio Interdipartimentale EDME – Environmental Design and Multisensory Experience del Politecnico di Milano.
La sua attività scientifica è legata in particolare alla cultura del colore, all’Environmental Design e alla dimensione multisensoriale del progetto. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali, ha partecipato a comitati scientifici ed editoriali e collabora con aziende e istituzioni pubbliche su temi di ricerca relativi al colore e all’Environmental Design.
Master Light and Color Culture and Human Experience: date, posti e candidature
La prima edizione del Master avrà inizio il 1° marzo 2027 e si concluderà il 31 maggio 2028. Il programma è in lingua inglese e prevede 30 posti.
Per conoscere il programma completo, le modalità di candidatura e le agevolazioni disponibili è possibile consultare il sito ufficiale POLI.design.
FAQ - Master in Lighting Design al Politecnico di Milano
Che cos’è il Master “Light and Color Culture and Human Experience”?
È un Master dedicato alla progettazione della luce e del colore, sviluppata attraverso un approccio multidisciplinare che integra lighting design, percezione visiva, superfici, tecnologia della luce ed Environmental Design. Il percorso considera la luce non solo come prestazione tecnica, ma come elemento capace di definire spazio, identità ed esperienza.
Quali temi affronta il Master in Lighting Design?
Il programma approfondisce luce naturale e artificiale, cultura del colore, percezione, materia e superfici, insieme alla misurazione della luce e al design thinking. Le competenze vengono applicate agli spazi abitativi, agli interni, al paesaggio, agli spazi aperti e alle installazioni luminose.
A quali professionisti si rivolge il Master?
Il percorso è rivolto a chi intende sviluppare competenze specialistiche nella progettazione degli ambienti visivi e della luce. Gli ambiti professionali comprendono architettura, interior design, lighting design, spazi pubblici, aziende illuminotecniche e installazioni artistiche.
Quali sbocchi professionali offre il Master?
Tra i profili indicati da POLI.design figurano Human Light Designer, consulente in Lighting Design e Visual Environment Design, Lighting Specialist, designer per aziende del settore illuminotecnico e curatore di installazioni luminose e progetti artistici.
Quando inizia il Master e come è organizzato?
La prima edizione prenderà il via il 1° marzo 2027 e terminerà il 31 maggio 2028. Il Master è tenuto in lingua inglese, prevede 30 posti e combina una prima parte di formazione online con una seconda fase didattica in presenza.
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