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Piano Casa europeo: si parte! Servono 150 miliardi all'anno per 650 mila case

Il Piano Casa europeo ha bisogno di investimenti per 150 miliardi all'anno per la realizzazione, ogni dodici mesi, di 650 mila nuove case. La strategia contiene molte riforme e semplificazioni per i titoli abilitativi. Previsti anche aiuti di Stato più flessibili e norme che perimetrino meglio il fenomeno degli affitti brevi.

La Commissione UE ha presentato il nuovo Piano Casa europeo, che punta sull'edilizia abitativa accessibile. L'Italia si è già mossa in Manovra, dove sono stati stanziati 300 milioni di euro per il Piano Casa Italia mentre sono in previsione, inizialmente, 43 miliardi di investimenti dall'UE per sostenere il progetto europeo, propedeutico all'edificazione di alloggi, con l'obiettivo di:

  • rendere cantieri e interventi di recupero più efficienti e tecnologicamente avanzati;
  • razionalizzare le norme e degli iter relativi alla pianificazione urbanistica e ai titoli abilitativi;
  • promuovere gli investimenti e l'aggiornamento della disciplina europea sugli aiuti di Stato, così da agevolare l’intervento pubblico a favore di iniziative di edilizia sociale e a costi contenuti.

In totale, ha spiegato la Commissione UE, 43 miliardi di investimenti sono già stati mobilitati nel budget europeo, mentre altri 10 sono in arrivo da InvestEu. A questi si aggiungeranno le risorse della riprogrammazione dei Fondi di coesione e quelle del prossimo bilancio di lungo termine dell’Ue e del Fondo sociale per il clima. Ma attenzione: sono previsti, entro il 2029, altri 375 miliardi da parte di banche e istituzioni di promozione.

 

Manovra: 300 milioni per il Piano Casa

Come già annunciato, nel maxiemendamento alla Manovra sono stati inseriti ulteriori 300 milioni di euro per gli anni 2026-27 a sostegno del Piano Casa.

 

Piano casa UE: servono 150 miliardi all'anno per 650 mila case

L'operazione "Piano casa europeo", annunciata dal commissario per l’Energia e la Casa, Dan Jorgensen, ha bisogno di 150 miliardi di euro ogni dodici mesi per costruire 650 mila case all'anno, con l'obiettivo di rispondere alla crisi abitativa e compensare al bisogno di immobili in particolare per le fasce più deboli e per i giovani.

Secondo i dati forniti, tra il 2013 e il 2024 i prezzi degli alloggi sono aumentati del 60%, i permessi per gli edifici residenziali sono calati del 20%, le occupazioni sono aumentate della stessa percentuale.

"L’Europa - ha detto Jorgensen - deve assumersi collettivamente la responsabilità della crisi abitativa che colpisce milioni di cittadini". "Oltre un milione di europei è senza tetto", ha ricordato Jorgensen parlando alla Plenaria dell'Eurocamera.


Le linee di intervento

Il piano si articola su più linee di intervento. In primo luogo, punta a rendere più flessibile la disciplina sugli aiuti di Stato per consentire il sostegno finanziario agli alloggi a canone calmierato e all’edilizia sociale.

In concreto, verrà introdotta una nuova tipologia di abitazioni a prezzi accessibili tra quelle esentate dall’obbligo di notifica, senza limiti massimi alla compensazione.

È inoltre prevista la creazione di una piattaforma di investimento dedicata, con il coinvolgimento della BEI.

L’UE, poi, pianifica nuovi stanziamenti per il comparto abitativo nell’ambito del QFP, includendo investimenti stimati per ulteriori 10 miliardi di euro nel 2026 e 2027 attraverso InvestEU, nonché almeno 1,5 miliardi di euro derivanti dalle proposte di Stati membri e regioni di riallocare i fondi di coesione nell’ambito della revisione di medio termine.

Un ulteriore ambito riguarda gli affitti brevi, per i quali sono attese misure specifiche nella prima parte del 2026, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza a carico dei locatori e individuare le aree caratterizzate da maggiore pressione abitativa.

 

Nel concreto: cosa si vuole realizzare col Piano Casa

Il Piano punta a realizzare misure tese ad accrescere l’efficienza e il livello di innovazione nel comparto delle costruzioni e del recupero edilizio, oltre a contrastare il divario tra domanda e disponibilità di alloggi. Si mira anche ad una maggiore semplificazione dei titoli abilitativi (in questo senso, l'Italia è già in prima linea col Nuovo Testo Unico Costruzioni).

Il rafforzamento dell'offerta abitativa può essere perseguito attraverso:

  • la realizzazione di nuovi edifici;
  • la riconversione del patrimonio esistente a uso residenziale e a canone accessibile;
  • la riqualificazione degli immobili già presenti, finalizzata a ottenere abitazioni di maggiore qualità e con migliori standard di sostenibilità.

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