Porto di La Spezia, Calata Artom cambia volto: il nuovo polo tecnico LSCT ispirato ai container
Area Tecnica LSCT a Calata Artom significa concentrare manutenzione, officine, servizi, reti e flussi logistici in un polo da circa 36.000 m². Il progetto F-Ingegneria punta a rendere più efficiente, sicuro e riconoscibile il terminal container del Porto della Spezia.
La nuova Area Tecnica LSCT a Calata Artom è un intervento di razionalizzazione interna del terminal container di La Spezia, progettato da F-Ingegneria per concentrare funzioni manutentive, officine, magazzini, uffici operativi, servizi al personale, stazione carburanti, area lavaggio, isola ecologica e nuove reti tecnologiche. Il progetto risolve la frammentazione delle funzioni tecniche nel terminal, migliora sicurezza e fluidità dei flussi interni e si integra con gate, ferrovia portuale, viabilità e futura organizzazione operativa.
Il porto di La Spezia cambia dall’interno: nuova Area Tecnica LSCT tra logistica e architettura-container
F-Ingegneria
, società di ingegneria specializzata nella progettazione e direzione lavori di opere civili ed industriali, realizzerà, per conto di La Spezia Container Terminal (LSCT) , il nuovo piano di razionalizzazione interna del Terminal nell’area di Calata Artom: un intervento strategico destinato a ridefinire l’organizzazione operativa, infrastrutturale e architettonica di una parte centrale del porto della Spezia.
Il progetto prevede la realizzazione di una nuova Area Tecnica moderna, altamente specializzata e integrata con le future evoluzioni operative dello scalo. L’intervento sorgerà tra il Molo Garibaldi e il Molo Fornelli, in una posizione strategica rispetto all’intero sistema operativo LSCT.
Un nuovo polo tecnico per il futuro del terminal
Il progetto nasce con l’obiettivo di concentrare in un’unica area tutte le principali funzioni tecniche e manutentive del terminal, migliorando l’efficienza operativa, la sicurezza e la fluidità dei flussi logistici interni. La nuova Area Tecnica comprenderà un edificio multifunzionale con officine meccaniche ed elettriche, magazzini tecnici, uffici operativi e servizi al personale; una nuova Palazzina Cambio Turno; una stazione carburanti con serbatoi interrati; area lavaggio mezzi; isola ecologica; nuove infrastrutture impiantistiche e la riqualificazione completa di piazzali, viabilità interna e reti di smaltimento.
Efficienza logistica e integrazione infrastrutturale
Il nuovo assetto è stato progettato per ottimizzare la funzionalità delle attività manutentive, la fluidità del traffico interno e la sicurezza di mezzi e personale, garantendo al contempo la piena integrazione tra traffico marittimo, ferroviario e su gomma. La nuova configurazione si connetterà direttamente con il nuovo gate di accesso, il sistema ferroviario interno, il nuovo sovrappasso pedonale e la futura organizzazione delle aree operative. Particolare attenzione è stata dedicata alla compatibilità con il sistema ferroviario portuale, elemento chiave per l'intermodalità dello scalo di La Spezia.
Un’architettura che interpreta il paesaggio portuale
Uno degli elementi più innovativi del progetto riguarda il concept architettonico, sviluppato a partire dal rapporto storico e visivo tra città e porto. Calata Artom rappresenta infatti uno dei punti di maggiore contatto tra il tessuto urbano di La Spezia e l’area portuale mercantile. Da questo rapporto nasce la scelta progettuale di sviluppare un’architettura che non sia in contrasto con il contesto industriale, ma che ne interpreti il linguaggio visivo e identitario. Per questo, i progettisti hanno scelto di ispirarsi all’immagine più caratteristica del porto contemporaneo: i container.
Le nuove architetture riprendono sia la modularità geometrica e le sovrapposizioni volumetriche che i colori industriali e il dinamismo compositivo tipico delle cataste di container presenti sui piazzali portuali. Il concept architettonico è “mimetico”: non nascondere la natura industriale dell’intervento, ma reinterpretarla in chiave contemporanea, trasformando un’infrastruttura tecnica in un nuovo elemento identitario del waterfront portuale.
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Un grande edificio industriale trasformato in landmark contemporaneo
L’edificio principale, lungo circa 170 metri, è stato progettato per evitare l’effetto monolitico tipico delle grandi strutture industriali, attraverso aggetti, rientranze, volumi sfalsati e facciate dinamiche ispirate alla disposizione irregolare dei container. In particolare, la porzione dedicata a uffici e spogliatoi assume un ruolo architettonico distintivo, diventando l’elemento che interrompe e movimenta la lunga scansione lineare del fabbricato principale. Anche la palette cromatica richiama direttamente l’universo portuale e l’identità LSCT, attraverso l’utilizzo di blu, rossi e tonalità grigio-metalliche tipiche del mondo containerizzato.
Sostenibilità e transizione energetica
Il progetto integra inoltre una serie di soluzioni orientate alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica: predisposizione di impianti fotovoltaici, efficientamento energetico degli edifici, nuove reti tecnologiche e gestione ottimizzata delle acque meteoriche e industriali. Dal punto di vista urbanistico, l'intervento è coerente con gli strumenti pianificatori vigenti, PUC, PRP, PTCP e Piano di Bacino, e non aggrava le condizioni di rischio idraulico o geomorfologico dell'area.
Un investimento strategico per il porto della Spezia
Con questo progetto LSCT conferma il proprio ruolo di infrastruttura strategica per la logistica nazionale e internazionale, investendo in un modello di porto sempre più moderno, efficiente, sostenibile e integrato con il territorio. La nuova Area Tecnica di Calata Artom è concepita come nuova porta architettonica e infrastrutturale del waterfront industriale della Spezia, capace di coniugare identità portuale, innovazione tecnologica e qualità progettuale.
FAQ TECNICHE: Area Tecnica LSCT: 36.000 m² per il terminal di La Spezia
Che cos’è la nuova Area Tecnica LSCT a Calata Artom?
È un nuovo polo tecnico interno al La Spezia Container Terminal, previsto nell’area di Calata Artom tra Molo Garibaldi e Molo Fornelli. Il progetto concentra in un’unica area funzioni oggi distribuite nel terminal: officine, magazzini, uffici operativi, servizi, carburanti, lavaggio mezzi, isola ecologica e reti impiantistiche.
L’obiettivo è migliorare efficienza operativa, sicurezza dei flussi e razionalizzazione degli spazi.
In quali contesti si applica un progetto di razionalizzazione interna come questo?
Un intervento di questo tipo riguarda terminal portuali, piattaforme logistiche, aree intermodali e insediamenti industriali con funzioni tecniche disperse. È rilevante quando occorre ridurre interferenze tra mezzi, personale, manutenzione e movimentazione merci.
Nel caso LSCT il progetto è collegato all’integrazione tra traffico marittimo, ferroviario e su gomma.
Quali vantaggi operativi offre la concentrazione delle funzioni tecniche?
La concentrazione delle attività manutentive riduce dispersioni funzionali, spostamenti interni e interferenze operative.
Consente di liberare aree oggi occupate da funzioni tecniche distribuite, favorendo riconversioni future e maggiore flessibilità del terminal. Il testo indica anche una demolizione graduale di edifici non più coerenti con le esigenze operative, articolata su quattro anni .
Quali aspetti progettuali sono rilevanti per la posa e l’applicazione infrastrutturale?
Gli aspetti centrali riguardano piazzali, viabilità interna, reti di smaltimento, infrastrutture impiantistiche e connessioni con gate, ferrovia interna e sovrappasso pedonale. La compatibilità con il sistema ferroviario portuale è un punto chiave, perché incide sull’intermodalità e sulla gestione dei flussi.
Come viene affrontata la sostenibilità nel progetto?
Il progetto prevede predisposizione di impianti fotovoltaici, efficientamento energetico degli edifici, nuove reti tecnologiche e gestione ottimizzata delle acque meteoriche e industriali .
La coerenza urbanistica viene richiamata rispetto a PUC, PRP, PTCP e Piano di Bacino.
Per una valutazione tecnica completa servono potenza FV prevista, fabbisogni energetici, criteri CAM,
Profilo F-Ingegneria
F-Ingegneria Srl è una società di ingegneria specializzata nella progettazione e direzione lavori di opere civili ed industriali. È un’Azienda Certificata con Gestione della Qualità, Sistema UNI EN ISO 9001:2015, Numero 20155-A.
Fondata nel 2020 dall’Ingegnere Gianfranco Flotta, F-Ingegneria è un team di ingegneri e architetti, specializzati nei vari settori dell’architettura e dell'ingegneria civile, in grado di affrontare e risolvere qualsiasi problematica nell'ambito della progettazione e direzione lavori di opere edili, strutturali, idrauliche, ambientali ed infrastrutturali. F-Ingegneria è qualificata in “Risk seismic management” e nella progettazione e gestione di opere complesse e certificate secondo i più restrittivi protocolli LEED e BREAM. Vengono gestite, secondo consolidate procedure, il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione delle opere ed in fase di realizzazione, fino all'analisi del rischio e valutazione della prevenzione incendi e della gestione delle emergenze. F-Ingegneria ha anche un impegno a livello accademico perché collabora da tempo con le Università di Ferrara e di Bologna nella stesura di diverse tesi di laurea in ambito strutturale.
Fonte: F-Ingegneria
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