Umidità di risalita e termografia: verso una diagnosi più oggettiva e scientificamente verificabile
La termografia è uno strumento diffuso nella diagnosi dell’umidità di risalita, ma spesso soggetto a interpretazioni qualitative. La ricerca di Emma Grandotto (Università di Padova), sviluppata nell’ambito della sua tesi sotto la supervisione della Prof.ssa Maria Rosa Valluzzi, propone un metodo basato su elaborazioni matematiche in Matlab per rendere l’analisi più oggettiva, ripetibile e confrontabile nel tempo.
Nel contesto della riqualificazione dell’esistente, la diagnosi dell’umidità di risalita rappresenta una delle criticità più complesse per il settore edilizio. L’articolo presenta il percorso di ricerca sviluppato da Emma Grandotto (Unipd) sull’evoluzione delle metodologie diagnostiche applicate allo studio dell’umidità di risalita capillare nelle murature. Il contributo analizza i limiti della termografia come strumento qualitativo e illustra un approccio basato su elaborazioni matematiche in ambiente Matlab, volto a ridurre la componente soggettiva dell’interpretazione. Viene inoltre evidenziato il ruolo della collaborazione tra università e impresa nello sviluppo di protocolli più rigorosi e trasparenti.
Il lavoro, sviluppato in collaborazione con Domodry, azienda specializzata nel risanamento dall’umidità di risalita, si inserisce nel quadro di una crescente attenzione verso diagnosi documentate e verifiche misurabili, in linea con l’evoluzione normativa dei CAM Edilizia 2025.
Umidità di risalita e complessità diagnostica
Nel dibattito contemporaneo sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, la capacità di leggere in modo rigoroso i fenomeni di degrado rappresenta un elemento strategico per progettisti e operatori del settore
Tra le principali criticità si distingue l’umidità di risalita capillare, fenomeno diffuso e complesso, caratterizzato da meccanismi differenti e da difficoltà nell’individuazione di strumenti diagnostici realmente affidabili e non distruttivi.
La termografia come strumento non invasivo
La termografia a infrarossi costituisce un metodo di indagine non invasivo che consente di ottenere una misura qualitativa della distribuzione dell’umidità nelle murature. Nonostante il suo potenziale, essa presenta limiti interpretativi legati a tre fattori principali: alla valutazione visiva priva di indici numerici analitici, alla sensibilità del tecnico e all’influenza di fattori esterni che possono alterare il regime termico.
Tali variabili possono generare letture non sempre riconducibili esclusivamente alla presenza di umidità.
Analisi IR (InfraRed) nella diagnostica edilizia
L’analisi IR (InfraRed) è una tecnica diagnostica basata sulla termografia a infrarossi che consente di rilevare e visualizzare la distribuzione delle temperature superficiali dei materiali. In ambito edilizio viene impiegata come metodo di indagine non invasivo per individuare anomalie dell’involucro, come presenza di umidità, ponti termici, discontinuità dell’isolamento o difetti costruttivi nelle murature e nelle stratigrafie edilizie.
Il protocollo matematico per ridurre la soggettività dell’analisi
A partire da queste criticità, la ricerca propone lo sviluppo di un protocollo operativo rigoroso finalizzato a ridurre le variabili interpretative e a rendere l’analisi termografica più oggettiva, ripetibile e confrontabile nel tempo.
Elaborazione in ambiente Matlab e indicatori numerici
Le immagini termografiche vengono sottoposte a una procedura matematica standardizzata, sviluppata mediante codice di calcolo in ambiente Matlab, con l’obiettivo di estrarre indicatori numerici oggettivi dalla matrice termica. In questo modo la termografia diventa una base informativa da cui derivare dati confrontabili, replicabili nel tempo e analizzabili secondo criteri omogenei. L’intento è ridurre la componente soggettiva dell’analisi visiva e favorire una diagnosi più ripetibile e verificabile.
Valorizzazione dei dati e ricerca applicata
La collaborazione con Domodry ha consentito di lavorare su un ampio database di termografie e prove sperimentali, offrendo l’opportunità di applicare il protocollo su casi reali all’interno di un progetto di ricerca interuniversitario.
L’analisi di dati raccolti secondo criteri omogenei costituisce una risorsa tecnica significativa, utile per verificare con maggiore affidabilità l’efficacia dei sistemi di risanamento, per contribuire al perfezionamento dei protocolli di monitoraggio e per rafforzare la trasparenza nei confronti della comunità scientifica.
Diagnostica edilizia e coerenza con i CAM Edilizia 2025
Il dialogo tra impresa e università assume un ruolo centrale in un ambito come la diagnostica edilizia, ancora caratterizzato da incertezze e variabilità nei risultati.
La validazione scientifica di tecnologie e metodi risponde anche alle richieste del criterio 2.3.13 dei CAM Edilizia 2025, che prevedono diagnosi preliminari e verifiche documentate dell’efficacia degli interventi. In questo scenario, strumenti capaci di generare indicatori oggettivi e confrontabili rappresentano un supporto metodologico coerente con l’evoluzione normativa.
CAM Edilizia 2025 e risanamento murature umide: obblighi per progettisti e PA
Dal 2 febbraio 2026 sono in vigore i CAM Edilizia 2025. Tra le novità più rilevanti, il criterio 2.3.13 introduce un requisito prestazionale vincolante: assicurare l’assenza di umidità di risalita negli interventi su edifici pubblici, attraverso diagnosi tecnica e verifica nel tempo. Una svolta per progettisti, imprese e stazioni appaltanti.
Giovani tecnici e nuove competenze per l’edilizia sostenibile
La ricerca di Emma Grandotto evidenzia il ruolo che le nuove generazioni di tecnici possono assumere nello sviluppo di un’edilizia più attenta alla misurabilità e alla documentazione dei risultati. L’integrazione tra competenze ingegneristiche, strumenti digitali, analisi numeriche e protocolli di monitoraggio rappresenta una prospettiva coerente con un approccio progettuale basato su evidenze e verifiche nel tempo.
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CONTRO L'UMIDITÀ DI RISALITA
FAQ TECNICHE
- 1. Perché la termografia può risultare soggetta a interpretazione?
La termografia a infrarossi fornisce una misura qualitativa della distribuzione dell’umidità nelle murature. Tuttavia, l’assenza di indicatori numerici analitici e l’influenza di fattori ambientali esterni possono rendere l’interpretazione delle immagini parzialmente dipendente dalla sensibilità ed esperienza del tecnico. - 2. In che modo il protocollo proposto riduce la soggettività?
La ricerca prevede l’elaborazione delle immagini termografiche mediante una procedura matematica standardizzata sviluppata in ambiente Matlab. L’estrazione di indicatori numerici analitici dalla matrice termica consente di rendere l’analisi più ripetibile, confrontabile e meno legata alla sola valutazione visiva. - 3. Qual è il ruolo dei dati messi a disposizione per la ricerca?
L’accesso a un ampio database di termografie e prove sperimentali ha permesso di applicare il protocollo su casi reali. L’analisi di dati raccolti secondo criteri omogenei costituisce una base tecnica utile per confronti nel tempo e per il perfezionamento dei protocolli di monitoraggio. - 4. Qual è il collegamento tra questo approccio e il criterio 2.3.13 dei CAM Edilizia 2025?
Il criterio 2.3.13 dei CAM Edilizia 2025 richiede diagnosi preliminari e verifiche documentate dell’efficacia degli interventi. Strumenti in grado di generare indicatori oggettivi e confrontabili nel tempo rispondono direttamente a tali requisiti rendendo le analisi coerenti con il nuovo quadro normativo. - 5. Perché è rilevante la collaborazione tra università e impresa nella diagnostica edilizia?
Il dialogo tra mondo accademico e realtà operative consente di validare metodologie su dati reali, contribuendo alla definizione di protocolli più affidabili e replicabili. Questo modello favorisce lo sviluppo di strumenti diagnostici fondati su evidenze verificabili.
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