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CAM Edilizia 2025 e risanamento murature umide: obblighi per progettisti e PA

Dal 2 febbraio 2026 sono in vigore i CAM Edilizia 2025. Tra le novità più rilevanti, il criterio 2.3.13 introduce un requisito prestazionale vincolante: assicurare l’assenza di umidità di risalita negli interventi su edifici pubblici, attraverso diagnosi tecnica e verifica nel tempo. Una svolta per progettisti, imprese e stazioni appaltanti.

L'articolo analizza l'introduzione del criterio obbligatorio 2.3.13 nei CAM Edilizia 2025, entrati in vigore il 2 febbraio 2026 dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 3 dicembre 2025.

Il contributo illustra le implicazioni tecniche e operative per progettisti, imprese e stazioni appaltanti, approfondendo i requisiti di diagnosi obbligatoria, le tecnologie validate e i protocolli di verifica nel tempo.

Viene inoltre presentata la Tecnologia CNT di Domodry come soluzione conforme al nuovo quadro normativo, evidenziando il valore del metodo scientifico negli interventi di risanamento dall'umidità di risalita capillare.


 

Criterio CAM 2.3.13: l'obiettivo prestazionale richiesto

Il criterio 2.3.13 dei CAM Edilizia 2025 impone l’assenza di umidità di risalita negli edifici pubblici, richiedendo diagnosi tecnica, utilizzo di tecnologie validate scientificamente e monitoraggio nel tempo tramite Piano di Manutenzione.

  

Dal criterio “di mezzo” al criterio “di risultato”

Il criterio 2.3.13 rappresenta un cambio di paradigma normativo: non si prescrivono soluzioni tecniche specifiche, ma si richiede un risultato prestazionale oggettivo e misurabile.

Ciò implica che il progetto debba dimostrare, attraverso documentazione tecnica e misurazioni strumentali, la reale interruzione del fenomeno della risalita capillare.

 

Ambito di applicazione: edifici esistenti e interventi di riqualificazione

Il criterio si applica agli interventi su edifici esistenti, in particolare nei casi di riqualificazione, restauro e recupero. Sono interessati soprattutto i piani terra e i locali interrati, dove tipicamente il fenomeno della risalita capillare risulta più frequente e dannoso per la durabilità degli elementi strutturali e per la salubrità degli ambienti.

 

Il criterio 2.3.13 dei CAM 2025 impone l’assenza di umidità di risalita negli edifici pubblici, con diagnosi obbligatoria e verifica nel tempo. (© Domodry)

 

Diagnosi tecnica obbligatoria e individuazione della causa

Il criterio impone una diagnosi tecnica preliminare obbligatoria, finalizzata a individuare con precisione le reali cause del degrado murario.

È necessario in particolare distinguere tra:

  • umidità di risalita capillare
  • infiltrazioni
  • fenomeni di condensazione

La diagnosi deve essere allegata alla documentazione progettuale e costituisce presupposto per la validità dell’intervento ai fini CAM.

  

Metodologie diagnostiche non invasive

La diagnosi deve basarsi su metodologie strumentali affidabili e non (o debolmente) invasive, in grado di restituire dati oggettivi sulla presenza e distribuzione dell'umidità nelle murature.

Tra le tecniche più utilizzate:

  • termografia IR di secondo livello,
  • rilevazioni igrometriche,
  • mappature della conducibilità superficiale,
  • analisi dei sali solubili.

 

Tecnologie validate e compatibilità con le murature esistenti

Le soluzioni adottate devono basarsi su:

  • tecnologie validate,
  • materiali compatibili con le murature,
  • interventi che agiscano sulla causa fisica del fenomeno.

Sono quindi da evitare interventi temporanei o meramente palliativi che non sono idonei ad interrompere il meccanismo della risalita capillare.

 

Validazione scientifica: requisito essenziale

Il criterio richiede l'uso di tecnologie validate, ovvero sistemi la cui efficacia sia stata dimostrata attraverso studi scientifici, sperimentazioni sul campo, pubblicazioni o certificazioni di enti terzi riconosciuti a livello scientifico.

Non sono ammesse soluzioni, ancorché accompagnate da documentazione tecnica e/o commerciale, che risultino prive di adeguata validazione scientifica.

 

Compatibilità con il costruito storico e vincolato

Particolare attenzione viene richiesta negli interventi su edifici storici, dove le tecnologie adottate devono rispettare i principi di reversibilità, compatibilità fisica e chimica con i materiali originari, e minima invasività.

La tecnologia CNT risponde a questi requisiti senza necessità di perforazioni, iniezioni o modifiche strutturali.

 

Verifica nel tempo e Piano di Manutenzione

Il criterio prevede che le verifiche sull'efficacia dell'intervento siano inserite nel Piano di Manutenzione dell'edificio.

Si rafforza così il principio di:

  • controllo nel tempo,
  • misurabilità dei risultati,
  • durabilità dell'opera.
Il requisito è obbligatorio per i progetti e i lavori pubblici, ma diventa di fatto un riferimento tecnico anche per il settore privato. (© Domodry)

 

Monitoraggio strumentale post-intervento

La verifica dell'efficacia non si esaurisce al termine dei lavori. Il Piano di Manutenzione deve prevedere controlli periodici strumentali (termografie, misure igrometriche) per confermare la stabilità del risultato e intervenire tempestivamente in caso di anomalie.

 

Documentazione tecnica e tracciabilità dell'intervento

È richiesta la produzione di documentazione tecnica completa: relazione diagnostica iniziale, progetto dell'intervento, schede tecniche dei materiali e sistemi utilizzati, report di monitoraggio nel tempo.

La tracciabilità diventa così garanzia di conformità e strumento per la gestione consapevole del patrimonio edilizio.

 

In sintesi: cosa devono fare i progettisti
◾ Attivare una diagnosi preliminare obbligatoria
◾ Redigere il Piano di indagini e Studi conoscitivi
◾ Progettare l’intervento di risanamento sulla base della diagnosi
◾ Motivare e attestare l’efficacia della soluzione sulla base di documentazione validata
◾ Definire target prestazionali misurabili
◾ Redigere il Piano di verifica e monitoraggio nel tempo
◾ Documentare tutto nella Relazione CAM di progetto

 

Tecnologia CNT e conformità al criterio 2.3.13

In questo quadro normativo, la Tecnologia CNT di Domodry risponde in modo puntuale ai requisiti del criterio 2.3.13.

Cos'è la CNT? La CNT è una tecnologia certificata e non invasiva progettata per eliminare definitivamente l'umidità di risalita capillare, intervenendo sulla causa del fenomeno e consentendo l'asciugatura progressiva delle murature, sino al raggiungimento e mantenimento nel tempo delle normali e corrette condizioni (umidità fisiologica).

L'efficacia del sistema è supportata da:

  • validazione scientifica conseguita in partenariato universitario
  • migliaia di applicazioni su edifici storici, civili e monumentali
  • monitoraggi che confermano il mantenimento nel tempo dei risultati conseguiti

L'intervento si inserisce in una metodologia integrata che accompagna l'edificio dalla diagnosi iniziale fino alla verifica finale, in coerenza con l'impostazione richiesta dai nuovi CAM.

 

Principio di funzionamento e validazione universitaria

La Tecnologia CNT agisce sul principio fisico della neutralizzazione di carica, interrompendo il meccanismo della risalita capillare. Il sistema è stato validato attraverso studi condotti in collaborazione con università italiane, con pubblicazioni scientifiche e sperimentazioni su cantieri pilota documentati.

 

Applicazioni su edifici storici e monumentali

Domodry ha applicato la Tecnologia CNT su migliaia di edifici, inclusi beni vincolati e monumentali sottoposti a tutela.

L'assenza di invasività, la reversibilità dell'intervento e la compatibilità con le murature storiche rendono il sistema idoneo anche nei contesti più delicati, in linea con le linee guida del restauro conservativo.

 

Umidità di risalita ed efficienza energetica

Il criterio CAM 2.3.13 risponde anche alla necessità di migliorare l'efficienza energetica degli edifici.

La presenza di umidità nelle murature:

  • aumenta la dispersione termica,
  • compromette le prestazioni dell'involucro edilizio,
  • riduce l'efficacia degli interventi di isolamento.

Eliminare l'umidità di risalita significa quindi:

  • preservare il patrimonio architettonico,
  • garantire salubrità e comfort degli ambienti indoor,
  • rendere realmente efficaci gli interventi di riqualificazione energetica.

 

Impatto dell'umidità sulla conducibilità termica delle murature

Le murature umide possono aumentare la propria conducibilità termica fino al 50-70% rispetto allo stato asciutto, vanificando gli interventi di isolamento termico.

Risanare l'umidità di risalita è quindi prerequisito per qualsiasi strategia di efficientamento energetico dell'involucro.

 

Salubrità degli ambienti e qualità dell'aria indoor

L'umidità favorisce la proliferazione di muffe, acari e batteri, con conseguenze sulla qualità dell'aria indoor e sulla salute degli occupanti.

Il criterio CAM 2.3.13 riconosce il legame tra risanamento dall'umidità e benessere abitativo, in linea con gli obiettivi di sostenibilità e salubrità degli ambienti costruiti.

 

CAM Edilizia 2025: un cambio di paradigma per il settore

Con l'entrata in vigore dei CAM Edilizia 2025, progettisti, imprese e stazioni appaltanti sono chiamati a valutare con maggiore attenzione le soluzioni adottate per il risanamento dall'umidità di risalita.

Il nuovo quadro normativo privilegia approcci:

  • scientifici,
  • misurabili,
  • duraturi.

Domodry si propone come partner tecnico qualificato, in grado di supportare l'intero processo di intervento in linea con il nuovo criterio CAM.

 

Implicazioni per la progettazione e il computo metrico

I progettisti devono ora includere nella documentazione di gara la diagnosi preliminare obbligatoria, la descrizione della tecnologia scelta con relativa validazione scientifica, e il protocollo di monitoraggio post-intervento.

Questo comporta una revisione delle voci di computo metrico e una maggiore attenzione alla qualificazione di fornitori ed imprese esecutrici.

 

Ruolo delle stazioni appaltanti e criteri di aggiudicazione

Le stazioni appaltanti pubbliche devono verificare la conformità delle offerte al criterio 2.3.13, valutando non solo il prezzo ma anche la solidità tecnico-scientifica delle soluzioni proposte.

Il nuovo CAM favorisce l'aggiudicazione sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo, premiando tecnologie validate e protocolli di verifica comprovati.

 

FAQ tecniche - Criterio CAM sugli interventi di risanamento dell'umidità da risalita

Il criterio CAM 2.3.13 è obbligatorio?

Sì, è obbligatorio per i lavori edili pubblici e costituisce un riferimento tecnico per il settore privato.

È prevista una verifica dell'efficacia dell'intervento?
Sì e le verifiche devono essere inserite nel Piano di Manutenzione dell'edificio.

Il criterio riguarda solo edifici nuovi?
No, si applica anche e soprattutto agli edifici esistenti oggetto di interventi di riqualificazione e restauro.

Quali tecnologie sono considerate validate secondo i CAM?
Sono considerate validate le tecnologie supportate da studi scientifici, sperimentazioni documentate, pubblicazioni o certificazioni di enti terzi riconosciuti a livello scientifico. La tecnologia deve inoltre dimostrare efficacia nel tempo attraverso monitoraggi strumentali anche di lungo termine.

Cosa prevede il Piano di Manutenzione?
Il Piano di Manutenzione deve prevedere controlli periodici strumentali (termografie, misure igrometriche) e la produzione di report tecnici che attestino la stabilità del risultato nel tempo.

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