Un’analisi critica dei metodi per la valutazione del rischio sismico degli elementi non strutturali negli edifici scolastici
Il patrimonio scolastico italiano presenta un’elevata esposizione sismica e criticità diffuse, soprattutto negli elementi non strutturali. Lo studio evidenzia la necessità di strategie integrate tra analisi tecnica, prevenzione e consapevolezza.
La sicurezza sismica delle scuole italiane rappresenta un tema centrale nel dibattito tecnico e istituzionale, non solo per la tutela degli studenti ma anche per il ruolo strategico che questi edifici rivestono nelle emergenze. Il contributo presentato da Cristoforo Demartino ad ANIDIS 2025 offre una lettura aggiornata e critica del patrimonio scolastico nazionale, mettendo in evidenza vulnerabilità, esposizione e lacune conoscitive. Particolare attenzione è dedicata agli elementi non strutturali, spesso trascurati ma determinanti nella valutazione del rischio. Il lavoro evidenzia inoltre la necessità di un approccio integrato che unisca ingegneria, pianificazione e formazione. In questo quadro, emerge con forza il tema della consapevolezza come componente essenziale della prevenzione.
Il ruolo strategico delle scuole nel sistema Paese
Nel panorama dell’ingegneria sismica italiana, il tema della sicurezza degli edifici scolastici rappresenta una questione tanto tecnica quanto sociale. Il contributo presentato da Cristoforo Demartino ad ANIDIS 2025, su lavoro degli autori guidati da Paolacci, offre una lettura articolata e per molti versi innovativa del problema, mettendo in relazione aspetti strutturali, architettonici e gestionali.
Le scuole costituiscono infatti un’infrastruttura critica del Paese. Non solo perché ospitano quotidianamente milioni di studenti e personale, ma anche perché rappresentano nodi fondamentali della gestione dell’emergenza. In caso di crisi, sono spesso utilizzate come centri di accoglienza, sedi operative della protezione civile o luoghi per attività istituzionali come le elezioni. Questa duplice funzione, ordinaria e straordinaria, impone un livello di affidabilità superiore rispetto ad altre tipologie edilizie.
A ciò si aggiunge un dato quantitativo rilevante: il patrimonio scolastico italiano conta quasi 50.000 edifici. Un numero elevato, distribuito in maniera coerente con la densità abitativa, ma che presenta una criticità significativa: oltre il 40% delle scuole si trova in aree a media o elevata pericolosità sismica. Questo elemento, da solo, basta a definire il tema come una priorità nazionale.
La presente relazione è stata presentata ad ANIDIS 2025 (Assisi, 7-11 settembre) e gli autori sono: Cristoforo Demartino, Gianluca Quinci e Fabrizio Paolacci.
Un patrimonio edilizio peculiare e vulnerabile
Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio riguarda la natura stessa degli edifici scolastici. La domanda iniziale – se una scuola possa essere assimilata a un edificio residenziale – trova una risposta negativa. Le scuole presentano infatti caratteristiche funzionali e distributive che le rendono un unicum nel panorama edilizio.
La tipologia più diffusa è quella a uno o due piani, con struttura prevalentemente in cemento armato e realizzazione concentrata negli ultimi cinquant’anni. Tuttavia, la loro configurazione spaziale è intrinsecamente irregolare: corridoi, aule di dimensioni variabili, spazi collettivi ampi e ambienti speciali generano schemi strutturali meno standardizzati rispetto all’edilizia residenziale.
Nel caso degli edifici in muratura, si aggiunge un ulteriore elemento di complessità: molti di essi derivano da adattamenti funzionali di strutture preesistenti, come conventi o edifici storici, non progettati originariamente per uso scolastico.
Un fattore aggravante riguarda l’epoca di costruzione. Gran parte del patrimonio scolastico è stato realizzato prima dell’introduzione di normative sismiche moderne, rendendo evidente una vulnerabilità diffusa che oggi richiede interventi sistematici di valutazione e mitigazione.
L’analisi condotta incrociando i dati del Ministero dell’Istruzione con le mappe di pericolosità sismica ha consentito di quantificare l’esposizione del sistema scolastico. Il risultato è una fotografia chiara: una quota significativa di superficie scolastica insiste su livelli di accelerazione al suolo elevati, con circa il 20% degli edifici in aree con PGA superiore a 0,25g per periodo di ritorno di 475 anni. Pur in assenza di una mappatura completa della vulnerabilità, il dato sull’esposizione evidenzia l’urgenza di intervento.
XX Convegno ANIDIS: focus su sicurezza sismica e vulnerabilità del costruito
Ad Assisi si è svolto il XX Convegno ANIDIS, principale appuntamento per la comunità dell’ingegneria sismica. Al centro del dibattito: vulnerabilità del costruito, tecniche di rinforzo, monitoraggio strutturale, nuovi materiali, strategie multi-hazard e politiche di riduzione del rischio. INGENIO segue l’evento con video e interviste ai protagonisti.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO
Il nodo cruciale: gli elementi non strutturali
Se il tema della vulnerabilità strutturale è noto e ampiamente studiato, il lavoro presentato pone con forza l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: il ruolo dominante degli elementi non strutturali nel determinare il rischio complessivo.
Le analisi sulle perdite economiche in funzione del periodo di ritorno mostrano chiaramente come, per eventi sismici frequenti o moderati, siano proprio gli elementi non strutturali a generare la quota principale di danno. Questo risultato, apparentemente intuitivo, assume una rilevanza particolare nel contesto scolastico.
Le scuole sono infatti ambienti densamente popolati e ricchi di elementi non strutturali: arredi, librerie, controsoffitti, apparecchiature, schermi digitali e dispositivi tecnologici sempre più diffusi. Rispetto al passato, inoltre, la trasformazione degli ambienti didattici ha introdotto nuove tipologie di componenti, spesso non adeguatamente progettate per resistere all’azione sismica.
La letteratura scientifica offre un’enorme quantità di curve di fragilità e studi sugli elementi non strutturali, ma emerge una carenza di modelli specifici per il contesto scolastico. Le classificazioni disponibili derivano in larga parte da edifici residenziali o commerciali, e non riescono a cogliere appieno la peculiarità degli ambienti educativi.
Per questo motivo, uno degli sviluppi più promettenti del lavoro riguarda la costruzione di un database specifico degli elementi non strutturali presenti nelle scuole, finalizzato a supportare strategie di prioritizzazione degli interventi sia a scala nazionale sia a livello di singolo edificio.
Strategie di mitigazione: tra tecnica e consapevolezza
Dal punto di vista degli interventi, lo studio evidenzia come le tecniche di miglioramento sismico applicabili alle scuole non differiscano sostanzialmente da quelle adottate per altre tipologie edilizie. Isolamento sismico, rinforzi locali e interventi di retrofit seguono logiche consolidate, sebbene il contesto pubblico introduca vincoli amministrativi e di budget peculiari.
Tuttavia, accanto agli interventi strutturali, emerge con forza la necessità di sviluppare strategie complementari. Tra queste, un ruolo centrale è attribuito ai sistemi di early warning, capaci di fornire un preavviso di pochi secondi prima dell’arrivo delle onde sismiche più distruttive. Soluzioni sperimentali, come piattaforme basate su hardware open source, dimostrano la fattibilità di tali approcci anche in contesti scolastici.
Ma la tecnologia, da sola, non è sufficiente. Il vero elemento chiave è la consapevolezza del rischio. L’esperienza internazionale, in particolare quella giapponese, mostra come la preparazione degli utenti possa fare la differenza in termini di sicurezza. In Italia, invece, le iniziative di sensibilizzazione risultano frammentate e prive di un coordinamento sistemico.
La costruzione di una cultura del rischio all’interno delle scuole richiede quindi un approccio integrato, che coinvolga istituzioni, comunità scientifica e sistema educativo. Attività didattiche, esercitazioni e programmi formativi possono contribuire a rendere studenti e personale più preparati ad affrontare un evento sismico.
Verso una strategia nazionale integrata
Il quadro che emerge è quello di un sistema complesso, in cui esposizione elevata, vulnerabilità diffusa e presenza massiva di elementi non strutturali si combinano generando un rischio significativo.
La sfida, secondo quanto evidenziato nel contributo, è quella di sviluppare una strategia nazionale capace di integrare dati, modelli e interventi. La frammentazione dei database e la difficoltà di ottenere informazioni dettagliate sul patrimonio edilizio rappresentano oggi un limite importante. Una maggiore armonizzazione delle banche dati, insieme allo sviluppo di strumenti di valutazione più raffinati, è un passaggio indispensabile.
Parallelamente, è necessario adottare criteri decisionali multicriteriali che consentano di ottimizzare le risorse disponibili, bilanciando costi, benefici e sostenibilità degli interventi. In un contesto caratterizzato da un numero così elevato di edifici, l’efficienza delle strategie diventa infatti un elemento determinante.
In definitiva, il tema della sicurezza sismica delle scuole non può essere affrontato esclusivamente come un problema ingegneristico. È una questione che riguarda la protezione delle persone, la resilienza delle comunità e la capacità del sistema Paese di prepararsi al rischio. Ed è proprio in questa integrazione tra tecnica, pianificazione e cultura che si gioca la vera sfida per il futuro.
IN SINTESI
-Il patrimonio scolastico italiano è ampio e diffuso, con una quota significativa di edifici situati in aree a media-alta pericolosità sismica, spesso costruiti prima delle moderne normative antisismiche.
-Le scuole presentano caratteristiche architettoniche e funzionali peculiari che le rendono diverse dagli edifici residenziali, con maggiore complessità distributiva e irregolarità strutturali.
-Gli elementi non strutturali rappresentano la principale fonte di danno e rischio negli eventi sismici più frequenti, soprattutto in ambienti scolastici ricchi di arredi e dispositivi.
-Le tecniche di retrofit sono consolidate ma non specifiche per le scuole; emerge invece la necessità di strumenti di analisi più mirati e database dedicati.
-Accanto agli interventi tecnici, risultano fondamentali strategie integrate basate su early warning e diffusione della cultura del rischio tra studenti e personale scolastico.
DI SEGUITO LA RELAZIONE INTEGRALE DI CRISTOFORO DEMARTINO.
Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto dell'IA.
Edilizia
Esplora il mondo dell'edilizia, il settore dedicato alla progettazione, costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e infrastrutture. Scopri come la normativa italiana, come il Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001) e le Normative Tecniche per le Costruzioni (NTC), regolano le pratiche edilizie per garantire sicurezza e qualità. Approfondisci il significato etimologico del termine "edilizia" e come le leggi locali e regionali influenzano la costruzione e gestione degli immobili.
Ingegneria Strutturale
L’ingegneria strutturale garantisce sicurezza e durabilità alle costruzioni. Scopri su INGENIO materiali, norme, tecnologie e soluzioni per progettare, rinforzare e monitorare strutture nuove ed esistenti.
Interventi Antisismici
Interventi antisismici significa ridurre la vulnerabilità degli edifici con scelte progettuali coerenti, dettagli costruttivi corretti e controlli rigorosi. Dal miglioramento all’adeguamento, dai rinforzi locali all’isolamento, INGENIO raccoglie articoli, guide e casi reali per tecnici, imprese e direzioni lavori.
Miglioramento sismico
Area di Ingenio dedicata tema degli interventi di miglioramento sismico delle strutture: normativa vigente, modalità e tecnologie di intervento nonché casi applicativi
Sismica
Tutti gli articoli pubblicati da Ingenio nell’ambito della sismologia e dell’ingegneria sismica.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
