BIM e progettazione MEP: l’esperienza di SACEE tra infrastrutture complesse, interoperabilità e sostenibilità
Dal BIM come standard operativo alla gestione delle varianti, fino all’integrazione con LCA e intelligenza artificiale. Ne parliamo con Ing.Maria Grazia Costa, che racconta come SACEE abbia trasformato il BIM da strumento sperimentale a infrastruttura centrale del processo progettuale impiantistico.
L’adozione del BIM nella progettazione MEP rappresenta oggi un passaggio strategico per la qualità e l’affidabilità degli impianti complessi.
Nell’intervista a Maria Grazia Costa Amministratore Unico di SACEE emergono con chiarezza benefici, criticità e scenari evolutivi di un metodo ormai centrale per edilizia e infrastrutture.
1. Adozione del BIM
State già utilizzando il BIM nelle attività di progettazione e direzione lavori? Se sì, con quale frequenza e in quali tipologie di progetti?
Maria Grazia Costa
L’approccio BIM viene utilizzato in tutti i nostri progetti, da ormai oltre un quinquennio. Si è trattato di un processo graduale di approfondimento partito 10 anni fa su software, sistemi e metodi, che oggi ha raggiunto un ottimo livello di consapevolezza, diffuso su tutti i livelli dell’azienda, tanto da rappresentare il nostro standard di lavoro e da consentirci l’ottenimento della Certificazione BIM UNI PdR/ 74:2019.
Si tratta principalmente di interventi in ambito di impianti, sia in edilizia che di infrastrutture elettriche e nell’ambito dei sistemi idrici integrati. Abbiamo sviluppato in BIM il primo modello di una Stazione Elettrica di Terna SpA e il primo modello BIM di un depuratore di Cap Holding.
2. Vantaggi e svantaggi del BIM
Secondo la vostra esperienza, quali sono i principali vantaggi derivanti dall’uso del BIM nella progettazione degli impianti termotecnici rispetto agli approcci tradizionali?
Maria Grazia Costa
Il maggiore Vantaggio del BIM è nella velocità di attuazione di modifiche e revisioni progettuali, nonché nella minimizzazione degli errori dovuti a interferenze geometriche. Gli impianti di cui ci occupiamo sono per lo più complessi e di grandi dimensioni, vanno inseriti in contesti in cui i locali tecnici sono sempre troppo piccoli rispetto alle esigenze o a volte in posizioni scomode da raggiungere (sottotetti, interrati, ecc…). L’uso del BIM è quindi enormemente proficuo per le valutazioni di dettaglio.
Come svantaggio direi che la complessità del BIM è maggiore e che il vero potenziale BIM non è ancora davvero espresso (il che lo rende un vantaggio potenziale).
3. Collaborazione interdisciplinare
Come il BIM contribuisce concretamente a migliorare la collaborazione e il coordinamento tra architetti, strutturisti e progettisti impiantisti?
Maria Grazia Costa
Il BIM consente all’intero team di lavoro, di avere una piattaforma dati condivisa, il che consente accesso a informazioni/documenti e una collaborazione ampia tra tutti gli attori coinvolti nel processo di progettazione e costruzione.
4. Gestione delle varianti progettuali
Quando avvengono modifiche architettoniche in corso d’opera, quanto è complesso aggiornare e adattare i modelli BIM impiantistici? Quali strategie adottate per rendere questo processo più efficiente?
Maria Grazia Costa
Una dei vantaggi del BIM è proprio la reattività al cambiamento progettuale. Una strategia che rende efficiente questo processo è il collegamento tra modello e computo-metrico o modello e crono-programma. Di volta in volta il nostro BIM Manager seleziona la soluzione più efficiente per far fronte alle necessità di revisione.
5. Consegna in formato aperto e perdita di dati
Negli appalti pubblici il progetto deve essere consegnato in formato aperto (IFC).
L’esportazione da un software proprietario a IFC porta alla perdita di informazioni utili, che l’installatore non ritrova quando importa il modello nel proprio software, magari diverso da quello usato dal progettista?
Se esiste questo problema, come affrontate questa criticità e quali soluzioni vedete possibili per garantire la reale continuità dei dati lungo tutta la filiera?
Maria Grazia Costa
Bisogna saper estrarre l’IFC in modo corretto e valutare le possibilità di estrazione di ogni applicativo BIM, al fine di traguardare i corretti obiettivi ed evitare perdita di dati nel prodotto finale. Certamente possono esserci criticità dovute agli applicativi, alcuni dei quali sono in continuo aggiornamento da parte delle case software. È una situazione molto dinamica ed in evoluzione.
6. Errori evitati e case history
Uno dei punti di forza del BIM è la riduzione delle interferenze e degli errori. Potete raccontarci un esempio concreto in cui il BIM ha permesso di evitare criticità rilevanti in cantiere?
Maria Grazia Costa
Per un progetto di installazione di un impianto geotermico nei sotterranei di Palazzo Tarsis abbiamo studiato con metodologia BIM il percorso di accesso sia della trivella per la perforazione dei pozzi che delle macchine costituenti l’impianto. Grazie al BIM abbiamo identificato i punti in cui il passaggio era complesso e definito le strategie risolutive.
7. Workflow integrati e sostenibilità
Oggi si parla di workflow che integrano modellazione, collaborazione, verifica normativa, analisi della sostenibilità (es. LCA) e rispetto dei protocolli energetico ambientali. Come state declinando queste logiche nei vostri progetti impiantistici?
Maria Grazia Costa
Progettare impianti significa avere a che fare con normative energetiche ed acustiche, con necessità di redazione di Carbon Footprint ed LCA al fine di trovare le soluzioni più sostenibili. Per queste analisi utilizziamo applicativi BIM capaci di ricevere in ingresso file IFC. Neoarrivato nel nostro parco software è One Click che usiamo proprio per lo sviluppo di LCA a partire dai modelli BIM.
8. Piattaforme di condivisione dati (CDE)
Quanto incidono le piattaforme di condivisione dati (Common Data Environment) sulla qualità della progettazione e sulla gestione del ciclo di vita dell’opera? Avete riscontrato differenze tra soluzioni proprietarie e open source?
Maria Grazia Costa
L’uso corretto del CDE è alla base di un corretto processo BIM. Noi disponiamo di alcuni CDE, tra cui UsBIM della Acca e Truspace della 4Days. Sempre più spesso però è la stazione Appaltante a mettere a disposizione il suo ACDat. La flessibilità e la semplicità di utilizzo di un CDE è rilevante per un appalto BIM.
9. Librerie BIM dei produttori
Molte aziende stanno aggiornando le librerie dei propri prodotti impiantistici. Quali miglioramenti suggerireste ai produttori? Quali criticità riscontrate più spesso (es. mancanza di dettagli, limitata disponibilità, librerie non universali)?
Maria Grazia Costa
Le macchine (generatori, UTA, trasformatori, ecc…) che costituiscono gli impianti, soprattutto quelli di grandi dimensioni, sono spesso customizzati sulle esigenze del Committente finale. SACEE si è organizzare per trasformare in BIM i file formato step o similari forniti dai costruttori.
10. Diritto d’autore e proprietà intellettuale
Gli oggetti BIM e i dettagli digitali di progetto sono ormai veri e propri asset. Qual è la vostra opinione sul tema del diritto d’autore e della tutela della proprietà intellettuale in questo ambito?
Maria Grazia Costa
La tutela del diritto d’autore è fondamentale in ogni processo, compreso quello BIM. È evidente che tale aspetto è di più complessa risoluzione per un modello digitale composito, frutto della collaborazione tra più professionisti o attori. È anche per questo che SACEE ha deciso di diventare via via studio multidisciplinare con tutte le professionalità interne. Su questo fronte credo che riflessioni importanti si faranno a livello legislativo.
11. Integrazione con prestazioni energetiche
Il BIM consente di collegare la progettazione MEP all’analisi delle prestazioni energetiche degli edifici. Quanto ritenete strategica questa integrazione per la progettazione sostenibile e la gestione energetica futura?
Maria Grazia Costa
Gli impianti hanno un ruolo centrale nella transizione energetica e le connessioni tra la progettazione termotecnica e la sostenibilità, piuttosto che le analisi energetiche sono fondamentali per una corretta impostazione dell’intervento. Ritengo strategico il BIM anche perché consente una maggiore connessione ed interscambio tra questi mondi professionali.
12. Competenze e formazione
Oggi i tecnici devono unire competenze specialistiche MEP a competenze avanzate di modellazione BIM. Secondo voi, il mercato è pronto oppure servono ancora forti investimenti in formazione? In particolare, un BIM Specialist può essere efficace senza un background progettuale solido?
Maria Grazia Costa
Abbiamo grossa difficoltà a trovare profili pronti sul mercato. Nessun BIM specialist può essere efficace se non ha solide basi di progettazione e nessun progettista può definirsi tale se non ha frequentato il cantiere. Purtroppo però i professionisti con una certa seniority guardano con sospetto al mondo BIM che poco gli appartiene, mentre profili junior con forte predisposizione al digitale non hanno avuto l’occasione o il tempo di “frequentare” gli impianti dal vivo. La soluzione è nell’approccio sinergico e nella formazione interna.
13. Livello di Digitalizzazione degli installatori
Nella vostra esperienza odierna quale livello di digitalizzazione hanno raggiunto le società specializzate nell’installazione, gestione e manutenzione, in particolare per i grandi impianti?
Maria Grazia Costa
Il livello di digitalizzazione delle ditte che installano impianti è nella maggior parte dei casi ancora piuttosto basso. C’è però un’attenzione e un impegno maggiore sul tema.
14. Intelligenza artificiale
L’IA sta entrando nel mondo del BIM e della progettazione (generative design, clash detection predittiva, analisi automatizzata). Come valutate le opportunità e i rischi di questa trasformazione per il settore MEP?
Maria Grazia Costa
L’AI può contribuire in maniera importante allo sviluppo di progetti digitali. È però importante non perdere l’aderenza con la realtà. I modelli digitali rappresentano nella maniera più vicina possibile la realtà fisica e non il viceversa.
Ringraziamo la disponibilità di Sacee
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