Capaccioli (GBC Italia): “Valutazione d’impatto generazionale cambia il modo di costruire. Ogni scelta di oggi deve valore al domani”
L’approvazione della Valutazione di Impatto Generazionale rappresenta un cambio di paradigma per l’edilizia e le politiche pubbliche: ogni scelta dovrà tener conto degli effetti sulle generazioni future. GBC Italia si prepara a guidare questa transizione con formazione, dati e competenze.
Capaccioli: "Segnale politico e culturale di grande valore"
La Valutazione di Impatto Generazionale entra ufficialmente nel percorso legislativo italiano. Un passo che, secondo Fabrizio Capaccioli, Presidente di Green Building Council Italia, segna una svolta culturale e politica per il Paese. Non più solo sostenibilità ambientale, ma anche giustizia intergenerazionale: ogni edificio, piano urbano o investimento pubblico dovrà essere pensato con lo sguardo rivolto a chi verrà dopo di noi. In questa intervista di Andrea Dari, Editore e Direttore di INGENIO, Capaccioli spiega perché questa misura può cambiare il modo di costruire e vivere le nostre città.
Valutazione d'Impatto Generazionale: nuovo obbligo per leggi più eque verso i giovani e il futuro
Con l'approvazione definitiva alla Camera del disegno di legge n. 2393, la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) diventa obbligatoria per tutti i provvedimenti legislativi. Promossa dall'ASviS sin dal 2016 e coerente con la riforma costituzionale del 2022, la misura impone al Governo e al Parlamento di considerare, insieme alla sostenibilità economica, anche le conseguenze sociali e ambientali delle leggi, garantendo l'equità tra generazioni.
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Presidente, dalla promessa della ministra Casellati al Forum GBC dello scorso lunedì 27 ottobre all’ok della Camera: perché questa è una buona notizia per il Paese e per la filiera?
Fabrizio Capaccioli:
È una buona notizia perché sancisce un principio fondamentale: le scelte legislative e normative non possono più prescindere dagli effetti che avranno sulle generazioni future. Questo vale ancora di più quando si parla di ambiente costruito, che ha un impatto diretto e duraturo sulla salute, sulla qualità della vita e sulla sostenibilità dei territori. Come GBC Italia, siamo orgogliosi che proprio dal nostro Forum sia arrivato un impulso forte verso questo tipo di consapevolezza. L’approvazione della Valutazione di Impatto Generazionale è un segnale politico e culturale di grande valore: ci ricorda che ogni scelta sul presente ha responsabilità sul domani e che costruire con lungimiranza è un dovere verso coloro che non possono partecipare alle decisioni prese oggi, ma che influiranno sulla loro vita domani.
In parole semplici: che cosa significa “impatto generazionale” applicato a edifici e città? Può fare un esempio concreto?
Fabrizio Capaccioli:
Significa chiedersi, ogni volta che si pianifica un edificio, si ristruttura una scuola, si approva un piano urbanistico o si investono risorse pubbliche, quale sarà l’effetto di queste scelte su chi verrà dopo di noi. Un esempio concreto? Pensiamo a un edificio scolastico: se lo progettiamo oggi con scarsa efficienza energetica o senza attenzione al comfort ambientale, stiamo condannando studenti e insegnanti a vivere in uno spazio inadeguato per decenni.
Ma se lo realizziamo secondo criteri di sostenibilità, accessibilità e qualità ambientale, stiamo offrendo un’eredità positiva, un bene collettivo che cresce di valore nel tempo e crea le condizioni per studenti migliori, per insegnanti più sereni e per la sicurezza di ognuno.

Il rischio “burocrazia”: quali scelte pratiche servono subito per farla diventare un’opportunità (competenze, dati, tempi)?
Fabrizio Capaccioli:
Per evitare che l’impatto generazionale diventi un adempimento formale, servono subito strumenti chiari, linee guida pratiche e formazione per la Pubblica Amministrazione e per i progettisti. Servono competenze trasversali, in grado di leggere le trasformazioni urbane non solo in termini ambientali, ma anche sociali e culturali. Serve una banca dati unificata e aggiornata, per misurare e comparare gli impatti. Ma soprattutto serve la volontà politica di considerare questa valutazione come un atto di responsabilità, non un ostacolo. È un cambio di paradigma che chiede più cultura e meno burocrazia. GBC Italia opera anche per questo, come comunità di professionisti, di imprese, di formatori al fianco della PA e dei privati in questa trasformazione.
Dove vede gli effetti più rapidi: appalti pubblici, rigenerazione urbana, scuole e ospedali, manutenzione delle infrastrutture?
Fabrizio Capaccioli:
Sicuramente negli appalti pubblici e nella rigenerazione urbana. La spesa pubblica deve diventare leva strategica per orientare il mercato verso la qualità. Ogni euro speso per costruire o riqualificare deve produrre valore a lungo termine. Scuole, ospedali, residenze pubbliche: sono i luoghi in cui si misura il benessere collettivo. Inserire l’impatto generazionale in questi ambiti significa agire dove l’effetto sulla vita quotidiana dei cittadini è più diretto, tangibile, misurabile.
Giovani e futuro del settore: questa misura può creare lavoro qualificato e migliore qualità dell’abitare? In che modo?
Fabrizio Capaccioli:
Decisamente sì. Puntare sull’impatto generazionale significa stimolare una domanda di qualità che richiede competenze nuove e aggiornate. Significa creare lavoro qualificato nella progettazione, nella valutazione degli impatti, nella gestione dei dati, nella comunicazione. E significa investire in una cultura dell’abitare più sana, equa e sostenibile. Ogni edificio costruito bene oggi è un pezzo di futuro assicurato, è un’opportunità per i giovani di vivere in ambienti migliori e, allo stesso tempo, di lavorare per realizzarli. La formazione gioca, ancora una volta, un ruolo centrale in questo processo e GBC Italia è già in grado di strutturare percorsi di upskilling e di specializzazione di competenze in grado di creare una nuova classe di progettisti e operatori delle PA altamente qualificati.
Che impegno prende oggi GBC Italia per accompagnare l’attuazione nei prossimi mesi?
Fabrizio Capaccioli:
GBC Italia si impegna a fare da ponte tra istituzioni, imprese e cittadini. Metteremo a disposizione le nostre competenze, i nostri protocolli, la nostra rete, per rendere l’impatto generazionale uno strumento operativo e concreto. Lo faremo con proposte normative, formazione dedicata e, soprattutto, con la nostra capacità di coniugare tecnica e cultura. La sostenibilità, per noi, è sempre stata una questione di giustizia intergenerazionale. Ora è il momento di renderla anche un obbligo formale. E noi saremo lì, come sempre, per contribuire con visione, rigore e responsabilità.
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