Requisiti tecnici per accedere al Conto Termico 3.0: BACS in Classe B, UNI EN ISO 52120-1 e documentazione
BACS Classe B significa dimostrare funzioni integrate di regolazione, controllo e supervisione, non semplicemente installare dispositivi smart. Per accedere al Conto Termico 3.0, il sistema deve rispettare la UNI EN ISO 52120-1 ed essere supportato da evidenze tecniche verificabili.
Per accedere all’intervento II.F del Conto Termico 3.0, un sistema BACS deve conseguire almeno la Classe B secondo UNI EN ISO 52120-1, dimostrando funzioni coordinate di regolazione, automazione e supervisione dei servizi interessati. Non bastano termostati o sensori intelligenti: occorrono logiche documentate, schemi, dispositivi identificati, dati e verifiche sul sistema realmente installato. L’intervista ai ricercatori del Politecnico di Torino chiarisce inoltre il ruolo della UNI/TS 11651:2023, degli APE ante/post per imprese ed ETS economici nel terziario e degli adempimenti che possono determinare l’ammissibilità dell’incentivo.
BACS in Classe B: cosa deve prevedere il progetto per accedere al Conto Termico 3.0
1. Per accedere all’incentivo per l’intervento II.F, il report richiama il requisito della Classe B secondo UNI EN ISO 52120-1. Che cosa significa, in termini pratici, progettare un BACS in Classe B?
M. Bilardo- E. Fabrizio- A.L. Ghiberti
Raggiungere la classe B dei BACS significa progettare e implementare l’automazione non come somma di dispositivi isolati, ma come sistema integrato di regolazione, controllo e supervisione. In pratica, le unità locali, come i termostati, sensori ed attuatori, devono dialogare con un livello superiore di gestione, rendendo disponibili stati, setpoint, allarmi e dati di funzionamento.
La Classe B richiede sia requisiti specifici per ogni singola funzione di controllo, sia un controllo coordinato dei servizi tecnici presenti nell’edificio, con funzioni documentabili e verificabili. Nel Conto Termico 3.0 questo aspetto è centrale: l’incentivo II.F non premia la “smartness” in senso generico, ma un sistema BACS capace di contribuire in modo strutturato all’efficienza energetica dell’edificio.
BACS Classe B: regolazione, supervisione e BMS, cosa deve prevedere davvero il progetto
2. Quali sono le principali funzioni che un sistema BACS deve garantire per essere coerente con la Classe B?
M. Bilardo- E. Fabrizio- A.L. Ghiberti
Le funzioni da implementare dipendono sempre dagli impianti effettivamente presenti e dal perimetro dell’intervento. In linea generale, un BACS coerente con la classe B prevede la regolazione per ambiente o zona, il controllo dell’emissione e della distribuzione, la gestione automatica degli orari e il coordinamento con la generazione; queste funzioni possono applicarsi a uno o più servizi energetici presenti nell’edificio: riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione ed illuminazione.
A queste funzioni impiantistiche si aggiunge un livello minimo di supervisione, Technical Building Management (TBM), che consente tramite un BMS (Building Management System) la gestione centralizzata di setpoint e calendari, la visualizzazione di stati, allarmi, anomalie e trend di funzionamento. È proprio questo passaggio, dalla regolazione locale alla gestione coordinata e tracciabile, che distingue un BACS in Classe B da un semplice sistema di comando evoluto.

Conto Termico 3.0 e Building Automation: Guida Operativa ai BACS
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BACS, dal prodotto al sistema: cosa deve documentare il progettista per dimostrare la conformità
3. Perché la sola presenza di termostati, sensori o dispositivi intelligenti non basta a dimostrare la conformità ai requisiti BACS?
M. Bilardo- E. Fabrizio- A.L. Ghiberti
Perché la norma UNI EN ISO 52120-1, che definisce le funzioni e i criteri di classificazione energetica dei BACS, ragiona per funzioni, non per prodotti. Un sensore o un termostato evoluto può essere un componente importante, ma da solo non dimostra che il sistema sia in grado di regolare, ottimizzare, monitorare e diagnosticare il funzionamento dell’impianto.
Ai fini della conformità bisogna poter spiegare cosa viene controllato, con quale logica, quali dati vengono scambiati e quali evidenze tecniche dimostrano che il sistema funziona come dichiarato. Per questo, nella pratica, servono schemi, schede di controllo, descrizione delle logiche, schermate di supervisione, trend, allarmi e documentazione tecnica coerente con il sistema realmente installato: insomma un progetto dell’automazione.
Classe B dei BACS: funzioni, livelli prestazionali ed evidenze richieste nell’asseverazione
4. Qual è il ruolo della UNI/TS 11651:2023 nell’asseverazione della classe del sistema BACS?
M. Bilardo- E. Fabrizio- A.L. Ghiberti
La norma UNI/TS 11651:2023 è il riferimento operativo che permette di passare dalla norma generale alla verifica concreta dell’impianto installato. In sostanza, fornisce una procedura standardizzata per asseverare la classe del BACS secondo la UNI EN ISO 52120-1, utilizzando un elenco strutturato di funzioni e relativi livelli prestazionali. È uno strumento molto utile perché obbliga a definire con chiarezza il perimetro dell’intervento, i servizi considerati e le funzioni realmente implementate. In questo modo l’asseverazione non si basa su una dichiarazione generica, ma su una verifica puntuale del sistema “come realizzato”, con evidenze tecniche a supporto.
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BACS, non basta installare i dispositivi: come descrivere correttamente le logiche di controllo
5. Il report richiama anche le schede dei controlli secondo CEI 205-18. Che cosa devono contenere queste schede per essere davvero utili in fase di pratica?
M. Bilardo- E. Fabrizio- A.L. Ghiberti
Le schede devono descrivere le logiche di regolazione implementate: per ciascun controllo o regolazione, devono indicare la tipologia di controllo, le funzioni implementate, i componenti impiegati e una sintesi della logica di funzionamento (es. condizioni di attivazione, set point, priorità di funzionamento).
Queste informazioni sono fondamentali perché permettono al valutatore di verificare che il sistema non sia limitato a regolazioni isolate, ma che faccia parte di una soluzione integrata e supervisionabile coerente con i requisiti della Classe B.
APE ante e post operam per i BACS: come dimostrare il miglioramento energetico nel terziario
6. Per imprese ed ETS con attività economica, quando l’intervento II.F è realizzato nel terziario, quali verifiche energetiche sono richieste?
M. Bilardo- E. Fabrizio- A.L. Ghiberti
Quando un’impresa o un ETS con attività economica realizza un intervento II.F nel settore terziario, è obbligatorio dimostrare un miglioramento misurabile della prestazione energetica. Nello specifico, deve essere documentata una riduzione della domanda di energia primaria non rinnovabile dimostrando una riduzione dell’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile risultante (EPgl,nren) pari ad almeno il 10% se il BACS è l'unico intervento, oppure pari ad almeno il 20% se inserito in un multi-intervento del Titolo II. Tale verifica deve essere supportata dalla trasmissione dell’APE (Attestato di Prestazione Energetica) ante operam e dell’APE post operam, redatti ai sensi del D. Lgs 19 agosto 2005, n. 192 e s.m.i. Essi fungono da prova del risparmio energetico conseguito grazie alle nuove funzioni di automazione e controllo.

BACS e Conto Termico 3.0: gli errori che possono far perdere l’incentivo
7. Quali sono gli errori più frequenti che possono compromettere l’ammissibilità di un intervento BACS al Conto Termico 3.0?
M. Bilardo- E. Fabrizio- A.L. Ghiberti
Dal punto di vista amministrativo, la mancata presentazione della richiesta preliminare al GSE – nel caso di imprese e gli ETS economici – prima dell’avvio dei lavori comporta l’inammissibilità automatica della domanda. Inoltre, bisogna fare attenzione ai tempi di invio della richiesta finale, che deve avvenire tassativamente entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento.
Dal punto di vista tecnico, l'inammissibilità può derivare dal mancato raggiungimento della Classe B secondo la norma UNI EN ISO 52120-1 o dalla scelta di soluzioni che non prevedono la supervisione centralizzata. Per esempio, installare semplici regolazioni locali senza che le unità di zona possano scambiare dati con un livello di supervisione superiore impedisce di configurare il sistema come un vero BACS incentivabile.
BACS in Classe B: la checklist dei documenti e delle verifiche per accedere all’incentivo
8. Se dovesse costruire una checklist minima per un progettista, quali documenti e verifiche non devono mancare?
M. Bilardo- E. Fabrizio- A.L. Ghiberti
Il progettista deve assicurarsi che il fascicolo tecnico includa l’asseverazione firmata che attesti il rispetto dei requisiti del decreto e il conseguimento della Classe B, accompagnata da una relazione tecnica di progetto che descriva chiaramente la configurazione ante e post operam. È anche indispensabile un dossier fotografico dettagliato che mostri le parti di impianto interessate e i dispositivi installati.
Oltre alla parte documentale, la checklist deve prevedere verifiche tecniche quali, ad esempio, la presenza di schemi funzionali ed elettrici che evidenzino le logiche di regolazione, l'elenco dei dispositivi con la loro ubicazione e, per le imprese e gli ETS con attività economica, la conformità del risparmio energetico in energia primaria non rinnovabile risultate dai rispettivi APE ante e post operam. Per ottenere le maggiorazioni economiche, è opportuno conservare le evidenze dell'origine europea dei componenti acquisiti.
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