La prima fattoria stampata in 3D è antisismica, autosufficiente e senza cemento
La stampa 3D edilizia ha completato le pareti di Itaca, fattoria autosufficiente di 164,9 m² progettata con rinforzi antisismici. L’involucro integra calce naturale, cavità isolate con lolla di riso, ventilazione e predisposizioni impiantistiche.
Itaca è una fattoria autosufficiente realizzata mediante stampa 3D architettonica nel laboratorio Shamballa di WASP. Quattro unità Crane WASP hanno costruito pareti alte 3,80 m e spesse 60–70 cm, impiegando una miscela priva di cemento a base di calce naturale e geolegante. Le cavità interne accolgono isolamento in lolla di riso, rinforzi strutturali, ventilazione e predisposizioni impiantistiche. Il progetto affronta riduzione dei tempi di cantiere, sicurezza sismica, fabbisogno energetico e uso di risorse locali. INGENIO ne analizza dati costruttivi, applicazioni e aspetti ancora da verificare sul piano prestazionale e normativo.
Come funziona il sistema costruttivo 3D di Itaca: pareti, materiali e rinforzi
WASP ha concluso la stampa dell’involucro murario di Itaca, edificio certificato e progettato secondo i requisiti antisismici italiani. Realizzata con una miscela a base di calce e isolanti naturali, la struttura è il fulcro di Shamballa, il nuovo laboratorio a cielo aperto dedicato a stampa 3D, bioedilizia, agricoltura, biodiversità e microeconomia circolare.

WASP ha completato la stampa delle pareti di Itaca, la prima fattoria autosufficiente realizzata mediante stampa 3D architettonica all’interno di Shamballa, il laboratorio a cielo aperto inaugurato sulle colline dell’Emilia-Romagna.
Il progetto non rappresenta soltanto una sperimentazione costruttiva, ma propone un modello integrato di abitare sostenibile nel quale edificio, produzione agricola, gestione dell’acqua, generazione energetica e valorizzazione delle risorse locali concorrono alla creazione di una microeconomia circolare.
Annunciata per la prima volta da Massimo Moretti, fondatore e presidente di WASP, durante l’Italian Tech Week di Torino, Itaca nasce con l’obiettivo di dimostrare che la stampa 3D può essere impiegata per costruire edifici sicuri, efficienti e replicabili, anche in contesti remoti o caratterizzati da una disponibilità limitata di mezzi e infrastrutture.

Una costruzione stampata in 3D conforme ai requisiti antisismici
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda il rapporto tra innovazione tecnologica e sicurezza strutturale. Itaca è stata infatti sviluppata affinché un edificio stampato in 3D potesse raggiungere livelli prestazionali confrontabili con quelli richiesti alle costruzioni tradizionali.
La struttura è stata progettata nel rispetto delle normative italiane ed europee, comprese le prescrizioni relative alla resistenza sismica. Un passaggio particolarmente significativo considerando la severità del quadro normativo italiano, applicato in un territorio caratterizzato da una diffusa esposizione al rischio sismico.
Secondo WASP, il raggiungimento della certificazione in un contesto normativo così rigoroso dimostra la possibilità di trasferire il modello costruttivo anche in numerose altre aree del mondo.
La realizzazione è stata affidata a WASP 3D Build, startup innovativa del gruppo specializzata nell’edilizia additiva attraverso il sistema Crane WASP.
Itaca è anche il primo edificio stampato in 3D costruito nel sito di Shamballa, destinato a diventare un centro permanente di sperimentazione sull’abitare sostenibile.

Quattro bracci robotici per stampare contemporaneamente le pareti
Per costruire l’involucro è stata utilizzata una nuova configurazione del sistema Crane WASP, composta da quattro bracci robotici collocati ai vertici di una struttura esagonale.
I dispositivi possono lavorare contemporaneamente su quattro differenti porzioni dell’edificio, riducendo sensibilmente i tempi di realizzazione. Secondo le stime indicate dall’azienda, la configurazione permette di completare il guscio strutturale di una casa nell’arco di pochi giorni.
La geometria di Itaca si ispira alla composizione di un mandala ed è organizzata secondo un quadrato inscritto in un cerchio. Le quattro pareti principali si collocano in corrispondenza degli angoli del quadrato, mentre ciascun lato presenta un’apertura centrale.
La costruzione si sviluppa su una superficie complessiva di 164,9 m². Le pareti raggiungono un’altezza di 3,80 metri e ciascuna di esse richiede circa 24 ore di stampa.
Il processo additivo permette inoltre di controllare direttamente la forma e la stratificazione della muratura, realizzando cavità, alloggiamenti e geometrie funzionali che, nei sistemi tradizionali, richiederebbero ulteriori lavorazioni in cantiere.
Pareti in calce senza cemento e isolamento in lolla di riso
L’intero involucro murario è stato realizzato impiegando una miscela priva di cemento, composta da pura calce naturale NHL e Geolegante forniti da Kerakoll.
La scelta risponde alla volontà di ridurre le emissioni associate ai materiali da costruzione senza rinunciare alle prestazioni necessarie per garantire sicurezza, resistenza e durabilità. Rispetto alle miscele cementizie convenzionali, il composto a base di calce presenta infatti un’impronta carbonica inferiore e una maggiore traspirabilità.
Quest’ultima caratteristica favorisce la regolazione dell’umidità all’interno degli ambienti e contribuisce a limitare la formazione di muffe sulle superfici.
Le pareti hanno uno spessore compreso tra 60 e 70 centimetri e presentano cavità interne generate direttamente durante la stampa. Gli incavi saranno riempiti con lolla di riso, proveniente dagli scarti della filiera agroalimentare, e polvere di calce naturale.
L’isolamento non viene quindi applicato come uno strato aggiuntivo sulla facciata, ma è incorporato nella stessa configurazione della parete. In questo modo struttura, involucro e coibentazione vengono concepiti come parti di un unico sistema costruttivo, finalizzato alla realizzazione di una casa passiva.
L’utilizzo combinato di materiali a ridotto impatto ambientale e isolanti naturali derivati da scarti produttivi potrebbe, secondo i promotori, portare il bilancio delle emissioni delle pareti fino a valori negativi di CO₂.
Nei territori in cui le normative lo permettono, la stessa configurazione architettonica potrà essere inoltre stampata utilizzando direttamente la terra locale, riducendo ulteriormente trasporto, consumo di materie prime ed emissioni incorporate.

Murature ventilate, impianti integrati e rinforzi strutturali
La conformazione interna delle pareti non risponde soltanto a esigenze di alleggerimento e isolamento. Le cavità sono state progettate anche per consentire la ventilazione della muratura, migliorando la regolazione della temperatura interna e contribuendo alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento e il raffrescamento.
All’interno degli incavi saranno inoltre inserite colonne di rinforzo con la funzione di aumentare l’integrità strutturale, sostenere i carichi della copertura e assicurare il rispetto delle prescrizioni antisismiche.
Uno degli elementi più innovativi riguarda l’integrazione degli impianti direttamente nel processo di stampa. I sistemi di riscaldamento radiante, il cablaggio elettrico, l’isolamento e parte della distribuzione dell’aria vengono predisposti mentre le pareti prendono forma.

Questo approccio consente di limitare le lavorazioni successive, riducendo i tempi di cantiere, gli scarti e la necessità di eseguire tracce o demolizioni sulla muratura già completata.
Il sistema di ventilazione integrato permette di distribuire l’aria nei diversi ambienti e potrà essere utilizzato anche per diffondere sostanze sanificanti. L’edificio viene così interpretato come una struttura attiva e “vivente”, capace di respirare e di contribuire alla qualità dell’ambiente interno.
Itaca, una fattoria autosufficiente oltre l’edificio
Il progetto non si esaurisce nella costruzione dell’involucro. Itaca è stata concepita come parte di un sistema territoriale più ampio, nel quale le risorse disponibili vengono raccolte, trasformate e riutilizzate secondo i principi dell’economia circolare.
Nel terreno circostante sono già stati realizzati due bacini per la raccolta dell’acqua piovana, pensati per ridurre il deflusso superficiale, contrastare l’erosione del suolo e sostenere le coltivazioni nei periodi di siccità estiva.
L’intervento ha trasformato un’area precedentemente caratterizzata da monocultura e da una limitata capacità di trattenere l’acqua in un ambiente più articolato. I bacini sono stati convertiti in biolaghi e saranno utilizzati per l’irrigazione, contribuendo contemporaneamente alla creazione di nuovi habitat e all’aumento della biodiversità.
Sulla copertura dell’edificio saranno installati un tetto verde e un sistema di pannelli solari. Il tetto vegetale migliorerà l’isolamento, la gestione delle precipitazioni e la biodiversità, mentre l’impianto fotovoltaico contribuirà a ridurre il fabbisogno energetico proveniente dalla rete.
All’interno della fattoria sarà inoltre realizzato un laboratorio dedicato all’estrazione dei principi attivi dalle piante e alla ricerca biologica. L’obiettivo è valorizzare direttamente le risorse coltivate nel sito attraverso tecnologie di trasformazione, ricerca e produzione.
Orti automatizzati, intelligenza artificiale e coltivazioni idroponiche
Tra gli sviluppi previsti figura anche un giardino automatico gestito mediante intelligenza artificiale, attualmente in fase di sviluppo.
Il sistema è pensato per supportare la collaborazione tra uomo e macchina nella coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno durante tutto l’anno. L’automazione dovrebbe consentire di ottimizzare lo spazio disponibile, controllare le necessità delle colture e ridurre lo sforzo fisico normalmente richiesto dalla gestione di un orto tradizionale.
Il progetto sarà completato da sistemi idroponici verticali stampati in 3D, attraverso i quali sarà possibile produrre verdure fresche durante tutto l’anno con un consumo limitato di acqua e su superfici contenute.
In questa prospettiva, la fabbricazione additiva non viene impiegata soltanto per l’edificio, ma diventa uno strumento per produrre infrastrutture agricole, dispositivi e componenti adattati alle esigenze specifiche del sito.
Shamballa, il laboratorio a cielo aperto di WASP e Olfattiva
Il completamento della stampa delle pareti di Itaca coincide con l’apertura di Shamballa, inaugurato l’8 giugno 2026 da WASP e Olfattiva, entrambe appartenenti al gruppo CSP S.r.l.
Il sito, situato sulle colline emiliano-romagnole, riunisce il laboratorio di stampa 3D architettonica di WASP, la fattoria autosufficiente Itaca, gli spazi agricoli e l’orto botanico officinale di Olfattiva.
Le due aziende operano su ambiti differenti ma complementari: WASP si occupa della progettazione e realizzazione degli spazi e delle tecnologie costruttive, mentre Olfattiva cura la coltivazione, la riforestazione e la valorizzazione delle specie aromatiche e officinali.
Shamballa sarà aperto anche a esperti e ricercatori internazionali impegnati nei settori della stampa 3D architettonica, della bioedilizia e della sostenibilità. Gli spazi esterni funzioneranno come veri e propri laboratori di ricerca e sviluppo, nei quali sperimentare materiali, tecniche costruttive e modelli di gestione delle risorse.
Oltre 500 alberi e 50.000 piante per l’orto botanico officinale
All’interno degli otto ettari di terreno di Shamballa, Olfattiva sta realizzando un orto botanico officinale attraverso un programma di riforestazione e agroforestazione.
Il progetto prevede la messa a dimora di oltre 500 alberi da frutto appartenenti ad antiche varietà locali e di circa 50.000 piante aromatiche e officinali.
Olfattiva opera da vent’anni nella produzione artigianale di prodotti per l’aromaterapia e la profumeria botanica a base di oli essenziali. A Shamballa l’azienda intende trasferire parte della propria attività direttamente sul terreno, sperimentando un approccio biodinamico alla coltivazione e alla valorizzazione delle risorse vegetali.
Le piante coltivate saranno utilizzate per l’estrazione di oli essenziali e per attività di ricerca sulle materie prime naturali, contribuendo contemporaneamente alla riforestazione e al recupero della biodiversità locale.
L’orto botanico avrà anche una funzione educativa e comunitaria. Sono previsti laboratori sensoriali, percorsi olfattivi immersivi e workshop dedicati alle piante, ai profumi, alla sostenibilità e al benessere della persona.
Dalla stampa 3D a un modello replicabile di abitare sostenibile
Itaca rappresenta il primo tassello costruito di una sperimentazione più ampia, nella quale tecnologia digitale, materiali naturali, produzione energetica, agricoltura e rigenerazione ambientale vengono affrontati come parti di uno stesso progetto.
La versatilità e l’accessibilità del sistema Crane WASP, insieme alla possibilità di trasmettere rapidamente file, dati e istruzioni di stampa, potrebbero consentire la riproduzione del modello in contesti geografici differenti, comprese le aree difficilmente raggiungibili dai processi edilizi convenzionali.
Il valore dell’iniziativa risiede quindi non soltanto nella realizzazione di una struttura stampata in 3D, ma nella verifica di un nuovo possibile standard costruttivo: certificato, antisismico, adattabile ai materiali locali e integrabile con sistemi agricoli ed energetici.
Con Shamballa, WASP e Olfattiva trasformano il cantiere e il terreno circostante in un’infrastruttura permanente di ricerca. Un luogo nel quale sperimentare nuove relazioni tra architettura, natura e produzione, provando a tradurre il concetto di autosufficienza in un sistema concreto e potenzialmente replicabile.
FAQ TECNICHE: Stampa 3D edilizia: pareti antisismiche in calce per Itaca
1. Che cos’è Itaca e quale tecnologia costruttiva utilizza?
Itaca è una fattoria autosufficiente realizzata all’interno di Shamballa mediante stampa 3D architettonica.
Le pareti sono state estruse in opera attraverso il sistema Crane WASP.
La configurazione impiegata comprende quattro bracci robotici operanti su differenti settori dell’edificio.
Il progetto integra costruzione, produzione energetica, gestione dell’acqua e attività agricole.
2. In quali contesti può essere applicato il sistema Crane WASP?
Il sistema è destinato alla realizzazione di involucri con geometrie personalizzate e stratificazioni definite digitalmente.
Può risultare utile nei cantieri in cui occorre ridurre casserature, movimentazione dei componenti e lavorazioni successive.
La replicabilità in aree remote dipende dalla disponibilità di materiali qualificati, energia, attrezzature e personale specializzato.
L’impiego di terra locale deve essere valutato in rapporto alle prescrizioni nazionali applicabili.
3. Quali norme regolano una costruzione stampata in 3D in Italia?
Le verifiche strutturali e sismiche devono rispettare il DM 17 gennaio 2018, “Norme tecniche per le costruzioni”, e la relativa Circolare applicativa n. 7/2019.
Non risulta sufficiente qualificare genericamente l’edificio come “certificato”: devono essere precisati sistema resistente, materiali, prove e procedura autorizzativa.
Le norme generali sulla manifattura additiva non sostituiscono le verifiche previste per le opere strutturali.
4. Quali vantaggi offre la stampa contemporanea con quattro bracci robotici?
La stampa simultanea consente di lavorare su quattro porzioni dell’involucro e di ridurre la durata della fase di estrusione.
Nel caso di Itaca, ciascuna parete avrebbe richiesto circa 24 ore di stampa.
Il processo permette di generare direttamente cavità, passaggi impiantistici e geometrie funzionali.
Tempi complessivi, produttività e risparmi devono però includere preparazione, rinforzi, copertura, finiture e collaudi.
5. Come sono composte e isolate le pareti di Itaca?
Le pareti hanno uno spessore dichiarato compreso tra 60 e 70 cm e sono realizzate con calce naturale NHL e geolegante.
Le cavità ottenute durante la stampa saranno riempite con lolla di riso e polvere di calce.
La configurazione integra massa, isolamento, ventilazione e alloggiamenti tecnici.
Fonte:
AI - Intelligenza Artificiale
Tutto sull’intelligenza artificiale nel settore AEC: progettazione, BIM, cantiere, manutenzione e gestione tecnica. Scopri come l’AI sta cambiando il lavoro dei professionisti delle costruzioni.
Bioedilizia
Bioedilizia: materiali naturali, tecnologie sostenibili, salubrità indoor, CAM e progettazione ecocompatibile. Una guida completa per chi costruisce pensando all’ambiente e alla qualità dell’abitare.
Cementi e Leganti Sostenibili
La sezione INGENIO dedicata ai cementi e leganti sostenibili raccoglie articoli tecnici, normative, casi applicativi e innovazioni per un’edilizia a basso impatto ambientale. Un riferimento essenziale per chi costruisce il futuro.
Costruzioni
Costruzioni: su INGENIO articoli tecnici, normative e innovazioni per progettare, realizzare e gestire opere edilizie e infrastrutture.
Digitalizzazione
Scopri la digitalizzazione in edilizia: BIM, digital twin, cantiere digitale, piattaforme collaborative e normative. Su INGENIO articoli tecnici e casi reali per innovare il mondo delle costruzioni.
Ingegneria Strutturale
L’ingegneria strutturale garantisce sicurezza e durabilità alle costruzioni. Scopri su INGENIO materiali, norme, tecnologie e soluzioni per progettare, rinforzare e monitorare strutture nuove ed esistenti.
Materiali e Tecniche Costruttive
Con Ingenio approfondiamo con continuità e nei diversi aspetti che caratterizzano le tecniche costruttive. Con questo TOPIC raccogliamo tutte le news e articoli sull’argomento.
Sismica
Tutti gli articoli pubblicati da Ingenio nell’ambito della sismologia e dell’ingegneria sismica.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
