Impianti a energia rinnovabile: tutti i titoli abilitativi necessari
Il Testo unico sulle Rinnovabili individua tre procedure principali, individuate sulla base delle caratteristiche dell'impianto, della sua potenza e della localizzazione: attività libera, procedura abilitativa semplificata (PAS) e autorizzazione unica (AU). Focus su tutti gli aspetti principali
La Camera ha aggiornato il dossier dedicato ai regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, raccogliendo le principali novità legislative e giurisprudenziali intervenute nell’ultimo anno.
Il documento rappresenta uno strumento di assoluta utilità per i professionisti tecnici, chiamati sempre più spesso a confrontarsi con procedimenti relativi a impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e alimentati da altre fonti rinnovabili.
La disciplina riguarda infatti l’energia prodotta da fonti non fossili, comprendendo energia eolica, solare termica e fotovoltaica, geotermica, idraulica, marina e quella derivante da biomasse, biogas e gas prodotti dai processi di depurazione o dalle discariche.
Il Testo unico sulle fonti rinnovabili
Il riferimento principale è il D.Lgs. 190/2024, che ha riunito in un unico corpo normativo la disciplina dei procedimenti amministrativi necessari per realizzare impianti FER.
L’intervento di riordino è stato adottato in attuazione della delega contenuta nella legge n. 118/2022 e si inserisce nel percorso di semplificazione collegato agli obiettivi del PNRR.
Il quadro non è però rimasto immutato. Successivamente sono intervenuti il D.Lgs. 178/2025, correttivo del Testo unico, il D.L. 175/2025, che ha inciso sulla disciplina delle aree idonee, e il D.L. 21/2026, convertito dalla legge n. 49/2026, con disposizioni riguardanti anche le connessioni alla rete elettrica.
Tre diversi regimi amministrativi
Il Testo unico individua tre procedure principali, individuate sulla base delle caratteristiche dell’impianto, della sua potenza e della localizzazione.
Il primo regime è quello dell’attività libera, applicabile agli interventi per i quali non è necessario acquisire un titolo abilitativo. In questi casi l’operatore può procedere senza presentare una specifica istanza autorizzativa, naturalmente nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.
Il secondo è la Procedura abilitativa semplificata (PAS), che si perfeziona, in presenza delle condizioni previste, mediante silenzio-assenso e può avere tempi diversi in funzione della presenza di vincoli: 30, 45 o 60 giorni.
Il terzo livello è rappresentato dall’Autorizzazione unica (AU), destinata agli interventi di maggiore complessità e dimensione.
Attività libera
Ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 190/2024, gli interventi di minore complessità non sono subordinati all’acquisizione di permessi, autorizzazioni o ulteriori atti amministrativi di assenso.
Nello specifico, per la realizzazione dei progetti elencati nell’allegato A del medesimo decreto, il soggetto proponente è esonerato dalla presentazione di qualsivoglia comunicazione, certificazione, segnalazione o dichiarazione alle pubbliche amministrazioni, fatta salva la trasmissione del modello unico semplificato e l’ottemperanza a quanto prescritto da specifiche normative di settore.
Affinché l’intervento possa beneficiare del regime di attività libera, il quadro normativo (come integrato dal d.lgs. n. 178/2025) pone le seguenti condizioni e prescrizioni:
- disponibilità dell’area e titoli edilizi preordinati: prima dell’avvio dei lavori, il proponente deve aver regolarmente acquisito, a qualunque titolo, la disponibilità della superficie interessata e, ove necessario, aver perfezionato le comunicazioni o acquisito i titoli abilitativi occorrenti per la realizzazione dei connessi e strumentali interventi edilizi;
- rispetto delle norme tecniche e di sicurezza: la realizzazione delle opere deve avvenire nel rispetto delle norme tecniche per le costruzioni, delle disposizioni del codice della strada (d.lgs. n. 285/1992) e del relativo regolamento di esecuzione (D.P.R. n. 495/1992);
- compatibilità urbanistica automatica: la disposizione stabilisce una presunzione assoluta di conformità per gli interventi ricadenti in “aree idonee” o in “zone di accelerazione”. In tali fattispecie, i progetti si considerano automaticamente non contrastanti con gli strumenti urbanistici adottati, nonché compatibili con i regolamenti edilizi vigenti.
PAS (procedura abilitativa semplificata): il comune deve 'vigilare'
Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio la corretta gestione della PAS. La procedura consente di concentrare in un percorso semplificato gli adempimenti necessari alla realizzazione dell’impianto, ma richiede comunque una verifica puntuale, da parte del comune, della documentazione e della compatibilità dell’intervento con il quadro normativo applicabile.
Particolare attenzione deve essere prestata alla localizzazione dell’impianto e alla presenza di eventuali vincoli, elementi che possono incidere sui termini procedurali e sulla necessità di acquisire ulteriori atti di assenso.
Quando entra in gioco l’Autorizzazione unica (AU)
Per gli impianti soggetti ad AU, invece, il procedimento non è gestito ordinariamente dal Comune quale autorità competente al rilascio del titolo finale.
L’autorizzazione viene rilasciata attraverso una conferenza di servizi, con competenza della Regione per gli impianti fino a 300 MW e del Ministero per quelli di potenza superiore e per gli impianti off-shore. Il termine ordinario indicato dal Testo unico è di 120 giorni, salvo le specifiche condizioni previste dalla disciplina.
IL DOSSIER AGGIORNATO E' SCARICABILE IN ALLEGATO
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