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La progettazione della pergola solare della Casa della Vela di Genova

Il contributo illustra il progetto della pergola solare della Casa della Vela, parte del masterplan del Waterfront di Levante a Genova. Il focus è sulla relazione tra architettura e ingegneria in un contesto costiero: analisi del vento, instabilità, durabilità in classe C5-H, fondazioni profonde e integrazione impiantistica nZEB, con particolare attenzione a modellazioni non lineari e alla manutenzione lungo il ciclo di vita

Il progetto – in fase di realizzazione - di Casa della Vela è inserito nel masterplan del Waterfront di Levante ideato da Renzo Piano e Obr. Si colloca nel cuore della trasformazione urbana del litorale genovese, quale nuova polarità sportiva e pubblica della città. L’intervento, promosso dal Comune di Genova e finanziato con fondi PNRR, ospiterà il centro federale della FIV – Federazione Italiana Vela e si configura come un’architettura di dialogo tra mare e città, capace di coniugare valori sportivi, ambientali e sociali.

Il progetto è stato sviluppato nei livelli definitivo ed esecutivo dal raggruppamento formato da Neostudio Architetti Associati con SEM Ingegneria, S.B. Arch.Associati, STD - Studio Tecnico Demofonti per conto dell’impresa esecutrice SIRCE Spa.

Qui illustreremo le caratteristiche e peculiarità del progetto, dedicando particolare attenzione al progetto della pergola solare che sovrasta la struttura, nei confronti delle azioni dinamiche che lo interessano.

 

Figura 1 – Render di progetto (Crediti: R. Miselli - E. Evaso)

 

La Casa della Vela: la relazione con il contesto

L’area di intervento è situata nel punto di intersezione tra l’asse urbano nord-sud che, correndo lungo il torrente Bisagno, collega la stazione ferroviaria di Genova Brignole al mare e l’asse est-ovest che lungo la costa unisce le aree del Waterfront di Levante al parco urbano di Piazzale Kennedy e al lungomare di Corso Italia.

Parte dell’ex quartiere fieristico sorto durante le importanti trasformazioni urbane intraprese nel dopoguerra, è un luogo che dal 1963 è stato valorizzato dal noto Padiglione IRI firmato da Mangiarotti, di cui il progetto richiama, in una declinazione in chiave contemporanea, le logiche insediative ed il rapporto cercato con il mare e l’orizzonte.

A seguito della sua demolizione, avvenuta nel 2000, al suo posto è stato realizzato un edificio per attività di servizio, risultato negli anni scarsamente utilizzato fino ad essere attualmente inadeguato per una riconversione agli usi previsti dal nuovo disegno d’insieme.

 

Figura 2 - Padiglione IRI, Angelo Mangiarotti (Crediti: foto disponibili sul web)

 

Figura 3 - Foto di cantiere. Aprile 2025 (Crediti: A. Bosio)

 

Il nuovo edificio di Casa della Vela si colloca a ridosso del mare, precisamente dietro al tratto di diga frangiflutti che, a partire dal muro d’argine del torrente si estende fino a diventare l’accesso al porto. Elemento qualificante della composizione insediativa è la Piazza del Mare, un suolo praticabile - di fatto corrispondente alla copertura dell’edificio – collegato sia allo spazio pubblico che proviene da monte, sia alla futura passeggiata prevista lungo la diga, che si configura come un ampio belvedere accessibile a tutti e sospeso sull’orizzonte marino.

L’edificio dialoga con le geometrie della diga, stabilendo un rapporto con la quota sommitale del muro di difesa verso il mare che genera un senso di sospensione tra la dimensione dell’intervento architettonico e la scala del paesaggio, restituendo accessibilità e permeabilità visiva con l’intorno tra cui risalta l’inedita vista da sud del complesso di Piazza Rossetti di Luigi Carlo Daneri.

L’articolazione volumetrica dell’intervento è declinata su due livelli funzionali: la Piazza del Mare, a quota +6.50/+6.15 m s.l.m. e il Centro Federale FIV con i suoi spazi operativi posti a quota +1.30 m s.l.m.

La grande piastra superiore, con un’estensione di circa 1.500 m², è un “belvedere” pubblico sospeso tra terra ed acqua, orientato verso i campi di regata. È immaginato come un luogo d’incontro e di osservazione, concepito come naturale prolungamento della passeggiata costiera. La pavimentazione scelta è una pietra arenaria “Pietra Forte Colombino”, particolarmente apprezzata per la durezza e la resistenza a qualsiasi fenomeno ambientale oltre che coerente con le linee guida del Waterfront, garantendo così qualità e continuità materica con gli spazi pubblici nascenti del Waterfront di Levante e dell’attiguo Parco di Piazzale Kennedy.

  

La pergola solare: un dispositivo energetico, luogo di socialità

Al centro della Piazza del Mare è posta una pergola solare in acciaio realizzata su un’area di circa 360 m², che è sia elemento architettonico sia dispositivo energetico, pensato per l’ombreggiamento e per potenziare la socialità.

Il suo disegno è teso alla ricerca della leggerezza: acciaio e vetro si sovrappongono per creare un rifugio leggero e luminoso su cui svetta un albero in vetroresina e fibra di carbonio di 18 metri di altezza capace di flettersi alle sollecitazioni del vento e rappresentarne le direzioni prevalenti.

In questo luogo convergono funzioni sportive, ricreative e culturali, ma anche la dimensione simbolica dell’incontro tra cittadini e sportivi. La pergola ne definisce la misura e la scala urbana, funzionalizzando la grande copertura e rendendola capace di accogliere attività temporanee, piccoli eventi, proiezioni o manifestazioni legate al mondo del mare.

  

Aspetti funzionali del Centro Federale della Vela FIV

Dalla piazza, un ascensore in vetro ad uso pubblico consente il superamento del dislivello e conduce direttamente alla quota inferiore della banchina, dove è impostato l’edificio. Questo è immaginato come un dispositivo inclusivo che, grazie alla trasparenza e alla ricerca di continuità verso la darsena, attiva uno scambio osmotico con lo spazio pubblico, permeandone i valori all’interno dell’edificio.

Gli spazi interni ospitano le funzioni operative e didattiche tipiche di un Centro Federale FIV quali la sala comune e polivalente, gli uffici amministrativi, gli spogliatoi, i locali per la preparazione atletica, le foresterie e i depositi per le attrezzature nautiche.

La superficie agibile complessiva è di circa 1.000 m², ed è organizzata secondo un principio di massima flessibilità e adattabilità alle diverse esigenze d’uso sia quotidiano che di rappresentanza.
Le sale polifunzionali sono concepite per un uso ibrido – formazione, briefing sportivi, eventi – grazie a pareti mobili e impianti integrati.

La foresteria, composta da camere multiple accessibili, completa il sistema di accoglienza per atleti e tecnici, favorendo la continuità delle attività anche extra-stagionali. Gli spazi tecnici e di servizio, collocati nella parte a più a ridosso della diga, mantengono un costante rapporto con l’esterno grazie a lucernari che garantiscono l’illuminazione naturale zenitale.

 

Figura 4 - Pianta piano terra (Crediti: R. Miselli - E. Evaso)

 

Lo sviluppo progettuale è stato complesso e articolato anche in virtù dell’area e della sua particolare posizione, tale da richiedere la necessità di confrontarsi anche con aspetti legati al moto ondoso ed al traffico marittimo.

 

Le analisi idraulico marittime e il run-up da onda

Da questo punto di vista l’area è esposta ai settori di traversia compresi tra Sud-Ovest e Sud-Est, con fondali variabili tra 4 e 6 m. Le analisi idraulico-marittime hanno valutato la propagazione del moto ondoso dal largo alla costa, considerando eventi con tempo di ritorno di 50 anni e altezze significative fino a 3,5 - 4 metri d’onda nonché il crescente livello del mare nel lungo periodo dovuto al mutamento delle condizioni climatiche dell’area mediterranea.

Il calcolo del run-up da onda ha confermato la sicurezza della quota di imposta della piazza a +6.5 m s.l.m., livello che garantisce margini di franco anche in condizioni marine estreme.

Le scogliere in massi naturali e cubici in calcestruzzo assicurano stabilità contro l’erosione e dissipazione dell’energia d’onda e le soluzioni costruttive sono state ottimizzate per ridurre le aggressioni della salsedine, degli spruzzi e della pressione dinamica, preferendo materiali durevoli nell’ottica di garantire manutenzioni ridotte.

Inoltre, è stata necessaria una valutazione dei livelli di sicurezza rispetto alla navigazione costiera, verificandone le sollecitazioni in caso di urto accidentale da parte di un’imbarcazione. Le simulazioni dinamiche hanno previsto scenari di impatto su scogliera di natanti di diverso tipo, verificando che l’energia trasmessa sui manufatti a terra venisse completamente assorbita dai sistemi di protezione senza produrre danni strutturali all’edificio.

Casa della Vela: edificio nZEB ed accessibile

La Casa della Vela è progettata come edificio nZEB conformemente al DM 26/06/2015 e rispetta i Criteri Ambientali Minimi secondo quanto previsto dal DM 23/06/2022 e i principi DNSH. Il fabbisogno energetico è coperto per oltre l’80% da fonti rinnovabili. Il sistema impiantistico adotta pompe di calore per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria, integrate con ventilazione meccanica controllata e recupero di calore.

La pergola solare e i pannelli installati sulla sua copertura garantiscono autonomia energetica e ombreggiamento. L’involucro ad alte prestazioni assicura comfort termico e acustico in classe B UNI EN ISO 7730. Il progetto adotta materiali certificati EPD, con contenuto riciclato, legni FSC/PEFC e finiture a basse emissioni VOC. È previsto il recupero delle acque meteoriche per il flussaggio dei WC e un sistema di illuminazione LED dimmerabile con controllo automatico di presenza e luce naturale.

L’edificio, completamente ispezionabile e disassemblabile a fine vita, rispetta la logica del life-cycle design e del cantiere a basso impatto ambientale (demolizione selettiva, riduzione rifiuti, recupero terreno superficiale).

L’intero complesso è progettato secondo i principi del design for all, in coerenza con la L.13/89, il D.M. 236/89, il DPR 503/96 e il PEBA del Comune di Genova. Tutti gli ambienti interni risultano accessibili e conformi alle dimensioni di manovra per persone su sedia a ruote: corridoi larghi almeno 150 cm, porte con luce netta ≥ 80 cm, pavimentazioni complanari e non sdrucciolevoli, segnaletica e contrasti cromatici per utenti ipovedenti.

I servizi igienici sono attrezzati con spazi di accostamento frontale e laterale, corrimano, campanelli di emergenza e docce a filo pavimento con sedile ribaltabile. Le scale sono integrate da corrimano continui a doppia altezza, parapetti h≥1,00 m e ascensore a norma UNI EN 81-70.

Il raccordo tra spazi interni ed esterni è privo di dislivelli e completato da percorsi tattili e visivi continui. L’obiettivo è stato progettare un edificio realmente inclusivo, in cui l’esperienza sportiva e quella urbana si fondono senza barriere fisiche o percettive.

 

Figura 5 - sezione trasversale strutture (Crediti: R. Miselli - E. Evaso)

 

Le strutture portanti della Casa della Vela e della pergola solare

Strutturalmente l'edificio così come nella sua composizione architettonica è costituito da due livelli principali che differiscono tra loro per tipologia costruttiva e destinazione d’uso; la struttura principale a sostegno della Piazza del Mare è realizzata con struttura in calcestruzzo armato gettato in opera costituita da pilastri e soletta superiore monolitica bidirezionale. I pilastri interni al volume di base hanno altezza massima superiore ai 5 m e maglia pari a 7,5m x 7,5m con sezione variabile in relazione alla loro disposizione interna; sezione circolare con diametro 40 cm per i pilastri sul fronte retrostante al prospetto vetrato, sezione quadrata 30x30 cm e sezione rettangolare 60x30 cm per i pilastri più interni; la soletta monolitica superiore ha uno spessore di 30 cm.

 

Figura 6 - foto di cantiere. Ottobre 2025. (Crediti: A. Bosio)

 

La pergola solare è invece costituita da una struttura leggera in carpenteria metallica con copertura piana di forma quadrata e dimensioni massime pari a circa 19x19 m vincolata rigidamente a quattro colonne tubolari CHS244/16mm disposte ad interasse pari 7,5 m x 7,5 m; al centro della copertura è installata un’asta in laminato di vetroresina dell'altezza di 18m.

 

Figura 7 - foto di cantiere. Ottobre 2025 (Crediti: A. Bosio)

 

L’ubicazione del sito e la marcata esposizione hanno imposto una particolare attenzione alla progettazione strutturale sin dalle fasi preliminari di analisi e di definizione dei carichi applicati oltre che alla scelta delle corrette azioni di mitigazione nei riguardi dell'aggressione dell'ambiente circostante, con particolare riferimento al carico eolico e al limitrofo ambiente marino.

La durabilità e cioè la capacità della costruzione di mantenere, nell’arco della vita nominale di progetto, i livelli prestazionali per i quali è stata progettata, tenuto conto delle caratteristiche ambientali in cui si trova e del livello previsto di manutenzione è stato uno degli elementi rilevanti dell'intero iter progettuale.

Trattandosi di una nuova progettazione è stata considerata una Vita Nominale di 50 anni corrispondente a “Costruzioni con livelli di prestazione ordinari” ed una classe d’uso II: “Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi per l’ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali.” così come riportato rispettivamente al paragrafo 2.4.1 in tabella 2.4.I e al paragrafo 2.4.2 delle vigenti Norme tecniche delle costruzioni.

Poiché la struttura in acciaio nel suo insieme risulta poco massiva e principalmente soggetta alle azioni del vento, si è optato per una progettazione antisismica di natura non dissipativa assumendo pertanto un fattore di comportamento pari a 1,5 a scalare le ordinate spettrali relative al sito in oggetto della struttura basamentale in calcestruzzo armato.

 

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DALLA REDAZIONE. L’esperienza di progetto presentata dimostra un approccio integrato in cui scelte architettoniche, modellazioni strutturali avanzate e strategie di durabilità convergono in un manufatto leggero e performante. Il ricorso a analisi di II ordine con imperfezioni GNIA, l’attenzione a carichi eolici in ambiente marino e la declinazione CAM/nZEB elevano il caso a riferimento metodologico per interventi costieri con integrazione fotovoltaica. La qualità dei dettagli costruttivi, unita alla visione urbana della Piazza del Mare, rende l’opera un esempio replicabile per progettisti che affrontano contesti esposti e obiettivi prestazionali ambiziosi

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