Maturità BIM dopo il Nuovo Codice Appalti: Italia a confronto con Europa e Medio Oriente
Negli ultimi dieci anni il BIM è passato dall’essere un tema emergente a un requisito strutturale nei grandi progetti. Ma in Italia, nonostante progressi importanti, permane uno squilibrio tra committenze sempre più mature e operatori economici che faticano a tenere il passo. Questo editoriale racconta in prima persona cosa sta accadendo e perché la formazione rappresenta oggi la vera leva strategica.
Quando nel 2015 ho iniziato a lavorare in Catalogna nel settore delle costruzioni, il fermento attorno al BIM era tangibile. In quella regione si respirava un’energia nuova, più intensa rispetto a gran parte della Spagna e, soprattutto, rispetto all’Italia.
Ma il vero salto di qualità l’ho potuto constatare in Medio Oriente, a Doha, tra il 2016 e il 2017, durante l’esperienza sulla Red Line South Underground: un progetto in fast track mode, dove la committenza richiedeva standard altissimi ed un approccio metodologico rigoroso.
Lì ho visto cosa significhi davvero lavorare in BIM, con processi strutturati, obiettivi chiari e un controllo qualità reale. La progettazione ed i cantieri erano interamente gestiti in ottica digitale ed era possibile vedere anche l’utilizzo di QR code che permettevano una consultazione immediata dei dati direttamente in campo.
Tornando in Italia dal 2017, ho percepito subito un forte contrasto rispetto alle mie esperienze estere. La committenza italiana, salvo rare e lungimiranti eccezioni come ad esempio l’Istat, non disponeva di standard BIM. Nel 2017 la normativa UNI 11337 si affacciava nel panorama italiano ma il BIM applicato realmente nel lavoro quotidiano rimaneva confinato a poche realtà pionieristiche.
All’epoca mi resi conto che forse mancava qualcosa di fondamentale per creare un know-how operativo italiano: la formazione.
Ecco perché, insieme all’Università Niccolò Cusano, contribuimmo alla nascita di un Master BIM con professionisti del settore e docenti con esperienze internazionali. L’obiettivo era mirato: trasferire in Italia le best practice acquisite all’estero, rendendo i tecnici consapevoli che il BIM non è un software, ma una metodologia che cambia il modo di progettare, costruire e gestire. Una metodologia che abbraccia l’intero ciclo di vita degli asset.
Sempre in quel periodo vedevo che alcune società italiane avevano avuto il coraggio e la forza economica di investire davvero, diventando vere eccellenze, capaci di creare standard BIM proprietari, automatizzare processi di produzione e validazione dei modelli informativi e di progettare realmente con la metodologia BIM.
Nel 2020 poi è noto a tutti come, con il DM 560, il legislatore abbia riconosciuto le difficoltà di adozione da parte delle stazioni appaltanti, rallentando l’obbligatorietà del BIM. Ma poco dopo, con l’arrivo del PNRR, lo scenario è a mio avviso mutato radicalmente.
Dal 2023 ho avuto l’opportunità di affiancare come consulente e PMO grandi stazioni appaltanti e pubbliche amministrazioni, spesso impegnate in progetti finanziati proprio dal PNRR. Questo mi ha permesso di beneficiare di un osservatorio privilegiato su cosa sta accadendo nel nostro Paese.
Vedo committenze che, in poco tempo, hanno costruito standard solidi, arrivando ad un BIM estremamente maturo, finalizzato al digital twin, con integrazioni IoT ed intelligenza artificiale.
Parallelamente, però, osservo come la maggior parte deli Operatori Economici sia in difficoltà nel tenere il passo. Il PNRR ha generato una fortissima domanda di competenze digitali, e le società che avevano un proprio know-how BIM forse lo hanno disperso non essendo state in grado di trattenere queste competenze. In un settore spesso anche segnato dall’uso improprio della Partita IVA, chi aveva esperienza in BIM forse si è poi spostato verso la committenza o la consulenza, dove queste capacità sono oggi molto richieste e probabilmente più valorizzate.
Il risultato del PNRR secondo me? Molti Operatori Economici si sono trovati a dover cambiare dimensione rapidamente, dovuto alle numerose commesse, assumendo nuove risorse — spesso neolaureati — che però non hanno ancora una cultura BIM consolidata.
La conseguenza è un sistema, ai miei occhi, sbilanciato: committenze che effettuano richieste elevate ma Operatori Economici che faticano a rispondere alle nuove esigenze in termini di tempi e qualità.
È qui che il PNRR, a mio avviso, ha creato delle criticità ma al contempo rappresenta una grande opportunità… non solo economica, ma anche culturale.
Se colto nel modo giusto, può essere il motore per formare davvero le società private del nostro Paese. L’Italia ha eccellenze pronte, ma serve un sistema che diffonda conoscenza.
Oggi, più che mai, il BIM non è un obiettivo da raggiungere, ma una lingua da utilizzare: comune, condivisa e capace di unire committenze, progettisti e gestori verso una digitalizzazione reale.
Il futuro del settore, secondo me, dipenderà da quanto sapremo investire nelle persone e nella formazione.
Solo così potremo trasformare un obbligo in un’occasione, ed una transizione in una crescita duratura.
Appalti Pubblici
Appalti pubblici: gare, norme, Codice dei Contratti, RUP e correttivo 2024. Approfondimenti scritti da esperti per tecnici, imprese e PA che operano nel sistema della contrattualistica pubblica.
BIM
Il BIM è il metodo digitale che sta rivoluzionando il mondo delle costruzioni. Su INGENIO trovi articoli e guide su normativa, ruoli, interoperabilità e innovazioni per la progettazione e la gestione dell’opera.
Codice Appalti
Tutto sul Codice dei Contratti Pubblici e il correttivo 2024: norme, appalti, concessioni, RUP e digitalizzazione. Una guida tecnica aggiornata per chi opera nel settore pubblico.
Costruzioni
Costruzioni: su INGENIO articoli tecnici, normative e innovazioni per progettare, realizzare e gestire opere edilizie e infrastrutture.
Digitalizzazione
Scopri la digitalizzazione in edilizia: BIM, digital twin, cantiere digitale, piattaforme collaborative e normative. Su INGENIO articoli tecnici e casi reali per innovare il mondo delle costruzioni.
Edilizia
Esplora il mondo dell'edilizia, il settore dedicato alla progettazione, costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e infrastrutture. Scopri come la normativa italiana, come il Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001) e le Normative Tecniche per le Costruzioni (NTC), regolano le pratiche edilizie per garantire sicurezza e qualità. Approfondisci il significato etimologico del termine "edilizia" e come le leggi locali e regionali influenzano la costruzione e gestione degli immobili.
Formazione
News sulle attività di formazione organizzate a livello istituzionale, o dai soggetti privati specializzati o dalle aziende e mirate ai...
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
