“Biologico 3” a Verona: materiali riciclabili e tecnologia BIM per l’edilizia pubblica NZEB secondo i CAM
Il nuovo edificio “Biologico 3” dell’Università di Verona completa il Polo della Scienza e Tecnologia di Borgo Roma con 4.500 m² di spazi NZEB, progettati nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e realizzati in soli due anni. Un esempio di edilizia pubblica sostenibile e coordinamento multidisciplinare in ambiente BIM.
Costruire in ambito pubblico secondo i CAM: il caso del “Biologico 3” dell’Università di Verona
Il progetto nasce dal concorso bandito nel 2018 e sviluppato dal Raggruppamento di progettisti Politecna Europa (capogruppo) e Arc²Lab dal definitivo all’esecutivo, con coordinamento BIM, sicurezza e direzione lavori, con l’obiettivo di creare un edificio pubblico NZEB e conforme ai Criteri Ambientali Minimi (DM 11/10/2017).
Dopo la conclusione della progettazione nel 2020, i lavori avviati nel 2023 hanno portato alla consegna, in poco più di due anni di cantiere, di oltre 4.500 m² di nuovi spazi sostenibili — aule, laboratori, ambulatori e aree studenti — all’interno di un lotto di 17.500 m², di cui 15.000 m² di aree verdi permeabili, per un investimento complessivo di circa 10,5 milioni di euro.
La vera sfida è stata integrare funzioni diverse – didattica, laboratori e spazi per gli studenti – in un organismo coerente, senza gerarchie ma con continuità. Abbiamo lavorato su trasparenza, percorsi e spazi comuni, per dare senso di comunità.
L’edificio si configura come naturale estensione degli Istituti Biologici esistenti, in dialogo con il tessuto urbano di Borgo Roma: la passerella di collegamento diventa cerniera tra nuovo e preesistente, simbolo di continuità e apertura, dialogando con il vicino “Biologico 2” che funge anche da portale d’accesso alla piazza universitaria.
Il linguaggio architettonico, definito dall’alternanza di pannelli metallici e vetrate continue, reinterpreta in chiave contemporanea la matericità degli edifici originari, privilegiando un linguaggio coerente con gli edifici esistenti, reinterpretando il tema della facciata ventilata in alluminio preverniciato, alternato a superfici intonacate e vetrate continue per la massima permeabilità visiva.
“Il nuovo edificio rafforza il Polo della Scienza e della Tecnologia”, aggiunge Cristiana Abate Project Leader Architecture di Politecna. “Un luogo ordinato e accogliente, progettato per essere chiaro da vivere e semplice da gestire.”

Progetto tecnico, prestazioni e scelte in variante
Il progetto è conforme ai Criteri Ambientali Minimi (CAM, DM 11/10/2017) e risponde pienamente alla classificazione NZEB – Nearly Zero Energy Building.
Le pareti opache esterne, inizialmente previste in laterizio alveolato, sono state trasformate in variante in un sistema a secco con struttura metallica, isolamento in lana minerale ad alta densità e rivestimento metallico ventilato. Questa soluzione ha migliorato la manutenibilità, ridotto i ponti termici e incrementato le prestazioni acustiche fino a Rw ≥ 58 dB, mantenendo la trasmittanza termica U ≤ 0,22 W/m²K.
Completano l’involucro coperture piane U = 0,21 W/m²K e serramenti Uw = 1,3 W/m²K, a garanzia di comfort termico e contenimento dei consumi. Per le componenti trasparenti e integra vetri basso emissivi e selettivi con schermature mobili.
Tutti i materiali sono selezionati in base ai CAM edilizia, con attenzione alla riciclabilità, alle emissioni VOC e alla durabilità.
L’edificio, interamente classificato NZEB, adotta impianti a pompa di calore aria-acqua e ventilazione meccanica controllata con recupero entalpico, impianto fotovoltaico da 26 kW e sistemi di monitoraggio BEMS per la gestione automatizzata dei consumi. La classe energetica A4 è raggiunta grazie alla combinazione di strategie passive (orientamento, vetri selettivi, copertura Cool Roof) e attive (impianti a portata variabile, regolazioni per CO₂ e presenza).
Gli spazi interni sono stati concepiti per accogliere usi futuri, garantendo ambienti inclusivi, accessibili e flessibili, con pareti mobili e predisposizioni impiantistiche che consentono riconfigurazioni funzionali.
Il comfort acustico e visivo è stato integrato sin dalle prime fasi di progetto, calibrando materiali e layout sulle esigenze specifiche della didattica universitaria.
Il comfort acustico interno è altresì assicurato da pareti in gessofibra e lana minerale (Rw fino a 65 dB) e controsoffitti fonoassorbenti differenziati per aule e spazi comuni.
FOCUS – I laboratori didattici al piano terzo
Elemento di rilievo del progetto è il piano terzo dedicato ai laboratori didattici, inizialmente soppressi in fase esecutiva e reintrodotti in variante per volontà dell’Ateneo, che ne ha riconosciuto la centralità nella didattica sperimentale.
Il livello ospita quattro laboratori di circa 100 m², una sala strumentazione, camera calda e fredda, locale dati e spogliatoi, per una superficie complessiva di oltre 740 m².
Gli ambienti sono progettati per la massima flessibilità d’uso, con predisposizioni per cappe filtranti e rete gas tecnici dedicata (CO₂, N₂, O₂, CH₄, aria compressa, vuoto).
Il comfort termo–acustico è garantito da pareti modulari ad alto isolamento e impianti a portata variabile.
Con la loro realizzazione, il “Biologico 3” diventa un polo integrato di didattica, ricerca e sperimentazione altamente tecnocologico.
Comfort acustico e soluzioni costruttive
Particolare attenzione è stata dedicata al benessere acustico, con partizioni in gessofibra e lana minerale (Rw fino a 65 dB) e controsoffitti fonoassorbenti differenziati per le aule magne. Il tempo di riverbero medio è contenuto entro T60 ≤ 1,2 s, in conformità al DPCM 5/12/1997.
Le gradonate prefabbricate in c.a. sono progettate come strutture indipendenti antisismiche, mentre la passerella di collegamento è costituita da travature reticolari in acciaio zincato con lamiera grecata collaborante, garantendo leggerezza, durabilità e facilità manutentiva.
Il comfort acustico interno è altresì assicurato da pareti in gessofibra e lana minerale (Rw fino a 65 dB) e controsoffitti fonoassorbenti differenziati per aule e spazi comuni.
Accessibilità e comfort d’uso
L’intervento risponde pienamente ai criteri del DM 236/89 e del DPR 503/96, assicurando percorsi accessibili, servizi igienici dedicati a ogni piano e spazi studio permeabili alla luce naturale grazie a partizioni vetrate modulari. Le finiture interne – pavimentazioni in linoleum CAM, pareti in gessofibra A1, controsoffitti in fibra minerale antibatterica – rispondono ai requisiti di comfort visivo, acustico e igienico-sanitario tipici degli ambienti universitari di nuova generazione.
Un laboratorio di sostenibilità pubblica
Il “Biologico 3” rappresenta una sintesi tra qualità architettonica, innovazione impiantistica e sostenibilità ambientale, esempio di applicazione integrata dei CAM e del paradigma NZEB in edilizia pubblica universitaria. Il progetto si distingue per il coordinamento multidisciplinare in ambiente BIM, la gestione unitaria della sicurezza e la coerenza costruttiva tra progetto e realizzazione, fino all’inaugurazione nel settembre 2025.
Il ruolo del BIM nella progettazione e nella direzione lavori
Abbiamo utilizzato il BIM sin dalla fase definitiva fino alla direzione lavori. Questo ci ha permesso di gestire tutte le discipline in un modello coordinato.
L’approccio BIM ha consentito un coordinamento completo tra architettura, strutture, impianti e sicurezza, riducendo interferenze e varianti in corso d’opera. Un esempio significativo riguarda la zona delle aule magne, dove il modello ha guidato la verifica degli spazi impiantistici e strutturali, evitando criticità esecutive.
Il modello è stato inoltre utilizzato per analisi energetiche e simulazioni prestazionali, supportando le scelte che hanno permesso di raggiungere gli obiettivi NZEB e CAM.
Ogni decisione progettuale è stata tracciata digitalmente, a supporto della Committenza e della Direzione Lavori, garantendo qualità documentale e trasparenza fino alla consegna.

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Fonte: Politecna Europa
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