Nuovi CAM edilizia: cosa cambia per i calcestruzzi. Analisi tecnica completa e testo ufficiale del criterio 2.4.2
Il nuovo documento sui CAM introduce per i calcestruzzi un requisito obbligatorio di almeno il 5% di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto. La misura rende più stringenti gli standard ambientali nelle opere pubbliche e richiede adeguamenti a progettisti, DL e produttori.
CAM: introdotto un requisito obbligatorio di contenuto riciclato nei mix design destinati alle opere pubbliche
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato il nuovo documento sui Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento dei servizi di progettazione e direzione lavori, nonché per l’esecuzione di lavori relativi a interventi edilizi e opere di ingegneria civile.
La notizia, anticipata ieri anche su INGENIO, rappresenta uno dei passaggi più significativi nel percorso italiano verso una edilizia a minore impatto ambientale, con l’introduzione di criteri aggiornati e più stringenti.
Tra i diversi criteri tecnici, uno dei più rilevanti per la filiera delle costruzioni è il nuovo punto 2.4.2 – Calcestruzzi confezionati in cantiere e preconfezionati, che introduce per la prima volta un requisito obbligatorio di contenuto riciclato nei mix design destinati alle opere pubbliche.
Il testo ufficiale del nuovo CAM 2.4.2
(Riprodotto integralmente dal provvedimento)
2.4.2 Calcestruzzi confezionati in cantiere e preconfezionati
Criterio
I calcestruzzi confezionati in cantiere e preconfezionati devono avere un contenuto di materia riciclata, recuperata o di sottoprodotti, di almeno il 5% sul peso del prodotto. Tale percentuale è calcolata come rapporto tra il peso secco delle materie riciclate, recuperate e dei sottoprodotti e il peso del calcestruzzo al netto dell’acqua (acqua efficace e acqua di assorbimento). Al fine del calcolo della massa di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto, va considerata la quantità che rimane effettivamente nel prodotto finale.
Verifica
La Relazione tecnica di cui al criterio “2.1.1 Relazione CAM di progetto”, illustra in che modo il progetto ha tenuto conto di questo criterio progettuale.
Per un periodo di 36 mesi dall’entrata in vigore del presente documento, per i prodotti di cui al presente criterio sono ritenute conformi le attestazioni del contenuto di riciclato/recuperato/sottoprodotto riportanti il solo valore % totale, senza la specifica del valore delle singole frazioni.
Analisi tecnica del criterio CAM 2.4.2
Inquadramento generale
Il criterio rientra nel nuovo pacchetto CAM predisposto in attuazione del Piano d’Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della PA, approvato con Decreto 3 agosto 2023.
Il documento, ora pubblicato nella sua versione aggiornata, definisce requisiti ambientali vincolanti per progettisti, imprese e produttori nelle gare pubbliche.
Il punto 2.4.2 mantiene un requisito prestazionale minimo che obbliga l’utilizzo di una quota di materia riciclata o sottoprodotti all’interno del calcestruzzo.
Cosa prevede esattamente il requisito
Il calcestruzzo – sia confezionato in cantiere sia preconfezionato – deve contenere:
➤ Almeno il 5% in peso di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto
Il calcolo si fa così:
- peso secco totale delle frazioni riciclate → al numeratore;
- peso del calcestruzzo al netto dell’acqua → al denominatore.
Importante:
✔ si considera solo ciò che rimane effettivamente nel prodotto finale.
Questo elimina ambiguità su scarti, lavaggi, porzioni disperse o materiali utilizzati in fase di processo ma non presenti nel calcestruzzo posato.
Quali materiali possono concorrere alla soglia del 5%
Il CAM non elenca materiali specifici, ma applica le definizioni generali di materia riciclata, recuperata e sottoprodotto.
Nella pratica professionale possono essere computati:
- Aggregati riciclati da C&D (frantumazioni certificate, calcestruzzo demolito riciclato, scarti da prefabbricazione);
- Filler di riciclo e polveri da processi industriali;
- Sottoprodotti industriali idonei alla produzione di calcestruzzo secondo UNI EN 12620;
- Aggiunte minerali (es. loppa d’altoforno, ceneri volanti, fumo di silice), se qualificate come sottoprodotti ai fini CAM.
Non tutte le aggiunte, infatti, sono automaticamente conteggiabili.
Le modalità di verifica
A. Relazione CAM di progetto (criterio 2.1.1)
Il progettista deve dimostrare:
- come il criterio è stato recepito;
- quali materiali riciclati sono stati selezionati;
- quale percentuale è prevista;
- per quali elementi verranno utilizzati.
B. Attestazione del produttore di calcestruzzo
Nei primi 36 mesi dalla pubblicazione del CAM:
- è sufficiente dichiarare la percentuale totale di riciclato;
- non è richiesto indicare le frazioni nel dettaglio.
Dopo tale periodo saranno necessarie attestazioni più strutturate.
Impatti su progettisti, DL e imprese
Il criterio è semplice ma comporta impegni operativi:
Per i progettisti
- Il mix design con almeno il 5% di riciclato deve essere prescritto sin dal progetto esecutivo.
- Deve essere integrato nei capitolati e nella relazione CAM.
Per la Direzione Lavori
- Controllo documentale delle forniture (DDT, dichiarazioni);
- Verifica di coerenza tra progetto e prodotto realizzato.
Per i produttori di calcestruzzo
- Adeguamento delle schede tecniche;
- Organizzazione dei processi di tracciabilità dei materiali riciclati;
- Conciliazione tra requisito CAM e prestazioni richieste (UNI EN 206 + UNI 11104:2025).
Osservazioni critiche
L’analisi tecnica consente alcune riflessioni:
- Soglia del 5%
In teoria bassa e facilmente raggiungibile. Ma non sempre è facile trovare i materiali riciclati compatibili con le finalità di progetto, in particolare per opere ad alte prestazioni. Inoltre vi è una divergenza di principi con la UNI 11104: questa norma continua a non valorizzare l’uso di aggiunte; - Nessuna distinzione strutturale / non strutturale
Il criterio si applica a tutti i calcestruzzi.
Questo potrà generare richieste di chiarimento per opere critiche; - Tracciabilità reale
Il riferimento alla “massa che rimane nel prodotto finale” introduce un tema importante di controllo qualitativo; - Coordinamento con UNI 11104:2025
La nuova norma chiede di indicare aggiunte reattive, limiti di miscela e GWPc (Appendice D).
La convergenza tra norme tecniche e CAM dovrà essere chiarita sul piano operativo.
Il nuovo CAM rappresenta un passo decisivo verso una maggiore integrazione tra economia circolare e materiali strutturali nelle opere pubbliche.
Il requisito del 5% introduce:
- un obbligo semplice ma significativo;
- un sistema documentale più rigoroso;
- una maggiore responsabilizzazione di progettisti, DL e produttori.
Il calcestruzzo, materiale cardine dell’edilizia italiana, mantiene la sua presenza in un perimetro di sostenibilità verificabile obbligatoria, con un impatto che certamente crescerà nelle future revisioni del CAM.
CAM Edilizia 2025: il commento di ATECAP
"La pubblicazione dei nuovi CAM Edilizia rappresenta un passaggio importante, ma non privo di criticità. Il principio alla base del criterio per favorire l’impiego di materiali riciclati nel calcestruzzo è condivisibile e in linea con gli obiettivi della transizione ecologica. Tuttavia, la reale capacità di applicare questa prescrizione è oggi fortemente condizionata da un mercato degli aggregati di recupero ancora troppo limitato, disomogeneo sul territorio e privo di volumi adeguati per sostenere in modo strutturale una domanda crescente.
Oggi il tasso di sostituzione degli aggregati naturali con materiali di recupero è fermo al 2,5%, e l’utilizzo di aggregati riciclati idonei all’impiego strutturale non supera lo 0,58%. In molte aree del Paese le imprese sono costrette a percorrere anche centinaia di chilometri per reperire aggregati che rispettino i requisiti previsti dai CAM: un paradosso che contraddice sia la logica economica che quella ambientale.
Accogliamo con favore la deroga transitoria di trentasei mesi sulla dichiarazione delle singole frazioni di RRS: una scelta di buon senso che evita, nell’immediato, ricadute operative insostenibili. Ma resta il fatto che, senza un intervento organico sul sistema dell’economia circolare, i CAM rischiano di trasformarsi da leva di innovazione a vincolo difficilmente realizzabile.
Servono misure coerenti e coordinate: la diffusione della demolizione selettiva, un quadro normativo chiaro sulle regole di utilizzo dei materiali da recupero, una fiscalità che renda meno conveniente il conferimento in discarica, incentivi e premialità per le stazioni appaltanti, e un impegno forte nella formazione dei progettisti. Solo così potremo far crescere davvero il mercato dei materiali riciclati e sostenere la transizione verso un calcestruzzo sempre più sostenibile.
Atecap continuerà a rappresentare con determinazione queste esigenze nei tavoli istituzionali, nella convinzione che il sistema Paese debba dimostrare di saper reagire con responsabilità e visione, trasformando una sfida complessa in un’opportunità concreta per l’intera filiera delle costruzioni."
>>> Giuseppe Ruggiu - Presidente ATECAP
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