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PNRR e infrastrutture per la mobilità sostenibile: il programma della missione 3

I PNRR nascono per attuare riforme di vario tipo per superare il dissesto economico generato dal covid. In questo approfondimento, il professore e ingegnere Guido Caposio ne tratta le missioni e il quadro finanziario, la loro programmazione e il relativo monitoraggio, spostando poi l'attenzione sulla fase di sperimentazione dei treni ad idrogeno. Tutto questo partendo da un'analisi del Programma Next Generation EU.

PNRR: aree d'intervento e finalità

I PNRR, Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza europei, nascono dal Regolamento Europeo del 12-2-2021, redatte dall’UE, per attuare riforme di tipo:

  • Ambientale;
  • Sociale;
  • Amministrativo;
  • Giuridico;
  • Tecnico;
  • Economico.

con finalità di:

  • favorire crescite nazionali integrate;
  • superare il dissesto economico generato dalla pandemia da Covid.

A seguito dell’approvazione della corretta redazione dei piani allineati al Regolamento Europeo, vengono erogati, per stati di avanzamento, i fondi stanziati.

Il Covid genesi degli interventi economici europei

  • L’origine della pandemia da Covid data il 31-12-2019, quando le autorità cinesi riferirono all’Oms l’emergenza per diversi casi di una misteriosa polmonite. L’epicentro si ebbe a Wuhan, città cinese di 11 milioni di abitanti, nell’Hubei. In pochi giorni si riscontrarono di 41 casi. Molti dei contagiati lavoravano al mercato del pesce e animali vivi di Huanan, in centro città;
  • In Italia il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in data 31-1-2020, confermò i primi due casi di contagio in Italia su due turisti cinesi. Il primo ministro dichiarò l’emergenza sanitaria nazionale, giustificando le misure prese e ribadendo che la verità è l’antidoto più forte e la trasparenza è il primo vaccino di cui dotarsi;
  • Il 23-2-2020 scattò l’implementazione delle zone rosse in 11 comuni tra Lombardia e Veneto, tra cui Codogno e Vo’ Euganeo;
    Venne istituito il divieto di accesso o di allontanamento dal territorio comunale e la sospensione di manifestazioni, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale;
  • Nel marzo 2020 la situazione precipitò. I casi aumentarono e così pure i decessi. Il governo chiuse la Lombardia, e poi il Paese. Tutta l’Italia fu in lockdown;
  • Le preoccupazioni delle conseguenze economiche globali a causa del virus investirono i mercati finanziari. L’11-3-2020 Piazza Affari chiuse la seduta più difficile della sua storia con un tracollo dell'indice Ftse Mib del 16,92%;
    Due giorni dopo Wall Street segnò il peggior calo giornaliero dal 1987 della Borsa Americana con -12% (Schema 1);
  • A maggio 2020 la Commissione europea propose il piano Next Generation EU (NGEU) per l’UE per stimolare l’economia, insieme a una nuova proposta per il bilancio a lungo termine dell’UE (2021-2027).
Andamento degli indici FTSE Mib e Dow Jones nel 2020

Le proposte furono oggetto di negoziati tra Parlamento Europeo, stati membri al Consiglio e i leader dell’UE.

Il Programma Next Generation EU

Il piano Next Generation EU (NGEU), con un cambiamento epocale, contribuirà a fornire la base per integrare economie e società dei paesi europei attraverso la transizione ecologica e digitale.
Le nuove tecnologie, in questo senso, possono migliorare l'efficienza energetica, dare slancio all'economia circolare, assicurare una migliore allocazione delle risorse, ma anche ridurre le emissioni, l'inquinamento, la perdita di biodiversità e il degrado ambientale di un’azienda.

Dunque con un investimento sul futuro dell’Europa e degli Stati membri per ripartire dopo l’emergenza Covid-19 è stata formulata, con una risposta coordinata, il programma Next Generation EU (NGEU). Al piano finanziario vengono affiancati i Quadri finanziari pluriennnali QFP. Tali quadri stabiliscono quanto l’UE investirà nei successivi 5-7 anni nei diversi programmi e progetti del NGEU

Il programma NGEU, suddiviso in 7 capitoli distinti, è principalmente uno strumento finanziario per il rilancio dell’economia, incorporato in un piano settennale 2021-2027 del valore di circa 1.800 miliardi di euro.

In esso, sinteticamente, sono previsti finanziamenti per lo sviluppo di tecnologie rispettose dell'ambiente con introduzione di veicoli e trasporti pubblici più ecologici, congiuntamente all’efficientamento degli edifici e spazi pubblici sotto il profilo energetico.

L’obiettivo fu:

  • la mitigazione del dissesto causato dalla pandemia del coronavirus;
  • contribuire al ripianamento dei danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria;
  • aprire la strada verso un futuro sostenibile.
I programmi NGU e QFP (fonte: Commissione Europea)

Il capitolo principale del programma è rappresentato dal Recovery and resiliency plans (RRF) che sviluppa la modalità di formulazione dei Piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR) che i vari Paesi dovranno sottoporre a Bruxelles per illustrare le modalità di spesa dei finanziamenti per la futura erogazione dalla UE. L'RRF è stato pensato per consentire agli Stati membri di elaborare opportune strategie volte a creare benefici tangibili per l'economia e per i cittadini di tutta l'Unione. L'UE confermerà la procedura di richiesta una volta che avrà ricevuto tutti i piani da parte degli Stati membri.

Lo Schema 2 rappresenta gli istogrammi di dettaglio dei singoli valori economici dei 7 capitoli del programma NGEU, del valore complessivo di 750 miliardi, incrementati dei corrispondenti valori dei Quadri finanziari pluriennali (QFP), pari a 171 miliardi.

Il valore complessivo di 921 miliardi è dunque ripartito tra l’81% di NGEU e 19% di QFP. Il piano dominante è rappresentato dal Recovery and resiliency plans (RRF), che incide all’incirca del 90% (673 miliardi) dei 750 miliardi complessivi di NGEU. Il valore totale di RRF è costituito da 313 miliardi circa di sovvenzioni e 360 miliardi di prestiti a tassi agevolati.

Il rimanente 10%, di NGEU, circa (75,5 miliardi), è distribuito fra i rimanenti capitoli del programma e più precisamente:

  • REACT EU (47,5 miliardi);
  • Sviluppo rurale (7,5 miliardi);
  • Fondo per la transizione giusta (10,5 miliardi);
  • InvestEu (5,6 miliardi);
  • RescEu (1,5 miliardi);
  • Orizzonte Europa (5 miliardi).
Riparto RRF (fonte: Commissione Europea)

Il programma NGEU comprende due strumenti di sostegno (REACT EU e RRF) agli Stati membri. REACT EU, con funzione di aiuto nella fase iniziale di rilancio delle economie degli stati membri, è stato concepito in un’ottica di più breve termine (2021-2022). RRF ha invece una durata di sei anni, dal 2021 al 2026.

Nello Schema 3 sono rappresentati gli istogrammi di riparto di RRF (313 miliardi di sovvenzioni) agli Stati membri. Gli istogrammi riportano i valori di erogazione al 70% in prima fase e del 30% in seconda fase.
L’erogazione all’Italia è prevista per complessivi di 69 miliardi di euro, di cui 48,3 miliardi in prima fase e 20,7 miliardi in seconda fase.

Il Regolamento RRF enuncia sei grandi aree di intervento (pilastri) sui quali i PNRR si dovranno focalizzare:

  • Transizione verde;
  • Trasformazione digitale;
  • Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;
  • Coesione sociale e territoriale;
  • Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale;
  • Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani.

Transizione verde

Il pilastro della transizione verde discende direttamente dallo European Green Deal e dal doppio obiettivo dell’UE di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 con il mantenimento naturale dell’effetto serra.

L’effetto serra è un fenomeno naturale da cui dipende la temperatura della superficie terrestre, dovuto alla presenza nell’atmosfera dei cosiddetti gas serra (anidride carbonica, metano, ossido nitroso, ozono e clorofluorocarburi). Il fenomeno è così chiamato per similitudine con quanto avviene nelle serre, cioè il mantenimento del calore ambientale. Una frazione di radiazioni solari che raggiungono la superficie terrestre viene riemessa sotto forma di raggi infrarossi, ovvero di energia termica. I gas serra riflettono gran parte di questi raggi irradiandoli nuovamente sulla terra e mantenendone così la temperatura di superficie. Quest’ultima si aggira sui 15 °C, mentre si calcola che in assenza dei gas serra sarebbe di circa −18 °C.

Con la combustione delle risorse fossili (carbone, petrolio, gas) l'uomo sta immettendo nell'atmosfera una quantità aggiuntiva di gas serra (32 Md di tonnellate, nel 2017, di CO2). Il surplus di gas serra sta potenziando l'effetto serra, aumentando la temperatura media del pianeta. Nell'ultimo secolo è crescita di +0,76°C. Il fenomeno è detto effetto serra antropico o antropogenico. Come conseguenze del surplus di gas serra si generano:

  • scioglimento dei ghiacciai;
  • innalzamento del livello del mare;
  • cambiamenti climatici;
  • ondate di calore;
  • periodi di siccità e aumento delle zone desertiche;
  • aumento dei fenomeni naturali estremi come alluvioni, tempeste, uragani e incendi.

Secondo le previsioni degli scienziati, nel XXI secolo la temperatura media del pianeta potrebbe crescere di +2°C. Il Green Deal europeo è una nuova strategia di crescita mirata a trasformare l'UE in una società giusta e prospera, dotata di un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva che nel 2050 non genererà emissioni nette di gas a effetto serra e in cui la crescita economica sarà dissociata dall'uso delle risorse.

Il primo obiettivo è ridurre entro il 2030 le emissioni di gas a effetto serra del 55% rispetto allo scenario del 1990.
Il regolamento del NGEU prevede che un minimo del 37% della spesa per investimenti e riforme programmata nei PNRR debba sostenere gli obiettivi climatici.
Inoltre, tutti gli investimenti e le riforme previste da tali piani devono rispettare il principio del non arrecare danni significativi all’ambiente.

Trasformazione digitale

La trasformazione digitale è il processo che sostituisce completamente le modalità manuali, tradizionali e storiche di fare business con le alternative digitali più recenti.
Questo tipo di rivoluzione abbraccia tutti gli aspetti di un'azienda e non solo la sua tecnologia.

Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva

La strategia Europa 2020 deve consentire all'UE di raggiungere una crescita:

  • intelligente, attraverso lo sviluppo delle conoscenze e dell'innovazione;
  • sostenibile, basato su un'economia più verde, più efficiente nella gestione delle risorse e più competitiva;
  • inclusiva, volta a promuovere l'occupazione e la coesione sociale e territoriale.

Coesione sociale e territoriale

L’Unione europea deve sviluppare tramite i PNRR un’azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale al fine di promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme del suo territorio.
In particolare, tramite questa azione l’Unione mira a favorire lo sviluppo equilibrato del territorio UE, riducendo il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite.

Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale

Per quanto riguarda Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale, gli Stati membri devono rafforzare la propria capacità di risposta a shock economici, sociali e ambientali e a cambiamenti strutturali in modo equo, sostenibile e inclusivo.
La pandemia ha evidenziato la vulnerabilità dei sistemi sanitari di fronte a tassi di contagio elevati e altre debolezze strutturali. La crisi economica ha ridotto la capacità degli Stati membri di crescere, e ha esacerbato gli squilibri e le disparità territoriali.
Si deve pertanto puntare a rafforzare le catene di approvvigionamento e le infrastrutture industriali e sanitarie.

Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani

Le riforme e gli investimenti nella prossima generazione, i bambini e i giovani, sono essenziali per promuovere:

  • istruzione e competenze, comprese le competenze digitali;
  • politiche di investimento nell’accesso e nelle opportunità per i bambini e i giovani relative all’istruzione, alla salute, all’alimentazione, all’occupazione e all’alloggio;
  • politiche che colmino il divario generazionale in linea con gli obiettivi della garanzia per l’infanzia e dei giovani.

L'ARTICOLO CONTINUA NEL PDF ALLEGATO...

Si ringrazia l'Ordine degli Ingegneri di Torino per la gentile collaborazione.


Indice dei contenuti del documento

  1. Il covid: genesi degli interventi economici europei;
  2. Il programma Next generation EU;
  3. Componenti del RRF nel PNRR italiano;
  4. Il settore trasporti nel PNRR italiano e nel fondo complementare;
  5. Erogazione prima rata del PNRR.

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Guido Caposio

Professore Associato - Dipartimento di Ambiente, Territorio e Infrastrutture - Politecnico di Torino

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