Politiche e uso del laterizio nelle residenze universitarie: prestazioni, durabilità e coerenza urbana
La carenza di posti alloggio per studenti ha imposto strumenti normativi e finanziari dedicati alle residenze universitarie. La legge 338/00 e i fondi PNRR hanno sostenuto nuovi interventi e recuperi edilizi, con attenzione a sostenibilità, rigenerazione urbana e qualità dell’involucro. In molti casi il laterizio ha garantito continuità materica e integrazione nei contesti storici consolidati.
Di seguito si ricostruisce l’evoluzione delle politiche italiane per l’housing universitario, dalla legge 338/2000 ai più recenti bandi PNRR. Sono analizzati meccanismi di cofinanziamento, procedure attuative, requisiti ambientali e vincoli temporali che regolano la realizzazione di nuovi posti letto. Un focus è dedicato agli interventi di recupero e rigenerazione urbana, dove l’impiego del laterizio, spesso faccia a vista, ha favorito l’integrazione architettonica e la qualità dell’involucro nei contesti storici e consolidati.
Le politiche dell'housing universitario in Italia
L’incremento della mobilità studentesca ha comportato un aumento della richiesta di posti alloggi. Con l’obiettivo di rispondere a tale domanda, molti Paesi hanno intrapreso politiche finalizzate alla realizzazione di alloggi universitari. In Italia la L. 338/00 costituisce un primo esempio di programma organico pluriennale specificatamente dedicato al cofinanziamento statale per interventi riguardanti l’adeguamento dei posti alloggio esistenti e l’incremento del numero di posti alloggio per studenti universitari. A partire dal 2022 sono stati introdotti nuovi finanziamenti pubblici legati al PNRR.
Lo stato dell’arte
Il “Processo di Bologna” del 1999, e le riforme del sistema universitario, hanno comportato un considerevole aumento della richiesta di posti alloggi. Alcune Nazioni disponevano già di un numero significativo di alloggi da destinare a questa specifica utenza, mentre altre erano decisamente più indietro: Italia (2%) e Portogallo (4%), all’inizio del secolo, erano le Nazioni che presentavano le criticità maggiori in termini di rapporto tra studenti universitari e disponibilità di posti alloggio ad essi destinati.
È a partire dal 2000 che l’allora Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica redige un apposito strumento normativo, la legge del 14 novembre 2000, n. 338, che, in abbinamento con la Legge del 23 dicembre 2000, n. 388, costituisce il primo programma di finanziamento statale organico pluriennale finalizzato ad una specifica tipologia di abitare sociale e di utenza: la residenza studentesca universitaria.
La legge, ampliando la platea dei soggetti coinvolgibili nella realizzazione e gestione delle residenze universitarie, prevede, per alcuni soggetti statali e non statali la possibilità di richiedere un contributo pubblico per realizzare, o mettere a norma, posti alloggio e residenze per studenti universitari.
Il recente programma Next Generation Europe, con la Missione 4, Componente 1, Riforma 1.7 del PNR, “Alloggi per studenti e riforma della legislazione in materia di alloggi per studenti”, ha messo a disposizione un ulteriore investimento per l'Italia con l'obiettivo di raggiungere 100.000 posti alloggio entro il 2026.
I programmi pluriennali attuazione ai sensi della legge 338/00
La procedura prevede che dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei Decreti Ministeriali Attuativi della legge (ad oggi ne sono stati pubblicati cinque) i soggetti interessati abbiano avuto a disposizione un tempo definito per presentare un progetto di livello esecutivo, o inferiore, oltre ad una serie di documenti tecnico-amministrativi finalizzati alla realizzazione e/o messa a norma di alloggi e residenze universitarie. Al termine della valutazione un’apposita Commissione propone al Ministro la graduatoria degli interventi ammessi al finanziamento e l’elenco delle domane escluse. Se accettata dal Ministro, la graduatoria viene pubblicata in appositi Decreti Ministeriali di Piano, che ripartiscono i fondi disponibili tra interventi ammessi finanziabili e interventi ammessi ma in attesa delle risorse necessarie.
Dalla pubblicazione dei Decreti di Piano partono i tempi entro i quali i beneficiari devono trasmettere eventuale documentazione integrativa. Infine, un’apposita convenzione tra MUR e soggetto beneficiario, definisce i diritti e i doveri di entrambe le parti e i termini per dare inizio ai lavori, pena la revoca del finanziamento concesso.
Ogni bando prevede un importo complessivo diviso per annualità e un finanziamento massimo pari al 50% (75% a partire dal V bando) del costo complessivo dell’intervento che, oltre ai lavori, può comprendere il valore dell’immobile, il costo dell’edificio e/o dell’area e parte del costo degli arredi e delle attrezzature. Il cofinanziamento concesso viene erogato previa verifica, da parte della Commissione, delle spese effettivamente sostenute. Il finanziamento statale, infatti, si configura come un rimborso spese, garantendo l’impiego delle risorse pubbliche per le finalità previste, evitando criticità dovute all’eventuale restituzione di importi stanziati e non utilizzati e riducendo sensibilmente le problematiche derivanti da rallentamenti o brusche interruzioni.
I bandi della legge n. 338/00
I primi quattro bandi sono caratterizzati da alcune lievi differenze che riguardano in parte le procedure per la richiesta del finanziamento e, in parte, gli standard minimi quali-quantitativi. Le integrazioni e le revisioni apportate negli anni sono state necessarie a causa dell’evoluzione normativa e per l’esigenza di superare alcune delle criticità manifestatesi durante il processo. L’obiettivo principale di tali modifiche è stato quello di incrementare il numero delle richieste (e conseguentemente il numero di posti alloggio) a volte anche a parziale discapito della qualità finale: a tal proposito occorre citare la riduzione delle unità ambientali obbligatorie e il ridimensionamento di alcuni standard quali-quantitativi minimi.
Complessivamente gli interventi inseriti nei primi quattro Decreti di Piano ammessi al cofinanziamento e attivi sono oltre 320 per circa 39.000 posti alloggio, dei quali circa 25.000 di nuova realizzazione.
Il quinto bando attuativo della legge introduce significativi cambiamenti nelle procedure di richiesta del finanziamento, mentre mantiene invariati gli standard minimi richiesti.
Le modifiche introdotte nel 2021 alla stessa Legge n. 338/00 hanno elevato l’importo massimo cofinanziabile al 75% del costo complessivo dell’intervento, hanno inserito specifici riferimenti ai temi della transizione digitale e rafforzato l’obiettivo di orientare gli interventi al recupero del patrimonio edilizio secondo il principio del green field. In sintesi, i cambiamenti hanno riguardato la completa digitalizzazione del processo, eliminando l’apparato cartaceo, l’introduzione obbligatoria del Building Information Modeling (BIM), del rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e dei principi del Do No Significant Harm (DNSH), secondo il quale gli interventi previsti dai PNRR non devono arrecare nessun danno significativo all’ambiente. Alcune delle modifiche introdotte, infatti, sono strettamente legate ai fondi stanziati nell’ambito del programma Next Generation Europe: circa 300 milioni di euro delle risorse disponibili (960 milioni di euro), infatti, erano stati inizialmente attribuiti al quinto bando della legge n. 338/00.
Altra introduzione significativa riguarda la possibilità di allegare alla richiesta di finanziamento un Progetto di Fattibilità Tecnico Economica, mentre, per ridurre il divario tra nord e sud del Paese, il 40% delle risorse complessive viene attribuito a interventi collocati nelle regioni del Mezzogiorno.
Inoltre, il quinto bando introduce vincoli temporali stringenti per formulare l’elenco dei progetti ammessi, e, soprattutto, abolisce gli obblighi della trasmissione della documentazione integrativa e della stipula della convenzione. Il Piano Triennale diviene lo strumento che regola i rapporti tra le due parti, e la data della sua pubblicazione definisce i termini entro i quali acquisire gli obblighi giuridicamente vincolanti per dare inizio ai lavori.
A seguito del D.M. n. 1046 del 26 agosto 2022 che, ai sensi dell’art. 19, stralcia dal V bando i 300 milioni di euro provenienti da fondi PNRR, il 29 dicembre 2022, con la legge n. 197, “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023”, il Parlamento, ha approvato lo stanziamento di ulteriori risorse per circa 300 milioni di euro, compensando quanto stralciato qualche mese prima.
A questi importi sono state aggiunte le risorse disponibili a seguito di economie provenienti dai bandi precedenti, per circa 28 milioni di euro che hanno portato lo stanziamento complessivo disponibile a oltre 492 milioni di euro (fig. 1).

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Laterizio faccia a vista nelle residenze universitarie finanziate dalla Legge 338/2000: strategie progettuali e casi premiati
Non è un caso che molte delle residenze universitarie finanziate con i fondi pubblici siano caratterizzate dalla presenza del laterizio. Strettamente connesso al fatto che molti degli interventi hanno riguardato il recupero del patrimonio edilizio esistente o la riqualificazione di aree degradate localizzate spesso all’interno dei centri storici e delle aree urbane consolidate, l’uso del laterizio faccia a vista ha rappresentato per i progettisti un ottimo strumento per far dialogare le nuove realizzazioni e ristrutturazioni con la città. A tal proposito è opportuno citare alcuni interventi, due dei quali, tra l’altro, vincitori del prestigioso premio Romano Del Nord alla miglior residenza universitaria finanziata ai sensi della legge 338/2000.
La residenza San Giobbe a Venezia (vincitrice dell’edizione 2023 del premio) localizzata nell’area dove Le Corbusier aveva progettato il nuovo ospedale della città lagunare, grazie all’uso del laterizio faccia a vista, in abbinamento con il metallo delle coperture e di porzioni di facciata, riesce a ricreare, sia con il disegno in pianta che con l’uso del mattone, ambiti urbani familiari ai veneziani. Emblematico, per tale intervento, come il progettista, per riqualificare e rigenerare l’area, con ottimi risultati, sia andato decisamente contro quanto lo stesso Le Corbusier aveva suggerito nel 1962 all’allora sindaco di Venezia, ovvero “«….impiegate il cemento armato e non cercate di copiare il vecchio mattone fatto a mano”.
Sempre nella città lagunare le residenze dei Crociferi e di Santa Marta sono caratterizzate dall’uso del laterizio faccia a vista. Nel primo caso, vincitore del 2019 del premio Romano Del Nord, il laterizio è stato lasciato a vista e pitturato di bianco anche negli interni, garantendo la luminosità richiesta ma lasciando evidente la trama materica del materiale; nel secondo intervento, l’obbligo del vincolo monumentale sui vecchi capannoni, ha restituito alla città edifici industriali di qualità, in abbinamento anche qui al metallo, altro materiale molto usato nella città vecchia.

A Firenze, nel Campus universitario di Sesto Fiorentino, trova spazio la residenza Villa Val di Rose (vincitrice del premio Romano Del Nord 2021) che oltre al recupero di una storica villa seicentesca, ha previsto l’ampliamento con la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica, completamente in laterizio facciavista, che con un linguaggio decisamente contemporaneo, riesce anche grazie al materiale di rivestimento utilizzato, a dialogare con le preesistenze.
Infine, il grande complesso residenziale all’interno del Campus di Fisciano a Salerno, con un’evidente ispirazione al maestro Louis Kahn, esplora il binomio tra geometrie e volumi ben definito e la forza espressiva del laterizio.

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FAQ tecniche – Residenze universitarie in laterizio: legge 338/00 e PNRR
- Che cos’è il programma di finanziamento per le residenze universitarie previsto dalla legge 338/2000?
È un programma pluriennale di cofinanziamento statale destinato alla realizzazione, ampliamento e messa a norma di posti alloggio per studenti universitari. Opera tramite bandi attuativi, graduatorie ministeriali e contributi erogati a rimborso delle spese effettivamente sostenute. - A cosa servono i bandi 338/00 e PNRR e in quali contesti trovano applicazione?
Consentono di incrementare l’offerta di posti letto attraverso nuove costruzioni, recupero di immobili esistenti, riuso di complessi dismessi e, nei bandi PNRR, anche acquisizioni e locazioni. Intervengono soprattutto in aree urbane consolidate, centri storici e campus universitari. - Quali requisiti tecnici e procedurali sono richiesti?
Il cofinanziamento può arrivare fino al 75% del costo complessivo, in funzione del bando. Sono richiesti rispetto dei CAM, principi DNSH, digitalizzazione dell’iter e, nel V bando, utilizzo del BIM. I termini per l’avvio dei lavori sono vincolanti. - Quali vantaggi offre il recupero in laterizio rispetto a soluzioni standard?
Nei contesti storici o vincolati, il laterizio faccia a vista facilita l’integrazione morfologica e materica con il tessuto urbano. Inoltre, consente di coniugare qualità architettonica, durabilità dell’involucro e coerenza con le preesistenze edilizie. - Quali indicazioni progettuali emergono per l’uso del laterizio nelle residenze universitarie?
L’impiego del laterizio è frequente negli interventi di recupero e ampliamento, soprattutto in abbinamento a metallo o strutture contemporanee. È necessario valutare compatibilità con vincoli monumentali, requisiti energetici e prestazioni dell’involucro in funzione del progetto.
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