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CAM Edilizia 2025 e laterizi: quali prove sono davvero accettate in gara e come evitare contenziosi

Nei CAM Edilizia 2025 il problema non è la mancanza di strumenti, ma la corretta gestione delle evidenze e dell’accreditamento. EPD, LCA e certificazioni esistono già: in gara conta la loro validità formale e coerenza con il decreto. L’intervista all'Arch. Gargari spiega quali prove sono accettate, dove nascono i contenziosi e come trasformare gli obblighi in vantaggio competitivo.

Il DM 24.11.2025 di adozione dei nuovi CAM Edilizia è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore il 2 febbraio 2026. Il testo è frutto di un lavoro triennale condiviso tra amministrazioni, associazioni di categoria (tra cui Confindustria Ceramica) e operatori del settore. Il decreto chiarisce il ruolo dei CAM nel Codice dei contratti pubblici (art. 57, comma 2) confermandone l’obbligo negli interventi edilizi pertinenti e allineandoli a Tassonomia UE, Direttiva EPBD e Regolamento CPR. Tra le novità: approccio olistico basato su salubrità e ciclo di vita, LCA/LCC semplificate, verifica dinamica estiva, riconoscimento dei sottoprodotti come RRS, revisione criteri per ceramica e laterizi, limiti più stringenti alle emissioni indoor.

L’articolo analizza, con il contributo dell’Arch. Caterina Gargari, quali prove sono realmente accettate in gara per dimostrare la conformità CAM 2025 dei laterizi. Il focus non è sull’assenza di strumenti, ma sulla corretta gestione di EPD, LCA e certificazioni accreditate, in coerenza con il nuovo Codice degli Appalti e il CPR.

Vengono chiariti i punti che generano contenzioso tra stazione appaltante, direzione lavori e impresa, e il ruolo strategico dell’esperto CAM nella raccolta e verifica delle evidenze.

  


Conformità CAM dei laterizi: EPD basta davvero? Differenze tra dichiarazioni ambientali, LCA e certificazioni di prodotto

Quali evidenze saranno “davvero” accettate in gara per dimostrare la conformità CAM dei laterizi (EPD, LCA, schede tecniche, certificazioni di prodotto/processo), e quali punti generano più contenziosi tra stazione appaltante, DL e impresa?

Arch. Caterina Gargari

Il legislatore ha definito nel criterio Verifica dei criteri ambientali e mezzi di prova la tipologia di certificazioni di prodotto ed etichette ambientali utilizzabili per la verifica dei diversi criteri, sottolineando il valore dell'accreditamento rispetto a schemi specifici degli organismi di valutazione della conformità chiamati a rilasciare le certificazioni.

L'attuale difficoltà per tutti gli attori della filiera a partire dalle aziende e per i progettisti, direttori dei lavori e imprese, non è quindi nella lettura del testo normativo ma nella effettiva conoscenza delle diverse (e numerose) certificazioni ed etichette disponibili sul mercato e sulla conoscenza delle regole di accreditamento. La presenza dell'esperto CAM nel team di progettazione, o come consulente dell'impresa, diventa quindi strategica nella raccolta e gestione di questa documentazione.

 

CAM Edilizia 2025 e laterizi: come aggiornare EPD e dichiarazioni ambientali per la conformità in gara pubblica

In che modo i produttori di laterizi devono aggiornare i processi di certificazione e i dati di prodotto (ad esempio EPD, dichiarazioni di sostenibilità) per rispondere ai requisiti CAM 2025 di gara, considerando anche i cambiamenti introdotti dal nuovo Codice degli Appalti?

Arch. Caterina Gargari

Il percorso di regolamentazione della dichiarazione delle prestazioni di sostenibilità dei prodotti da costruzione in relazione alle prescrizione del nuovo CPR ,in particolare rispetto al requisito 8 sull'Uso sostenibile delle risorse naturali, è in corso e non si concluderà a breve.

Le EPD costituiscono ad oggi l'unica etichetta contenente tutti gli indicatori di impatto ambientale cosi come individuati dal CPR e, in risposta ai dettami del criterio "Contenuti del capitolato speciale d’appalto", sempre più EPD hanno introdotto, nel capitolo "informazioni ambientali aggiuntive" anche l'informazione sul contenuto di riciclato/recuperato/sottoprodotto, in modo da costituire il documento di riferimento non solo per la realizzazione dello studio LCA, ma per la dimostrazione dei criteri del capitolo "Specifiche tecniche peri Prodotti da Costruzione", per la redazione del Piano Ambientale di Cantiere, del Piano di decostruzione e demolizione selettiva a fine vita e del Piano di riutilizzo, riciclo e recupero dei rifiuti da C&D.

Rispetto al CAM Edilizia 2022 il nuovo decreto non ha introdotto modifiche sostanziali sui certificati (salvo bandire l'utilizzo delle asserzioni ambientali auto-dichiarate ISO 14021), ma ne ha definito con maggiore chiarezza alcuni elementi essenziali, e i produttori italiani già da tempo si sono organizzati per rendere disponibili tali informazioni per un numero sempre maggiore di prodotti.

 

Applicazione dei CAM 2025 nelle piccole stazioni appaltanti: rischi interpretativi e criticità nella verifica dei prodotti da costruzione

Esiste un disallineamento tra la complessità dei requisiti CAM 2025 e la reale capacità delle stazioni appaltanti di interpretarli e verificarli? Quali rischi genera questo per i produttori di laterizi (esclusioni arbitrarie, richieste incoerenti, contenziosi)?

Arch. Caterina Gargari

I CAM chiedono indubbiamente a tutti gli operatori della filiera un salto di qualità in termini di competenza professionale. Ma "alzare l'asticella" è anche uno degli obiettivi strategici dei decreti. La corretta applicazione dei criteri CAM e la dimostrazione della rispondenza del progetto ai requisiti minimi sono responsabilità esclusiva del progettista.

Il criterio "Competenze dei progettisti e della direzione lavori " indica chiaramente che la stazione appaltante deve assicurarsi che la progettazione e la direzione lavori degli interventi venga affidata a soggetti competenti ed esperti, con preparazione multidisciplinare, abilitati all'esercizio delle professioni, sottolineando anche che l'identificazione più puntuale della figura dell'esperto CAM, e la premialità riconosciuta alla presenza di questa figura nel gruppo di progettazione o in affiancamento alla DL, risponde esattamente a questa esigenza.

Il nodo essenziale quindi non è a mio parere di natura tecnica, né risulta connesso alla tipologia di prodotto da costruzione , ma se vogliamo considerare la realtà soprattutto delle piccole stazioni appaltanti, è anche forse di natura economica dal momento che, a questa figura professionale, non è ad oggi riconosciuto e attribuito un compenso specifico.

 

CAM Edilizia 2025 favoriscono alcuni sistemi costruttivi? Analisi tecnica della neutralità rispetto ai laterizi tradizionali

I CAM 2025, così come formulati, favoriscono involontariamente alcuni sistemi costruttivi rispetto ai laterizi tradizionali? In che modo il settore può difendere e valorizzare le proprie prestazioni ambientali “di sistema” (durabilità, massa, ciclo di vita lungo)?

Arch. Caterina Gargari

La visione olistica dei CAM 2025, che superano l’approccio «per singolo elemento» facendo riferimento specifico agli obiettivi ambientali complessi nel ciclo di vita dell’opera (mitigazione climatica, uso efficiente delle risorse, benessere e tutela della salute) non favorisce ne penalizza alcun sistema costruttivo ne tantomeno alcun materiale poiché gli innumerevoli scenari (prestazionali, climatici, normativi, economici, di uso) e le esigenze di ogni specifico progetto guideranno di volta in volta il progettista nella scelta della soluzione ottimale sotto il profilo dei costi ambientali ed economici sottolineando come sia inopportuno (per non dire errato) promuovere modelli costruttivi standard o soluzioni tecnologiche invarianti rispetto invece alle numerose alternative del progetto, soprattutto dal punto di vista del profilo ambientale.

Tantomeno, comunque, verranno penalizzati quei materiali e sistemi che trovano appunto, nell'approccio olistico, nella durabilità, nella efficienza energetica espressa anche in termini di comfort termico, e qualità dell'ambiente indoor, caratteristiche essenziali di prodotto.

 

Durabilità come requisito progettuale nei CAM 2025: confronto tecnico tra laterizi e materiali a ciclo breve

Quanto i CAM 2025 riescono davvero a valorizzare la lunga vita utile dei laterizi rispetto a materiali a ciclo più breve? È possibile tradurre la durabilità in un vantaggio misurabile in LCA e punteggio di gara?

Arch. Caterina Gargari

La volontà del legislatore di sottolineare il valore architettonico e prestazionale del modello costruttivo tradizionale italiano è manifesta nell'obbligo di valutare gli impatti ambientali dell'edificio nel ciclo di vita con un orizzonte temporale di 100 anni. Ma tale riconoscimento di una caratteristica del patrimonio esistente, non mira a premiare un materiale piuttosto che un altro ma a costringere il progettista a considerare con maggiore attenzione la rilevanza che le scelte tecnologiche assumono nella fase di uso e di fine vita dell'edificio e a misurarne, attraverso lo studio LCA, l'impatto relativo rispetto alla fase di costruzione.

É importante sottolineare che la durabilità deve sempre essere valutata alla scala del sistema costruttivo e nello scenario specifico del progetto tenendo conto di come la durata teorica di vita di ogni singolo materiale possa variare quando il materiale diventa parte di un sistema che può essere soggetto a condizioni di stress (meccanico, climatico…) diverse dalle condizioni di riferimento. Ovvio comunque che materiali che sono non soltanto durevoli, ma che facilitano la realizzazione di sistemi costruttivi a bassa esigenza di manutenzione/sostituzione, come appunto i laterizi, possano veder valorizzata questa caratteristica nell’obbligatorietà della valutazione del modulo B4 del ciclo di vita.

La durabilità diventa quindi requisito del progetto a sottolineare la responsabilità che le scelte progettuali di oggi avranno sulla qualità del patrimonio edilizio del futuro. La valutazione combinata degli impatti lungo l'intero ciclo di vita dell'edificio, lungo non solo la fase di produzione e costruzione, ma anche di uso e fine vita consente una misura corretta e quantificata della prestazione di sostenibilità dell'opera, che l'operatore economico potrà ottimizzare e vedere premiata qualora la stazione appaltante preveda l'inserimento nel bando di gara dei criteri premianti relativi allo studio LCA.

 

Laterizi e prossimità produttiva: come dimostrare l’impatto ambientale ridotto nei CAM 2025

I criteri CAM 2025 legati a emissioni, trasporti e filiera corta possono diventare un vantaggio competitivo per i produttori di laterizi radicati sul territorio? Come dimostrare in modo credibile l’impatto della prossimità produttiva?

Arch. Caterina Gargari

Nei CAM Edilizia 2025 il criterio premiante relativo all’uso di materiali locali viene superato dallo studio LCA che in maniera esplicita permette di valorizzare l’impiego di materiali realizzati a partire da materie prime estratte e lavorate localmente, ed in stabilimenti di produzione limitrofi ai cantieri, attraverso la rendicontazione dei moduli A2-A4.

 

CAM 2025 e digitalizzazione dei laterizi: BIM, EPD digitali e passaporto dei materiali verso il nuovo CPR

I CAM 2025 spingono indirettamente verso una “materializzazione digitale” dei laterizi (BIM, database ambientali, passaporto dei materiali)? Le aziende sono pronte a gestire dati ambientali come asset strategico e non solo come adempimento?

Arch. Caterina Gargari

Il passaporto digitale del prodotto, cosi come definito dal nuovo CPR, è un documento ancora in divenire, nei contenuti e nelle modalità di interscambio dei dati, soprattutto quelli relativi alle caratteristiche ambientali, che costituirà una sfida importante a livello normativo e tecnico nei prossimi mesi. Il tavolo di lavoro CEN per la stesura di una norma armonizzata sulla Digitalizzazione delle EPD per il loro utilizzo nel BIM è stato appena avviato.

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