Rinasce lo Stadio Flaminio, 50 mila posti tra tutela storica e futuro. Pronto entro il 2032
La Lazio presenta il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio: 50 mila posti, tutela dell’opera di Nervi e nuovo anello sospeso. L’obiettivo è avere uno stadio di proprietà pronto entro il 2032.
"Costruire senza distruggere" è il concetto chiave del progetto per la nuova casa della Lazio
Uno stadio da 50 mila posti, moderno ma rispettoso della propria anima storica, pronto – nelle intenzioni – entro il 2032. È questa l’idea al centro del progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio presentato dalla Lazio questa mattina in conferenza stampa. Un piano ambizioso che punta a restituire vita a uno degli impianti più iconici dell’architettura sportiva italiana, trasformandolo nella futura casa di proprietà del club biancoceleste grazie allo sfruttamento del diritto di superficie.
A presentare il progetto è stato il presidente Claudio Lotito, che ha sottolineato come l’intervento non riguardi soltanto la società sportiva: «Non è un’operazione che interessa solo la Lazio, ma l’intera città di Roma, la sua storia urbanistica e la capacità di guardare al futuro». Accanto a lui anche l’architetto Pierluigi Nervi, nipote dell’ingegnere che progettò il Flaminio nel 1959 in vista delle Olimpiadi del 1960. «La ristrutturazione – ha spiegato – riprende il metodo di lavoro di mio nonno, ispirandosi ad alcuni suoi schizzi per l’ampliamento dello stadio Franchi di Firenze».
Progetto architettonico a cura di Studio Archea
Il cuore del progetto porta la firma di Marco Casamonti, fondatore dello studio Archea, già autore di importanti interventi come il nuovo stadio nazionale di Tirana, il Viola Park di Bagno a Ripoli e il restyling del Blu Energy Stadium di Udine. L’idea chiave è quella di “costruire senza distruggere”: un secondo anello sospeso verrà realizzato sopra la struttura esistente, senza toccarla, così da rispettare i vincoli architettonici dell’opera di Nervi. Sarà la Soprintendenza ai beni culturali a dover valutare la piena compatibilità dell’intervento con i vincoli di tutela.

Il nuovo anello consentirà anche di proteggere la struttura in c.a. del Flaminio, oggi segnata dal degrado
Il nuovo anello consentirà di portare la capienza complessiva dell’impianto a circa 50 mila spettatori: 20 mila posti nell’anello originario e altri 30 mila in quello sovrastante. Oltre ad ampliare la capacità, la nuova copertura avrà anche una funzione protettiva: la struttura in cemento armato del Flaminio, oggi fortemente segnata dal degrado dovuto agli agenti atmosferici, verrebbe così preservata nel tempo, insieme a un intervento di recupero delle parti ammalorate.
Sul fronte dei tempi, la Lazio punta a ottenere tutte le autorizzazioni entro il primo semestre del 2027, per poi avviare i lavori e completarli entro il 2031. L’obiettivo sarebbe candidare il nuovo Flaminio tra le sedi dell’Europeo 2032, che si giocherà in Italia e Turchia. Tuttavia, le scadenze imposte dalla Figc rendono questa ipotesi difficile da realizzare: l’elenco degli stadi candidati dovrà essere consegnato già entro la prossima estate.
Non mancano, però, gli ostacoli. Il primo riguarda proprio il via libera della Soprintendenza, chiamata a esprimersi su nodi delicati come il destino dell’attuale tettoia della tribuna centrale e sugli scavi necessari per la realizzazione dei piloni di sostegno del nuovo anello. Il sottosuolo dell’area del Flaminio è infatti ricco di reperti di epoca romana ed etrusca, un elemento che potrebbe rallentare l’iter.
Altro tema cruciale è quello della viabilità. Lo stadio sorge nel cuore della città e l’impatto su traffico e parcheggi preoccupa i residenti. Il progetto prevede un forte ricorso al trasporto pubblico, con parcheggi decentrati e collegamenti tramite navette. L’area è già servita da linee di tram e, secondo quanto riferito dalla Lazio, in futuro dovrebbe essere realizzata anche una fermata della nuova metropolitana a piazza Apollodoro, sebbene i tempi non siano brevi.
Il costo complessivo dell’operazione è stimato in circa 480 milioni di euro, di cui 150 milioni destinati alla riqualificazione urbana dell’intera zona. «Sono previsti più spazi verdi e nuove aree pedonali – ha assicurato Lotito –. Il quartiere ne uscirà migliore di come è oggi». Un progetto che promette di ridare centralità al Flaminio, tenendo insieme memoria architettonica e ambizioni sportive, ma che dovrà superare un percorso lungo e complesso prima di diventare realtà.
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