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Terzo condono edilizio e notifica irregolare, attenzione il diniego è legittimo se l'istruttoria è incompleta!

Il TAR della Sicilia, sentenza n. 889/2026, rigetta il ricorso contro il diniego di condono edilizio per mancata integrazione documentale in una domanda presentata ai sensi del terzo condono (L. 326/2003). Il giudice ritiene che il vizio della notifica non sia decisivo nel caso concreto, poiché il ricorrente aveva comunque avuto conoscenza dell’atto nel corso del procedimento.

L’articolo tratta dell’importanza di una documentazione completa per il condono edilizio di un immobile destinato ad abitazione principale. In particolare, il TAR della Sicilia, con la sentenza n. 889/2026 esamina un caso di diniego di un condono edilizio richiesto nel 2004 (presentato ai sensi della legge n. 326/2003, terzo condono) per mancata integrazione documentale. Il ricorrente ha contestato il provvedimento comunale sostenendo che la richiesta non fosse stata validamente notificata. Il TAR ha però ritenuto irrilevante il vizio formale della notifica, perché il richiedente aveva comunque conoscenza della richiesta (cd. conoscenza “aliunde”).


Terzo condono edilizio (L. 326/2003) e notifica irregolare

Nel caso di specie, il Comune aveva avviato, nel 2021, un’istruttoria chiedendo una serie di integrazioni documentali, per poi nel 2024 comunicare un preavviso di diniego e infine adottare un provvedimento definitivo:

istanza dichiarata improcedibile e condono negato.

Come anticipato, il ricorrente impugna il diniego sostenendo varie argomentazioni in particolare lamentando “(…) l’illegittimità perché assunto, in estrema sintesi: a) in violazione dell’art. 139 c.p.c. in quanto la richiesta di integrazione documentale non è stata validamente notificata nelle mani dell’interessata (motivi I e III); (…)”.

Il TAR respinge il ricorso in quanto il ricorrente era comunque venuto a conoscenza delle richieste dell’amministrazione.

Vediamo in dettaglio la risposta del giudice.

Integrazione documentale nel condono edilizio: irrilevante la notifica irregolare se c’è conoscenza

Il TAR precisa che “la comunicazione di avvio del procedimento, con contestuale richiesta di integrazione di n. 11 documenti – pure non validamente notificata dall’amministrazione perché la consegna a mani alla vicina di casa non è stata seguita dall’invio di una raccomandata – è stata validamente conosciuta aliunde dalla parte privata nel corso del procedimento, specificamente in occasione dell’accesso in seguito al preavviso di diniego, come anche ammesso a p. 3 del ricorso introduttivo.
Inoltre, la sig.ra *** ***:
- ha avuto legale contezza del motivo alla base della posizione provvisoriamente negativa della p.a., perché nel preavviso di diniego del ****** (invece correttamente notificato) era espressamente indicata quale causa la mancanza di documentazione;
- non ha depositato nemmeno nel processo i documenti richiesti dall’amministrazione e indicati come mancanti per l’istruttoria dell’istanza di sanatoria.
Ne consegue l’infondatezza del motivo perché articolato in via formalistica, senza dare evidenza agli altri fatti, pure rilevanti ai fini della legale conoscenza, che sono emersi in altre fasi del procedimento (...).”

Riassumendo...

Anche se la richiesta di integrazione documentale non è stata notificata correttamente, il ricorrente ne era comunque informato attraverso altre fasi del procedimento. Egli era infatti a conoscenza che il problema risiedesse nella mancanza di documenti, come indicato chiaramente nel preavviso di diniego regolarmente notificato, quindi ne consegue che il ricorso è respinto.

Morale?

Nel caso concreto, la mancata produzione della documentazione richiesta, unita alla conoscenza del procedimento, resta un elemento sufficiente a giustificare il diniego per un domanda di condono.

Scarica la sentenza in allegato

Keywords: condono edilizio, terzo condono edilizio, L. 326/2003, diniego condono, integrazione documentale, procedimento amministrativo.

Terzo condono edilizio e notifica irregolare - FAQ

1. Che cosa riguarda il terzo condono edilizio?
Il terzo condono edilizio è disciplinato dalla L. 326/2003 e consente la sanatoria di abusi edilizi entro limiti temporali e tipologici specifici.
La sua applicazione è subordinata alla completezza documentale dell’istanza e alla verifica istruttoria dell’amministrazione.
La mancata integrazione può compromettere la procedibilità della domanda.

2. Quando l’istanza di condono può essere dichiarata improcedibile?

Quando il richiedente non produce la documentazione richiesta entro i termini assegnati.
L’amministrazione può interrompere l’istruttoria e dichiarare l’improcedibilità.
Il presupposto è l’impossibilità di verificare i requisiti urbanistici ed edilizi.

3. La notifica irregolare della richiesta documentale invalida il procedimento?

Non necessariamente.
Se il soggetto ha comunque avuto conoscenza effettiva della richiesta, il vizio formale può essere considerato irrilevante.
Conta la conoscenza sostanziale del contenuto dell’atto.

4. Cosa si intende per “conoscenza aliunde” nel procedimento amministrativo?

È la conoscenza dell’atto acquisita tramite canali diversi dalla notifica formale.
Può derivare da accesso agli atti o da altri documenti del procedimento.
È rilevante ai fini della validità sostanziale della comunicazione.

5. Qual è il ruolo dell’integrazione documentale nel condono edilizio?

Serve a completare il quadro istruttorio necessario alla valutazione della sanatoria.
Senza documenti completi, l’amministrazione non può verificare la conformità urbanistica.
È un passaggio essenziale del procedimento.

6. Quali sono i principali rischi per il tecnico o il richiedente?

La mancata produzione dei documenti richiesti comporta il rigetto dell’istanza.
Anche vizi formali non incidono se la conoscenza del procedimento è provata.
Il rischio principale è la perdita definitiva della possibilità di sanatoria.

7. Quali criteri deve seguire il progettista nella gestione del condono?

Garantire completezza documentale fin dall’avvio dell’istanza.
Monitorare le richieste istruttorie e rispettare le scadenze.
Evitare impostazioni difensive basate solo su vizi formali del procedimento.

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