Addio a Gianandrea Barreca, l’architetto che progettava edifici capaci di prendersi cura della città
Il mondo dell’architettura piange la scomparsa di Gianandrea Barreca, architetto genovese e cofondatore dello studio milanese Barreca & La Varra, morto il 15 giugno 2026 all’età di 56 anni. La sua perdita interrompe prematuramente un percorso professionale e culturale ancora pienamente attivo, fatto di progetti, cantieri, ricerca e insegnamento.
Dalla stagione sperimentale del Gruppo A12 alla fondazione di Boeri Studio e Barreca & La Varra, Gianandrea Barreca ha attraversato oltre trent’anni di architettura italiana. Progettista, docente e ricercatore, ha legato il proprio nome al Bosco Verticale, al Nuovo Policlinico di Milano e a numerosi interventi residenziali, scolastici e direzionali, sviluppando una ricerca fondata sul dialogo tra costruzione, natura, paesaggio e trasformazioni urbane.
Barreca è stato protagonista di alcune delle trasformazioni che hanno maggiormente inciso sull’immagine contemporanea di Milano, ma il significato del suo lavoro supera le singole opere e la loro riconoscibilità.
Al centro della sua ricerca vi era una convinzione precisa: l’architettura non è un oggetto autonomo né un gesto formale isolato. È una presenza destinata a entrare nella vita dei luoghi, a confrontarsi con il territorio, con le persone, con gli elementi naturali e con le trasformazioni prodotte dal tempo.

Gianandrea Barreca: formazione, ricerca urbana e nascita del metodo progettuale
Dalla ricerca sulla città al Gruppo A12
Nato a Genova il 27 ottobre 1969, Gianandrea Barreca si forma come architetto in una stagione segnata da una profonda revisione dei modi di osservare e rappresentare la città contemporanea.
Nel 1993 è tra i soci fondatori del Gruppo A12, collettivo interdisciplinare impegnato nella realizzazione di seminari, ricerche, mostre e installazioni dedicate alla condizione urbana, con una particolare attenzione alle relazioni tra spazio pubblico, arte e contesto sociale.
L’attività del gruppo assume rapidamente una dimensione internazionale. I suoi lavori vengono presentati allo ZKM di Karlsruhe nel 1999, alla Biennale di Arte Contemporanea di Lubiana nel 2000, al MoMA PS1 di New York nel 2001, al CCA di Kitakyushu nel 2002 e alla Biennale di Shanghai dello stesso anno.
Seguono la partecipazione alla 50ª Biennale d’Arte di Venezia nel 2003, le esposizioni al Kröller-Müller Museum di Otterlo nel 2004, alla Biennale di Istanbul nel 2005, alla Biennale di Busan nel 2006, alla Barbican Gallery di Londra nel 2009, al Museo MA*GA di Gallarate nel 2012 e alla Triennale di Milano nel 2014.
Gruppo A12 partecipa inoltre alla settima, alla nona e all’undicesima edizione della Biennale di Architettura di Venezia. A questa esperienza si affianca una lunga collaborazione con Pitti Immagine Discovery per allestimenti e attività di ricerca.
È in questi anni che prende forma uno dei tratti più riconoscibili del lavoro di Barreca: la capacità di leggere l’architettura non soltanto come costruzione, ma come strumento di interpretazione dei fenomeni urbani e delle relazioni collettive.
Da Boeri Studio alla nascita di Barreca & La Varra
Barreca avvia l’attività professionale nel 1995. Nel 1999 fonda con Stefano Boeri e Giovanni La Varra Boeri Studio, esperienza destinata a diventare uno dei laboratori più influenti dell’architettura italiana tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio.
Lo studio affronta i temi della densità, dell’abitare, del paesaggio e della trasformazione metropolitana attraverso un lavoro nel quale progettazione, ricerca e analisi urbana procedono parallelamente.
Nel gennaio 2008, insieme a Giovanni La Varra, Barreca fonda lo studio Barreca & La Varra. La nuova realtà sviluppa un’attività ampia e articolata, che comprende edifici residenziali e direzionali, scuole, strutture sanitarie, interventi di housing sociale e grandi operazioni di rigenerazione urbana.
Quello tra Barreca e La Varra è stato un sodalizio professionale durato quasi trent’anni, basato su una concezione condivisa dell’architettura come processo collettivo. Un lavoro aperto al dialogo con ingegneri, paesaggisti, imprese, committenze, istituzioni e comunità, nel quale la complessità non veniva semplificata, ma assunta come materia del progetto.
Il Bosco Verticale e il verde come materia architettonica
Tra le opere sviluppate durante l’esperienza di Boeri Studio figura il Bosco Verticale di Milano, progettato con Stefano Boeri e Giovanni La Varra.
Le due torri residenziali realizzate nel quartiere di Porta Nuova hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra edificio alto e vegetazione. Il verde non è applicato alla costruzione come apparato ornamentale, ma entra nella struttura spaziale, ambientale e percettiva dell’architettura.
Alberi e arbusti diventano parte dell’involucro, modificano la percezione delle facciate, contribuiscono all’ombreggiamento e introducono una componente biologica capace di evolvere con le stagioni e con il trascorrere degli anni.
Divenuto uno degli edifici italiani più riconoscibili a livello internazionale, il Bosco Verticale ha aperto una discussione più ampia sulla biodiversità, sulla densificazione e sulle possibilità di reinserire la natura nei tessuti urbani ad alta intensità.
Dietro la forza iconica del progetto è possibile riconoscere uno dei temi costanti della ricerca di Barreca: il tentativo di costruire una relazione concreta e non meramente figurativa tra architettura, paesaggio e condizioni ambientali.
LEGGI ANCHE: Il Bosco Verticale conquista la Cina: ecco i progetti di Stefano Boeri Architetti
Il Nuovo Policlinico: l’ospedale come parte della città
La produzione di Gianandrea Barreca non può tuttavia essere ricondotta a una sola architettura. Con Barreca & La Varra ha lavorato per importanti realtà produttive e istituzionali, firmando, tra gli altri, il polo RCS MediaGroup, il quartier generale di Siemens Italia, l’edificio Bicocca 307 e il Campus Symbiosis della ICS Milan International School.

A questi si aggiungono numerosi interventi residenziali, scolastici e di housing sociale, nei quali la qualità dell’abitare viene affrontata attraverso il rapporto tra spazi privati, ambienti collettivi, verde e servizi.
Tra i progetti più significativi degli ultimi anni vi è il Nuovo Policlinico di Milano, sviluppato insieme a Giovanni La Varra e Stefano Boeri. L’intervento ridisegna una vasta porzione del centro storico attraverso un organismo sanitario ad alta complessità, concepito non come cittadella separata, ma come parte integrante della struttura urbana.
Il progetto riunisce funzioni ospedaliere, percorsi, spazi pubblici e aree collettive, ponendo sulla copertura un grande giardino pensile. Un elemento capace di trasformare il tetto dell’ospedale in un paesaggio riconoscibile e di introdurre la natura all’interno di un’infrastruttura tradizionalmente percepita come chiusa e specialistica.
Barreca non potrà assistere al completamento dell’opera, che rimarrà tuttavia una delle testimonianze più importanti della sua capacità di tenere insieme complessità tecnica, qualità degli ambienti e dimensione pubblica dell’architettura.
Nel lavoro di Gianandrea Barreca emerge una concezione del progetto distante dalla ricerca del gesto autoreferenziale o puramente spettacolare.
Per Barreca e La Varra, la responsabilità dell’architetto non terminava con la consegna dell’edificio. Le opere dovevano essere osservate anche dopo la conclusione del cantiere, verificando il modo in cui venivano abitate, utilizzate e trasformate.
I due progettisti hanno definito questo atteggiamento una forma di “cura di ritorno”: l’attenzione rivolta a ciò che accade all’architettura quando entra concretamente nella vita dei suoi utenti e della città.
Una posizione particolarmente significativa negli interventi di housing sociale, nelle scuole e negli edifici collettivi, dove la qualità non può essere misurata soltanto attraverso la composizione delle facciate o l’efficienza delle soluzioni tecniche.

Dipende soprattutto dalla capacità degli spazi di accogliere comportamenti differenti, favorire relazioni e adattarsi a necessità destinate a cambiare. L’edificio, in questa prospettiva, non è un prodotto concluso, ma una struttura disponibile all’uso, alla trasformazione e al tempo.

Un’architettura radicata nei luoghi
Pur avendo lavorato a progetti di grande scala e rilevanza internazionale, Barreca ha sempre mantenuto una forte attenzione per i caratteri specifici dei territori.
Milano è stata il centro principale della sua attività professionale, ma Genova e il paesaggio ligure hanno continuato a rappresentare riferimenti culturali e progettuali fondamentali. Il rapporto tra costruzione e morfologia, tra densità e natura, tra infrastrutture e conformazione geografica attraversa molte delle sue ricerche.
Il contesto non era interpretato come un limite da superare, ma come una materia da interrogare. Orientamento, vegetazione, percorsi, spazi aperti, preesistenze e condizioni climatiche entravano nel processo compositivo come elementi attivi.
Anche la sostenibilità, nel suo lavoro, non coincideva con la sola applicazione di dispositivi tecnologici o protocolli prestazionali. Era innanzitutto un criterio progettuale legato alla durata degli edifici, alla loro capacità di adattamento e alla qualità delle relazioni costruite con l’ambiente.

La formazione come parte del progetto
Accanto alla pratica professionale, Gianandrea Barreca ha svolto un’intensa attività didattica, scientifica e culturale. Dal 2004 ha collaborato con la Domus Academy di Milano. Dal 2006 al 2012 è stato direttore del Master in Urban Vision and Architectural Design e, dal 2013 al 2018, Scientific Advisor del Design Cluster. Tra il 2015 e il 2017 ha inoltre fatto parte del Domus Academy Metaphysical Club, spazio di confronto che ha coinvolto personalità innovative del panorama culturale internazionale.
Dal 2009 è stato docente a contratto di Composizione architettonica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova. Tra il 2015 e il 2018 ha insegnato anche nell’Italian-Chinese Curriculum della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia.
Dal 1998 al 2004 è stato responsabile del seminario itinerante di progettazione Villard per l’Università di Genova, mentre nel 2014 ha guidato per due semestri il programma “Pre-Pro” della Syracuse University a Firenze.
La didattica non rappresentava un’attività separata dal lavoro progettuale, ma un’estensione della ricerca. Insegnare significava costruire strumenti di lettura della città, mettere in discussione soluzioni consolidate e trasmettere agli studenti la necessità di confrontarsi con la complessità reale dei luoghi.
Alcuni progetti che hanno coinvolto i nostri partner
Cittadella dello Sport di Tortona: controllo accessi e gestione flussi con tornelli Kentaur e terminali Alvarado
Come garantire il controllo accessi nelle scuole? Le soluzioni dormakaba al Campus ICS Symbiosis Milano
Architettura, acqua e nuove forme dell’abitare
Barreca ha curato diverse pubblicazioni nate dalle attività di ricerca sviluppate con la Domus Academy. Tra queste, Canton Ticino: Territory of a New Modernity, pubblicata in tre edizioni, e New Water Anthropology, raccolta di studi dedicata alla relazione tra acqua e architettura.
Il tema dell’acqua occupava un ruolo particolare nel suo lavoro. Non soltanto come risorsa o componente paesaggistica, ma come elemento capace di influenzare la forma degli insediamenti, le infrastrutture, l’abitare e la percezione dei territori.
Questi studi confermano la natura trasversale della sua ricerca, sempre collocata tra composizione architettonica, osservazione urbana, paesaggio e mutamenti ambientali.
Nel 2015 la NewSchool of Architecture & Design di San Diego gli ha conferito il Global Design and Innovation Award. Nel dicembre 2018 è stato nominato componente del Comitato tecnico-scientifico per l’Arte e l’Architettura Contemporanee del Ministero della Cultura, incarico successivamente confermato con la nuova composizione del Comitato del 2022.

I ricordi
>> Il messaggio con cui lo studio Barreca & La Varra ha comunicato la sua scomparsa
"Ciao Gianandrea, amico e compagno appassionato e geniale di tanti progetti e sogni, tra Genova, Milano e il mondo."
Architetto Stefano Boeri
"Carissimo Architetto,
il nuovo Padiglione Sforza porta con sé la materia del tuo sapere, della tua passione e del tuo profondo amore per l’architettura. Il Nuovo Policlinico di Milano custodisce un segno prezioso del tuo lavoro e della tua visione e ti è riconoscente. La tua opera continuerà a parlare nel tempo attraverso gli spazi che hai immaginato e realizzato con i tuoi colleghi.
Riposa in pace"
Policlinico, la Presidenza, il Consiglio di Amministrazione, la Direzione Strategica e Scientifica di Milano
La redazione di INGENIO si unisce al cordoglio per la prematura scomparsa, esprimendo la propria vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso.
Fonte:
Architettura
L’architettura contemporanea unisce tecnica, estetica e sostenibilità. Su INGENIO trovi articoli e guide su progettazione integrata, materiali innovativi, BIM e rigenerazione urbana, per progettare edifici efficienti e di qualità.
Città
Progettare e rigenerare le città per il futuro: su INGENIO articoli, guide e progetti su urbanistica, mobilità, ambiente e resilienza sociale.
Design
Il design in edilizia è progettazione integrata: INGENIO raccoglie articoli, soluzioni e tecnologie per affrontare estetica, funzione e innovazione nei progetti e nei cantieri.
Progettazione
La progettazione costituisce un passaggio fondamentale nell’intero processo edilizio, poiché determina in maniera significativa la qualità, la...
Rigenerazione Urbana
News e approfondimenti relativi alla rigenerazione urbana: i concorsi e i progetti, l’analisi di casi concreti, l’innovazione digitale, le norme e gli strumenti finanziari, i dati del mercato immobiliare, i pareri degli esperti.
Università
Università: su INGENIO articoli, progetti e innovazioni che uniscono formazione, ricerca e applicazione pratica nel mondo delle costruzioni.
Urbanistica
Con questo Topic "Urbanistica" raccogliamo tutte le news e gli approfondimenti che sono collegati a questo termine, sia come disciplina, che come aggettivo. Progettazione e programmazione urbanistica, gestione dello sviluppo delle città e dei territori e normativa inerente al tema.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
