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Analisi dei dati post-sisma: verso un sistema integrato per comprendere la ricostruzione

Il WP7 analizza e armonizza i dati delle ricostruzioni post-sisma per comprendere meglio tempi, costi ed efficacia degli interventi. L’obiettivo è trasformare l’esperienza dei terremoti passati in uno strumento operativo per il futuro.

L’analisi dei dati post-sisma rappresenta oggi uno snodo strategico per migliorare l’efficacia dei processi di ricostruzione e orientare le politiche di prevenzione. Il lavoro coordinato da Marco Di Ludovico nel WP7 di ReLUIS mira a mettere a sistema informazioni eterogenee su danni, vulnerabilità, tempi, costi e modelli di intervento, trasformandole in conoscenza utile per le decisioni pubbliche. Attraverso lo studio dei principali terremoti italiani e il confronto con esperienze internazionali, il progetto costruisce una base dati comparabile e strutturata. L’integrazione di approcci innovativi, come l’intelligenza artificiale, apre inoltre nuove prospettive per stime rapide e supporto operativo nelle fasi di emergenza e ricostruzione.


Obiettivo del WP7: un database strutturato che compari dati post-sisma provenienti da contesti diversi 

Il Work Package 7, coordinato da Marco Di Ludovico, è dedicato all’analisi dei dati post-sisma con l’obiettivo di costruire una base conoscitiva solida e omogenea sui processi di ricostruzione. Il lavoro si fonda su una rete di dieci unità di ricerca e su un costante dialogo con il Dipartimento di Protezione Civile, che accompagna e supporta le attività di raccolta e interpretazione dei dati. Il cuore del WP7 è la costruzione di un database strutturato che consenta di rendere comparabili informazioni che, per loro natura, provengono da contesti diversi, con procedure, modelli di intervento e sistemi di classificazione non sempre coerenti tra loro.

L’ambizione è quella di superare una lettura frammentata delle ricostruzioni post-sisma, mettendo a sistema dati su danni, vulnerabilità, tempi, costi degli interventi e quadro normativo, per poter analizzare in modo trasversale ciò che accade dopo un terremoto. Questo approccio consente non solo di leggere in maniera critica i processi nazionali, ma anche di avviare un confronto internazionale, elemento che rappresenta una delle principali novità dell’attuale progetto di ricerca.

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LEGGI L'APPROFONDIMENTO

 

Dal terremoto dell’Aquila al Centro Italia: leggere tempi, costi e livelli operativi

Una parte rilevante delle attività si concentra sull’analisi dei grandi eventi sismici italiani degli ultimi decenni. Dopo aver lavorato a lungo sui dati della ricostruzione post-sisma dell’Aquila 2009, oggi l’attenzione si è spostata in maniera significativa sul terremoto del Centro Italia 2016–2017, in stretto raccordo con gli Uffici Speciali per la Ricostruzione. L’obiettivo è comprendere come si intrecciano danno, vulnerabilità, agibilità, tempi e costi di intervento, mettendo in relazione i dati del rilievo di emergenza con quelli delle pratiche di ricostruzione.

Il modello parametrico adottato nelle ricostruzioni più recenti, basato sul concetto di “livello operativo”, rappresenta un passaggio chiave per interpretare i processi decisionali. Il livello operativo nasce dall’intersezione tra danno e vulnerabilità, valutati attraverso analisi di maggiore dettaglio rispetto alle schede AeDES compilate in emergenza, e diventa il parametro centrale per definire la tipologia di intervento e i massimali economici dei contributi. L’analisi condotta in Umbria, su migliaia di pratiche di ricostruzione e decine di migliaia di schede AeDES, mostra come i costi medi varino in modo significativo in funzione della severità del danno e delle caratteristiche tipologiche e di vincolo degli edifici.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il tentativo di correlare i dati “poveri” delle schede AeDES con il livello operativo, per comprendere se già nelle primissime fasi post-sisma sia possibile stimare, in modo attendibile, l’ordine di grandezza dei costi e dei tempi di ricostruzione. Questo tipo di analisi ha ricadute dirette sulla capacità di pianificazione delle risorse e sulla definizione delle priorità di intervento, soprattutto nei contesti territoriali complessi del Centro Italia, dalle Marche all’Abruzzo, dove si stanno studiando gli effetti combinati di eventi sismici successivi sugli stessi edifici.

 

Valutare l’efficacia degli interventi: quando la prevenzione fa davvero la differenza

Uno degli obiettivi più ambiziosi del WP7 è la valutazione dell’efficacia degli interventi realizzati in passato. Analizzare cosa è accaduto agli edifici già rinforzati o migliorati sismicamente in occasione di eventi successivi consente di misurare, con dati reali, quanto le strategie di mitigazione abbiano inciso sulla riduzione dei danni, sui tempi di recupero dell’agibilità e sui costi complessivi di ricostruzione.

Gli studi condotti su contesti come Norcia, colpita da più eventi nel corso degli ultimi decenni, mostrano come gli edifici oggetto di interventi abbiano mediamente riportato meno danni, minori costi di riparazione e una ridotta necessità di demolizione rispetto a quelli mai adeguati. Tuttavia, emergono anche casi in cui gli interventi precedenti non sono stati sufficienti a garantire una risposta soddisfacente, aprendo una riflessione critica sulla qualità, sull’adeguatezza e sugli obiettivi delle strategie di rinforzo adottate in passato.

Queste analisi vengono replicate in altri contesti, come Camerino nelle Marche, il Molise 1984 e l’Emilia 2012, con un’attenzione particolare al costruito produttivo e ai tempi di ripresa delle attività economiche. La possibilità di validare modelli semplificati di previsione delle prestazioni sismiche e dei costi di intervento rappresenta un ulteriore passo verso strumenti operativi di supporto alle decisioni, utili sia in fase emergenziale sia nella programmazione delle politiche di prevenzione.

 

Ricostruzione a confronto: dall’Italia al contesto internazionale

Il WP7 ha avviato anche un percorso di apertura al confronto internazionale, raccogliendo documentazione sulle procedure di ricostruzione adottate in altri Paesi e analizzando casi studio esteri. L’esperienza maturata in Turchia dopo il terremoto del 2023, con rilievi su numerosi edifici scolastici, ha consentito di osservare sul campo gli effetti di specifici interventi strutturali, come l’inserimento di pareti in cemento armato, che hanno mostrato una chiara riduzione dei casi di danno severo o collasso.

Questo tipo di confronto permette di arricchire il dibattito sulle politiche di ricostruzione, evidenziando analogie e differenze tra modelli decisionali, approcci tecnici e strumenti normativi. La sistematizzazione delle esperienze internazionali diventa così un tassello fondamentale per costruire una visione più ampia e consapevole delle strategie di risposta ai terremoti, evitando di leggere ogni evento come un caso isolato.

 

Intelligenza artificiale e dati “poveri”: nuove frontiere per la stima dei danni

Un fronte di ricerca particolarmente innovativo riguarda l’applicazione di tecniche di intelligenza artificiale alla catalogazione del danno e alla predizione degli impatti. La costruzione di un ampio database di immagini di edifici danneggiati, associato a informazioni validate sullo stato di danno, consente di addestrare sistemi in grado di riconoscere automaticamente le tipologie di danneggiamento a partire da documentazione fotografica. Parallelamente, l’estrazione automatica di informazioni dai report dei professionisti punta a ridurre i tempi e i costi della raccolta dati, oggi spesso affidata a processi manuali.

La prospettiva più interessante è quella di utilizzare modelli di machine learning per stimare rapidamente il livello operativo a partire dai dati essenziali delle schede AeDES. In questo modo sarebbe possibile, già nelle prime fasi post-evento, ottenere una valutazione preliminare delle perdite attese, dei tempi di ricostruzione e della quota di edifici per cui la demolizione potrebbe rappresentare la soluzione più appropriata. Si tratta di uno snodo cruciale per rendere più efficaci e tempestive le decisioni pubbliche, trasformando il patrimonio di dati raccolto negli anni in uno strumento operativo a supporto della gestione dell’emergenza e della pianificazione della ricostruzione.

 

DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI MARCO DI LUDOVICO.


Il testo è stato elaborato mediante la registrazione dell'intervento, con l'aiuto dell'IA.

 

IN SINTESI
-Costruzione di un database omogeneo sui processi di ricostruzione post-sisma, per rendere comparabili dati su danni, costi, tempi e vulnerabilità.
-Analisi delle ricostruzioni in Abruzzo 2009 e Centro Italia 2016–2017, con particolare attenzione al modello del livello operativo.
-Valutazione dell’efficacia degli interventi pregressi nel ridurre danni, costi di ricostruzione e necessità di demolizione.
-Confronto tra politiche e pratiche di ricostruzione a livello nazionale e internazionale, con casi studio come la Turchia 2023.
-Applicazione di tecniche di intelligenza artificiale per il riconoscimento del danno da immagini e la stima rapida di costi e impatti.
-Ricadute operative per la pianificazione della ricostruzione e per le politiche di prevenzione e mitigazione del rischio sismico.

Video

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