Architetti, si insedia il nuovo Consiglio nazionale: Alessandro Panci alla guida del CNAPPC
Architetti e Piano Casa entrano al centro del nuovo mandato CNAPPC guidato da Alessandro Panci. La nuova consiliatura punta a rafforzare il ruolo pubblico dell’architetto nei processi di rigenerazione urbana, qualità del progetto, legalità, riforme normative e tutela dell’interesse collettivo.
Il nuovo Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, guidato da Alessandro Panci dal 6 maggio 2026, apre una fase centrata su Piano Casa, rigenerazione urbana, concorsi di progettazione e riforma ordinistica. L’obiettivo è rafforzare il ruolo dell’architetto non solo come tecnico, ma come figura di garanzia per qualità dello spazio costruito, legalità, sicurezza, paesaggio e interesse pubblico.
Nuovo CNAPPC, parte il mandato Panci: architetti al centro di casa, città e riforme
Con l’insediamento del nuovo Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori si apre una fase importante per la professione. Alla guida Alessandro Panci, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo pubblico dell’architetto nei processi di trasformazione urbana, nelle politiche abitative e nelle riforme normative.
Si apre una nuova stagione per gli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiani. Dal 6 maggio 2026 è in carica il nuovo Consiglio nazionale degli Architetti PPC, guidato da Alessandro Panci.
L’insediamento del nuovo CNAPPC non rappresenta soltanto un passaggio ordinistico, ma arriva in un momento in cui la professione è chiamata a misurarsi con alcune delle principali sfide del Paese: il Piano Casa, la rigenerazione urbana, il contenimento del consumo di suolo, la qualità dello spazio pubblico, la tutela del patrimonio, la semplificazione normativa e il rafforzamento della centralità del progetto nei processi decisionali.
La nuova consiliatura si presenta quindi come un banco di prova significativo: non solo per la rappresentanza della categoria, ma anche per la capacità degli architetti di tornare a essere interlocutori riconoscibili nelle scelte che riguardano città, territori e comunità.

Che cos’è il CNAPPC e quale ruolo svolge
Il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori è l’organismo nazionale della professione, istituito presso il Ministero della Giustizia. La sua origine risale alla Legge n. 1395/1923; l’attuale denominazione deriva invece dall’entrata in vigore del D.P.R. 328/2001, che ha ridefinito l’ordinamento professionale affiancando alla figura dell’architetto anche quelle di pianificatore, paesaggista e conservatore, comprese le sezioni iunior legate ai percorsi triennali.
Il Consiglio nazionale è composto da 15 membri eletti dagli Ordini provinciali e resta in carica cinque anni. Possono essere eletti consiglieri nazionali gli iscritti all’Albo professionale, nel limite di due mandati consecutivi.
La funzione del CNAPPC è ampia: rappresenta la professione a livello nazionale, coordina indirizzi e attività del sistema ordinistico, approfondisce le principali tematiche professionali attraverso i propri dipartimenti e interviene con determinazioni, pareri e interpretazioni su provvedimenti e norme che incidono sull’esercizio della professione.
Un ruolo importante è svolto anche dalle circolari inviate agli Ordini provinciali, che consentono un aggiornamento costante sui principali provvedimenti legislativi e regolamentari di interesse per architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.
Il sistema ordinistico: 105 Ordini provinciali e organismi territoriali
Il sistema ordinistico italiano si fonda sulla presenza di 105 Ordini provinciali distribuiti sull’intero territorio nazionale. Gli Ordini svolgono funzioni di magistratura di primo grado, garantiscono il corretto esercizio della professione e promuovono la cultura del progetto.
I Consigli direttivi degli Ordini provinciali sono eletti ogni quattro anni dagli iscritti. Accanto a essi operano organismi regionali, Consulte e Federazioni: strutture volontarie che riuniscono gli Ordini appartenenti allo stesso ambito geografico, con l’obiettivo di condividere iniziative, posizioni e strategie a tutela della professione.
La rappresentanza degli architetti si sviluppa anche a livello internazionale attraverso organismi che coordinano attività, promuovono il confronto tra sistemi professionali diversi e organizzano eventi dedicati alla qualità dell’architettura e del progetto.
Una rappresentanza nazionale più incisiva
La nuova fase del CNAPPC nasce con l’obiettivo di rafforzare la capacità della professione di incidere nei principali processi decisionali che riguardano città, territorio e patrimonio costruito. L’architettura, in questo quadro, viene intesa non solo come disciplina tecnica, ma come infrastruttura culturale e civile capace di orientare le trasformazioni del Paese.
Il nuovo Consiglio nazionale è chiamato a intervenire su dossier complessi, che richiedono competenze integrate e una visione di lungo periodo: politiche abitative, rigenerazione urbana, semplificazione edilizia, appalti pubblici, tutela del paesaggio, patrimonio storico, sostenibilità ambientale e qualità degli spazi collettivi.
Sono ambiti che incidono direttamente sul modo in cui si progettano, trasformano e governano le città. Non si tratta soltanto di questioni procedurali: in gioco ci sono la qualità dell’abitare, la sicurezza del patrimonio edilizio, la tutela dei territori, la riduzione del consumo di suolo e la capacità del progetto di generare valore pubblico.
Panci: architetto come presidio di legalità e cultura
Uno dei messaggi centrali del nuovo mandato riguarda la volontà di rafforzare il ruolo dell’architetto come presidio di legalità e cultura al servizio della collettività.
Nelle prime dichiarazioni, Alessandro Panci ha richiamato la necessità di una responsabilità collettiva della professione nei confronti della società. Il CNAPPC dovrà quindi agire non solo come organismo di rappresentanza, ma come soggetto capace di contribuire alla costruzione di una visione contemporanea della professione.
La pluralità che caratterizza architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori viene letta come una risorsa e non come un elemento di frammentazione. Le competenze della categoria consentono infatti di affrontare in modo integrato questioni che oggi non possono più essere separate: qualità urbana, accesso alla casa, tutela del patrimonio, paesaggio, transizione ecologica, sicurezza del costruito, inclusione sociale.
Piano Casa e rigenerazione urbana: la sfida dell’abitare
Il tema dell’abitare è tra le prime priorità del nuovo mandato. Il Piano Casa nazionale viene interpretato dal CNAPPC come un ambito nel quale la professione deve offrire un contributo operativo, fondato su indirizzi chiari e sulla centralità della qualità progettuale.
La sfida è evitare che le politiche abitative siano ridotte a una risposta puramente quantitativa al fabbisogno di alloggi. Costruire o recuperare case significa anche interrogarsi sulla qualità degli spazi, sull’accessibilità dei servizi, sulle relazioni urbane, sulla sostenibilità degli interventi, sulla sicurezza e sulla capacità dei quartieri di generare comunità.
In questo quadro, la rigenerazione urbana diventa una leva strategica. Recuperare il patrimonio edilizio esistente, ridurre il consumo di suolo, promuovere la riqualificazione energetica e sismica, ricucire parti fragili della città e restituire valore agli spazi pubblici sono obiettivi che richiedono competenze progettuali solide e una visione di lungo periodo.
Il concorso di progettazione viene indicato come uno strumento da rafforzare e rendere più ordinario, perché consente di selezionare le migliori soluzioni sulla base della qualità, della trasparenza e del confronto tra proposte alternative.
I primi 105 giorni del nuovo mandato
Il nuovo Consiglio nazionale ha individuato nei primi 105 giorni una fase di avvio operativo dedicata al rafforzamento dell’organizzazione interna e degli strumenti a supporto del sistema ordinistico.
Tra le azioni previste rientrano la riforma dei regolamenti interni, la creazione di un Centro Studi, l’istituzione di un Centro Servizi per gli Ordini provinciali e il potenziamento della comunicazione istituzionale.
Questi interventi puntano a rendere il CNAPPC più strutturato, più riconoscibile e più capace di intervenire nel dibattito pubblico. La comunicazione, in particolare, non viene intesa soltanto come visibilità dell’ente, ma come capacità di spiegare ai cittadini il valore sociale dell’architettura.
La qualità del progetto incide infatti su aspetti concreti della vita quotidiana: sicurezza degli edifici, comfort abitativo, vivibilità dei quartieri, accessibilità, tutela del paesaggio, efficienza energetica, conservazione del patrimonio e bellezza dei luoghi.
Architettura come garanzia per i cittadini
Il mandato che si apre punta a riaffermare la professione come componente essenziale della qualità della vita. L’obiettivo è garantire ai cittadini che ogni intervento architettonico risponda a criteri di armonia, sicurezza, legalità e responsabilità verso il contesto.
In questa prospettiva, l’architetto viene riconosciuto come figura di garanzia: non solo progettista, ma professionista capace di presidiare i processi di trasformazione dello spazio, tutelando l’interesse pubblico e contribuendo alla costruzione di città più giuste, sicure e belle.
La sfida del nuovo CNAPPC sarà dunque duplice: da un lato rafforzare la rappresentanza della professione; dall’altro rendere l’architettura più presente nel dibattito sulle grandi scelte del Paese.
Casa, rigenerazione urbana, patrimonio, paesaggio e riforme normative saranno i terreni su cui misurare la capacità del Consiglio nazionale di incidere davvero sul futuro della professione e sulla qualità della vita delle comunità.
LEGGI L'INTERVISTA FATTA DA INGENIO
Alessandro Panci: “Serve un CNAPPC protagonista nella scrittura delle norme, non spettatore delle riforme”
La composizione del nuovo CNAPPC
Il nuovo Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori risulta così composto:
- Alessandro Panci | Presidente
- Salvatore La Mendola | Vicepresidente
- Veronica Leone | Vicepresidente
- Cristiano Guernieri | Segretario
- Francesco Livadoti | Tesoriere
Consiglieri:
- Laura Carbognin
- Alessandro Izzi
- Michela Alessandra Locati
- Angela Panza
- Silvana Pellerino
- Roberto Ricci
- Patrizia Stranieri
- Serena Zarrini
- Silvia Pelonara, componente iunior
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FAQ TECNICHE: Architetti e Piano Casa: nuovo CNAPPC | Ingenio
Che cosa rappresenta il nuovo CNAPPC guidato da Alessandro Panci?
Il nuovo CNAPPC rappresenta l’organo nazionale di riferimento per Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
Con l’insediamento del 6 maggio 2026 si apre una nuova fase istituzionale per la professione.
Il mandato è orientato a rafforzare il ruolo pubblico dell’architetto nei processi che riguardano città, territorio, casa e qualità dello spazio costruito.
In quali contesti il nuovo mandato potrà incidere maggiormente?
I contesti principali sono rigenerazione urbana, Piano Casa, qualità dello spazio pubblico, recupero del patrimonio edilizio, concorsi di progettazione e riforme normative.
Il CNAPPC punta a essere interlocutore attivo nei processi decisionali che coinvolgono trasformazioni urbane, politiche abitative e governo del territorio.
Il valore tecnico sta nella capacità di connettere progettazione, interesse pubblico e norme.
Qual è il vantaggio di collegare Piano Casa e rigenerazione urbana?
Il collegamento evita di ridurre il Piano Casa a una sola risposta quantitativa al fabbisogno abitativo.
La rigenerazione urbana consente di orientare le politiche abitative verso recupero dell’esistente, riduzione del consumo di suolo, riqualificazione energetica e sismica.
In questo modo la casa diventa anche leva per migliorare qualità urbana, servizi, sicurezza e coesione sociale.
Perché il concorso di progettazione è indicato come strumento prioritario?
Il
concorso di progettazione
può rafforzare qualità, trasparenza e confronto tra soluzioni progettuali.
Nel quadro delle politiche pubbliche su casa e rigenerazione, consente di selezionare proposte non solo sulla base dell’offerta economica, ma della capacità di rispondere a bisogni urbani, sociali e ambientali.
È uno strumento utile per riportare il progetto al centro delle trasformazioni territoriali.
Che cosa prevedono i primi 105 giorni del nuovo mandato?
I primi 105 giorni sono indicati come fase di avvio operativo del nuovo Consiglio.Tra le azioni previste figurano riforma dei regolamenti interni, creazione di un Centro Studi, istituzione di un Centro Servizi per gli Ordini provinciali e potenziamento della comunicazione istituzionale. Questi strumenti servono a rendere il CNAPPC più strutturato, riconoscibile e operativo.
Fonte: NEWS OAR
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Piano Casa 2026
Approfondimento tecnico
Per comprendere il Piano Casa 2026 è necessario leggerlo non solo come misura emergenziale, ma come programma complesso che intreccia politiche abitative, rigenerazione urbana, edilizia pubblica, investimento privato e qualità tecnica degli interventi.
* Recupero degli alloggi ERP: interventi sugli immobili di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzabili, con opere di manutenzione straordinaria, adeguamento impiantistico, ripristino delle condizioni di abitabilità, sicurezza e agibilità.
* Housing sociale e canoni calmierati: sviluppo di nuovi modelli abitativi rivolti a famiglie, giovani, lavoratori, studenti e fasce intermedie della popolazione che non accedono facilmente né al mercato libero né all’edilizia popolare tradizionale.
* Rigenerazione urbana e patrimonio esistente: valorizzazione di immobili pubblici e privati sottoutilizzati, recupero di aree degradate, riuso edilizio e contenimento del consumo di suolo.
* Procedure urbanistiche ed edilizie: raccordo tra Piano Casa, strumenti urbanistici comunali, DPR 380/2001, regolamenti edilizi, titoli abilitativi, convenzioni urbanistiche, standard territoriali e norme regionali.
* Qualità tecnica degli interventi: attenzione a sicurezza strutturale, prevenzione sismica, efficientamento energetico, salubrità indoor, accessibilità, durabilità delle soluzioni costruttive e sostenibilità dei materiali.
* Sostenibilità e protocolli ambientali: possibile integrazione con criteri ESG, CAM Edilizia, DNSH, protocolli LEED, BREEAM, WELL, ITACA e altri sistemi internazionali di valutazione della qualità ambientale e prestazionale degli edifici.
* Partenariato pubblico-privato: coinvolgimento di operatori immobiliari, fondi, imprese, cooperative, enti locali e soggetti gestori per ampliare la capacità di investimento e accelerare la realizzazione degli interventi.
* Cantierizzazione e tempi di attuazione: uno dei nodi decisivi sarà la capacità di trasformare le risorse disponibili in cantieri effettivi, con progettazioni mature, procedure snelle, controlli adeguati e una chiara regia tra Stato, Regioni, Comuni e soggetti attuatori.
* Impatto sul mercato delle costruzioni: il Piano potrà generare domanda per imprese, progettisti, produttori di materiali, tecnologie per l’efficienza energetica, sistemi impiantistici, soluzioni per il recupero edilizio e servizi di gestione immobiliare.
Il Piano Casa 2026 punta al recupero degli alloggi popolari inutilizzabili, allo sviluppo dell’housing sociale e alla rigenerazione del patrimonio edilizio. Una pagina tematica INGENIO per seguire norme, risorse, cantieri, strumenti finanziari, sostenibilità e opportunità tecniche per progettisti, imprese, enti pubblici e operatori immobiliari.
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