Comfort termico, requisiti energetici e modalità di verifica nei nuovi CAM Edilizia
I nuovi CAM Edilizia 2025 introducono valutazioni energetiche dinamiche, maggiore attenzione al comfort estivo e un approccio più strutturato alla sostenibilità. In questa intervista, Valeria Erba, presidente di ANIT, analizza gli impatti concreti su progettazione, materiali e competenze richieste ai professionisti.
Con l’entrata in vigore dei CAM Edilizia 2025, la progettazione degli edifici – in particolare per quanto riguarda involucro, prestazioni energetiche e sostenibilità ambientale – è chiamata a un salto di qualità.
Non si tratta solo di nuovi requisiti documentali, ma di un cambio di metodo: simulazioni dinamiche orarie, valutazione del comfort estivo e integrazione dell’approccio LCA spingono i progettisti verso una visione sistemica dell’edificio.
Ne parliamo con Valeria Erba, presidente ANIT, per comprendere quali sono le reali novità operative e come trasformare l’obbligo normativo in un’opportunità progettuale.
Le simulazioni dinamiche diventano centrali nella valutazione delle prestazioni energetiche
I nuovi CAM Edilizia introducono un cambio di paradigma più che un semplice aggiornamento normativo. Dal punto di vista dell’involucro edilizio e delle prestazioni energetiche globali, quali sono le novità che incidono davvero sulle scelte progettuali rispetto alla versione precedente?
I CAM 2025 non stravolgono i vecchi criteri 2022 ma introducono sicuramente alcune novità per quanto riguarda i limiti, le modalità di verifica e l’applicazione dei criteri. Se parliamo di prestazioni energetiche dell’edificio la novità sostanziale è che sarà necessario fare delle valutazioni in regime dinamico orario per valutare l’efficienza energetica estiva, non sarà più possibile verificare le prestazioni dei singoli componenti.
Comfort estivo: progettazione integrata e nuove competenze per i professionisti
I nuovi CAM rafforzano il ruolo delle simulazioni energetiche dinamiche e della verifica del comfort estivo: come cambia concretamente il lavoro del progettista e quali competenze diventano oggi indispensabili?
I progettisti dovranno conoscere il parametro di temperatura operante e saperlo valutare. Sarà necessario progettare in modo sinergico la componente opaca e quella finestrata e valutare i carichi interni.
La progettazione del comfort estivo non può essere demandata solo alle componenti opache o finestrate in modo disgiunto ma valutare tutti i contributi nella stagione calda in modo dinamico per singoli locali e non su singola struttura.
L’analisi dinamica oraria è sicuramente più complessa ma nella stazione estiva è la modalità più corretta e realistica per valutare il benessere.
LCA e materiali: più metodo, più documentazione, più responsabilità progettuale
L’introduzione più strutturata dell’approccio LCA incide direttamente sulla scelta dei materiali: come devono orientarsi i progettisti tra prestazioni energetiche, impatti ambientali e documentazione richiesta?
Viene introdotta nei nuovi CAM una metodologia di riferimento che indica le fasi da considerare e un elenco selezionato di elementi tecnici. Il rapporto LCA dell’edificio deve riportare i risultati dello studio per tutti gli indicatori obbligatori previsti dalla UNI EN 15804 ed indicare tre indicatori di riferimento, individuati tra gli indicatori primari di impatto ambientale di cui alla Tabella 8 della UNI EN 15978 o tra i parametri descrittori dell’uso di risorse energetiche primarie di cui alla Tabella 11 della UNI EN 15978 e di cui almeno uno deve essere il potenziale di riscaldamento globale GWP- total (GWP, Global Warming Potential). Tale valutazione non è però obbligatoria nei CAM.
I materiali possono contribuire alla migliore prestazione di sostenibilità in quanto rientrano nel bilancio globale.
Ai materiali isolanti nello specifico è richiesto di dimostrare la non pericolosità, per alcuni il rispetto di minime percentuali di riciclato e per i materiali isolanti termici di involucro è obbligatorio avere la marcatura CE.
Quanto sopra comporta che il professionista richieda autocertificazioni del produttore, certificazioni terze per il riciclato ( come EPD, Remade in Italy, Plastica seconda vita, …) e la DoP dove richiesto. Si ricorda che è il progettista che deve fare le verifiche con la corretta documentazione in mano.
Materiali isolanti: continuità normativa e attenzione a riciclato e certificazioni
Dal punto di vista di ANIT, quali sono le implicazioni più rilevanti dei nuovi CAM per i materiali isolanti, sia sul piano delle prestazioni termo-acustiche sia su quello ambientale e della salubrità indoor?
Per i materiali isolanti le regole non sono cambiate in maniera sostanziale salvo alcune variazioni sulle percentuali minime di riciclato e sulle modalità di certificazione che i produttori possono fornire.
Dai CAM come obbligo ai CAM come leva di qualità progettuale
Che consiglio darebbe a un progettista che vuole trasformare l’obbligo dei CAM non in un vincolo burocratico, ma in un’opportunità di qualità progettuale e competitività professionale?
I CAM sono oggi obbligatori per gli appalti pubblici ma in un’ottica futura potrebbero diventare un vincolo anche nel privato. Per questo motivo riteniamo che i professionisti dovrebbero cominciare a formarsi acquisendo tutte le competenze necessarie a poter redigere una relazione CAM ma anche per poter sviluppare progetti sempre più sostenibili.
ANIT sta redigendo una Guida CAM di approfondimento, dedicata ai Soci ANIT, che sarà disponibile a breve.
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