Città e crisi climatica: 3 strategie dal Nord Europa per adattarsi a caldo, alluvioni ed emissioni
Una mostra al Deutsches Architekturmuseum di Francoforte aiuta a capire, alle diverse latitudini, cosa hanno realizzato le città europee per adattarsi alla crisi climatica in atto. Tredici esempi virtuosi che rendono tangibili gli sforzi che piccoli e grandi centri urbani compiono per ridurre le emissioni e puntare alla neutralità climatica. Le esperienze di tre città del Nord Europa: Lappeenranta, Liepāja, Stoccolma.
Gli effetti del cambiamento climatico si fanno sentire soprattutto nelle città, nei grandi centri urbani, dove il livello di antropizzazione è molto elevato. Le conseguenze sono sotto i nostri occhi: temperature mai registrate prima d’ora, problemi sanitari alla popolazione anziana, piogge intense, esondazioni, venti fortissimi con effetti devastanti su edifici, boschi e alberate. Questi fenomeni dimostrano l’urgenza e l’indifferibilità di ripensare e riprogettare lo spazio pubblico.
Considerato che le città sono responsabili della maggior parte delle emissioni di CO₂, sono proprio le stesse ad avere una responsabilità particolare, ad esempio nella riconversione di infrastrutture e spazi pubblici. Diverse di loro puntano a diventare climaticamente neutrali entro i prossimi 15 anni. Ma cosa significa questo per il futuro, per la pianificazione, l'architettura e la vita nelle città?
In questo primo articolo (dei cinque che Ingenio pubblicherà, vale a dire un articolo per ciascuna delle regioni climatiche dell’Europa) raccontiamo tre dei 13 esempi di città europee che sono protagoniste di un’importante mostra dal titolo Too Hot - Heiße Städte, neue Wege (Città calde, nuove strade) inaugurata alcuni giorni fa al Deutsches Architekturmuseum (DAM) di Francoforte.
I casi presentati riguardano sia centri urbani di piccole dimensioni che metropoli di milioni di abitanti, collocate a latitudini differenti ed esposte a climi differenti. Tutte le città presenti alla mostra stanno rispondendo alla crisi climatica e tutte stanno adottando misure concrete per la protezione e l'adattamento al clima; lo spettro spazia da progetti edilizi e di pianificazione strategica a iniziative di cittadini organizzati.

Crisi climatica urbana: tre città del Nord Europa che stanno cambiando modello
Il contesto
Negli ultimi cento anni, le temperature in Europa sono aumentate in media di 2,4 gradi °C; in Germania addirittura di 2,5. Dal 1951 il numero di giorni caldi in Germania è aumentato del 208%. A livello globale, tra il 1995 e il 2024, oltre 832mila persone sono morte a causa di eventi meteorologici estremi, in particolare ondate di calore e tempeste.
Nell'ambito dell'Accordo di Parigi sul clima, 197 paesi si sono impegnati a limitare il riscaldamento a 1,5 gradi °C rispetto ai livelli preindustriali, ove possibile. Le proiezioni attuali, tuttavia, suggeriscono che questo obiettivo non verrà raggiunto: se le politiche in vigore rimarranno invariate, si prevede un riscaldamento di circa 2,8 gradi °C entro la fine del secolo.
Le città sono al contempo responsabili di tali fenomeni, soggette agli effetti del climate change e allo stesso tempo i motori chiave del cambiamento: le conseguenze della crisi climatica sono particolarmente evidenti in questi contesti, così come le disuguaglianze sociali.
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La mostra
Too Hot guida i visitatori attraverso diverse aree tematiche: le basi scientifiche e gli obiettivi politici, le infrastrutture urbane e i metodi per misurare il clima urbano.

Diversi esempi rendono tangibile la trasformazione degli spazi urbani: Copenaghen utilizza parchi e piazze come aree di ritenzione per le forti piogge; Vienna sta sperimentando la condivisione di energia e il raffreddamento di un intero isolato residenziale; a Parigi i tetti verdi installati sotto le storiche coperture in zinco abbassano significativamente le temperature estive; Barcellona sta raffreddando il suo tessuto urbano densamente edificato attraverso una rete di strade alberate e nuove piazze pubbliche. Diverse altre città stanno perseguendo cambiamenti strutturali a lungo termine: Lodz sta riportando alla luce i fiumi, integrandoli nel tessuto urbano come corridoi verdi. Lappeenranta coniuga l'educazione climatica con la transizione verso le energie rinnovabili. Liepāja sta ampliando il trasporto pubblico per ridurre il traffico automobilistico. Le iniziative della società civile completano questi approcci: a Totnes, gruppi di cittadini si stanno organizzando per l'eliminazione graduale dei combustibili fossili. Francoforte sul Meno, infine, mostra come i residenti si stiano battendo per la salvaguardia degli spazi verdi e dei corridoi di aria fredda.
L’esposizione suddivide i 13 casi in cinque regioni climatiche: Boreale, Atlantica, Alpina, Continentale e Mediterranea.
In questo primo articolo, che fa riferimento alla regione climatica Boreale, vengono sintetizzate le esperienze di tre città del Nord Europa: Lappeenranta, Liepaja, Stoccolma.
Lappeenranta (Finlandia)
La posizione di Lappeenranta sulle rive del lago Saimaa in Finlandia è fondamentale per il suo sviluppo: il lago costituisce un contesto naturale ideale per progetti di ricerca e formazione sui temi dell'energia e dell'ambiente. Qui si concentrano le attività della città, dell'università e dei partner regionali. Allo stesso tempo, il lago viene utilizzato attivamente per misure di adattamento climatico, come il ripascimento, la tutela della biodiversità, l'approvvigionamento di acqua potabile, la depurazione delle acque e la protezione dalle inondazioni.
La neutralità climatica
Lappeenranta aspira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2030 e allo scopo sta trasformando il proprio sistema di approvvigionamento energetico. Dopo aver abbandonato il gas naturale, il Comune sta dando priorità alle bioenergie, all'elettricità a impatto climatico zero e al recupero del calore di scarto industriale. In particolare, l'attenzione si concentra sul settore del riscaldamento, che spesso rappresenta la maggiore fonte di emissioni nelle città nordiche, garantendo al contempo prezzi energetici accessibili e stabili.
Allo stesso tempo, Lappeenranta è attiva nelle reti europee per promuovere gli obiettivi climatici e lo scambio di conoscenze. La sostenibilità è considerata in questo contesto un compito trasversale che unisce i settori dell'energia, dell'economia circolare, della biodiversità e dell'educazione ambientale.

Decarbonizzare il riscaldamento
Il sistema di riscaldamento a distanza di Lappeenranta consiste in una rete centralizzata che fornisce calore a numerosi edifici. Dopo l'abbandono del gas naturale, il Comune sta dando priorità alla bioenergia, all'elettricità da fonti rinnovabili e al calore di scarto industriale come fonti energetiche. Il calore viene immagazzinato in un sistema di accumulo di batterie. Un sistema di controllo supportato dall'intelligenza artificiale adatta in modo continuo la produzione alla domanda e ai prezzi. Gli edifici possono inoltre immagazzinare temporaneamente calore, riducendo ulteriormente l'uso di combustibili fossili e facilitando l'interfacciamento tra i mercati dell'elettricità e del riscaldamento. Essendo il sistema di proprietà del Comune, il consiglio comunale può fissare i prezzi a lungo termine in modo da garantire a tutti un approvvigionamento di calore accessibile e sostenibile, ulteriormente favorito dai bassi prezzi dell'elettricità.
Competenze climatiche e scuola
Tutte le scuole di Lappeenranta sono permanentemente collegate all'università Lut (università di Tecnologia di Lappeenranta-Lahti), specializzata in energie rinnovabili e sviluppo sostenibile. La collaborazione comprende progetti, workshop ed esperimenti su energia, economia circolare, acqua pulita e modelli di business sostenibili. Gli studenti esplorano fenomeni, identificano modelli in natura e creano collegamenti con le problematiche energetiche e ambientali regionali. Il programma, parte integrante del curriculum scolastico, coinvolge le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie, garantendo così pari accesso a un apprendimento basato su solide basi scientifiche.
Rinaturalizzazione del Pien-Saimaa
La parte occidentale del lago Saimaa, chiamata Pien-Saimaa, soffre di un elevato apporto di nutrienti, in particolare fosforo e azoto, e al contempo di una lenta rigenerazione delle acque. Di conseguenza, la qualità dell'acqua si sta deteriorando. Insieme a un'organizzazione per la conservazione della natura, il Comune sta sostenendo un programma di ripristino a lungo termine. Tra le altre misure, figurano la sistemazione delle zone paludose, il controllo dell'erosione e il miglioramento degli habitat ittici e delle aree di riproduzione. Il progetto è supportato da attività di educazione ambientale e dal coinvolgimento dei proprietari delle aree. La qualità dell'acqua del lago è migliorata in modo evidente.
Liepaja (Lettonia)
Situata tra il Mar Baltico e il lago che porta lo stesso nome, Liepaja è una città portuale ventosa, molto legata all'acqua. Il porto e la spiaggia sabbiosa lunga dieci chilometri hanno influenzato in modo determinante il suo sviluppo. Allo stesso tempo, la città è strettamente connessa alla sua storia industriale marittima.
La sua posizione geografica comporta notevoli rischi climatici, in particolare l’erosione costiera e le inondazioni. Nel 2023, ciò è diventato più che evidente quando il cedimento del terreno ha danneggiato un impianto di riciclaggio e i fanghi di depurazione si sono riversati nel Mar Baltico.
Rafforzamento del trasporto pubblico locale
Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030, Liepaja ha concentrato il suo impegno sul settore dei trasporti: il 46% delle emissioni è infatti causato dal traffico automobilistico, motivo per cui si sta ampliando il trasporto pubblico locale e la rete ciclabile. Soluzioni digitali come i sensori di flusso contribuiscono a ottimizzare la gestione del traffico cittadino.
Le reti tranviarie e ferroviarie sono state modernizzate e sono stati introdotti biglietti digitali a prezzi popolari (0,90 euro). Liepaja sta anche ampliando la sua rete di piste ciclabili e, con il supporto dell'unione europea, sta investendo nella micro mobilità, nella moderazione del traffico e nell'ammodernamento della stazione ferroviaria centrale per creare un hub di mobilità regionale.

Sfruttare la digitalizzazione
L'infrastruttura digitale viene utilizzata per promuovere la consapevolezza alla tutela del clima e alle questioni ambientali. Attraverso una piattaforma online, i residenti possono partecipare agli eventi, proporre progetti, prendere parte ai processi decisionali e richiedere l'accesso ai servizi comunali. Ciò consente di risparmiare risorse, ridurre l'uso dell'auto e abbassare i livelli di inquinamento atmosferico. L'app GaiaHub pubblica in modo trasparente i dati relativi alle emissioni di CO₂, ai volumi di traffico e alla qualità dell'aria.
Protezione costiera
Gli interventi umani, come la costruzione del porto nel XIX secolo e la maggiore frequenza delle tempeste, stanno accelerando il processo di erosione costiera. Per limitare le inondazioni e la perdita di territorio, il Comune ha installato una diga frangiflutti lunga 225 metri. Le opere di consolidamento costiero impediscono che la sabbia venga risucchiata in mare e proteggono l'impianto di depurazione da eventuali danni; in questo modo contribuiscono a prevenire l'inquinamento delle acque costiere.
Stoccolma (Svezia)
Stoccolma si estende su 14 isole alla confluenza del lago Mälaren con il Mar Baltico. Complessivamente, il 40% della città è costituito da superfici d'acqua e aree verdi. La crescita dell'area metropolitana sta tuttavia aumentando la pressione sulle risorse, sugli alloggi e sugli spazi aperti. In questo contesto, le autorità comunali hanno affrontato le questioni di sostenibilità già da molti anni: nel 1972 Stoccolma ha ospitato la prima Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente umano e nel 2010 è stata proclamata prima Capitale Verde Europea.
L'aumento della densità abitativa della sua area metropolitana limita anche lo sviluppo di spazi verdi a disposizione, mentre Stoccolma, come molte altre città europee, soffre di lunghi periodi di siccità, alternati da piogge torrenziali e rischi di alluvioni.

Per superare queste sfide, la municipalità si è posta l'obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2040. Per questo sono frequenti le piantumazione di alberi in città e si sta potenziando il sistema di protezione dalle inondazioni. I progetti di sviluppo urbano, incentrati sull'energia solare, sul riutilizzo dei rifiuti e sul risparmio idrico, hanno contribuito a ridurre le emissioni, pur mantenendo la crescita economica.
Edilizia a basse emissioni
Per raggiungere gli obiettivi climatici, Stoccolma sta inoltre lavorando alla riduzione delle emissioni di CO2 nei cantieri edili: la zona di sviluppo di Slakthusområdet (quartiere dei mattatoi) è diventata un banco di prova. Il primo appalto di lavori, senza combustibili fossili, risale al 2022. Le imprese di costruzione devono calciolare l’ammontare delle emissioni di CO₂ e impiegare esclusivamente macchinari elettrici. Nel 2025 è stato avviato il primo progetto interamente basato su macchine di cantiere elettriche. Entro il 2030 tutti i lavori di costruzione pubblici saranno realizzati senza l'utilizzo di combustibili fossili.
Miglioramento delle infrastrutture
La chiusa di Slussen separa il mare dal lago Mälaren, protegge l'acqua potabile di Stoccolma e riduce il rischio di inondazioni. Il secondo snodo di trasporto più grande della Svezia si estende proprio su di essa. Le strutture in cemento fatiscenti hanno reso necessaria la ricostruzione del sistema di chiuse e la progettazione di questo polo di trasporto municipale a prova di futuro: la nuova chiusa è stata progettata per durare cento anni, è in grado di gestire l'innalzamento del livello del mare e garantire allo stesso tempo portate d'acqua molto maggiori. La nuova gestione del traffico urbano dà priorità ad autobus e biciclette e riduce il traffico automobilistico, mentre lungo il corso d’acqua sono stati creati nuovi spazi ricreativi.
Gestire le risorse a livello locale
I progetti di costruzione di Stoccolma generano ogni anno circa 16 milioni di tonnellate di rifiuti, con un basso tasso di riciclo. Norra Djurgårdsstaden (Porto Reale) è attualmente uno dei più grandi distretti di sviluppo urbano europei e rappresenta una possibile soluzione al problema: dal 2019, infatti, la città gestisce un centro di smistamento e logistica per consentire il riciclo dell'80% dei materiali. Ciò evita il trasporto di diecimila carichi in discarica, riducendo del 25% il traffico nei cantieri e diminuendo le emissioni di CO₂ di 2.500 tonnellate.
FAQ TECNICHE: Adattamento climatico urbano: i casi di tre città del Nord Europa
Che cosa si intende per adattamento climatico urbano?
È l’insieme di politiche, interventi infrastrutturali e trasformazioni dello spazio urbano destinati a ridurre vulnerabilità ed esposizione agli effetti del cambiamento climatico. Comprende gestione delle acque meteoriche, contrasto alle isole di calore, resilienza delle infrastrutture, protezione costiera e adeguamento dei sistemi energetici. La UNI EN ISO 14090:2019 definisce principi e requisiti generali per l’adattamento climatico.
Quali strategie utilizza Lappeenranta per raggiungere la neutralità climatica?
Il caso finlandese combina decarbonizzazione del teleriscaldamento, elettricità rinnovabile, biomasse, recupero del calore industriale e sistemi di accumulo. La città utilizza inoltre sistemi di automazione e intelligenza artificiale per ottimizzare domanda energetica e funzionamento degli edifici. Lappeenranta indica il 2030 come obiettivo di neutralità carbonica.
Perché il teleriscaldamento è strategico nelle città nordiche?
Nei climi freddi il riscaldamento costituisce una componente rilevante dei consumi e delle emissioni urbane. Intervenire sulla rete consente di decarbonizzare simultaneamente numerosi edifici sfruttando fonti rinnovabili, recupero di calore e accumuli termici. Nel caso di Lappeenranta il passaggio dal gas naturale verso biomassa, elettricità e calore di recupero costituisce uno degli assi centrali della transizione energetica.
Qual è il ruolo della mobilità nella strategia climatica di Liepāja?
Secondo i dati riportati nell’articolo, il traffico automobilistico inciderebbe per il 46% sulle emissioni cittadine: per questo Liepāja sta intervenendo su trasporto pubblico, ferrovia, tram, rete ciclabile, micromobilità e gestione digitale dei flussi.
Come possono le città proteggersi da erosione costiera e alluvioni?
Gli interventi dipendono dalla vulnerabilità locale e possono comprendere opere di difesa, laminazione e ritenzione delle acque, rinaturalizzazione, incremento della capacità di drenaggio e gestione dei livelli idrici. Nel caso di Liepāja l’articolo cita un frangiflutti di 225 m, mentre Stoccolma interviene sul sistema di Slussen. La valutazione dovrebbe essere preceduta da analisi di rischio climatico secondo metodologie come quelle della UNI EN ISO 14091:2021.
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