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Caldo estremo e allagamenti: come Houten, Parigi e Totnes stanno riprogettando la città

Dalla mostra Too Hot esposta al Deutsches Architekturmuseum di Francoforte, altri tre casi di centri urbani europei impegnati a contrastare gli effetti del climate change: Houten nei Paesi Bassi, Parigi e Totnes in Gran Bretagna.

Prosegue il viaggio di Ingenio tra le città europee che alle diverse latitudini sono impegnate a contrastare il cambiamento climatico, così come sono raccontate nella mostra Too Hot - Heiße Städte, neue Wege (Città calde, nuove strade) in calendario al Deutsches Architekturmuseum di Francoforte fino al 7 febbraio prossimo.

Nel primo dei cinque articoli in programma, abbiamo descritto le esperienze e i risultati di tre centri urbani collocati nella zona climatica BorealeLappeenranta, Liepaja, Stoccolma.

In questo secondo contributo si raccontano i casi di Houten nei Paesi Bassi, Parigi e Totnes in Gran Bretagna, città ricomprese nella zona climatica Atlantica.


Crisi climatica. L’esempio di tre città della zona Atlantica

Houten (Paesi Bassi)

Houten, centro urbano non lontano da Utrecht, è una città modello costruita negli Anni '60. Grazie a una pianificazione urbanistica improntata alla sostenibilità ambientale, dai suoi tremila abitanti originari oggi ospita oltre 50mila residenti.

La città è dotata di una rete stradale circolare, pensata e realizzata per tenere le auto fuori dal centro, mentre una rete di piste ciclabili e pedonali sicure modellano il tessuto urbano e una serie di spazi verdi collegano i quartieri.

Sebbene sia stata progettata come città per le due ruote, i cambiamenti climatici hanno portato nuove sfide: piogge torrenziali e inondazioni hanno reso necessarie politiche di adattamento. Allo stesso tempo, la città si è impegnata a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e a proteggere dal caldo intenso ciclisti e pedoni.

Ogni anno, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica, la municipalità del centro olandese investe risorse pubbliche nella piantumazione di alberi, nella de-pavimentazione, nell'ampliamento della circolazione ciclabile e pedonale e nel sostegno agli impianti eolici e solari locali.

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Mobilità sicura

A Houten la bicicletta è il principale mezzo di trasporto. I sottopassi stradali separano infatti il traffico ciclabile da quello automobilistico, i ciclisti hanno la precedenza e i percorsi in bicicletta sono più rapidi di quelli in auto. Gli ampi parcheggi per biciclette alle stazioni ferroviarie incentivano l'uso delle due ruote. Una tangenziale (Rondweg) tiene le auto fuori dal centro città.

Per garantire questa condizione di attenzione all’ambiente ancora per anni, la città sta investendo nella resilienza alle isole di calore: ogni anno vengono piantati alberi, con i quali si offre ombra alle piste ciclabili e si favorisce il raffrescamento durante i periodi estivi.

Houten sta anche riducendo il rischio di allagamenti attraverso la rimozione dell'asfalto dalle superfici. L'obiettivo è limitare la percentuale di superfici asfaltate al 40% e destinare il restante 60% ad aree verdi e specchi d'acqua. A tal fine, ogni anno il comune rimuove oltre tremila metri quadrati di asfalto; per ogni strada costruita, la superficie asfaltata si riduce del 10%. Inoltre, almeno 7.500 metri quadrati di superfici pavimentate sono separati dai sistemi di drenaggio e di fognatura. Le superfici porose consentono la ritenzione dell'acqua piovana, riducono il rischio di allagamenti e i costi di manutenzione. Gli abitanti della città infine si prendono cura collettivamente dei nuovi spazi verdi.

Rendere democratici i processi

In collaborazione con altri centri attorno a Utrecht, i Comuni della zona stanno elaborando strategie e mettendo le basi per la protezione e l'adattamento ai cambiamenti climatici, si scambiano esperienze e si implementano controlli reciproci.

Gli alberi, che coprono il 40% delle aree nelle zone residenziali, nei cortili delle scuole e intorno agli edifici pubblici garantiscono la protezione dalle isole di calore urbano; i cosiddetti "rifugi climatici" (luoghi di ritrovo pubblici climatizzati) si trovano a un massimo di 300 metri dalle abitazioni.

La cooperazione regionale comprende anche la transizione energetica, in particolare il passaggio dall’utilizzo del gas all'elettricità prodotta dalle fonti alternative. Infine, un consiglio civico per l'energia, composto da cento persone scelte a caso, ha elaborato una strategia secondo la quale, entro il 2040, Houten produrrà localmente e in modo sostenibile l'energia di cui ha bisogno.


Parigi (Francia)

Parigi è una delle grandi città più densamente popolate d'Europa. Come noto, il suo paesaggio urbano è fortemente influenzato dai tetti di zinco, dichiarato patrimonio universale Unesco.

Circa il 38% della superficie urbana è costituito da questa tipologia di tetto: quattro coperture su cinque a Parigi sono realizzate in zinco. Nello specifico, queste coperture si riscaldano rapidamente, rendendo insostenibile la vita al di sotto di essi durante l'estate. L'inverdimento dei tetti e l'effetto albedo (strati di vernice bianca che riflettono la luce solare) contribuiscono a mitigare il problema. Tuttavia, le superfici metalliche inclinate dei tetti in zinco rendono difficile l'inverdimento.

Roofscapes è una start-up che ha sviluppato una sovrastruttura per tetti verdi sotto forma di piattaforma in legno. La sovrastruttura raffredda gli ambienti sottostanti, crea uno spazio in cui trascorrere del tempo, immagazzina l'acqua piovana e promuove la biodiversità. È stata realizzata per la prima volta sul tetto dell'Académie du Climat, dove ha dimostrato di ridurre la temperatura interna, durante un'ondata di calore, a 17 gradi.

Parigi. La start-up Roofscapes ha sviluppato una sovrastruttura per tetti verdi sotto forma di piattaforma in legno. È stata realizzata per la prima volta sul tetto dell'Académie du Climat (credits, Deutsches Architekturmuseum)
Parigi. La start-up Roofscapes ha sviluppato una sovrastruttura per tetti verdi sotto forma di piattaforma in legno. È stata realizzata per la prima volta sul tetto dell'Académie du Climat. (credits, Deutsches Architekturmuseum)

Nella capitale francese fa notoriamente molto caldo. Dall'industrializzazione, le temperature sono aumentate significativamente: entro il 2050 è previsto un ulteriore incremento di 3,4° C. Dal 2004 l'amministrazione comunale si è posta quindi l'obiettivo di una trasformazione radicale: sostituire l'asfalto con superfici verdi, ridurre il traffico automobilistico e adattare tetti e facciate al clima, le aree lungo la Senna vengono riqualificate per rinfrescare la città e offrire spazi per il tempo libero, mentre vengono promosse campagne di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza di questa trasformazione.

Trasformazione delle strade

Nel 2022 è stato introdotto il limite di velocità di 30 km orari su quasi tutte le strade, ad eccezione della tangenziale e di alcune arterie principali. In questo modo, la mobilità pedonale e ciclabile è stata potenziata e i livelli di rumore e inquinamento sono stati ridotti. La trasformazione delle strade è particolarmente evidente nelle "Rues végétales" e nelle "Rues aux écoles", strade pedonali e alberate che offrono ai bambini un percorso sicuro per raggiungere la scuola, senza esposizione all'inquinamento da particolato fine.

Parigi. Una
Parigi. Una "Rue végétale" nel centro città. L'obiettivo, entro al fine dell’anno, è riconvertire 300 strade in zone pedonali. (credits, Deutsches Architekturmuseum)

Dal 2020 a oggi sono state trasformate 350 strade del centro di Parigi, mentre altre 500 sono in programma per i prossimi anni. La rivoluzione verde si è concentrata a partire dal centro citta: i fattori di pressione ambientale purtroppo sono ancora presenti nelle periferie della metropoli francese.

Le piscine della Senna

Per la prima volta in quasi un secolo, in tre punti balneari centrali è oggi possibile nuotare nella Senna gratuitamente. Le aree di balneazione delimitate proteggono i bagnanti dalle imbarcazioni e dalle correnti. Nell'ambito dei Giochi Olimpici del 2024, il sistema fognario è stato modificato per garantire che una quantità significativamente inferiore di batteri finisca nel fiume.

La sera prima dell'apertura dei Giochi, a Parigi è stata fondata l'alleanza internazionale Swimmable Cities, che oggi conta oltre cento città aderenti. L'Alleanza promuove il diritto alla balneazione sicura nelle acque pubbliche in tutto il mondo.

Parigi. In tre luoghi centrali è possibile nuotare nella Senna. Le aree di balneazione sono delimitate e proteggono i bagnanti dalle imbarcazioni e dalle correnti (credits, Deutsches Architekturmuseum)
Parigi. In tre luoghi centrali è possibile nuotare nella Senna. Le aree di balneazione sono delimitate e proteggono i bagnanti dalle imbarcazioni e dalle correnti. (credits, Deutsches Architekturmuseum)

Sensibilizzazione dei cittadini

Un bosco di fronte al municipio e un'opera d'arte sulla facciata con la scritta "Respect Earth" (Rispetta la Terra) sottolineano l'importanza delle politiche climatiche di Parigi. Questi segnali non si limitano alla sede municipale: in tutta la città, campagne di manifesti informano sulle attività comunali, sui luoghi mantenuti freschi e sull'ubicazione delle fontanelle pubbliche di acqua potabile. A completare il tutto, tre punti di contatto centrali dedicati ai temi del clima, delle questioni sociali e dei giovani. Tre ex municipi di quartiere infine fungono da centri educativi e pongono le basi della strategia olistica per il futuro di Parigi.

Parigi. Un bosco davanti all’Hotel de Ville e un'opera d'arte sulla sua facciata con la scritta
Parigi. Un bosco davanti all’Hotel de Ville e un'opera d'arte sulla sua facciata con la scritta "Respect Earth" (Rispetta la Terra) sottolineano l'importanza delle politiche climatiche. (credits, Deutsches Architekturmuseum)

Totnes (Gran Bretagna)

A Totnes, centro urbano del sud del Devon, nel sud-ovest dell'Inghilterra, le iniziative dei cittadini organizzati hanno assunto da tempo un ruolo centrale nello sviluppo locale. La città è considerata il punto di partenza del movimento internazionale delle Transition Town. Quest'ultimo trae ispirazione dalle previsioni scientifiche secondo cui l'estrazione del petrolio diventerà economicamente insostenibile a lungo termine e sarà necessaria una transizione verso altre fonti energetiche. L'obiettivo è rafforzare l'economia locale, ridurre l'impatto ambientale e, di conseguenza, diventare più resilienti alle conseguenze del cambiamento climatico.

L'idea di non più impiegare le fonti fossili entro il 2030, guidata dalla trasformazione dei settori alimentare, energetico, turistico, dell'istruzione e sanitario, è un'impresa ambiziosa. L'iniziativa non è stata intrapresa dal Comune, ma da cittadini della società civile: oggi sono circa 200 i volontari, appartenenti a diverse associazioni, attivi su questo tema. A coordinare le attività nei settori dell'edilizia abitativa a prezzi accessibili, dell'efficienza energetica e delle imprese locali sono state create delle strutture centrali di coordinamento.

Il modello pone l'accento sulla trasformazione personale come prerequisito per il cambiamento sociale. Un piano in 12 fasi documenta il processo, rendendolo facilmente comprensibile e trasferibile ad altre città.

Utilizzo dell'energia idroelettrica

Totnes è attraversata dal fiume Dart. La centrale idroelettrica di Totnes Weir produce più energia di quanto previsto inizialmente ed è anche resistente a eventi meteorologici estremi. Energy Local Totnes gestisce la centrale come iniziativa comunitaria e combina l'energia idroelettrica con l'energia eolica e solare. La Totnes Renewable Energy Society funge da società di cittadini e si occupa della commercializzazione dell'energia. Le famiglie e le piccole imprese possono acquistare energia rinnovabile, ridurre le bollette elettriche e contribuire alla creazione di una rete energetica sostenibile a vantaggio delle comunità.

Promuovere lo scambio di informazioni

Il Totnes Climate Hub si trova nel centro della città e funge da punto d'incontro e di scambio di informazioni per la città in transizione; offre spazi per il trasferimento di conoscenze e progetti comuni. È stato fondato nel 2018, dopo che il consiglio comunale aveva dichiarato l'emergenza climatica. L'obiettivo è quello di facilitare gli sforzi di persone e aziende, dare visibilità alle iniziative locali e promuovere Totnes come comunità resiliente e sostenibile. Una biblioteca offre informazioni su sostenibilità, nutrizione e cambiamenti climatici. L'hub è gestito da oltre 40 volontari.

Prendersi cura insieme

Caring Town Totnes è una partnership di oltre 80 organizzazioni locali del settore del volontariato, pubblico e privato. La rete riunisce risorse, competenze e idee per promuovere la salute e il benessere a Totnes e nei villaggi circostanti. Fornisce servizi e attività che coprono tutte le fasi della vita. È supportata da centri sanitari e servizi sociali locali, iniziative di volontariato, fornitori privati di assistenza domiciliare, chiese e dal centro per l'impiego locale.


FAQ TECNICHE: Adattamento climatico urbano: i casi di Houten, Parigi e Totnes

1. Che cosa significa adattamento climatico urbano?
L’adattamento climatico urbano comprende interventi e politiche finalizzati a ridurre la vulnerabilità delle città agli effetti presenti e futuri del cambiamento climatico.
Può riguardare ondate di calore, precipitazioni intense, allagamenti, disponibilità idrica e resilienza delle infrastrutture.
La UNI EN ISO 14090:2019 fornisce principi, requisiti e linee guida generali per integrare l’adattamento nei processi decisionali delle organizzazioni.

2. Quali interventi utilizza Houten contro allagamenti e isole di calore?
Houten combina alberature, riduzione delle superfici impermeabili, spazi verdi e specchi d’acqua.
L’articolo indica come obiettivo il 40% massimo di superficie asfaltata e il 60% destinato a verde e acqua.
Ogni anno vengono rimossi oltre 3.000 m² di asfalto e almeno 7.500 m² di superfici pavimentate risultano separati dai sistemi di drenaggio e fognatura.

3. Quale normativa può supportare la progettazione dell’adattamento climatico?
Il riferimento generale più pertinente è la UNI EN ISO 14090:2019, dedicata ai principi e ai processi di adattamento al cambiamento climatico.
Per sistemi destinati alla raccolta e al riuso in sito delle acque meteoriche non potabili è invece pertinente la UNI EN 16941-1:2024.
Quest’ultima non disciplina però l’infiltrazione o l’attenuazione decentralizzata delle acque meteoriche.

4. Perché la de-pavimentazione è utile nella resilienza urbana?
Ridurre le superfici impermeabili permette di incrementare le aree capaci di gestire localmente parte dell’acqua meteorica e di introdurre più vegetazione nel tessuto urbano.
Nel caso di Houten questa strategia viene collegata alla riduzione del rischio di allagamento e all’aumento delle superfici verdi.

5. Come interviene Parigi sulle isole di calore?
L’articolo individua più livelli di intervento: eliminazione dell’asfalto, incremento delle superfici vegetate, riduzione del traffico e adeguamento di tetti e facciate.
Un problema specifico è rappresentato dai tradizionali tetti inclinati in zinco, difficili da rinverdire.
Il progetto Roofscapes utilizza una sovrastruttura lignea sopra la copertura esistente con funzioni di ombreggiamento, fruizione, gestione dell’acqua e incremento della biodiversità.

6. Quale manutenzione richiedono verde urbano, superfici permeabili e sistemi di gestione dell’acqua?
La resilienza non dipende soltanto dalla realizzazione dell’opera, ma dal mantenimento nel tempo della capacità drenante, della vegetazione e dei dispositivi di raccolta.
Per le superfici permeabili vanno verificati fenomeni di intasamento e perdita di infiltrabilità; per alberi e tetti verdi sono necessari controlli vegetazionali e del sistema di drenaggio.
Per sistemi di raccolta dell’acqua piovana, la UNI EN 16941-1:2024 tratta anche messa in servizio e manutenzione.

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