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Edifici certificati LEED in Italia: Milano domina la classifica. Cosa significa per progettisti e investitori

Milano guida l’edilizia sostenibile in Italia con 303 edifici certificati LEED, molti dei quali ai livelli Gold e Platinum, segnale di un mercato immobiliare orientato a efficienza energetica, qualità ambientale indoor e innovazione progettuale.

La diffusione degli edifici certificati LEED mostra come la sostenibilità stia diventando un criterio concreto di progetto e investimento. Milano guida questa transizione con un numero elevato di immobili certificati e una forte presenza dei livelli Gold e Platinum. Un dato che richiama efficienza energetica, qualità ambientale indoor e valore immobiliare, confermando il ruolo strategico dell’edilizia sostenibile.


Edilizia sostenibile e certificazione LEED: perché Milano guida l’Italia e cosa insegna al mercato immobiliare

La transizione verso un’edilizia più sostenibile sta accelerando anche in Italia e Milano si conferma il punto di riferimento nazionale per il costruire “green”.

Un’analisi realizzata da Ollum sui dati ufficiali dello U.S. Green Building Council (USGBC) evidenzia infatti come il capoluogo lombardo sia la città con il maggior numero di edifici certificati LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), superando nettamente Roma e Trento. Questo primato non riguarda solo la quantità di edifici certificati, ma anche la qualità dei progetti realizzati: Milano si distingue infatti per l’elevata percentuale di immobili che raggiungono i livelli più alti della certificazione.

 

Cos’è la certificazione LEED

La certificazione LEED rappresenta oggi uno degli standard internazionali più diffusi per valutare la sostenibilità ambientale degli edifici. Non si limita a misurare il risparmio energetico, ma analizza l’intero ciclo di vita della costruzione e il suo impatto sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone.

Il protocollo prende in considerazione diversi aspetti fondamentali:

  • Efficienza idrica, con sistemi progettati per ridurre il consumo di acqua.
  • Materiali e risorse, privilegiando l’impiego di materiali riciclati o a basso impatto ambientale.
  • Qualità degli ambienti interni, come la salubrità dell’aria, la luce naturale e il comfort degli spazi.
  • Innovazione progettuale, che premia soluzioni tecnologiche e architettoniche avanzate.

Sulla base del punteggio ottenuto durante la valutazione, gli edifici possono ottenere quattro diversi livelli di certificazione:

  • Certified
  • Silver
  • Gold
  • Platinum, il livello più elevato.

 

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La classifica delle città italiane più sostenibili

Lo studio di Ollum restituisce l’immagine di un Paese che procede a velocità diverse nella transizione verso un’edilizia più sostenibile. Alcune città stanno assumendo il ruolo di veri e propri laboratori di innovazione urbana.

In testa alla classifica si trova Milano, con 303 edifici certificati LEED, un numero che la pone nettamente davanti alle altre città italiane. A seguire compaiono Roma e Trento, che rappresenta una sorpresa positiva nella graduatoria nazionale.

 

Milano non solo prima, ma anche più “virtuosa”

Il dato che rende ancora più significativo il primato milanese è la qualità delle certificazioni ottenute. La grande maggioranza degli edifici certificati in città rientra infatti nei livelli più alti del protocollo LEED.

La distribuzione è la seguente:

  • Gold: 64% degli edifici
  • Platinum: 28%
  • Silver: 6%
  • Certified: 2%

In altre parole, quasi un edificio su tre a Milano raggiunge il livello Platinum, il massimo riconoscimento in termini di sostenibilità ed efficienza. Questo indica che il mercato immobiliare locale non si limita a rispettare i requisiti minimi, ma punta sempre più spesso a standard progettuali e tecnologici molto avanzati.


I protocolli per valutare la sostenibilità degli edifici

Oltre alla certificazione LEED esistono diversi protocolli utilizzati per valutare la sostenibilità degli edifici. Tra i più diffusi in Europa c’è BREEAM, sviluppato nel Regno Unito, che analizza aspetti come energia, materiali, mobilità e gestione ambientale del progetto.
Il protocollo WELL, invece, si concentra soprattutto sul benessere degli occupanti, valutando qualità dell’aria, luce, comfort e salute negli ambienti interni. In ambito europeo è rilevante anche DGNB, sistema tedesco basato sull’analisi del ciclo di vita dell’edificio e delle prestazioni economiche nel lungo periodo.
In Italia è utilizzato il Protocollo ITACA, spesso adottato nelle opere pubbliche e nei programmi regionali di sostenibilità.
Un altro riferimento nazionale è CasaClima, nato in Alto Adige, che certifica soprattutto l’efficienza energetica e la qualità costruttiva degli edifici. Questi sistemi, insieme al LEED, contribuiscono a definire standard sempre più avanzati per la progettazione sostenibile.


Un cambiamento che riguarda tutto il settore immobiliare

La crescita degli edifici certificati LEED riflette una trasformazione profonda nel modo di concepire l’edilizia. L’attenzione alla sostenibilità non è più soltanto una scelta etica, ma è diventata anche un fattore economico strategico. Edifici più efficienti dal punto di vista energetico significano infatti minori costi di gestione, maggiore valore immobiliare e una maggiore attrattività per investitori e aziende.

Come sottolinea Saverio Lapini, CEO e co-fondatore di Ollum:

“Questi dati dimostrano come alcune città italiane stiano diventando veri e propri laboratori di innovazione. L’attenzione verso edifici più efficienti e con consumi ridotti è ormai centrale per chi opera nel settore immobiliare.”

 

La sfida dei prossimi anni

Se Milano rappresenta oggi il modello più avanzato, la vera sfida per il futuro sarà estendere questa cultura costruttiva anche al resto del Paese. Diffondere standard come il LEED su scala nazionale significherebbe contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni e al contrasto del cambiamento climatico.

Il percorso verso città più sostenibili passa quindi anche dall’architettura e dalla qualità degli edifici in cui viviamo e lavoriamo: dalle case agli uffici, fino ai grandi progetti urbani. Milano ha indicato la strada; ora la sfida è trasformare questo esempio in una pratica diffusa in tutta Italia.

 


FAQ tecniche + Edifici certificati LEED: Milano guida l’edilizia sostenibile

  • Che cos’è la certificazione LEED?
    La certificazione LEED è un protocollo internazionale che valuta la sostenibilità ambientale degli edifici. Considera diversi aspetti del progetto, tra cui efficienza energetica, gestione dell’acqua, materiali, qualità ambientale interna e innovazione. Il risultato finale colloca l’edificio in uno dei livelli previsti: Certified, Silver, Gold o Platinum.
  • In quali contesti si applica?
    Si applica a nuove costruzioni, immobili direzionali, complessi residenziali, spazi commerciali e interventi di riqualificazione. È particolarmente rilevante nei contesti urbani ad alta intensità immobiliare e nei progetti orientati a prestazioni, attrattività e valorizzazione patrimoniale.
  • Quali prestazioni e requisiti prende in esame il protocollo LEED?
    Il protocollo valuta prestazioni legate a energia, acqua, materiali e comfort interno. Rientrano nella valutazione anche salubrità dell’aria, accesso alla luce naturale, gestione del sito e qualità complessiva del progetto. I requisiti cambiano in funzione della tipologia di edificio, della versione del protocollo adottata e della configurazione progettuale.
  • Quali indicazioni progettuali sono rilevanti per integrare un approccio LEED?
    L’approccio LEED richiede coordinamento fin dalle prime fasi tra architettura, involucro, impianti, scelta dei materiali e gestione del cantiere. Sono decisivi i nodi tra efficienza energetica, qualità dell’aria interna, apporti di luce naturale e controllo dei consumi. La compatibilità tra soluzioni tecniche, documentazione e obiettivi di punteggio va verificata caso per caso.
  • In che modo LEED incide su comfort, salubrità e durabilità dell’edificio?
    La certificazione valorizza aspetti che incidono direttamente sull’uso quotidiano degli spazi, come comfort indoor, ventilazione, qualità dell’aria e benessere ambientale. Questo orienta il progetto verso edifici più equilibrati sotto il profilo prestazionale. La durabilità dipende poi dalla qualità delle soluzioni adottate, dalla posa, dalla manutenzione e dalla coerenza del sistema edificio-impianto.

 

Fonte: Ollum

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