Sergio Mattarella e Renzo Piano al Politecnico di Milano: ai giovani il coraggio di sbagliare e costruire il futuro
Mattarella e Renzo Piano al Politecnico hanno trasformato una lezione sull’“Arte del costruire” in un messaggio ai giovani progettisti: il futuro si costruisce con passione, ascolto, dubbio, verifica e anche con il coraggio di sbagliare.
L’incontro tra Sergio Mattarella e Renzo Piano al Politecnico di Milano ha assunto il valore di una lezione pubblica sul significato del costruire. Davanti agli studenti, il presidente ha richiamato il ruolo dell’errore, del dubbio e dell’ascolto come strumenti di conoscenza e responsabilità civile. Piano ha collegato questi temi alla pratica dell’architettura, alla bellezza nelle periferie e alla trasformazione urbana della Bovisa-Goccia. Il valore per tecnici e progettisti sta nel ribadire che progettare significa verificare, correggere, ascoltare i luoghi e contribuire alla qualità della vita collettiva.
Architettura e responsabilità pubblica: Renzo Piano e Mattarella agli studenti del Politecnico di Milano
Alla sede della Fondazione Renzo Piano, all’interno del Politecnico di Milano, il Presidente della Repubblica Mattarella è stato ricevuto da un gruppo di rappresentanti istituzionali e accademici: Renzo Piano, la rettrice Donatella Sciuto, Ferruccio Resta — ex rettore dell’ateneo e oggi alla guida della Fondazione TEF — il governatore lombardo Attilio Fontana, il sindaco Giuseppe Sala e il prefetto Claudio Sgaraglia.

L’ingresso di Mattarella ha trasformato per qualche istante gli spazi del Politecnico in un luogo di accoglienza collettiva: diversi studenti si sono affacciati dalle finestre per salutarlo con un applauso. Il Presidente ha risposto al loro entusiasmo con un cenno della mano, prima di raggiungere Renzo Piano e stringerlo in un abbraccio.
Quella al Politecnico non è stata l’unica tappa milanese della giornata. Poco dopo, Mattarella si è recato al Teatro alla Scala, per partecipare alla commemorazione dell’ottantesimo anniversario della sua riapertura: un passaggio simbolico nella storia culturale del Paese, dopo la ricostruzione seguita alle distruzioni della guerra.

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La lezione di Renzo Piano e il progetto della Goccia alla Bovisa
Nel corso dell’incontro, Renzo Piano ha accompagnato Mattarella tra le tavole esposte nella sala della Fondazione, illustrando anche il progetto di riqualificazione della Goccia, l’area della Bovisa a Milano oggetto di un importante intervento urbano. Un luogo fortemente legato al futuro del Politecnico e alla trasformazione di una parte significativa della città.
Il laboratorio “Arte del costruire” è pensato come un momento di confronto diretto con gli studenti: non una lezione frontale tradizionale, ma un esercizio critico sul progetto, sulla sua complessità e sui suoi possibili errori. Piano ha spiegato che invita i ragazzi a osservare i progetti esposti e a individuare ciò che non funziona, perché anche nelle opere più importanti esiste sempre un margine di miglioramento.
Per l’architetto, questo metodo serve a trasmettere non semplicemente nozioni, ma un atteggiamento: la passione, la tenacia, l’ostinazione necessaria per arrivare “al centro delle cose”. E, soprattutto, la consapevolezza che anche il maestro può sbagliare.

Mattarella agli studenti: “La vostra generazione ha passione”
Nel dialogo con Renzo Piano, Mattarella ha rivolto parole di fiducia ai giovani presenti, riconoscendo in loro una forte energia civile e creativa.
Secondo il presidente, questa generazione possiede passione, forse persino più delle precedenti. Una passione che deve però trovare una strada propria, nuova, non imposta da chi è venuto prima. Agli adulti, ha osservato Mattarella, spetta il compito di trasmettere valori di convivenza, non modelli rigidi di comportamento.
“Le strade sono vostre e vi appartengono”, ha detto rivolgendosi ai ragazzi, invitandoli a non farsene indicare il percorso dai “vecchi”, ma a inventarlo e costruirlo autonomamente. Un messaggio particolarmente significativo in un luogo come il Politecnico, dove la formazione tecnica si intreccia con la responsabilità di progettare spazi, infrastrutture e città.

Il valore dell’errore: sbagliare come atto di coraggio
Uno dei passaggi centrali dell’incontro è stato dedicato al tema dell’errore. Sollecitato da Renzo Piano, Mattarella ha ricordato che molte scoperte fondamentali sono nate proprio da percorsi sbagliati, da tentativi falliti o da strade di ricerca inizialmente considerate improduttive.
Per il presidente, sbagliare può essere prezioso perché presuppone il coraggio di provare, di insistere, di non fermarsi alla prima difficoltà. Nell’errore, se affrontato con intelligenza e responsabilità, può nascondersi una possibilità di conoscenza inattesa.
È un messaggio che riguarda da vicino il mondo del progetto: l’architettura, l’ingegneria, la ricerca e l’innovazione procedono spesso per prove, verifiche, revisioni, intuizioni da correggere. L’errore non è dunque il contrario della qualità, ma può diventare uno degli strumenti attraverso cui la qualità viene raggiunta.

Ascolto, dubbio e verifica: tre parole chiave per costruire meglio
Mattarella ha insistito anche sul valore dell’ascolto, definendolo non una semplice cortesia, ma un arricchimento indispensabile. Ascoltare, ha sottolineato, è una pratica decisiva nelle relazioni tra le persone e persino nei rapporti internazionali: se si ascoltasse di più, ha osservato, se ne trarrebbe un grande vantaggio anche per la pace.
L’ascolto, però, non è sempre facile. Il presidente ha richiamato il tema dell’orgoglio e della presunzione, indicando proprio nella chiusura all’altro uno dei rischi più pericolosi per la vita civile e democratica.
Accanto all’ascolto, Mattarella ha posto il valore del dubbio. Ai giovani ha ricordato l’importanza di sottoporsi continuamente ad autoverifica, di interrogare ciò che appare certo, di non lasciarsi bloccare dalle apparenze. Il dubbio, in questa prospettiva, non indebolisce l’azione, ma la rende più consapevole.
Per Mattarella, la verifica costante è anche uno degli ingredienti fondamentali della democrazia: permette di correggere la rotta, di rafforzare la fiducia in ciò che si fa e di evitare la presunzione di procedere in modo ottuso.

Architettura come disciplina che raccoglie tutto
Nel suo intervento, il presidente ha dedicato un passaggio significativo all’architettura. Ricordando la sua esperienza di docente alla Facoltà di Giurisprudenza, ha raccontato come alcuni colleghi guardassero con una certa insofferenza all’atteggiamento degli architetti, percepiti come convinti che la loro disciplina contenesse tutto.
Mattarella ha riconosciuto che, in fondo, questa convinzione ha un fondamento: l’architettura raccoglie molte dimensioni del sapere, dalla tecnica alla società, dalla bellezza alla responsabilità pubblica. Proprio per questo, però, richiede un supplemento di verifica, attenzione e scrupolo.
Vedere i luoghi, controllare, misurare, confrontarsi con la realtà: per il presidente sono esercizi indispensabili per chi progetta. Un’esortazione che vale per tutti, ma in modo particolare per gli studenti chiamati a formarsi nelle discipline del costruire.
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Renzo Piano: nelle periferie c’è bisogno di bellezza
Renzo Piano ha poi richiamato uno dei temi più presenti nella sua ricerca progettuale: il rapporto tra architettura, periferie e bellezza. Molti dei progetti mostrati agli studenti, ha spiegato, riguardano periferie del mondo, luoghi dove la bellezza è necessaria.
L’architetto ha precisato di usare questa parola con cautela, perché spesso viene fraintesa come qualcosa di superficiale o frivolo. Ma la bellezza, nella sua accezione più profonda, non appartiene solo al mondo visibile. È anche una qualità delle idee, delle persone, delle relazioni e del modo in cui gli spazi possono generare dignità.
Portare bellezza nelle periferie significa allora lavorare sulla qualità della vita, sulla possibilità di riconoscersi nei luoghi, sulla capacità dell’architettura di contribuire alla coesione sociale.

Piano: “Mattarella è vicino alla gente”
Al termine dell’incontro, Renzo Piano ha espresso grande soddisfazione per il dialogo con il presidente. Ha definito Mattarella un presidente straordinario, vicino alla gente e profondamente interessato ai giovani.
L’architetto ha raccontato che il confronto nasce anche dai colloqui avuti nel tempo con il Capo dello Stato, spesso dedicati proprio a ciò che le generazioni più mature possono trasmettere ai ragazzi: non soltanto competenze, ma passione, metodo, ostinazione e senso della responsabilità.
Anche la rettrice Donatella Sciuto ha sottolineato il valore educativo dell’incontro, leggendo nelle parole di Mattarella un invito a costruire modelli di convivenza civile, condizione essenziale per la pace.
Costruire non solo edifici, ma responsabilità
L’incontro tra Sergio Mattarella, Renzo Piano e gli studenti del Politecnico di Milano ha assunto così un significato che va oltre la cronaca istituzionale. Dentro la cornice dell’“Arte del costruire” si è parlato di progetto, ma anche di cittadinanza; di architettura, ma anche di democrazia; di giovani, ma soprattutto della fiducia da riporre nella loro capacità di inventare strade nuove.
Errore, ascolto, dubbio, verifica, bellezza e ostinazione sono emersi come parole chiave di una formazione che non riguarda solo chi progetta edifici, ma chiunque sia chiamato a contribuire alla costruzione del futuro.
Fonte:
- ANSA
- Politecnico di Milano
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