Dalla norma al progetto: il vero valore delle simulazioni energetiche negli uffici. Intervista all’Ing. Giuseppe Romano
Le simulazioni energetiche negli edifici ad uso ufficio non sono più solo un adempimento normativo, ma uno strumento decisionale che orienta scelte su involucro, impianti e comfort attraverso modelli dinamici e integrazione BIM. L’intervista analizza quando utilizzarle, i limiti attuali e le prospettive evolutive, con il contributo dell’Ing. Giuseppe Romano, Project Manager di Manens Spa.
Negli edifici ad uso ufficio la simulazione energetica non è più solo verifica normativa, ma leva progettuale. I modelli dinamici consentono di valutare involucro, impianti e comfort termoigrometrico in condizioni reali di esercizio, ottimizzando consumi e potenze. Dalla scelta dei terminali alla gestione estiva, la simulazione orienta decisioni strategiche lungo tutto il processo.
Simulazioni energetiche negli edifici ad uso ufficio: come usarle per ottimizzare impianti e comfort
Le simulazioni energetiche negli edifici ad uso ufficio stanno evolvendo da semplice requisito normativo a strumento strategico di progettazione. Non servono solo a dimostrare il rispetto dei limiti di legge, ma a guidare scelte su involucro, sistemi impiantistici, comfort termoigrometrico e riqualificazione del costruito. Attraverso modelli dinamici, integrazione (ancora parziale) con il BIM e un uso consapevole delle normative tecniche, il progettista può valutare scenari, ottimizzare le prestazioni, dialogare meglio con committenti e professionisti coinvolti e sostenere il passaggio verso impianti più efficienti. L’articolo racconta come e quando usare le simulazioni, i loro limiti attuali e le prospettive future attraverso un’intervista all’Ing. Giuseppe Romano, Project Manager presso Manens Spa.

Simulazioni energetiche per edifici ad uso ufficio: da adempimento normativo a strumento di progetto
Negli ultimi anni le simulazioni energetiche sono passate dall’essere un mero adempimento normativo a un potente strumento di supporto alle decisioni progettuali, soprattutto nel settore degli edifici ad uso ufficio. Non si tratta più soltanto di “dimostrare” il rispetto dei requisiti di legge, ma di usare i modelli energetici per guidare in modo consapevole scelte su involucro, impianti, comfort e gestione.
In questa prospettiva, la figura del progettista impiantista o del consulente energetico non si limita a calcolare fabbisogni e potenze, ma diventa un interlocutore chiave nel coordinamento multidisciplinare del progetto.
Quando entrano in gioco le simulazioni nel processo di progetto?
Idealmente, le simulazioni energetiche dovrebbero entrare in gioco fin dalle prime fasi di progetto, quando sono ancora aperte le decisioni strategiche su:
- orientamento dell’edificio;
- configurazione e stratigrafia dell’involucro;
- rapporto pieno/vuoto e tipo di facciata;
- impostazione generale del sistema impiantistico.
In queste fasi iniziali, infatti, il modello energetico può guidare le “macro-scelte” con un grande impatto sui consumi e sul comfort a fronte di costi ancora relativamente contenuti.
Nella pratica, però, è più frequente che le simulazioni vengano introdotte “a metà” del percorso, quando il progetto di massima è già abbastanza definito e si sta entrando nel definitivo.
In questo momento:
- i dati di input sono sufficientemente “corposi” e affidabili;
- si possono produrre risultati tecnicamente solidi;
- le simulazioni possono verificare e ottimizzare le scelte già impostate, ad esempio nella definizione dei terminali di emissione, delle strategie di controllo, delle prestazioni estive dell’involucro.
Le simulazioni dinamiche, a differenza dei calcoli stazionari o semi-stazionari usati per la conformità legislativa, non sono obbligatorie: la loro introduzione è a discrezione del progettista e/o del committente. Proprio per questo, quando vengono adottate lo si fa con un obiettivo chiaro: ridurre i rischi di errori progettuali, migliorare le prestazioni e argomentare le scelte in modo trasparente.
Simulazioni di conformità vs. simulazioni per l’ottimizzazione
Nel contesto italiano è obbligatoria una valutazione energetica di base, spesso eseguita con software certificati che operano in regime stazionario o semi-stazionario, pensati per:
- verificare il rispetto dei limiti di legge;
- produrre APE e documentazione per le pratiche edilizie;
- classificare l’edificio secondo gli indicatori normativi.
Questa è la “simulazione di conformità”: fondamentale, ma con un livello di dettaglio e di aderenza alle reali condizioni d’uso limitato. A questa, i nuovi CAM Edilizia affiancano l’obbligo di simulazioni più approfondite per la verifica di specifici requisiti prestazionali, in particolare sul comportamento estivo, sul comfort interno e sul rischio di surriscaldamento, introducendo così un primo passaggio dalla mera conformità formale a una valutazione più realistica delle prestazioni dell’edificio.
Le simulazioni dinamiche avanzate (basate su codici come EnergyPlus, TRNSYS o equivalenti) hanno invece un’altra finalità: l’ottimizzazione delle prestazioni. Permettono di:
- valutare il comportamento ora per ora lungo l’intero anno;
- analizzare scenari di utilizzo, strategie di regolazione, profili di occupazione;
- confrontare diverse soluzioni di involucro e impianto in termini di consumi, picchi di potenza, comfort termoigrometrico.
Sono meno “normative” e più “progettuali”: diventano un laboratorio virtuale in cui testare scelte e configurazioni prima che vengano realizzate.
Dall’involucro agli impianti: come le simulazioni orientano il progetto
Un aspetto centrale è il ruolo delle simulazioni energetiche nel guidare le scelte impiantistiche, soprattutto negli uffici, dove il tema non è solo “riscaldare”, ma soprattutto gestire efficacemente il periodo estivo e il comfort in condizioni altamente variabili.
Evoluzione dei set-point e del comfort igrometrico
Storicamente, la progettazione per gli uffici si è basata su condizioni interne “standard” come:
- 26 °C in estate con 50% di umidità relativa;
- Impianto ad aria primaria e terminali tipo fan-coil con acqua refrigerata a 7–12 °C.
Oggi, spinte dalla decarbonizzazione e dall’analisi del ciclo di vita, le tendenze normative e tecniche vanno in un’altra direzione:
- ampliare la forbice dell’umidità relativa:
- in estate spostarsi verso il 60–70%;
- in inverno scendere verso il 40–30%;
- progettare impianti che possano funzionare con temperature di mandata più alte in raffrescamento (es. 14–19 o 15–20 °C), riservando i 7–12 °C solo dove è indispensabile un controllo molto spinto dell’umidità.
Per intraprendere questo cambio di paradigma serve evidenza tecnica solida: qui la simulazione dinamica è cruciale, perché permette di:
- stimare consumi e potenze con i nuovi set di condizioni interne;
- verificare l’impatto sul comfort secondo gli standard di riferimento;
- valutare i benefici energetici di un innalzamento della temperatura dell’acqua refrigerata.
Scelta dei terminali: oltre il fan-coil
La simulazione aiuta anche ad ampliare il ventaglio delle soluzioni sui terminali di impianto, mantenendo le stesse logiche di aria primaria ma esplorando sistemi come:
- travi fredde;
- soffitti radianti;
- baffle acustici radianti a soffitto, molto diffusi in Austria, Svizzera, Germania, che:
- consentono riscaldamento e raffrescamento ad alte efficienze;
- integrano un forte assorbimento/fonoisolamento acustico;
- migliorano sensibilmente il comfort negli open space.
Più è accurata la definizione dei carichi tramite simulazione, maggiore è la libertà – e al tempo stesso la sicurezza – nel proporre soluzioni impiantistiche innovative, valorizzando comfort termico, acustico e visivo in un’ottica integrata.
Simulazioni e approccio multidisciplinare
Un altro punto chiave è la necessità che le simulazioni non restino “chiuse” nel mondo impiantistico, ma diventino strumento di coordinamento multidisciplinare.
Integrazione con BIM e altri modelli
Il BIM è uno strumento fondamentale, soprattutto come:
- base geometrica condivisa dell’edificio;
- sorgente da cui esportare modelli (ad esempio via formati IFC) da dare “in pasto” ai software specialistici di simulazione.
Oggi l’integrazione BIM–simulazione è ancora poco diffusa in modo pienamente operativo, per varie ragioni:
- i software di simulazione più evoluti provengono spesso da contesti americani/anglosassoni e non implementano in modo nativo le metodologie normative europee;
- i flussi di lavoro BIM-to-simulation non sono ancora davvero “plug & play”: richiedono competenze specifiche e una buona pulizia e strutturazione del modello.
Nonostante questi limiti, il potenziale è enorme: un BIM ben impostato consente di derivare rapidamente geometrie, superfici, volumi e layout per le simulazioni, riducendo tempi e incoerenze.
In parallelo, le simulazioni energetiche dialogano con:
- analisi illuminotecniche (luce naturale e artificiale);
- valutazioni di comfort termoigrometrico (indici, ore di discomfort);
- acustica (legata all’involucro e agli impianti);
- verifiche sulle strategie di ventilazione e qualità dell’aria.
L’obiettivo è una progettazione realmente integrata, in cui il modello energetico non solo dimensiona gli impianti, ma guida scelte su facciata, schermature, aperture, materiali interni.
Normative tecniche, committenti e cultura progettuale
Le normative tecniche – come nel caso della UNI EN 16798 e del relativo allegato nazionale che ha aggiornato le classi di umidità verso forbici più ampie – rappresentano lo stato dell’arte riconosciuto a livello europeo.
Dal punto di vista del progettista intervistato:
- le norme sono un riferimento imprescindibile per chi progetta seriamente;
- in altri Paesi europei sono spesso più “ascoltate” e hanno maggiore peso nelle decisioni.
In Italia, però, rimane forte il peso della prassi consolidata e delle richieste dei committenti, spesso ancorati ai valori “storici” (es. 26 °C e 50% UR) perché “si è sempre fatto così”.
Qui emerge un nodo culturale: il progettista, invece di limitarsi a dire “sì” al committente, dovrebbe utilizzare normative e risultati di simulazione per:
- spiegare le conseguenze delle scelte richieste;
- mostrare in modo quantitativo il costo energetico e impiantistico di certe impostazioni;
- proporre alternative in linea con lo stato dell’arte.
Questa attività di mediazione tecnico-culturale in Italia è ancora poco sviluppata, ma è decisiva per fare davvero un salto di qualità nella progettazione degli uffici.
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Nel pdf si continua parlando di:
- Riqualificazione degli uffici: perché la simulazione è ancora più importante
- Limiti attuali e prospettive: verso digital twin e simulazioni in tempo reale
- Un consiglio a chi inizia a occuparsi di simulazioni energetiche per uffici
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